#digitOnTour 20-21-22 gennaio Bologna, Milano e Torino

12 Gennaio 2020 Tag:, , , , , , , ,
Alla via così, "in direzione ostinata e contraria", torna digit, il nostro festival nazionale su informazione e comunicazione dentro la nostra epoca digitale, declinato in  molteplici forme e diverse varietà. Con l'anno a cifra doppia, o meglio "il bisestile ripetuto",  come qualcun altro l'ha definito, tagliamo il tagliando numero nove per digit, e quello numero 16 per lsdi (in quanto anni di esistenza in vita),  e vorremmo proporre qui e in giro per l'Italia, attraverso i nostri studi e i contenuti dal vivo, una nuova modalità di fruizione delle nostre specifiche ricerche sul mondo che viviamo.  Un mondo in transizione: da analogico a digitale. Un mondo in trasformazione, un mondo in perenne crisi (quelle c'erano anche prima, a dire il vero); dove però è l'identità culturale di ciascuno di noi ad essere in particolare crisi. Abbiamo imparato ad essere individui, poi ci hanno convinto dell'esistenza delle masse e della cultura di massa, ed ora torniamo ad essere nuovamente individui. Singoli diamanti, magari "grezzi", per dirla come dentro ad una favola moderna, ma ancora e sempre di più, parti uniche di un sistema composito, multiplo, stratificato, in una parola: complesso.

Il passato non è passato

5 Gennaio 2020 Tag:, , , , , , , , ,
Ci sono questioni non rinviabili. La questione giornalistica è certamente una di queste. E non lo diciamo perché proprio qui,  sulle nostre colonne,  si discute per la maggior parte del tempo proprio di giornalisti e giornalismo. Lo diciamo per provare a rifondare del tutto,  il nostro lavoro futuro sul giornalismo,  e speriamo anche il lavoro di molti altri sul tema; in particolare il lavoro   di coloro che si occupano di libertà e diritti, in quest'epoca purtroppo buia, del nostro tempo attuale. Rifondare il lavoro giornalistico, significa molte cose. Nel nostro tempo, molte di più di quelle necessarie in epoche neanche troppo distanti dall'attuale, e che però oggi ci sembrano davvero remote. Molte delle cose necessarie per rifondare il giornalismo le discutiamo con regolarità da queste parti. Molti spunti per cambiare l'orientamento, li proviamo a diffondere da anni, attraverso i contributi qui riportati. Quest'oggi e in questo post che inaugura un nuovo anno di lavoro e di studio, vorremmo aggiungere altra linfa a queste narrazioni,  prendendo a prestito uno scritto di uno dei nostri fondatori e mentori: Raffaele Fiengo. Il grande giornalista e scrittore che ha proposto e ottenuto, assieme a Pino Rea

Un altro anno di Lsdi (auguri di buon anno)

29 Dicembre 2019 Tag:, , , , , , , ,
Torniamo a noi e alla nostra strenna, dopo il Natale, arriva quella di capodanno. Riassumendo e riproponendo in brevi estratti il nostro lavoro dall'estate ad oggi: fra i post  del recente passato, ed eliminando la disamina - analitica e molecolare - sugli Stati generali dell'informazione,  a cui dedicheremo uno specifico post; la narrazione della seconda parte  del 2019 su queste colonne,  inizia con una novità davvero epocale per l'Italia, ma,  permetteteci la retorica, per il mondo intero. Ci riferiamo ad un progetto comune fra soggetti pubblici e privati, primo fra tutti il Comune di Milano, che prevede la creazione di "un piano regolatore dell'intelligenza artificiale e delle reti di connettività per la città di Milano". Ne abbiamo parlato proprio all'inizio di giugno, cercando di riassumere le fasi salienti di un convegno svoltosi nel capoluogo lombardo,  e in cui il sindaco di Milano Beppe Sala,  e il segretario del più grande sindacato italiano,  Maurizio Landini della Cgil, si sono confrontati sul tema: democrazia e digitale; moderati e spronati alla bisogna, da Michele Mezza, giornalista, esperto di algoritmi e grande amico di Lsdi e digit. Estraiamo da quel convegno, e dal racconto

Un altro anno di Lsdi (Auguri di Natale)

22 Dicembre 2019 Tag:, , , , , , , , , ,
Buongiorno, e buon Natale. Anche noi proviamo a prenderci una breve pausa per le feste, e come accade da qualche anno, mettiamo un piccolo stop alla quotidianità, e affidiamo i nostri prossimi due/tre post, alla redazione di un resoconto dei fatti e dei personaggi, transitati da queste parti nel corso dell'anno che ora volge al termine. Partendo dunque dal primo pezzo del 2019, datato 6 gennaio, iniziamo la disamina degli argomenti trattati nei nostri articoli, e iniziamo davvero col botto - permetteteci la battutaccia da ultimo dell'anno -  visto che l'inizio del 2019 qui a Lsdi, è stato dedicato al lavoro dello storico israeliano Yuval Noah Harari, e ad un argomento davvero fondamentale per il nostro particolare percorso di comprensione e conoscenza del mondo in cui viviamo (perlopiù digitale) che, Harari stesso definisce:  datismo.  
Che cosa potrebbe rimpiazzare i desideri e le esperienze come fonte di tutto il significato e l'autorità? Ad oggi, nella sala d'aspetto della storia c'è solo un candidato per questo colloquio di lavoro: ed è l'informazione. La religione emergente più interessante è il datismo, che non venera né gli dèi né l'uomo -- ma venera i dati.
    Estraiamo brevemente da

Uno, due, ma soprattutto ics

15 Dicembre 2019 Tag:, , , , , , , , , ,
In epoca oramai remota, parliamo di tre anni fa, e con intenti non  sospetti, abbiamo parlato su queste colonne di un fenomeno da noi rilevato allora, e che oggi è contiguo, a nostro avviso,  ad un fatto di cronaca "al centro" delle narrazioni dei maggiori organi di informazione. Il fatto di cronaca è la sentenza che condanna Facebook a riaprire l'account di un movimento politico chiuso d'ufficio dal social sul social, per presunte inadempienze al contratto d'uso del social medesimo da parte degli amministratori della pagina. Il tribunale civile di Roma ha emesso una sentenza a favore del ricorrente, ovvero del movimento politico suddetto, e ha obbligato il social di Menlo Park a riaprire quella specifica pagina. Il fatto di cui parlavamo sulle nostre pagine tre anni fa, si riferiva alla chiusura di un gruppo di lavoro su Facebook,  da parte dei suoi amministratori. Quindi due fatti simili nelle conseguenze,  ma molto differenti nella natura, con effetti però, ancora una volta molto simili, e su cui riflettere a lungo. Da una parte il gruppo era arrivato a "consunzione" per non meglio conosciute dinamiche interne all'apparato di gestione, dall'altra una