Il dato arriva alla vigilia della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani e pesa come un allarme: nel 2024, nell’Unione Europea, sono state identificate circa 9.500 vittime di tratta, di cui 1.555 minorenni. La quota dei bambini e degli adolescenti sale al 16% del totale, contro il 12,8% dell’anno precedente.

Il quadro diffuso da Save the Children, sulla base dei dati europei e del sistema italiano antitratta, riguarda anche l’Italia. Non racconta soltanto numeri: indica una fascia di vulnerabilita’ che passa dai percorsi migratori, dallo sfruttamento lavorativo, dall’abbandono scolastico, dalla pressione delle reti criminali e dai nuovi canali digitali di adescamento.
Il dato europeo che cambia la scala del problema
Secondo Eurostat, nel 2024 le vittime registrate di tratta nell’Unione sono state 9.678. La maggioranza resta composta da donne e ragazze, pari al 63% del totale. Save the Children mette a fuoco la componente minorile: 1.555 vittime sotto i 18 anni, con una prevalenza femminile molto marcata, il 77%, pari a 1.194 bambine e ragazze.
Il numero piu’ alto di minori identificati e’ stato registrato in Francia, con 488 casi, seguita da Romania con 333 e Germania con 230. L’Italia compare tra i Paesi con piu’ vittime complessive di tratta, ma sul fronte minorile ne ha identificate 65 nel 2024, cioe’ il 3,4% delle vittime individuate nel Paese.
Questi dati vanno letti con cautela: misurano le persone emerse e registrate, non l’intero fenomeno. Proprio per questo l’aumento della quota minorile e’ un segnale delicato. Puo’ indicare una migliore capacita’ di intercettazione, ma anche una maggiore esposizione dei ragazzi a percorsi di sfruttamento difficili da riconoscere in tempo.

In Italia pesa la parte sommersa
Nel nostro Paese la tratta minorile si incrocia con due piani diversi: i flussi migratori internazionali, in cui l’Italia e’ territorio di transito e destinazione, e le fragilita’ sociali gia’ presenti sul territorio. Il Sistema nazionale antitratta nel 2025 ha valutato segnalazioni relative a 3.444 persone, circa 600 in piu’ rispetto al 2024; tra queste, 174 erano minorenni, pari al 5,1%.
Il profilo dei casi segnalati mostra una forte presenza di ragazzi: 69% dei minorenni nel 2025, soprattutto provenienti dal Bangladesh e dall’Egitto. Nei primi sei mesi del 2026 le persone segnalate sono state 1.581, con 95 minorenni, pari al 6%. In questa prima parte dell’anno la prevalenza maschile e’ ancora piu’ alta: 80 casi su 95.
La presa in carico resta piu’ stretta della segnalazione. Nel 2025 il sistema SIRIT ha registrato 847 persone assistite, di cui 22 minorenni. Nei primi sei mesi del 2026 i minori presi in carico sono stati 7. La distanza tra segnalazioni e assistenza effettiva e’ uno dei punti critici: riconoscere una vittima, proteggerla e costruire un percorso stabile richiede tempo, competenze e luoghi sicuri.
Perche’ il rischio cresce anche online
Save the Children segnala una trasformazione del fenomeno. Accanto allo sfruttamento sessuale e lavorativo, crescono forme meno visibili: attivita’ illegali imposte o normalizzate come strategie di sopravvivenza, reclutamento nei contesti migratori piu’ fragili, controllo attraverso debiti, minacce o dipendenza abitativa. Le tecnologie digitali, compresa l’intelligenza artificiale, possono ampliare adescamento, ricatto e sorveglianza.
Questo rende piu’ difficile distinguere subito una vittima da un ragazzo coinvolto in situazioni irregolari. Il punto non e’ solo repressivo: se un adolescente solo, senza rete familiare, senza scuola e senza reddito viene intercettato tardi, il sistema rischia di vedere soltanto l’ultimo comportamento e non la catena di vulnerabilita’ che lo ha prodotto.
Cosa cambia con le nuove norme
Dal 16 luglio 2026 e’ in vigore il decreto legislativo 12 giugno 2026, n. 115, che recepisce la direttiva europea 2024/1712 sulla prevenzione e il contrasto della tratta. Il Dipartimento per le Pari Opportunita’ lo presenta come un rafforzamento del sistema nazionale: identificazione precoce, presa in carico, formazione degli operatori, raccolta dati e maggiore attenzione alle nuove forme di sfruttamento.
La sfida ora e’ l’attuazione. Per i minori servono procedure rapide, competenze specialistiche, collaborazione tra forze di polizia, servizi sociali, scuola, sanita’ e organizzazioni antitratta. Servono anche strutture protette ad indirizzo riservato, per evitare che chi e’ appena emerso venga riagganciato dalle reti di sfruttamento.
Conclusioni finali
L’allarme sui 1.555 minori vittime di tratta in Europa non va letto come un dato lontano. Riguarda anche l’Italia perche’ intercetta migrazioni, lavoro povero, marginalita’ sociale e sicurezza dei piu’ giovani. Il rischio maggiore e’ scambiare un fenomeno sommerso per un fenomeno piccolo: i numeri ufficiali misurano soprattutto cio’ che viene scoperto.
La direzione indicata dalle fonti e’ chiara: piu’ identificazione precoce, piu’ protezione specializzata, piu’ capacita’ di leggere i segnali prima che lo sfruttamento diventi invisibile. La nuova norma puo’ essere un passo avanti, ma il banco di prova sara’ la capacita’ concreta di raggiungere i minori prima delle reti criminali.
Fonti
- Save the Children – Piccoli Schiavi Invisibili: oltre 1.500 minori vittime di tratta in Europa
- Eurostat – Trafficking in human beings statistics
- Dipartimento per le Pari Opportunita’ – Decreto legislativo 12 giugno 2026, n. 115
- Adnkronos – Save the Children, in Europa oltre 1.500 minori vittime di tratta
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