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Auto 2035, ENVI propone il taglio CO₂ all’87,5%: l’iter resta aperto

Auto, furgoni e un camion su una strada a carreggiate separate fra alberi e prati
Traffico su una strada a carreggiate separate fra alberi e prati. Foto illustrativa d’archivio, pubblicata il 27 maggio 2021; non documenta il voto europeo e non è identificata come strada italiana. Foto: Artur Zudin / Unsplash, Unsplash License. Immagine integrale ridimensionata.

La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato il 4 novembre una proposta di revisione degli obiettivi di CO₂ per le nuove auto: per il 2035 indica una riduzione dell’87,5%, rispetto al 100% previsto dalle regole attuali. Il voto, passato con 48 favorevoli, 30 contrari e due astensioni, non conclude l’iter. Come riferisce EuroEFE nel resoconto del 4 novembre, occorrono ancora il passaggio in plenaria e il negoziato con il Consiglio dell’UE.

Auto, furgoni e un camion su una strada a carreggiate separate fra alberi e prati
Traffico su una strada a carreggiate separate fra alberi e prati. Foto illustrativa d’archivio, pubblicata il 27 maggio 2021; non documenta il voto europeo e non è identificata come strada italiana. Foto: Artur Zudin / Unsplash, Unsplash License. Immagine integrale ridimensionata.

Che cosa significa il nuovo obiettivo proposto

La percentuale riguarda le emissioni medie della flotta di nuove autovetture di ciascun costruttore, rispetto al riferimento del 2021. Non descrive quindi la riduzione richiesta a ogni singola automobile. EuroEFE spiega che il testo consentirebbe di utilizzare crediti legati all’acciaio a basse emissioni prodotto nell’Unione per arrivare a una riduzione complessiva del 95%.

Il resoconto di Eunews precisa il limite di questi crediti: 7,5 punti percentuali rispetto al riferimento europeo del 2021. È un meccanismo di compensazione proposto per i produttori, non un contributo economico destinato a chi acquista un’auto.

Per i furgoni, la posizione votata indica una riduzione del 35% nel 2030 e dell’80% nel 2035. Anche queste cifre appartengono al testo in discussione: presentarle come nuove regole già definitive anticiperebbe l’esito dei passaggi europei ancora necessari.

I crediti per le elettriche e il nodo dei carburanti

La proposta mantiene incentivi nel calcolo delle emissioni per alcune elettriche prodotte nell’UE. Secondo Eunews, le auto compatte lunghe al massimo 4,2 metri conterebbero come 1,4 veicoli, mentre quelle ad alta efficienza come 1,2. I moltiplicatori aumenterebbero di 0,1 nei programmi di leasing sociale. Si tratta di un peso maggiore nel conteggio della flotta, distinto da uno sconto sul prezzo di vendita.

Il testo propone inoltre di includere fra i veicoli a zero emissioni quelli alimentati esclusivamente con determinati carburanti rinnovabili e a basse emissioni, indicati con la sigla VEEF. Questo elemento è al centro della reazione italiana arrivata il giorno successivo.

Connettore blu e nero inserito nella presa di ricarica di un’auto
Connettore nella presa di ricarica di un’auto. Foto illustrativa d’archivio, pubblicata il 9 ottobre 2023; non documenta il voto ENVI né certifica le caratteristiche di un modello. Foto: Marek Studzinski / Unsplash, Unsplash License. Immagine integrale ridimensionata.

Motus-E chiede investimenti industriali

Nel comunicato del 5 novembre, il presidente di Motus-E Fabio Pressi valuta positivamente il mantenimento di un obiettivo elevato di elettrificazione, ma chiede una politica industriale capace di sostenerlo. Per l’associazione, discutere soltanto delle soglie senza creare le condizioni per raggiungerle può penalizzare la competitività europea.

Pressi considera i VEEF un fattore di incertezza per gli investimenti e sostiene che i carburanti rinnovabili disponibili in quantità limitate dovrebbero essere destinati soprattutto ad aviazione e trasporto marittimo. Sono valutazioni e richieste dell’associazione, da distinguere dal contenuto del voto e da risultati ambientali già dimostrati per ciascuna tecnologia.

Motus-E propone anche strumenti pubblici capaci di attirare capitali privati, investimenti nei componenti elettrici e regole chiare sul trasferimento tecnologico. Il comunicato non apre un incentivo per gli automobilisti italiani.

Quali passaggi seguire adesso

La plenaria è attesa a dicembre, secondo EuroEFE ed Eunews, prima delle trattative con gli Stati membri. Per chi deve scegliere un’auto, il dato concreto è dunque lo stato ancora aperto della revisione. Il confronto politico non permette di ricavare oggi un nuovo listino o condizioni d’acquisto.

Su questi aspetti restano distinti i dati del mercato italiano di ottobre e le condizioni commerciali dei modelli, come quelle della Nissan Pixo venduta in Italia: raccontano rispettivamente acquisti registrati e offerte effettive, non l’esito futuro del negoziato europeo.

Fonti e crediti

EuroEFE, voto ENVI e iter europeo, 4 novembre 2026; Eunews, obiettivi e meccanismi proposti, 4 novembre 2026; Motus-E, posizione dell’associazione, 5 novembre 2026. Fotografie illustrative d’archivio: autori, pagine originali e licenza sono indicati nelle didascalie.

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