Potenza e pratica della teoria

19 settembre 2017 Tag:, , ,
Riportiamo qui di seguito il gradito intervento di Piero Dominici, docente universitario e formatore professionista, si occupa da vent'anni di complessità e teoria dei sistemi.    di Piero Dominici  
«La disposizione mentale di un teorico è utile non solo per sondare i segreti ultimi dell’universo, ma per molti altri compiti. I fenomeni del mondo attorno a noi sono interconnessi. Essi possono ovviamente essere considerati come entità separate e studiati come tali, ma fa molta differenza se li vediamo come parte di qualcosa di più generale! Molti fatti diventano allora più che dati singoli da memorizzare: le loro interconnessioni ci permettono di usare una descrizione sintetica, una sorta di teoria, uno schema per apprenderli e ricordarli. Essi cominciano ad acquistare un senso. Il mondo diventa più comprensibile. Il riconoscimento di regolarità è qualcosa di naturale per noi essere umani: noi stessi, dopo tutto, siamo sistemi complessi adattativi. È nella nostra natura, per eredità biologica e anche per trasmissione culturale, riconoscere strutture, identificare regolarità, elaborare schemi nella nostra mente. Tuttavia, questi schemi vengono non di rado promossi o retrocessi, accettati o respinti, in risposta a pressioni selettive ben diverse da quelle operanti nelle

Storie di ordinario giornalismo

4 settembre 2017 Tag:, , , , , , ,
Riceviamo e pubblichiamo una "storia di lavoro" da parte di un collega ligure.  La riprendiamo con sincero spirito di servizio confidando che la conoscienza aiuti tutti noi a migliorarne la comprensione e magari a individuare una soluzione incruenta e soddisfacente per tutti. Ci domandiamo anche, sommessamente e con assoluto rispetto per tutti,   come sia possibile, nonostante la rivoluzione digitale e la crisi manifesta e irreversibile del comparto editorial/giornalistico, ritrovarsi   ancora oggi a dover discutere di queste specifiche tematiche, invece di provare tutti assieme - magari con l'ausilio e il supporto delle istituzioni -  a trovare una soluzione a questa annosa crisi.    
"Mi avete chiesto qualcosa sulla mia vicenda e volentieri vi rispondo. Mi chiamo Guglielmo Olivero, diplomato in Ragioneria e Laureato in Giurisprudenza nel 1986 all'Università di Genova. Dopo una breve esperienza al Secolo XIX sono passato a La Stampa nel 1991, con un contratto di collaborazione che veniva rinnovato di anno in anno. Nei primi anni, dal 1991 al 1996, oltre che occuparmi di sport, con lavoro a tempo pieno al sabato e alla domenica, mi occupavo anche della cronaca della Riviera di Ponente, dalla giudiziaria alla

Il punto sul giornalismo

28 agosto 2017 Tag:, , , , , , , ,
Marco Dal Pozzo autore di “1news2cents la qualità costa! un modello sociale per l’editoria (online)” appassionato di giornalismo e informazione, nostro associato in Lsdi e sodale in #digit, oggi recensisce il libro del giornalista televisivo Paolo Pagliaro che si intitola "Il Punto". Buona lettura! Eli Pariser, alla fine del saggio che ha fatto luce – forse per la prima volta a livello “mainstream” - sul funzionamento delle piattaforme sociali online, dava qualche indicazione su come difendersi dagli “attacchi dell’algoritmo”: ai singoli individui Pariser raccomandava di modificare la propria dieta online (per esempio: cancellare i cookie, acquisire conoscenze in materia informatica – secondo un mantra che, nello stesso anno di pubblicazione di “The Filter Bubble” , il 2012, formulava Douglas Rushkoff nel suo “Programma o sarai programmato”; alle aziende di dare trasparenza; ai Governi di formulare delle norme. Il saggio guardava alle piattaforme di condivisione (Facebook), ricerca (Google) e acquisto (Amazon), ma affrontava anche il problema dell’informazione: partendo da un famoso “statement” di Zuckerberg (“Uno scoiattolo che muore davanti casa vostra può essere più interessante per voi delle persone che muoiono in Africa”), faceva emergere il

Fare il giornalista

21 agosto 2017 Tag:, , , , , , , , ,
Come si fa a fare il giornalista oggi in Italia? Domanda retorica, domanda potenzialmente pericolosa, domanda tendenziosa per innescare le solite becere polemiche sulle istituzioni e le leggi sul giornalismo in questo nostro Paese? No, non oggi e non in questo post. Oggi vorremmo soltanto provare a dare qualche semplice suggerimento, magari  utilizzando alcuni esempi.   Esempio numero uno:  il crowdfunding. Ovvero? La possibilità di raccogliere fondi presso i propri lettori, o meglio presso la propria bolla ( filter bubble, camere dell'eco, in altre parole i nostri contatti online generati dai nostri comportamenti online attimo dopo attimo e filtrati attraverso gli algoritmi che governano gli strumenti che usiamo dentro l'ecosistema digitale ). Perdonate la spiegazione un pochino semplicistica che ci auguriamo risulti  comunque efficace. A strumenti come il crowdfunding ricorrono sempre più spesso gli operatori dell'informazione (con o senza tesserino, fuori o dentro il Belpaese). (altro…)

#digit17 arriviamo: ovvero gli algoritmi buoni

7 agosto 2017 Tag:, , , , , , , , ,
Molte sono le novità per #digit17, la prima, forse la più grande, è che digit si trasforma in digits. Perdonate il gioco di parole ma ci sembrava il modo più veloce e diretto per dire che la nostra manifestazione da una diventa molte e si sposta in diverse località del BelPaese pur mantenendo intatte e ben protette le proprie radici toscane.     Stiamo dunque lavorando alacremente anche ora e sotto il solleone per mettere a punto non uno ma molti appuntamenti digit tutti dedicati al tema di quest'anno che è come abbiamo già avuto modo di anticiparvi: "la società degli algoritmi: usare e non essere usati".     Uno dei workshop della nostra, o forse sarebbe meglio dire, dei nostri prossimi appuntamenti #digit17, sarà dedicato al delicato rapporto che potrebbe esserci fra big data e algortimi e a come questa relazione potrebbe aiutare governi e governanti a fare scelte politiche migliori per (scusate la retorica  del tutto voluta e  necessaria) il benessere dell'Umanità.     A suggerirci l'argomento è stato il nostro associato e amico Marco Dal Pozzo, ingegnere con la passione per le scienze sociali e il bene comune, autore fra le altre cose del libro 1