Economia

Acquisti extra UE, contributo doganale da 2 euro: conta la voce dichiarata

Una persona prepara una scatola di cartone sul tavolo con materiali da imballaggio
Preparazione di un pacco su un tavolo: fotografia illustrativa d’archivio, pubblicata il 4 dicembre 2015; non documenta la nuova procedura doganale. Foto: Bench Accounting / Unsplash, Unsplash License. Immagine integrale ridimensionata.

Dal 1° novembre 2026 gli acquisti a distanza di merci importate nell’Unione europea sono interessati dalla Union handling fee (UHF), il contributo doganale da 2 euro. La decorrenza è indicata dalla Commissione europea. Per chi compra dall’Italia, il punto da capire è l’unità di calcolo: il contributo si applica alla voce della dichiarazione doganale, non automaticamente una sola volta per ogni scatola ricevuta.

Il cambiamento va distinto dal dazio temporaneo di 3 euro, operativo da luglio, e dai codici identificativi PID obbligatori da novembre. Sono tre elementi con funzioni diverse: un costo per la gestione doganale, un dazio e informazioni necessarie alla dichiarazione. L’avvio contemporaneo di UHF e PID non li rende un unico addebito.

Una persona prepara una scatola di cartone sul tavolo con materiali da imballaggio
Preparazione di un pacco su un tavolo: fotografia illustrativa d’archivio, pubblicata il 4 dicembre 2015; non documenta la nuova procedura doganale. Foto: Bench Accounting / Unsplash, Unsplash License. Immagine integrale ridimensionata.

Due euro per voce, non per ogni oggetto

La guida della Commissione del 5 ottobre chiarisce che, nell’applicazione informatica, UHF e dazio temporaneo sono calcolati per riga della dichiarazione, indipendentemente dal numero di pezzi indicati su quella riga. La nozione di articolo doganale considera classificazione tariffaria, descrizione e, quando richiesta, origine.

Un esempio aritmetico aiuta: una dichiarazione con una sola voce comporta 2 euro di UHF; con due voci, 4 euro. Questo non permette di decidere liberamente come raggruppare la merce e non rappresenta il totale da pagare. Dazi, IVA ed eventuali servizi del trasportatore richiedono un conteggio separato.

La soglia di 150 euro non esclude il contributo

La guida distingue anche il campo di applicazione: l’UHF riguarda le vendite a distanza importate anche oltre i 150 euro. Non bisogna quindi trasferire al contributo la soglia usata per il dazio temporaneo sulle spedizioni di modico valore. Né tutti i pacchi sono vendite a distanza: il tipo di operazione resta determinante.

La novità è attuale per la sua entrata in applicazione, mentre le istruzioni erano state pubblicate prima di novembre. Non è una tassa annunciata oggi né una misura riservata a un singolo sito. Il tema riguarda il modello delle importazioni online, già al centro del confronto sulle piattaforme della moda a basso prezzo.

Vista aerea di container e corsie di un terminal merci a Bukit Merah, Singapore
Container a Bukit Merah, Singapore: fotografia illustrativa d’archivio, pubblicata il 10 maggio 2017; non rappresenta una dogana italiana o una spedizione soggetta all’UHF. Foto: CHUTTERSNAP / Unsplash, Unsplash License. Immagine integrale ridimensionata.

Come compare in fattura e cosa succede all’IVA

Nel proprio aggiornamento doganale consultato il 2 novembre, DHL Express indica che l’UHF sarà riportata come voce separata in fattura e addebitata al soggetto che paga dazi e imposte secondo il servizio di fatturazione scelto per la spedizione. È la modalità descritta da questo operatore, non una procedura che qui attribuiamo a tutti i corrieri.

DHL precisa che non si tratta di una propria commissione e che il contributo non modifica il calcolo del dazio. Entra invece nella base imponibile IVA. La guida europea distingue i regimi: con IOSS, l’IVA è raccolta alla vendita e non è dovuta all’importazione; se il contributo è addebitato al consumatore alla vendita, entra nell’imponibile dichiarato tramite IOSS.

Per leggere una richiesta di pagamento servono dunque il numero delle voci doganali, il regime IVA applicato e l’indicazione di chi sostiene gli oneri. Un importo riportato in un titolo non basta a ricostruire il conto del proprio acquisto. Le fonti consultate non dimostrano un rincaro identico per tutti gli ordini italiani né che ogni venditore trasferisca integralmente il contributo al cliente.

Fonti e crediti

  • Commissione europea, pagina sulla riforma doganale e guida per Stati membri e operatori, versione 5 ottobre 2026, sezioni 3.2, 5.2 e 9.2.
  • DHL Express, aggiornamenti regolatori doganali: scheda UHF con decorrenza 1° novembre, pagina consultata il 2 novembre 2026.
  • Fotografie reali d’archivio di Bench Accounting e CHUTTERSNAP: pagine originali, date di pubblicazione e licenza nelle didascalie. Non documentano controlli doganali del 2026.
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