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Mondiali ciclismo, crono al via: cosa cambia per Ganna e Italia

Mondiali di ciclismo a Montreal: il 20 settembre partono le crono elite. Percorso, rivali e cosa cambia per Ganna, Longo Borghini e Italia.

Filippo Ganna in posizione aerodinamica durante una cronometro mondiale su strada
Filippo Ganna durante la cronometro dei Mondiali su strada 2023. Foto: Cs-wolves/Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.

Il Mondiale di ciclismo su strada entra subito nel punto piu’ delicato per l’Italia: la cronometro. Domenica 20 settembre a Montreal si assegnano le prime maglie iridate elite, uomini e donne, e il programma mette davanti agli azzurri una domanda molto concreta: quanto puo’ pesare il percorso canadese sulle ambizioni di Filippo Ganna, Elisa Longo Borghini e Vittoria Guazzini?

La risposta non e’ solo una questione di medaglie. La prova contro il tempo apre una settimana mondiale lunga fino al 27 settembre e misura subito il livello reale della spedizione italiana. Per Ganna, due volte campione del mondo della specialita’ e ancora riferimento assoluto della cronometro, il confronto con Remco Evenepoel e gli altri specialisti diventa un test di gerarchie. Per il settore femminile, la presenza di Longo Borghini e Guazzini offre invece una doppia carta: esperienza, potenza e capacita’ di leggere una gara in cui gli errori si pagano al secondo.

Filippo Ganna in posizione aerodinamica durante una cronometro mondiale su strada
Filippo Ganna durante la cronometro dei Mondiali su strada 2023. Foto: Cs-wolves/Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.

Il percorso che puo’ decidere tutto

Secondo l’UCI, uomini e donne elite affrontano lo stesso tracciato da 39,2 chilometri, con partenza da Avenue du Parc e arrivo nell’area di Jeanne Mance Park. Non e’ una cronometro da pura autostrada: il disegno combina tratti veloci, sezioni tecniche, il passaggio verso il Circuit Gilles-Villeneuve e un finale che torna a salire verso la citta’. Il dato da tenere a mente e’ il dislivello, circa 220 metri, abbastanza per rompere il ritmo senza trasformare la prova in una scalata.

Questo cambia la lettura della gara. Chi ha solo motore puo’ non bastare; chi ha solo agilita’ rischia di perdere troppo nei tratti di piena spinta. Servono posizione, coraggio nelle curve, gestione dello sforzo e lucidita’ nell’ultimo settore. Per Ganna il punto chiave sara’ probabilmente evitare una partenza troppo aggressiva: se il percorso concede velocita’ ma chiede rilanci, arrivare al finale con ancora potenza nelle gambe puo’ valere piu’ di pochi secondi guadagnati nella prima parte.

Ganna contro Evenepoel: la sfida nella sfida

L’UCI presenta Evenepoel come il grande riferimento della prova maschile: il belga difende la maglia iridata della cronometro e punta a consolidare un dominio che negli ultimi anni ha pesato anche psicologicamente sugli avversari. Proprio per questo il Mondiale di Montreal e’ importante per Ganna: non basta essere competitivo, serve restare agganciato alla partita nei rilevamenti intermedi e costringere il rivale a correre senza margine.

Per l’Italia sarebbe un segnale pesante. Un podio di Ganna nella giornata d’apertura darebbe slancio al gruppo azzurro e toglierebbe pressione al resto della settimana. Una prova opaca, invece, non chiuderebbe il Mondiale, ma sposterebbe subito l’attenzione sulle gare in linea e sulla cronometro mista, dove la profondita’ della squadra puo’ ancora contare.

Le carte femminili: Longo Borghini e Guazzini

La cronometro donne e’ altrettanto interessante per il pubblico italiano. Elisa Longo Borghini e’ una garanzia nelle giornate difficili: sa tenere intensita’, sa soffrire sui tratti mossi e ha l’esperienza per non farsi condizionare da partenze troppo veloci delle rivali. Vittoria Guazzini, invece, porta una specializzazione piu’ marcata e una storia recente che la rende una delle azzurre piu’ adatte alla prova contro il tempo.

Il rischio, qui, e’ tattico prima ancora che atletico. In una prova cosi’ lunga, con donne e uomini sulla stessa distanza, la gestione diventa severa: vento, traiettorie, rapporti e cambio di ritmo possono creare distacchi improvvisi. Le favorite internazionali partono con credenziali forti, ma l’Italia ha due profili diversi e complementari. Una top ten solida sarebbe gia’ un buon segnale; una medaglia cambierebbe il tono dell’intero Mondiale azzurro.

Elisa Longo Borghini in gara durante una cronometro mondiale su strada
Elisa Longo Borghini nella cronometro elite donne dei Mondiali su strada 2018. Foto: Granada/Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.

Cosa cambia per il Mondiale italiano

La prima giornata non assegna solo titoli: orienta aspettative, gerarchie e pressione mediatica. Un risultato importante nella crono maschile o femminile darebbe all’Italia una base concreta prima delle prove su strada, dove il percorso del Mont-Royal promette selezione e attacchi. Al contrario, una giornata senza acuti renderebbe ancora piu’ pesante la ricerca di un colpo nelle gare successive.

Il punto e’ che il Mondiale canadese non sembra costruito per corridori attendisti. Anche nelle prove in linea il circuito cittadino e le salite brevi favoriranno chi sa accelerare e ripetere sforzi. Per questo la cronometro di apertura e’ un indicatore prezioso: racconta lo stato di forma, la qualita’ della preparazione e la capacita’ degli azzurri di reggere un palcoscenico globale fin dal primo giorno.

Conclusioni finali

La crono di Montreal e’ il primo bivio del Mondiale italiano. Ganna cerca una risposta da uomo da podio contro il riferimento Evenepoel, mentre Longo Borghini e Guazzini provano a trasformare una prova durissima in un segnale di forza per tutto il gruppo azzurro. Non e’ ancora il momento dei bilanci, ma il cronometro dira’ subito se l’Italia puo’ vivere una settimana da protagonista o se dovra’ inseguire occasioni nelle giornate successive.

Fonti

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