Protocollo Australia

24 Febbraio 2021
La notizia è nota. Per chiarezza la riepiloghiamo brevemente qui di seguito. Per dovizia di cronaca, il resoconto che segue risale a quasi un anno fa e va aggiornato con i fatti degli ultimi giorni:
Google non paga gli editori francesi Facebook quelli australiani. L'idea di condividere contenuti e quindi aver diritto ad una remunerazione non funziona con le Ott. Eppure sembrano tutti convinti del contrario e invece di aprire una trattativa paritaria in tal senso che vedesse ai due lati del tavolo aziende editoriali e governi da una parte e techno corporation dall'altra: negli ultimi dieci anni si è agito in modo individuale e scomposto, convinti di fare il "meglio" per sé e il proprio minuscolo consesso, trattando in modo diretto caso per caso e non ponendo la questione in modo "istituzionale". Al limite, si è arrivati alle minacce,  più o meno velate, oppure si sono aperti tavoli di trattativa su "presunte" violazioni di "fantomatici" diritti. Mentre dalla "Valley" ci sfilavano via via tutte le seggiole da sotto il  sedere, facendo venire meno ogni posizione di privilegio, vera o presunta che fosse a favore degli editori. Ogni possibile vantaggio si è perso per

In fondo sono solo notizie

17 Febbraio 2021
Fra le cose che qui a bottega cerchiamo da qualche tempo di portare avanti attraverso i nostri studi e le nostre ricerche,  la questione del rilancio della “funzione d’uso del giornalismo”, è certamente uno dei temi più importanti. Nel corso degli anni, e soprattutto dopo l’avvento della cosiddetta “rivoluzione digitale”; e l’arrivo della società della conoscenza; e la creazione dell’ecosistema dell’informazione, e  il cambiamento del modello di produzione e fruizione delle notizie passato da verticale a orizzontale; il senso del giornalismo non è cambiato ma la funzione d’uso dei giornalisti e la loro utilità sociale sì. E parecchio. Il giornalista a caccia di notizie che consuma le suole delle scarpe e si muove con acume e destrezza in mezzo a informatori, gole profonde e fonti riservate, esiste sempre ma - come prima -  tale attitudine professionale appartiene ad un’élite più o meno ristretta dei “tesserati”.  I giornalisti “da battaglia”, quelli che servono quotidianamente i piatti principali dell’informazione nostrana, sono tutti o quasi giornalisti da scrivania, persone che non lasciano mai la redazione, o meglio che forse non sono nemmeno mai entrati in una redazione ma che scrivono e seguono le notizie direttamente

Tempus fugit

10 Febbraio 2021
Il ragionamento che proviamo a mettere in piedi oggi parte da un vecchio articolo pubblicato su questo blog in epoca oramai remota, soprattutto nel computo del tempo "digitale". Si tratta di questo pezzo risalente al 2008: "Google digitalizza e archivia 200 anni di storia sui giornali". Siamo andati a rileggere il post e poi - da giornalisti - siamo andati a controllare l'esito - 12, anzi, 13 anni dopo - di quella "lodevole" (?), permetteteci di dubitare, iniziativa. Come si dice: "fidarsi è bene, na carbonara è mejo". Ebbene fatelo anche Voi assieme a noi. Provate a cercare, come suggerisce nello stralcio dal nostro stesso post riportato qui sotto, Punit Soni,  il responsabile - allora - di questa iniziativa per Google:    
"Per più di 200 anni questioni di portata locale e nazionale sono state riportate sulla stampa cartacea, dalle rivoluzioni alla politica fino alla moda e alle previsioni del tempo e ai risultati sportivi dei licei. Stimiamo che in tutto il mondo vi siano miliardi di pagine contenenti tutte le storie mai state scritte. Ed è nostro compito aiutare i lettori a trovarle tutte, dal più piccolo settimanale locale al più grande

Numeri, calcoli, cifre

3 Febbraio 2021
Da quando il mondo è diventato calcolabile, al fianco dell'Uomo sono apparsi i computer e la vita non è mai stata così facile. O anche così difficile. Dipende. Certamente è tutto diverso, cambiato, differente. Ogni azione, ogni attività, ogni oggetto, non ha più solo una sua tangibilità fisica ed evidente, ma esiste anche dentro i calcoli di un mondo di silicio e di transistor. Anzi esiste: "meglio e in modo meno costoso e più facile da realizzare" dentro ad un computer. L'aver tradotto il mondo fisico in un mondo immateriale costituito da numeri e calcoli ci ha reso molto, molto più potenti. Quello che prima era riservato a pochi,  ora è per tutti,  e ognuno può cimentarsi a costi irrisori in qualsiasi tipo di attività, impresa, azienda, studio e ricerca; prima riservati ai soli specialisti/professionisti. Tutto questo ha dato il via alla cosiddetta "società dell'informazione". Un luogo dove le cose sono diventate "anche" dati,  e sono finite dentro ad un calcolatore elettronico, o meglio, sono state reinventate, "ri-modellate", grazie alla matematica e ai computer. Un posto dove prima di "fare" le cose, le discutiamo, forse anche troppo, creando dicerie, false credenze, stupidaggini, e

Ricordi e memoria

27 Gennaio 2021
Nel giorno della memoria, anche noi, vorremmo portare un infinitesimale contributo, a questo tema così importante. Gli spunti e le suggestioni che proveremo a tracciare, non attengono, ovviamente, al tema alto, quello della shoah, del genocidio perpetrato dai nazisti nei confronti dei più deboli, dei diversi,  e in particolar modo del popolo ebraico. Non siamo in grado, né rientra nelle nostre corde, prendere posizione su argomenti di questo spessore. Nel nostro piccolo vorremmo parlare di memoria e di digitale, di memoria e giornalismo, di memoria e di cultura del presente. Quando si pensa alla memoria vengono in mente i ricordi, vengono in mente le tradizioni, in prima battuta quelle orali, riportate di bocca in bocca e di generazione in generazione prima dell'invenzione prodigiosa della scrittura e poi della stampa che ci hanno permesso di "serbare" i nostri ricordi, le nostre tradizioni, la nostra storia. La memoria è scritta sui libri. Nelle biblioteche. Ma anche nelle pietre e nei monumenti. Nelle città. Dalle fondamenta ai tetti delle costruzioni, da quelle più antiche a quelle più recenti. La memoria, il ricordo, è dentro ciascuno di noi e in tutti gli strumenti, i supporti, i