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Targhe personalizzate, 600 euro nella proposta: richieste ancora da definire

Targa italiana ordinaria AR 185 DW fotografata nel 2007
Targa ordinaria italiana della serie 1994, fotografata il 17 dicembre 2007: immagine d’archivio, non una nuova targa personalizzata. Foto: Jerry “Woody” / Flickr, CC BY-SA 2.0; nessun ritaglio editoriale.

Le targhe personalizzate tornano nell’annuncio sulla manovra, ma il testo verificabile resta uno schema ancora all’esame della Camera. Giorgia Meloni ha rilanciato la possibilità di scegliere lettere e numeri a pagamento nella conferenza stampa del 28 ottobre, documentata da Agenzia Vista su Corriere TV. Per chi vuole una sigla su misura, il punto pratico è distinguere quell’annuncio da una procedura già utilizzabile.

La scheda dell’Atto del Governo 448, aggiornata il 29 ottobre, riporta lo stato “in corso di esame”. Il documento è lo schema di decreto legislativo sul nuovo Codice della strada, trasmesso il 14 ottobre. I costi e il calendario che contiene sono dunque previsioni del testo proposto, soggette al completamento dell’iter e alle disposizioni applicative.

Targa italiana ordinaria AR 185 DW fotografata nel 2007
Targa ordinaria italiana della serie 1994, fotografata il 17 dicembre 2007: immagine d’archivio, non una nuova targa personalizzata. Foto: Jerry “Woody” / Flickr, CC BY-SA 2.0; nessun ritaglio editoriale.

600 euro per l’auto e 360 per la moto: come si formano

Nel testo depositato alla Camera, la tabella 2 dell’allegato VI.2 indica il corrispettivo per la personalizzazione: 500 euro per la coppia di targhe degli autoveicoli, con una maggiorazione del 20% destinata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il calcolo porta a 600 euro. Per i motoveicoli sono indicati 300 euro più il medesimo 20%: 360 euro per la targa posteriore.

Questi importi descrivono la voce di personalizzazione prevista nello schema: non sono un preventivo verificato di tutte le eventuali spese di una pratica. L’articolo 230 distingue il prezzo delle targhe dall’ulteriore corrispettivo per personalizzarle. La ricostruzione di L’Automobile, periodico ACI, del 27 ottobre riepiloga i 600 euro per l’auto, ma la cifra non dimostra che sia già possibile pagare e ordinare una combinazione.

Le date del PDF e il passaggio che manca

L’articolo 289 dello schema indica l’entrata in vigore del codice al 1° aprile 2027. È una data diversa dal 30 aprile riportato nell’articolo di L’Automobile: per descrivere il documento depositato, il riferimento è il PDF parlamentare.

Lo stesso articolo prevede l’efficacia delle disposizioni dal 1° gennaio 2028, comunque non prima di 180 giorni dall’entrata in vigore del regolamento. Se quel termine scadesse dopo gennaio, il testo contempla il 1° aprile 2028, subordinatamente all’emanazione del regolamento. Sono condizioni della proposta, non una conferma che gli sportelli accetteranno richieste a una data già fissata.

Facciata di Palazzo Chigi e fontana di piazza Colonna a Roma nel 2007
Palazzo Chigi, 26 luglio 2007: fotografia d’archivio della sede del Governo, non della conferenza del 28 ottobre 2026. Foto: Simone Ramella / Flickr, CC BY 2.0; nessun ritaglio editoriale.

Quali combinazioni e cosa resta da chiarire

L’articolo 230 rinvia al regolamento le modalità e i requisiti della scelta. Stabilisce inoltre che la sigla desiderata non possa coincidere con quella già presente nel sistema della Motorizzazione e riferita a un altro veicolo ancora circolante. Non basta quindi l’annuncio politico per concludere che qualsiasi nome o parola sarà ammesso.

Per chi possiede già un’auto, restano da verificare nel quadro definitivo accesso alla personalizzazione, formato, procedura e costi complessivi. Le ipotesi giornalistiche sulla reimmatricolazione non sostituiscono quelle istruzioni. La verifica utile sarà l’esistenza di regole applicabili e di una procedura ufficiale, oltre alla cifra indicata nel testo.

Il tema appartiene al percorso di revisione del Codice, distinto dalle ipotesi discusse nella consultazione raccontata da LSDI ad agosto. È anche separato dalla tassazione del possesso del veicolo, affrontata nel nostro approfondimento di settembre sul bollo auto: scegliere una sigla è una richiesta facoltativa, non il pagamento della tassa automobilistica.

Fonti e crediti

Le immagini sono fotografie d’archivio: una targa ordinaria e Palazzo Chigi. Non mostrano targhe personalizzate approvate o la conferenza del 28 ottobre. Autori, pagine originali e licenze sono indicati nelle didascalie.

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