Il Giornale dei Misteri taglia il traguardo dei 500 numeri e spera di tornare nelle edicole

| 15 gennaio 2014 | Tag:,

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La decisione di togliere il giornale dalle edicole nel 2012 era stata dettata dagli aumenti dei costi tipografici e distributivi, ma – annuncia il direttore della testata, Francesca Vajro in questa intervista a Lsdi – stiamo progettando il suo ritorno nelle edicoleCi sono gli abbonamenti, certo, ma la pubblicità scarseggia. Quest’ ultima cosa però è frutto di una scelta ‘’politica’’ precisa.

 

‘’Abbiamo scelto di non inserire chiaroveggenti e sensitivi, che possono investire poiché guadagnano molto – spiega Vajro -.Siamo contrari a questo tipo di consulenze, che quasi sempre, anche se talvolta involontariamente, sfruttano economicamente le persone fragili in difficoltà. Nella nostra filosofia, chi possiede doti medianiche o di sensitività, le deve offrire, con cautela, gratis al prossimo’’.

 

 

di Fabio Dalmasso

 

500 numeri sono un traguardo importante per una rivista. Tenendo contro delle vicissitudini del mercato editoriale italiano, inoltre, riuscire festeggiare la 500esima uscita rappresenta un’occasione estremamente importante e, purtroppo, rara. Un’occasione che   Il Giornale dei Misteri ha avuto a dicembre, quando nelle cassette della posta degli abbonati è arrivato il numero di 500 di questo giornale fondato nel 1971 dall’editore fiorentino Corrado Tedeschi.

 

Un giornale che ha saputo conquistarsi un’ampia e fedele cerchia di lettori attratti dagli argomenti che ogni mese ospita sulle proprie pagine, come scritto sulla copertina: “dal 1971 la prima rivista di parapsicologia, scienza e natura, simbolismo, esoterismo, ufologia, cultura insolita e attualità”. Argomenti che negli ultimi anni sono divenuti quasi di moda grazie a discutibili trasmissioni televisive e agli inevitabili spin off editoriali ad esse collegati, ma che Il Giornale dei Misteri tratta da 43 anni con serietà e competenza, avvalendosi di esperti del settore e, soprattutto, senza puntare mai sul sensazionalismo, ma cercando piuttosto di spiegare e far capire le singole tematiche con un linguaggio chiaro e comprensibile.

 

Ovviamente, nel corso degli anni, la rivista è cambiata, come scrive il direttore, Francesca Vajro, nell’editoriale numero 500: “oggi Il Giornale di Misteri parla meno di magia e più di medianità, intesa come occasione di crescita evolutiva, ma conserva, comunque, la varietà delle tematiche originarie ed i caratteri di approfondimento ed originalità”.

 

A non essere mutata è anche la forte curiosità che caratterizza i lettori del giornale, accomunati da grandi passioni verso quegli argomenti che difficilmente trovano spazio sui mass media e che, quando lo trovano, vengono trattati in maniera del tutto fuorviante.

 

Come già successo con altre riviste e giornali, anche Il Giornale dei Misteri ha dovuto fare i conti con gli aumenti dei costi tipografici e di distribuzione, ma, come rivela il direttore Francesca Vajro nella nostra intervista, potrebbe fare presto ritorno nelle edicole. Una nota curiosa: Roberto Pinotti, sul numero 500, ricorda come il nome scelto inizialmente era Il Giornale dei Miracoli: “solo l’oculato suggerimento del dipendente Giulio Brunner, che poi ne assunse la direzione di fatto ma non responsabile (ruolo che rimase alla famiglia Tedeschi, nella persona di Laura Bei), valse a imporre il nome della fortunata testata”.

 

 

MisteriQuando è nato, come e perché Il Giornale dei Misteri?

 

“Il Giornale dei Misteri” è nato nel 1971 da un’idea dell’ editore fiorentino Corrado Tedeschi. La sua intuizione di creare una rivista che trattasse di temi come la parapsicologia, l’ufologia, la magia etc. colmò un grande vuoto editoriale. Ebbe la capacità di coinvolgere i migliori esperti dei vari settori da varie regioni italiane, e anche la fortuna che a quel tempo ve ne fossero. La rivista riscosse un enorme successo, con vendite molto alte.

 

Lei è stata prima lettrice e poi direttore, vero? Quando ha sentito parlare per la prima volta della rivista?

 

Provengo da una consistente esperienza nel mondo editoriale, mio padre e mio nonno erano giornalisti e scrittori. Quando incontrai “per caso” “Il Giornale dei Misteri” me ne innamorai, finalmente una rivista autentica, coraggiosa, con firme straordinarie per competenza, libertà di pensiero e capacità di trasmettere concetti complessi con semplicità, elemento quest’ultimo che secondo me è parte fondamentale del suo successo.

 

Da quanto tempo è direttore della rivista?

 

Da dodici anni spendo gran parte della mia vita per “Il Giornale di Misteri”, immersa in un compito difficile ma gratificante.

 

È cambiata la rivista nei suoi 43 anni di vita? Come?

 

L’ impronta è la medesima, ancora oggi originale; negli anni sono scomparsi personaggi di grande calibro, investigatori nella disciplina parapsicologica come Pier Luigi Sani, Giulio Brunner, Emilio Servadio, Sergio Conti, Alfredo Ferraro, Giampaolo Thorel, Giulio La Greca ed altri. Ma altri autori del periodo d’oro sono ancora sulle pagine della rivista. I ricercatori italiani preparati sono pochi, non vi è stato un ricambio di appassionati ricercatori come i loro predecessori. Abbiamo dato più spazio alla ricerca spirituale, o evolutiva, ovvero a quelle comunicazioni provenienti dai trapassati, anche tramite noti cerchi medianici, che indicano il senso della esistenza terrena, alla luce della teoria della reincarnazione, di cui si scrive sul “Giornale di Misteri” con continuità, a offrire un percorso approfondito e vivace. Abbiamo la fortuna di avere sulle nostre pagine nomi come Giorgio di Simone, Vitaliano Bilotta, Enrico Ruggini ed altri. La fenomenologia paranormale – telepatia, NDE [Near Death Experience, n.d.r.], bilocazione, chiaroveggenza, infestazioni, OBE [Out-of-the Body Experience, n.d.r.], psicocinesi, etc. – è trattata sia con articoli su casi e ricercatori del passato sia sui casi contemporanei registrati nel mondo.

 

 

Ci sono dei numeri che ricorda in modo particolare come lettrice prima e come direttore poi?

 

Come lettrice apprezzai quello su “I Grandi iniziati” (1994) e come direttrice quello sugli animali e le loro capacità PSI. “Il Giornale di Misteri” ha realizzato molti Speciali.

 

Qual è, secondo lei, la caratteristica che permette a Il Giornale dei Misteri di essere pubblicato da 43 anni?

 

La qualità e la varietà dei contributi. “Il Giornale di Misteri” contiene materie che solitamente sono trattate in riviste specialistiche distinte: fenomenologia paranormale, scienza, antropologia ufologia, ermetismo, astrologia, filosofia. E il suo dinamismo, frutto di un fervente reciproco stimolo tra lettori e autori.

 

Avete anche un sito, aggiornato: quanto è importante la tecnologia per la vostra rivista?

 

Sì, il sito è aggiornatissimo, contiene anche la produzione libraria collegata alla rivista, e dialoghiamo tramite la pagina ufficiale Facebook. Sono mezzi straordinari che vanno usati e sfruttati con metodo.

 

 

Tempo fa avete deciso di non uscire più in edicola, ma essere disponibili in alcune librerie specializzate, in formato digitale e per abbonamento cartaceo: come mai?

 

La scelta di togliere “Il Giornale di Misteri” dalle edicole nel 2012 è stata dettata dagli aumenti dei costi tipografici e distributivi, ma stiamo progettando il suo ritorno nelle edicole.

 

Sulla rivista c’è poca pubblicità, riuscite a coprire i costi con gli abbonamenti?

 

La pubblicità è quasi assente sul “Giornale di Misteri”, perché abbiamo scelto di non inserire chiaroveggenti e sensitivi, che possono investire poiché guadagnano molto. Siamo contrari a questo tipo di consulenze, che quasi sempre, anche se talvolta involontariamente, sfruttano economicamente le persone fragili in difficoltà. Nella nostra filosofia, chi possiede doti medianiche o di sensitività, le deve offrire, con cautela, gratis al prossimo.

 

Cosa ne pensa del mercato italiano delle riviste? Secondo lei c’è spazio per riviste specializzate, di nicchia, come la vostra oppure è sempre più difficile sopravvivere? Perché?

 

“Il Giornale di Misteri” è stato il pioniere nel suo campo e rimane unico. Gode, infatti, di un pubblico affezionatissimo. Pensi che ci sono lettori che lo leggono ininterrottamente da 43 anni! I temi che prima erano tabù, come ufologia, parapsicologia, medianità, magia, oggi sono stati sdoganati grazie a trasmissioni televisive come “Voyager”, “Mystero”, etc. con conseguente produzione di riviste collegate, che attingono a piene mani dagli innumerevoli argomenti trattati approfonditamente in quarant’anni dal “Giornale di Misteri”, riproponendoli in maniera approssimativa con una grafica moderna confusionaria. Sopravvivere non è facile, la gente è spesso disorientata da tanta scelta editoriale, ma quando incontra “Il Giornale di Misteri”, vi si appassiona e non lo lascia più. Noi proseguiamo sulla nostra strada, forti della inimitabilità del nostro prodotto.

 

Negli anni ha riscontrato una variazione nel numero dei lettori?

 

Vi è stata una variazione della tipologia dei lettori, parallela al calo delle vendite che ha interessato tutti i periodici fin dal 2007, ma sono in crescita i nuovi lettori, coloro che non conoscevano “Il Giornale di Misteri”, sia del cartaceo sia del formato elettronico, quest’ultimo acquistabile anche tramite applicazioni sugli Smartphone tramite Edicola di Apple, EzPress, Stealth Journal.

 

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