Nel nuovo Rapporto Bes dell’Istat migliorano 54 indicatori di benessere, 55 restano stabili e 23 peggiorano. Il bilancio, pubblicato il 26 ottobre 2026, riguarda i 132 indicatori confrontabili con l’anno precedente. Racconta progressi, ma anche differenze territoriali che una media nazionale non riesce a riassumere.
Per leggere il risultato serve una distinzione: quei numeri contano indicatori statistici, non persone. Non significano che 54 italiani su 132 stiano meglio, né attribuiscono un voto complessivo alla vita di ciascuna famiglia. Il rapporto mette insieme salute, istruzione, lavoro, redditi, ambiente e servizi: dimensioni che possono muoversi in direzioni diverse.

148 indicatori, ma anni e confronti diversi
La tredicesima edizione del Rapporto sul benessere equo e sostenibile comprende 148 indicatori distribuiti in 12 ambiti. Solo 132 entrano nel confronto annuale citato in apertura; per l’analisi di lungo periodo i confrontabili sono invece 133. In quest’ultima lettura, 70 migliorano, 24 peggiorano e 39 non mostrano una tendenza univoca.
Neppure la data del rapporto coincide con l’anno di tutte le informazioni. Il capitolo introduttivo dell’Istat precisa che 91 indicatori sono aggiornati al 2025 o al 2026, 34 al 2024 e 23 a periodi precedenti. Prima di confrontare due valori bisogna quindi controllare la relativa annualità, oltre alla popolazione osservata e all’unità di misura.
Il verde segnala una direzione, non quanto si vive meglio
La guida alla lettura spiega un dettaglio decisivo delle tabelle: il cerchio descrive la tendenza di lungo periodo, il quadrato l’andamento nell’ultimo anno. Un miglioramento recente può convivere con una traiettoria storica sfavorevole. Il colore, da solo, non misura l’intensità del cambiamento e non dice se il ritmo dei progressi sia soddisfacente.
Anche “stabile” ha un significato statistico. Per le stime campionarie l’Istat considera la sovrapposizione degli intervalli di confidenza; per le fonti non campionarie applica una soglia di variazione relativa compresa tra meno e più l’1%. Non è quindi corretto tradurre automaticamente il grigio in “nessun cambiamento per nessuno”.
I divari regionali e il confronto europeo
Il comunicato conferma una distanza marcata tra Centro-Nord e Mezzogiorno, soprattutto nel lavoro, nel benessere economico e nelle relazioni sociali. Non è però una divisione valida per ogni fenomeno: sicurezza, ambiente e benessere soggettivo presentano distribuzioni territoriali più articolate. Un giudizio generale sulla propria regione non sostituisce la lettura del singolo servizio o problema.
Il confronto con la media dell’Unione europea riguarda un ulteriore insieme: 40 indicatori. L’Italia ha risultati più favorevoli in 12 e meno favorevoli in 18. Fra le distanze riportate dall’Istat ci sono le competenze digitali almeno di base, al 54,3% contro il 60,4% dell’UE27, e i giovani che non lavorano e non studiano, al 13,3% contro l’11%. Sono confronti tra misure specifiche, non una graduatoria unica dei Paesi.

Come consultare i dati che riguardano la propria vita
Il resoconto del Foglio del 26 ottobre richiama progressi nell’occupazione, nell’istruzione e nella partecipazione culturale. Per capire a chi arrivino quei miglioramenti, il passaggio utile è aprire l’appendice statistica o la dashboard collegate dalla pagina ufficiale del volume: dove disponibili, le misure si possono distinguere per regione, sesso, età e titolo di studio.
Conviene partire da una domanda concreta — lavoro, accesso ai servizi, condizione economica — e confrontare lo stesso indicatore nello stesso periodo. Anche la distinzione tra rischio di povertà e povertà assoluta resta essenziale: sono misure differenti. E la classifica ambientale di Ecosistema Urbano 2026 risponde a un’altra domanda, con territori e criteri propri. Incrociare i rapporti è utile; scambiare i loro punteggi porta a conclusioni che i dati non sostengono.
Fonti e crediti
Fonti consultate il 27 ottobre 2026: comunicato Istat del 26 ottobre, capitolo introduttivo e guida alla lettura del Bes 2026, pagina del volume e articolo del Foglio, collegati nel testo. Le fotografie sono immagini reali d’archivio e di contesto, non documentano la presentazione del rapporto né persone coinvolte nelle rilevazioni. Autori, pagine originali e licenza sono indicati nelle didascalie.
Terremoto alle Eolie, sciame ancora attivo: cosa sappiamo sull’allerta
Nascite in calo, nuovo record: cosa cambia con i dati Istat 2025
Povertà in Italia, 5,4 milioni: cosa racconta il dato Istat
BTP Valore, dal 27 ottobre sul MOT: calendario cedole e prezzi
Tokyo, pioggia sul doppio Errani-Paolini: rinvio a mercoledì
Leone XIV, confermato il viaggio in Sudamerica dal 6 al 17 novembre
Mobility Expo a Palermo, ultima giornata: ingresso libero e prove auto
Papa Leone, malattia localizzata: cosa cambia dopo l’istologico
Moto2 e Moto3 cancellate in Australia, MotoGP ancora in attesa
Terremoto alle Eolie, sciame ancora attivo: cosa sappiamo sull’allerta
Nascite in calo, nuovo record: cosa cambia con i dati Istat 2025
Festival delle Regioni, chiusura a Palazzo Vecchio: orari e dirette
Ecosistema Urbano 2026, Mantova prima: come leggere i dati






