ACI ha segnalato il 30 ottobre una campagna di phishing che usa il suo nome per chiedere dati personali e informazioni sui veicoli, con il pretesto di sanzioni da regolarizzare. I portali contraffatti imitano un presunto Sportello Digitale ACI. Per gli automobilisti, l’indicazione dell’ente è verificare la richiesta attraverso i canali ufficiali prima di inserire informazioni o pagare.
Il comunicato dell’Automobile Club d’Italia è stato ripreso da ANSA alle 12:58. La data dell’avviso pubblico va distinta da quella della segnalazione tecnica: secondo ACI, il CERT-AgID aveva indicato la campagna il 27 ottobre. Non viene quindi presentata come una frode comparsa per la prima volta oggi.

Il pretesto delle sanzioni e i dati richiesti
La falsa interfaccia invita a controllare e saldare presunte «Sanzioni da regolarizzare». ACI indica fra le informazioni cercate dai truffatori nome, cognome e targa del veicolo. Il punto da riconoscere è l’uso dell’identità visiva dell’ente per dare credibilità alla richiesta: il logo e l’aspetto di uno sportello non bastano a provarne l’autenticità.
L’avviso non fornisce un conteggio delle vittime o delle somme sottratte. Non indica neppure un importo unico della falsa sanzione. Attribuire a questa specifica campagna cifre viste in altre truffe significherebbe aggiungere un dettaglio non verificato. La segnalazione riguarda la raccolta fraudolenta di informazioni e le richieste di pagamento descritte dall’ente.
Come distinguere il vero Sportello Online PRA
Esiste un servizio ufficiale con un nome simile: lo Sportello Online del Pubblico Registro Automobilistico. La scheda ACI, aggiornata il 21 aprile, spiega che serve a richiedere pratiche come iscrizioni, trascrizioni e annotazioni oppure a prenotare un appuntamento presso un ufficio PRA. È un riferimento preesistente, utile a capire la differenza con la richiesta di saldare sanzioni del portale contraffatto.
Per accedere al servizio autentico sono indicate le credenziali SPID, CIE, CNS ed eIDAS. Per una pratica online, gli importi dovuti si pagano mediante pagoPA, salvo esenzioni; prenotare l’appuntamento è gratuito. La stessa scheda elenca la targa e gli eventuali dati anagrafici fra le informazioni necessarie. Dunque la sola presenza di un campo “targa” non dimostra una frode: contano il sito raggiunto, il servizio richiesto e l’autenticità del percorso.

Le verifiche raccomandate dall’ente
ACI invita a non compilare portali di dubbia provenienza e a non pagare prima di avere verificato la legittimità della richiesta. Per controllare una comunicazione, il riferimento indicato è il sito istituzionale aci.it e i canali ufficiali dell’ente. L’invito comprende anche la segnalazione di comunicazioni e siti sospetti.
Il CERT-AgID, riferisce il comunicato, ha chiesto al registrar competente la disattivazione dei domini fraudolenti e ha condiviso gli indicatori tecnici con gli enti accreditati. Una richiesta di disattivazione non certifica che ogni sito sia già irraggiungibile: l’avviso non fornisce una conferma conclusiva della loro chiusura.
Per approfondire altri aspetti dei pagamenti, LSDI ha una guida alla sicurezza della carta di credito. Chi sta controllando le scadenze del proprio veicolo trova anche l’analisi delle proposte sul bollo nella manovra 2027: un tema distinto dall’avviso sui siti contraffatti.
Fonti e crediti
- ACI, comunicato sui falsi siti e sulle sanzioni, 30 ottobre 2026, e scheda del servizio Sportello Online PRA, aggiornata il 21 aprile 2026: collegamenti nei paragrafi precedenti.
- ANSA, riscontro del 30 ottobre 2026, ore 12:58: collegamento nel testo.
Le due fotografie d’archivio illustrano pagamenti digitali e possesso di un’automobile. Non ritraggono vittime, siti fraudolenti o operazioni ACI; autori, pagine originali e licenza sono indicati nelle didascalie.
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