Musica per vecchi animali

20 Settembre 2020 Tag:, , , , , , , , , , ,
Quale potrebbe essere il brano, la canzone, l'opera, la sinfonia, l'aria leggiadra e sontuosa, per sottolineare la ricerca del luogo dove i vecchi animali vogliono andare a morire?  E cosa ha a che fare questa domanda con il testo di questo articolo, che sarà dedicato al giornalismo e ad alcune pratiche in uso nel mondo del giornalismo, perlopiù nostrano? Ce lo siamo chiesti anche noi mentre scrivevamo, e abbiamo pensato che  forse l'immagine di un vecchio animale che cerca un posto dove andare a morire ben si adatta al giornalismo, o meglio alla macchina giornalistico/imprenditoriale del nostro Paese. Il testo e poi il film di Stefano Benni, sono ancora ben impressi nella nostra memoria. Il peregrinare lieve di un magico Dario Fò e le sue disavventure fanta-politiche in un'universo distopico e surreale, assieme ad una adolescente ribelle e ad una ciurma di improbabili post apocalittici eroi "lumbard", sono lo sfondo ideale per raccontarVi alcuni fatti ugualmente apocalittici e surreali che stanno avvenendo nel mondo del giornalismo italico. Il primo fatto riguarda le prossime elezioni per il rinnovo del consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti. In un'atmosfera cupa e glaciale, resa ancor più rigida dagli effetti

Sicurezza fa rima con consapevolezza

13 Settembre 2020 Tag:, , , , , ,
Torniamo a sfogliare l'album dei ricordi di #digit13 per parlare di sicurezza informatica. Nel corso del nostro secondo appuntamento con il festival dedicato al giornalismo e alla comunicazione digitale, ancora a Firenze, prima di trasferirci stabilmente a Prato, abbiamo dedicato due diversi seminari di un'ora ciascuno all'argomento sicurezza sul web. Il primo,  svolto da Igor Falcomatà, era espressamente rivolto ai professionisti dell'informazione,  mentre il secondo, condotto da Marco A. Calamari,  era più specificamente dedicato alle fonti degli organi di informazioni, e alla loro protezione e sicurezza online. Non molto tempo prima era scoppiato il fenomeno Wikileaks e sempre in quel periodo si cominciava a parlare di whistleblower. Come garantire l'anonimato e la protezione alle fonti che arrivano agli organi di informazione attraverso il web e gli strumenti digitali  era -  ed è, permetteteci di aggiungere -  un tema scottante e difficile da risolvere allora come oggi. I problemi da affrontare erano molteplici e in larga parte sono ancora presenti, a distanza di parecchi anni. Ma il punto centrale - vorremmo sottolineare - non è soltanto capire, quali e quanti artifici tecnologici debbano essere studiati e usati  e per essere "sicuri e garantiti" online,

Tutti insieme verso il futuro passato

6 Settembre 2020
Correva l'anno 2005 e il mondo stava per vivere l'ennesimo scossone. Un forte boato echeggiò dentro le redazioni di giornali, radio e tv. La notizia era di quelle che faceva accapponare la pelle: Il New York Times ha unificato redazione on line e redazione "di carta". Si scherza lo sapete, ma viene spontaneo riflettere su tutte le implicazioni che allora e oggi - sigh - ancora e chissà per quanto, almeno in Italia, questo fatto portava e "porta" con sé. A vederla ora, questa notizia, dopo 15 anni, la considerazione che sorge spontanea e immediata è: sono stati davvero bravi e lungimiranti laggiù a New York.  E i numeri del successo ottenuto -  non da molto a onor del vero -  stanno lì a dimostrare la visione degli editori e dei giornalisti americani. Ma sorgono spontanei altri commenti all'annuncio epocale di 15 anni fa, partito anche, dalle nostre colonne. E non sono commenti positivi, purtroppo. Riguardano, come appare chiaro visti i risultati poco confortanti italiani,  l'andamento della parabola digital/giornalistica nel Bel Paese e le decisioni che negli ultimi quindici anni sono state prese in tal senso nelle redazioni dei nostri principali organi di

Il giornalismo delle persone e quello delle redazioni

30 Agosto 2020 Tag:, , , , , , ,
Proseguiamo nel lavoro d'esplorazione dell'archivio di Lsdi che abbiamo iniziato alcune settimane fa per riportare alla luce alcuni degli articoli pubblicati su questo blog nei suoi primi anni di vita. Un lavoro nato per rendere omaggio ai fondatori di questo gruppo di lavoro e che poi è diventato - purtroppo - una sorta di commosso e vibrante ricordo  dell'ideatore e redattore capo del blog di Lsdi per tanti anni dalla sua fondazione  il nostro mestro Pino Rea, venuto improvvisamente a mancare il 6 luglio scorso.  Alcuni dei temi del 2004 e come vedremo quest'oggi del primo scorcio del 2005, sono ancora oggi, molto attuali. In un lungo post del luglio del 2005, Pino Rea, analizzava il ruolo del giornalismo nell'epoca della transizione digitale, soffermandosi in particolare sul ruolo del citizen journalism e degli User Generated Content, i contenuti informativi generati direttamente dagli utenti e da loro diffusi online attraverso le piattaforme di condivisione. L'articolo da cui estrarremo, come sempre, alcuni significativi passaggi, non è solo una buona analisi di quei temi, ma è anche -  a nostro personalissimo avviso -  una sorta di modello di produzione giornalistica per tutti i contenuti successivi prodotti

Cosa intendi per domenica

23 Agosto 2020 Tag:, , , , , , , ,
Non se ne avrà per male l'autrice - speriamo - se abbiamo preso in prestito il titolo di un suo libro per dare un nome al post odierno. Simona Bencivelli, che del libro è stata ideatrice e redattrice, del resto faceva parte di una piccola pattuglia di autori che abbiamo ospitato dentro un panel dell'edizione 2013 del nostro festival "digit". Un panel proprio dedicato alla presentazione di una serie di "nuovi" - allora -  testi, dedicati al mondo del giornalismo, dell'informazione e della comunicazione. Il libro di Simona, autrice eclettica, scienziata, giornalista e dottore in medicina, fra le altre cose, raccontava, in tono semi-serio,  una  condizione di vita ancora molto presente nel nostro Paese, quella delle "cosiddette Partite Iva". I free lance, meglio conosciuti come lavoratori autonomi, che di autonomo in genere hanno tutti gli oneri e pochissimi onori; molto presenti ovunque nel mondo del lavoro, anche fra i giornalisti. Una parte non tutelata, o quasi, in nessuna categoria - vedere il contratto giornalistico per capirsi - e che viene costantemente vessata e messa alla gogna, non si capisce bene perché, da ogni governo, maggioranza, e formazione politica varia. Anche da quelli che