Dal 1° agosto 2026 le imprese private hanno uno strumento in più per trasformare un contratto a termine in un posto stabile. L’incentivo per la stabilizzazione degli under 35 prevede un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro un tetto preciso: fino a 500 euro al mese per un massimo di 24 mesi. La misura non è un bonifico al giovane e non scatta da sola: serve una trasformazione del rapporto e il rispetto delle condizioni previste dalla normativa.

Chi può usare l’incentivo
La platea riguarda i datori di lavoro privati che stabilizzano, tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, rapporti a tempo determinato. Il lavoratore deve essere under 35 alla data della trasformazione. L’agevolazione è quindi pensata per accompagnare il passaggio dal tempo determinato al tempo indeterminato, non per finanziare indistintamente ogni nuova assunzione.
L’INPS ha pubblicato le prime istruzioni con la circolare n. 72 del 3 luglio 2026. Il beneficio esclude i premi e i contributi dovuti all’INAIL e resta soggetto ai limiti della disciplina sugli aiuti di Stato e alla regolarità contributiva dell’azienda. Prima di applicarlo, il datore deve quindi verificare il tipo di rapporto, la posizione dell’impresa e l’eventuale presenza di altre agevolazioni.
Quanto vale e quanto dura
Il valore massimo è di 500 euro mensili per ciascun lavoratore, per un periodo non superiore a 24 mesi. Il massimale non significa che ogni azienda riceverà automaticamente quella somma: l’esonero opera sui contributi previdenziali effettivamente dovuti e non copre tutte le voci della busta paga. Il costo del lavoro resta quindi composto anche da retribuzione, premi assicurativi, trattamento di fine rapporto e altri oneri.
La decorrenza di agosto è importante perché delimita le trasformazioni ammesse. Un contratto convertito prima della finestra indicata non rientra in questa specifica misura; allo stesso modo, la scadenza del 31 dicembre impone alle imprese di programmare per tempo le stabilizzazioni. Le procedure operative e i controlli passano dai flussi contributivi INPS.

Cosa cambia per giovani e imprese
Per il giovane, l’effetto più concreto è la possibilità di ottenere un rapporto più stabile, con una prospettiva diversa rispetto al rinnovo di un contratto a termine. L’incentivo, però, non crea un diritto individuale alla trasformazione: la decisione resta dell’impresa e dipende dall’organizzazione del lavoro, dalle competenze richieste e dalla sostenibilità dell’assunzione oltre il periodo agevolato.
Per le aziende il vantaggio è una riduzione temporanea della contribuzione, utile soprattutto nei settori in cui il passaggio a tempo indeterminato è frenato dal costo iniziale. La misura va letta insieme agli altri incentivi del decreto-legge n. 62 del 2026, convertito nella legge n. 112: non è una sanatoria e non sostituisce la verifica dei requisiti.
La differenza tra incentivo e nuovo stipendio
Il punto da non confondere è la destinazione del beneficio. L’esonero riduce la quota contributiva a carico del datore di lavoro; non aumenta automaticamente la retribuzione netta e non equivale a un bonus pagato direttamente al dipendente. La busta paga continua a dipendere dal contratto collettivo applicato, dal livello di inquadramento, dall’orario e dalle imposte.
Il dato diffuso dal Ministero del Lavoro, secondo cui 74.000 imprese hanno utilizzato il bonus giovani e 143.000 giovani sono stati assunti a tempo indeterminato, mostra la dimensione della politica occupazionale. Resta comunque necessario distinguere i numeri complessivi delle misure dagli effetti del singolo incentivo: per ogni caso concreto contano data, tipo di contratto e requisiti aziendali.
Conclusioni finali
Il bonus giovani under 35 rende meno onerosa per le imprese la stabilizzazione dei contratti a termine nella finestra compresa tra agosto e dicembre 2026. La cifra da ricordare è 500 euro mensili per 24 mesi, ma il risultato dipende dai contributi effettivamente dovuti e dalle verifiche INPS. Per i lavoratori è un’opportunità di continuità, non una garanzia automatica: prima di firmare, conviene leggere con attenzione la trasformazione proposta e il contratto collettivo applicato.
Fonti
Leggi anche: Bonus nuovi nati, scadenza oggi: cosa rischia chi aspetta
Leggi anche: MPS, il CDA studia la contromossa: cosa cambia per le banche

Decreto scuola, tetto e multe: cosa cambia per le classi
Nucleare in Italia, svolta legge: cosa cambia per centrali e scorie
Scuola senza ghetti, svolta Mattarella: cosa cambia ora
Ballando, svolta in pista: cosa cambia tra giuria e studio
Salmonella nei pomodori, stop mense: cosa rischiano scuole e ospedali
Camping in fiamme a Peschiera: cosa rischiano ospiti e strutture
Sciopero aerei ENAV, allarme voli: cosa rischia chi parte
Harry Styles a Roma, doppia data: cosa cambia per i biglietti
Lampedusa, allarme memoria: cosa rischia l’Europa dopo 13 anni
Decreto IA in vigore: cosa rischia chi usa sistemi ad alto rischio
Hormuz, petroliera colpita: cosa rischiano prezzi e rotte
San Francesco festa nazionale: cosa cambia dal 4 ottobre






