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Swift verso il rientro: la stima comprende il 3, 4 e 5 novembre

Il satellite Swift con rivestimenti protettivi e due tecnici in tuta nel locale di preparazione
Swift nell’Hangar AE di Cape Canaveral, luglio 2004, durante la rimozione delle protezioni prima del lancio: fotografia d’archivio, non del rientro. Foto: NASA. Pagina NASA con originale; file originale. Uso editoriale secondo le NASA Media Usage Guidelines, senza implicare approvazione. Immagine integrale, ridimensionata.

Swift si avvicina al rientro nell’atmosfera, ma il giorno e il luogo non sono ancora definiti. Nell’aggiornamento del 2 novembre, Sorvegliati Spaziali dell’INAF riporta la previsione di The Aerospace Corporation disponibile al 1° novembre: 4 novembre alle 09:30 UTC, con un’incertezza di 26 ore in più o in meno. L’intervallo comprende quindi anche parte del 3 e del 5 novembre. Ridurlo a un appuntamento certo tra martedì e mercoledì toglierebbe alla stima una parte essenziale.

Il satellite Swift con rivestimenti protettivi e due tecnici in tuta nel locale di preparazione
Swift nell’Hangar AE di Cape Canaveral, luglio 2004, durante la rimozione delle protezioni prima del lancio: fotografia d’archivio, non del rientro. Foto: NASA. Pagina NASA con originale; file originale. Uso editoriale secondo le NASA Media Usage Guidelines, senza implicare approvazione. Immagine integrale, ridimensionata.

Come leggere la finestra in ora italiana

Il valore centrale corrisponde alle 10:30 italiane del 4 novembre. Applicando le 26 ore di incertezza si ottiene un intervallo dalle 8:30 del 3 alle 12:30 del 5 novembre, in ora italiana. È una conversione redazionale della previsione riportata dall’INAF, non una nuova previsione del rientro.

Le osservazioni successive dell’orbita potranno modificare questa finestra. Un orario centrale non indica inoltre un punto d’impatto: per leggere gli aggiornamenti occorre conservare insieme data della stima, fuso orario e margine d’incertezza. Le fonti consultate non permettono di indicare qui un luogo preciso di caduta.

Le osservazioni sono già finite

Il comunicato NASA del 23 ottobre, aggiornato il 26, conferma che Swift ha compiuto l’ultima osservazione il 20 ottobre. A circa 275 chilometri dalla superficie terrestre, la resistenza atmosferica impediva ai telescopi di mantenere il puntamento necessario. La fine dell’attività scientifica precede dunque il rientro fisico del satellite.

La NASA parlava allora genericamente delle settimane successive. Il nuovo elemento d’interesse è l’avvicinamento della finestra stimata, discusso oggi dall’INAF. L’istituto spiega che l’attività solare degli ultimi anni ha espanso l’alta atmosfera e aumentato la resistenza incontrata dal veicolo. Scendendo, Swift attraversa strati più densi e perde quota più rapidamente.

Secondo la ricostruzione dell’INAF, gran parte del materiale sarà distrutta durante il rientro; elementi in tungsteno e parti degli specchi potrebbero sopravvivere. Questa possibilità non identifica un’area d’impatto. Il momento preciso resta da determinare e potrà essere aggiornato con nuove misure.

Il veicolo LINK sospeso a un dispositivo di sollevamento, assistito da tecnici nella camera di prova
LINK durante lo spostamento nella camera di prova delle vibrazioni al Goddard Space Flight Center, 15 aprile 2026. Foto d’archivio dei test, non di un aggancio a Swift. Foto: NASA/Scott Wiessinger. Pagina NASA con originale; file originale. Uso editoriale secondo le NASA Media Usage Guidelines, senza implicare approvazione. Immagine integrale, ridimensionata.

Per prolungare la permanenza in orbita era stato preparato LINK, il veicolo robotico di Katalyst Space. Le risorse NASA sulla missione di recupero ne documentano i test e il lancio del 3 luglio 2026. L’INAF ricostruisce l’esito successivo: problemi di comunicazione e orientamento hanno impedito l’aggancio necessario a sollevare Swift.

La collaborazione comprende Italia e Regno Unito. Fra i partner elencati dalla NASA figurano l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Osservatorio di Brera e l’ASI Data Center. Per il pubblico italiano è un motivo concreto per seguire la conclusione della missione, oltre alle notizie sulla discesa.

I dati continueranno a essere studiati

Swift era stato lanciato il 20 novembre 2004 per una missione primaria di due anni. La NASA gli attribuisce oltre duemila lampi gamma osservati e più di 1.400 supernovae studiate. L’archivio pubblico conserva quasi 22 anni di misure e oltre un milione e mezzo di immagini del telescopio ultravioletto e ottico: la fine delle osservazioni non chiude l’analisi di quei dati.

La distinzione fra osservazioni e interpretazioni accompagna anche altre ricerche raccontate da LSDI, dal candidato pianeta nano individuato da Rubin alle simulazioni sul ruolo delle comete nell’origine della vita. Per Swift, il dato ancora da attendere è il rientro effettivo, distinto dalla previsione che lo precede.

Fonti e crediti verificabili

Verifica del 2 novembre 2026: INAF, aggiornamento odierno e stima Aerospace riferita al 1° novembre; NASA, fine della missione scientifica; NASA, documentazione storica e risorse fotografiche. La previsione Aerospace è attribuita alla ricostruzione INAF. Le due fotografie reali sono d’archivio e non mostrano il rientro: originali, date, crediti e condizioni di riuso sono nelle didascalie.

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