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Suolo, 102 km² trasformati nel 2025: la mappa dei recuperi possibili

Rapporto ISPRA-SNPA 2026: 102,4 km² trasformati nel 2025, circa 95 al netto dei ripristini. Come leggere la mappa delle aree recuperabili.

Veduta dall’alto degli edifici e delle strade di Napoli
Napoli, fotografia d’archivio pubblicata nel giugno 2016: contesto sul tessuto urbano, non una documentazione delle trasformazioni del 2025. Foto: Montse Monmo / Unsplash, Unsplash License. Immagine integrale ridimensionata.

Nel 2025 in Italia 102,4 chilometri quadrati di territorio sono diventati superfici artificiali, il 22,4% in più rispetto alle trasformazioni rilevate nel 2024. Lo indica il rapporto «Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio», presentato da ISPRA e SNPA il 27 ottobre 2026. La novità utile per le amministrazioni e per chi segue le scelte urbanistiche è anche una prima mappa nazionale delle aree sulle quali valutare interventi di recupero.

Il dato annuale va letto insieme ai ripristini: il saldo netto è di circa 95 km². E le superfici individuate come potenzialmente recuperabili non sono cantieri già finanziati né nuovi parchi approvati. Sono possibilità da verificare sul territorio.

Veduta dall’alto degli edifici e delle strade di Napoli
Napoli, fotografia d’archivio pubblicata nel giugno 2016: contesto sul tessuto urbano, non una documentazione delle trasformazioni del 2025. Foto: Montse Monmo / Unsplash, Unsplash License. Immagine integrale ridimensionata.

102,4 km² trasformati, 95 al netto dei ripristini

La sintesi ufficiale del rapporto, a pagina 5, riporta 10.243 ettari di nuovo consumo e 746 ettari ripristinati. La differenza è 9.497 ettari: un ettaro equivale a 10.000 metri quadrati, quindi il saldo corrisponde a 94,97 km², arrotondati a 95. È il valore netto più alto registrato dal 2012.

Un’altra distinzione evita di leggere quei numeri come se fossero tutti nuovi edifici. Il consumo comprende coperture permanenti e trasformazioni considerate reversibili, come i cantieri. Questi ultimi rappresentano il 52,6% del nuovo consumo annuale. Nella sintesi ISPRA l’aumento complessivo dell’impermeabilizzazione è invece di 26,6 km²: misura un fenomeno più specifico dell’intera artificializzazione.

La mappa del recupero: un potenziale da valutare

Il comunicato SNPA del 27 ottobre indica oltre 2.100 km² di superfici disponibili per valutare recupero, nuovi spazi verdi e rimozione delle pavimentazioni. Nella sintesi, alle pagine 6 e 7, il potenziale è quantificato in 212.327 ettari, dei quali oltre 35.000 a prevalente proprietà o gestione pubblica.

ISPRA chiarisce che la mappa non prescrive di trasformare tutte quelle aree in verde o boschi. Serve ai Comuni per selezionare priorità coerenti con le condizioni locali. Per leggere un progetto vicino a casa, la domanda utile diventa quindi: quale superficie viene recuperata, con quale intervento e sulla base di quale valutazione? Il numero nazionale, da solo, non risponde.

Alberi, viali e aiuole di Villa Giulia a Palermo ripresi dall’alto
Villa Giulia a Palermo, archivio pubblicato nel maggio 2024: immagine di contesto sul verde urbano, non un’area identificata qui come progetto di recupero. Foto: Riccardo Brugnone / Unsplash, Unsplash License. Immagine integrale ridimensionata.

Le regioni: distinguere crescita annuale e territorio già occupato

La Sicilia registra la maggiore estensione di nuovo consumo nel 2025, con 1.619 ettari; seguono Lazio, Puglia e Lombardia. Ma la regione con la quota più alta di superficie già artificializzata è la Lombardia, al 12,27%, davanti al Veneto, all’11,87%, e alla Campania, al 10,65%. Sono due confronti diversi: uno riguarda le trasformazioni dell’ultimo anno, l’altro tutto il territorio già interessato.

Anche il resoconto di Open del 27 ottobre conferma l’accelerazione annuale e la nuova mappatura. Per il dettaglio locale, il riferimento resta però la documentazione SNPA: dati nazionali, regionali e comunali non sono intercambiabili.

Come usare i dati senza confondere le classifiche

Il rapporto fotografa trasformazioni avvenute nel 2025, non misura in tempo reale ogni intervento del 2026. Per valutare una scelta urbanistica occorre confrontare l’area interessata con la cartografia e distinguere nuove coperture, superfici già trasformate e ripristini effettivi.

È una lettura diversa dalla graduatoria Ecosistema Urbano 2026, che riunisce più indicatori dei capoluoghi. E, nel quadro ambientale, resta distinta anche dal record delle concentrazioni di gas serra della WMO: coperture del territorio e composizione dell’atmosfera richiedono misure differenti.

Fonti e crediti

Fonti consultate il 28 ottobre 2026: SNPA, comunicato del 27 ottobre; ISPRA, sintesi del rapporto 2026, pagine 3–7; Open, riscontro giornalistico del 27 ottobre. Fotografie d’archivio: autori, pagine originali e licenza nelle didascalie.

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