Dal 30 luglio 2026 la nuova Carta d’Identità Elettronica rilasciata a chi ha compiuto 70 anni non avrà più una normale data di scadenza. La novità non riguarda un dettaglio burocratico: cambia il rapporto tra cittadini anziani, sportelli comunali e servizi consolari, perché elimina il rinnovo periodico del documento di riconoscimento per una platea indicata dal Governo in oltre dieci milioni di persone.
La misura arriva con le istruzioni operative del Ministero dell’Interno e con l’adeguamento dei sistemi di emissione della CIE. Per famiglie e caregiver significa meno appuntamenti da prenotare, meno code e meno passaggi allo sportello per persone che, spesso, affrontano il rinnovo del documento come un adempimento pesante. Ma la validità illimitata non copre tutto: restano paletti importanti per identità digitale, varchi automatici in aeroporto e casi particolari.

Facsimile del fronte della CIE italiana. Fonte: Ministero dell’Interno e IPZS via Wikimedia Commons, licenza CC BY 4.0.
Cosa cambia per cittadini, Comuni e viaggi
La regola vale per le CIE richieste da cittadini di età pari o superiore a 70 anni al momento della domanda. Il sistema informatico usato dagli operatori comunali e consolari verifica automaticamente l’età del richiedente e produce un documento con la dicitura “ILLIMITATA” nel campo della scadenza. Nella zona a lettura ottica, la cosiddetta MRZ, compare invece il valore convenzionale 990101.
Per il cittadino la procedura di rilascio resta quella ordinaria: si richiede l’appuntamento secondo le modalità previste dal Comune o dal Consolato, si completano identificazione, fotografia e dati biometrici nei casi richiesti, quindi la domanda viene inviata in produzione. Non sono previsti moduli speciali o una procedura separata per ottenere la durata illimitata.
Il vantaggio più immediato è la fine del rinnovo periodico come documento di riconoscimento. Chi ottiene la nuova CIE dopo i 70 anni potrà continuare a usarla senza tornare allo sportello alla scadenza decennale, salvo smarrimento, furto, deterioramento o necessità legate ad altre funzioni del documento. È una semplificazione concreta anche per i Comuni, che riducono una quota di pratiche ripetitive e possono alleggerire la pressione sugli uffici anagrafe.
La CIE resta utilizzabile anche ai fini dell’espatrio, se sussistono le condizioni previste dalla normativa. Questo punto è rilevante per chi viaggia in Europa o in altri Paesi che accettano la carta d’identità valida per l’espatrio. Tuttavia non bisogna confondere la validità del documento con il funzionamento di tutti i servizi digitali e automatizzati associati alla carta.

Facsimile del retro della CIE italiana. Fonte: Ministero dell’Interno e IPZS via Wikimedia Commons, licenza CC BY 4.0.
Il certificato di autenticazione integrato nella CIE, quello usato per entrare nei servizi online tramite “Entra con CIE”, mantiene infatti una durata massima di dieci anni. Dopo quel periodo il documento resta valido per il riconoscimento personale, ma non potrà più essere usato per l’accesso digitale se il certificato non viene rinnovato attraverso l’emissione di una nuova carta. È il limite da segnare in agenda per chi usa la CIE al posto di SPID o di altre credenziali.
Un limite simile riguarda i varchi automatici di frontiera. Le istruzioni tecniche indicano che l’uso ai controlli elettronici aeroportuali è previsto entro i primi dieci anni dalla data di rilascio. Superato quel termine, il passaggio potrà avvenire con controllo a vista del documento. In pratica: la carta resta valida, ma non tutte le macchine potrebbero trattarla come un documento elettronico “corrente” dopo il decennio.
Ci sono poi esclusioni precise. La validità illimitata non si applica ai richiedenti protezione internazionale, per i quali la CIE mantiene la durata di tre anni. Non si applica nemmeno quando è temporaneamente impossibile rilevare le impronte digitali: in quel caso la carta può avere durata pari o inferiore a 12 mesi. Sono eccezioni tecniche e giuridiche, ma importanti per evitare aspettative sbagliate allo sportello.
Per chi assiste un genitore anziano, la conseguenza pratica è semplice: se la CIE è stata rilasciata prima del 30 luglio 2026, continua a seguire la scadenza indicata sul documento. La validità illimitata riguarda le nuove emissioni effettuate da quella data in poi. Conviene quindi controllare la carta già in possesso, valutare eventuali viaggi programmati e distinguere tra uso come documento fisico e uso come identità digitale.

Facsimile della CIE italiana design 2022. Fonte: Ministero dell’Interno e IPZS via Wikimedia Commons, licenza CC BY 4.0.
La novità si inserisce in un periodo in cui i documenti personali stanno cambiando rapidamente. Dal lato dei cittadini aumenta la necessità di capire cosa fa davvero la CIE: documento di riconoscimento, titolo valido per l’espatrio in alcuni casi, chiave di accesso digitale e strumento leggibile da sistemi automatici. La durata illimitata semplifica una parte del problema, ma non cancella la manutenzione delle funzioni elettroniche.
Conclusioni finali
La CIE senza scadenza per gli over 70 è una misura di semplificazione reale, perché riduce rinnovi e passaggi allo sportello per una fascia di popolazione spesso più esposta a difficoltà pratiche. La regola, però, va letta con attenzione: il documento resta valido senza termine come carta d’identità, mentre identità digitale e varchi automatici mantengono un orizzonte tecnico di dieci anni. Per evitare problemi, soprattutto prima di viaggiare o usare servizi online, la data di rilascio resta il dato da controllare.
Fonti
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