Economia

Gas, Codacons stima 860 euro per l’inverno: cosa misura il confronto

Valvola manuale e radiatore bianco in una fotografia in bianco e nero
Radiatore domestico, fotografia d’archivio pubblicata il 24 aprile 2020; immagine di contesto, non un’utenza dello studio. Foto: hessam nabavi / Unsplash originale, Unsplash License. Ridimensionamento proporzionale, senza ritaglio.

Il Codacons stima in circa 860 euro la spesa media per il gas del prossimo inverno per le famiglie con un contratto a prezzo variabile, mantenendo i prezzi ai livelli attuali. La proiezione, pubblicata il 7 novembre, indica circa 630 euro per determinate offerte a prezzo fisso. Sono scenari costruiti con ipotesi diverse: la distanza tra i due importi non rappresenta uno sconto che oggi ogni famiglia può ottenere cambiando contratto.

La nota originale dell’associazione, ripresa anche da Agenzia giornalistica Opinione, descrive una possibile spesa complessiva stagionale, non una tariffa nazionale appena entrata in vigore. Per usare quei numeri nel bilancio domestico bisogna guardare soprattutto al periodo considerato, al contratto e ai consumi.

Valvola manuale e radiatore bianco in una fotografia in bianco e nero
Radiatore domestico, fotografia d’archivio pubblicata il 24 aprile 2020; immagine di contesto, non un’utenza dello studio. Foto: hessam nabavi / Unsplash originale, Unsplash License. Ridimensionamento proporzionale, senza ritaglio.

Da quali dati nasce la stima

Il calcolo utilizza i consumi regionali di gas per abitazioni e condomini rilevati da ARERA nel 2024 e i prezzi medi delle offerte effettivamente scelte dai consumatori lo scorso inverno. Il riferimento stagionale è dicembre–marzo. Gli importi comprendono materia prima, oneri di rete e di sistema, imposte e tasse: non riguardano soltanto il gas acquistato all’ingrosso.

A questa base il Codacons applica gli aumenti sul mercato libero registrati nell’ultimo mese dall’Istat. La nota espone l’impostazione del calcolo, ma non allega un prospetto dettagliato che consenta di ricostruire ogni passaggio per singola regione. La stima va quindi attribuita all’associazione; non è una nuova determinazione dei prezzi da parte di ARERA.

I 230 euro tra fisso e variabile non sono i 205 euro sull’anno

860 meno 630 fa 230 euro: è la differenza aritmetica tra i due scenari presentati. Quello da 630 euro presuppone però un’offerta a prezzo fisso di 12 o 24 mesi rimasta ai livelli rilevati lo scorso inverno. Non descrive automaticamente le condizioni di un nuovo contratto sottoscrivibile oggi.

I circa 205 euro citati separatamente dal Codacons indicano invece l’aggravio medio del variabile rispetto al periodo dicembre 2025–marzo 2026. Cambia il termine di confronto: nel primo caso si confrontano due ipotesi contrattuali, nel secondo due inverni. Sommare le due differenze produrrebbe un aumento che lo studio non afferma.

Radiatore sotto una finestra con tende e una pianta nella stanza
Radiatore domestico, fotografia d’archivio pubblicata il 10 giugno 2020; immagine di contesto, non un’utenza dello studio. Foto: Didssph / Unsplash originale, Unsplash License. Ridimensionamento proporzionale, senza ritaglio.

Perché le cifre regionali sono diverse

La proiezione supera 1.300 euro in Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige; indica 1.180 euro in Lombardia e 1.095 in Veneto. All’estremo opposto riporta circa 487 euro in Sicilia e 494 in Campania. Sono importi complessivi stimati, non rincari di quella dimensione.

L’associazione collega le differenze al clima, alle caratteristiche degli insediamenti e alla diffusione del gas nei territori. Non presenta una fattura individuale: abitare nella stessa regione non significa avere identici consumi o condizioni di fornitura.

Il dato ARERA di ottobre misura un’altra cosa

Nel comunicato del 3 novembre, ARERA ha indicato un aumento del 9,1% per l’utente tipo del Servizio di tutela della vulnerabilità. È l’aggiornamento relativo a ottobre già spiegato da LSDI: non è la previsione stagionale del mercato libero diffusa oggi dal Codacons. Anche il quadro dell’inflazione Istat di ottobre riguarda un indicatore differente.

Restano da conoscere prezzi e consumi effettivi dei prossimi mesi. Il Codacons avverte che ulteriori rialzi dell’energia aggraverebbero il conto dei contratti variabili. Gli 860 euro vanno dunque letti come una proiezione alle condizioni attuali, non come l’importo già deciso della prossima bolletta.

Fonti e crediti verificabili

Codacons, comunicato del 7 novembre 2026; Agenzia giornalistica Opinione, 7 novembre, ore 10:50, ripresa della stessa analisi e non uno studio indipendente; ARERA, aggiornamento del 3 novembre, per il diverso perimetro della vulnerabilità. Fotografie d’archivio con fonti e licenza nelle didascalie: non documentano utenze dello studio.

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