Il sistema della precarietà

16 Giugno 2019 Tag:, , , , , , ,
Un tempo essere precari era un problema, come lo è ora, ma a differenza di quello che succede adesso, era anche una condizione temporanea, a volte si protraeva per tempi lunghi, talvolta anche molto lunghi ma conservava per sempre quell'aspetto di eccezionalità che rendeva la condizione di precarietà un periodo a termine, un modo per fare la gavetta, un sacrificio necessario per raggiungere l'agognata sicurezza. Oggi, e purtroppo da tanti anni, essere precari è diventato un sistema di vita. La precarietà non è più uno status temporaneo associato indissolubilmente alla nostra posizione lavorativa. Essere precari oggi è sinonimo di vivere. Come le recinzioni di plastica arancione che delimitano luoghi di ogni tipo, grandezza e posizione, nei centri storici e le periferie -  ma non mi stupirei di cominciare a trovarli anche in campagna -  dei nostri piccoli o grandi centri urbani. Recinzioni temporanee di sicurezza. Per delimitare un'area a rischio. In attesa che venga messa in sicurezza. Un tempo le recinzioni arancioni servivano proprio a questo, come la precarietà, per difendersi, magari un po' goffamente, da eventi anche peggiori. Adesso sono, i nastri arancioni e la precarietà, il nostro modo per

Agricoli o digitali, sempre braccianti siamo

9 Giugno 2019 Tag:, , , , , , , ,

Questa è la Rotonda di Melito di Napoli. Quando Aboubakar Soumahoro giunse in Italia gli amici con cui divideva la casa gli spiegarono che per andare a lavorare era necessario svegliarsi alle cinque del mattino per raggiungere la rotonda di Melito, a piedi o in bicicletta, e poi aspettare che passasse qualcuno “in cerca di braccia”. Guardando questa immagine ho visto Aboubakar arrivare in bicicletta a quella rotonda, contento della prima giornata di lavoro e impaurito delle macchine che gli sfrecciavano vicino lungo la Circumvallazione Esterna di Napoli. Ho pensato a quante volte abbia fatto quel tragitto e quante altre persone lo abbiano fatto con lui.   Quella raccontata da Aboubakar Soumahoro in questo libro, “Umanità in Rivolta”, è anche la storia di quelli che non sono riusciti ad arrivare in Italia e di quelli che, una volta arrivati, sono morti ammazzati dal lavoro. Lavoratrici e lavoratori che hanno perso la vita nello svolgere le loro attività o nelle battaglie per difendere compagni che hanno perso il lavoro o per la conquista di diritti.  

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  --> 25 Dicembre 1996:

Dati alla mano serve più democrazia

3 Giugno 2019
Il convegno voluto dalla Camera del Lavoro di Milano, il 28 maggio scorso presso l'Università degli Studi di Milano ha rappresentato, a nostro avviso, un evento davvero storico per il nostro Paese e con molto probabilità per il mondo intero. Fuori da ogni retorica, bisogna sottolineare che alla Statale di Milano, si è parlato per la prima volta:  di "trasparenza degli algoritmi", un tema che ci chi ci segue sa essere molto caro a noi tutti qui a bottega, e che assieme a Michele Mezza abbiamo più volte lanciato durante i nostri appuntamenti digit, nel corso degli ultimi due anni. A confrontarsi sui principali temi della democrazia nell'era digitale sono convenuti, tra gli altri, il rettore dell'Università di Milano,  Elio Franzini, il segretario generale della CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro, Maurizio Landini, Beppe Sala, sindaco del Comune di Milano, Massimiliano Tarantino, segretario generale della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Michele Mezza docente dell'Università Federico II di Napoli, Massimo Bonini, segretario generale della CGIL di Milano, e Fiorella De Cindio, già docente dell'Università Statale e presidente della Fondazione RCM - Rete Civica di

Umanità e sistemi di calcolo

26 Maggio 2019
Zeynep Tufekci, sociologa turco-statunitense che studia l’impatto reciproco di tecnologia e società, pensa che gli algoritmi per loro natura abbiano in se una tendenza alla parzialità perchè sono creati da esseri umani che sono di parte e "ottimizzano il prodotto in base ai parametri scelti dall’azienda in condizioni ugualmente scelte dall’azienda". L’algoritmo fa coincidere il concetto di rilevanza con il concetto di interesse individuale. Strutturalmente tu vedrai delle cose che lui pensa che ti interessino, non tutto quello che c’è da vedere. Tutta la rete, tutta quella che viene  filtrata da un motore di ricerca, da un social, dagli algoritmi insomma funziona in questo modo. Utilizzare un approccio unicamente software-based può essere rischioso e portare ad azioni non utili o addirittura dannose. Spesso non sappiamo abbastanza su come i sistemi algoritmici lavorano per sapere se sono più giusti di quanto gli esseri umani sarebbero da soli. In parte perché i sistemi fanno scelte sulla base di ipotesi sottostanti che non sono chiare anche ai progettisti dei sistemi, non è necessariamente possibile determinare quali algoritmi sono distorti e quali no. E anche quando la risposta sembra chiara  la verità a volte è più

Elaborando lo scibile e un pezzettino oltre

19 Maggio 2019 Tag:, , , , , ,
Luca Corsato è un data scientist, un imprenditore, e un grande amico di Lsdi e digit. Gli spunti e i ragionamenti che Luca condivide ci servono spesso da stimolo per elaborare ragionamenti che alimentano i nostri studi e le riflessioni del nostro gruppo di lavoro. In particolare l'attività di Luca di data asset management dentro OSD che è l'azienda che ha fondato circa tre anni fa assieme ad altri due esperti nella lavorazione dei dati, accendono spesso  nostre ulteriori  riflessioni perchè vanno a indagare settori molto vicini a quelli in cui operiamo qui a bottega. In un contributo postato recentemente sul suo account sulla piattaforma medium, Luca usa le sue competenze per approfondire una serie di temi che riguardano il giornalismo. L'articolo nasce come contributo ad un lavoro sul data journalism realizzato da Elisabetta Tola, un'altra grande amica di digit, giornalista e grande esperta di giornalismo dei dati,  pubblicato a sua volta su medium e che Vi consigliamo di approfondire se vi interessa la materia. Dallo scritto di Luca noi vorremmo estrarre - come al solito - alcuni passaggi che ci sembrano salienti, per poi provare a ragionarci