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Ecosistema Urbano 2026, Mantova prima: come leggere i dati

Mantova guida Ecosistema Urbano 2026 davanti a Trento e Bolzano. Venti indicatori, dati soprattutto del 2025 e limiti da conoscere oltre il podio.

Foto di gruppo con i riconoscimenti alla presentazione di Ecosistema Urbano 2026 a Roma
Foto di gruppo alla presentazione di Ecosistema Urbano 2026, Roma, 26 ottobre 2026. Foto: Archivio del Comune di Trento, CC BY 4.0. Immagine integrale.

Mantova è prima in Ecosistema Urbano 2026, il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia, realizzato con la collaborazione del Sole 24 Ore e presentato il 26 ottobre a Roma. Ottiene l’81,29% del punteggio, davanti a Trento, al 76,53%, e Bolzano, al 75,47%. La graduatoria confronta le prestazioni ambientali di 106 capoluoghi italiani.

Il risultato, annunciato nel comunicato di Legambiente e confermato anche dal Comune di Trento, richiede una precisazione utile: quel numero sintetizza diversi indicatori. Non significa che Mantova abbia risolto l’81,29% dei suoi problemi ambientali, né certifica la qualità dell’aria di ogni quartiere. Per capire cosa funziona e cosa manca bisogna aprire le singole schede.

Foto di gruppo con i riconoscimenti alla presentazione di Ecosistema Urbano 2026 a Roma
Foto di gruppo alla presentazione di Ecosistema Urbano 2026, Roma, 26 ottobre 2026. Foto: Archivio del Comune di Trento, CC BY 4.0. Immagine integrale.

Venti indicatori, con pesi diversi

La metodologia del rapporto completo riunisce venti indicatori in sei aree: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. La mobilità pesa per il 21% sul punteggio complessivo; seguono aria al 19%, acqua, rifiuti e ambiente urbano al 18% ciascuno, energia al 6%. Sono previsti anche bonus per politiche innovative e gestione delle risorse.

I dati comunali si riferiscono prevalentemente al 2025: l’edizione 2026 non è una rilevazione in tempo reale. Gli indicatori vengono trasformati in punteggi rispetto a obiettivi e soglie. Per il trasporto pubblico, inoltre, le città sono confrontate in gruppi distinti secondo la popolazione. Un capoluogo piccolo non viene quindi valutato con gli stessi riferimenti di una metropoli per quei due parametri.

Quest’anno entra nella valutazione anche un indicatore sull’efficienza della depurazione delle acque reflue. Il rapporto avverte che le variazioni dei parametri rendono difficile confrontare direttamente le posizioni di anni diversi: salire o scendere richiede di guardare anche i valori, non soltanto il numero nella graduatoria.

Il primato di Mantova convive con alcuni limiti

La scheda di Mantova evidenzia risultati forti nelle zone a traffico limitato, nella ciclabilità e negli alberi disponibili nelle aree pubbliche. La raccolta differenziata è all’83%. Ma il rapporto segnala anche 69 automobili ogni cento abitanti e consumi idrici domestici in crescita. Il primo posto riassume dunque un insieme di risultati, senza cancellare le criticità.

Lo stesso vale per Trento. Il Comune sottolinea i risultati nella raccolta differenziata, nel fotovoltaico sugli edifici pubblici e nei trasporti, ma riconosce margini di miglioramento su perdite idriche, rete ciclabile e Ztl. Il podio non equivale a un giudizio positivo indistinto su ogni servizio.

Tre partecipanti con il riconoscimento di Ecosistema Urbano 2026 davanti allo schermo della presentazione
Un momento della presentazione di Ecosistema Urbano 2026, Roma, 26 ottobre 2026. Foto: Archivio del Comune di Trento, CC BY 4.0. Immagine integrale.

Rifiuti e autobus migliorano, smog e auto restano un problema

Nel quadro nazionale, ripreso anche da Radio Pico nel resoconto del 26 ottobre, la raccolta differenziata media dei capoluoghi raggiunge il 66,15%; i viaggi annui pro capite sui bus sono 103 e la dispersione delle reti idriche è al 34,7%. Sono misure differenti: una quota dei rifiuti prodotti, un indicatore di utilizzo del servizio e una quota dell’acqua immessa in rete.

Legambiente indica ancora smog, consumo di suolo e crescita delle auto circolanti fra i nodi irrisolti. Tra le grandi città Bologna è dodicesima, mentre Roma è 67ª; Napoli chiude la graduatoria al 106° posto. Queste posizioni riguardano il sistema di valutazione ambientale dello studio, non una classifica generale di ogni aspetto della vita urbana.

Come usare il rapporto per la propria città

Per il lettore il passaggio utile è cercare nel documento il proprio capoluogo e confrontare servizi omogenei: acqua con acqua, trasporti con trasporti, verificando anno e disponibilità dei dati. La graduatoria riguarda i capoluoghi esaminati: non assegna automaticamente lo stesso giudizio a tutti i comuni della provincia.

Il tema della continuità degli interventi torna anche nel Piano di Azione per la Sostenibilità dei comuni Bandiera Blu, un percorso distinto per criteri e finalità. E il confronto con i danni economici degli eventi climatici aiuta a capire perché prevenzione e servizi urbani meritino attenzione anche oltre il giorno della premiazione.

Fonti e crediti

Consultati il 26 ottobre 2026: comunicato e rapporto completo di Legambiente e Ambiente Italia, comunicato del Comune di Trento e resoconto Radio Pico, collegati nel testo. Le fotografie documentano la presentazione romana del rapporto; provengono dal Comune di Trento, con attribuzione e licenza nelle didascalie.

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