Making sense

23 Marzo 2020 Tag:, , , , , ,
Di decreto in decreto, di annuncio in annuncio, la crisi peggiore della storia dell'Umanità, e certamente di questo Paese in primis, si snoda con i suoi picchi - tremendi - e le sue anse, attese e molto gradite, da tutti. Siamo in uno stato di emergenza non c'è alcun dubbio, forse dovremmo sforzarci tutti di up-gradare ad un diverso stato di coscienza e conoscenza che ci permetta di riprendere in parte almeno il controllo della nostra vita anche in questo stato di apparente, ma costante, pausa infinita. Qui a bottega proviamo come sempre a studiare - altro non ci è concesso fare purtroppo - l'andamento di questo stato sociale. E ragionandoci sopra cerchiamo di proporre alcune visioni/interpretazioni del fare, dell'agire, e semplicemente del restare. L'idea è di essere d'aiuto, speriamo di riuscire nell'intento. Il nostro Marco Dal Pozzo al termine di un ragionamento che ha coinvolto tutto il nostro gruppo di lavoro, prova oggi ad analizzare l'esistente, partendo dalle misure economiche introdotte dal Governo per gestire questo scampolo d'emergenza. Probabilmente mentre stiamo scrivendo altre misure stanno per essere approvate o peggio sono appena state introdotte. Vedrete che però la sostanza dei

Il Paese è fermo

16 Marzo 2020 Tag:, , , , , , , ,
Ma tutto si muove, tutto continua a spostarsi, sotto la superficiale apparenza di un blocco quasi totale, dovuto alle contromisure messe in campo per contrastare il diffondersi dell’epidemia, tutto scorre per dirla con gli antichi: “Panta rei”. Siamo dentro un colossale ingorgo, un serpentone infinito di persone, e auto, e paesi, e città e regioni e ancora Stati interi, bloccati, dentro una casa, non un auto forse, ma di sicuro dentro un mega-ingorgo. Un ingorgo descritto in modo formidabile dai grandi Dalla e Roversi in un brano che si intitola proprio così. E che Vi proponiamo di seguito da leggere e da ascoltare:  
      Mettere in marcia il motore, avanzare tre metri, staccare, fermarsi a guardare e a parlare, alla fine spegnere il motore Tre suore giovani nella 2 cavalli, un ragazzotto dentro la Dauphine, c’è un uomo bianco nella Caravelle,  altro uomo e donna in una Peugeot Dietro alla 2 cavalli c’è una Volkswagen con dentro una ragazza e un soldato certamente sposati da poco, hanno le spalle bruciate dal fuoco Centomila auto imbottigliate nella corsia nord e sud verso Parigi da dodici ore nessuno si muove Passa il giorno e arriva la sera passa la

Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile

8 Marzo 2020 Tag:, , , , , , , ,
Joseph Pulitzer nacque in Ungheria nell'aprile del 1847. All’età di sedici anni, emigrò negli Stati Uniti: solo, senza amici, denaro, e senza sapere l'inglese. Si arruolò subito in cavalleria a New York per combattere nella guerra di secessione americana. Al termine del conflitto, Pulitzer divenne reporter del Westliche Post. In meno di dieci anni ne diventò direttore e co-proprietario.  Nel 1883 si trasferì a New York, dove comprò il New York World. Il  quotidiano tirava meno di 12.000 copie al giorno ed era sull'orlo della bancarotta. In quattro anni di duro lavoro: il "World" raggiunse una tiratura di 200.000 copie al giorno, e un posto in prima fila nella stampa americana. Purtroppo per la salute di Joseph Pulitzer furono anni disastrosi.  Dovette lasciare New York, con i nervi a pezzi, e la consapevolezza che, nel giro di pochi anni, sarebbe diventato completamente cieco. Nonostante la grande fortuna, anche economica, le sue condizioni di salute precarie lo costrinsero a ritirarsi molto presto dalla vita attiva e trascorrere lunghi anni, appartato, e assistito,  sul suo yacht, dove morì nel 1911, nella rada di Charleston nella Carolina del Sud.       Pulitzer, oltre al suo acume affaristico, è

Comunicatori pubblici o quello che sarà

1 Marzo 2020 Tag:, , , , , , , ,
E' in corso un grande progetto di riassetto del comparto della comunicazione pubblica. Una revisione di sistema che parte da fuori e si realizza dentro le Pubbliche Amministrazioni.  Un movimento trasversale in cui sono coinvolte molte categorie professionali, associazioni, sindacati, ordini, agenzie ed esperti e che viene proposto e spinto in prima battuta dagli stessi comunicatori della funzione pubblica. Qui a bottega abbiamo avuto modo di dare un'occhiata in anteprima ad un documento, forse non esaustivo, ma certamente di indirizzo, realizzato di comune accordo dai rappresentanti di tutte  le "parti in causa",  fra le quali siamo compresi anche noi giornalisti (vivaddio) sia come ordine sia come sindacato. Dopo una lettura attenta della bozza e una condivisione di tale bozza fra i nostri iscritti e alcuni "amici" di Lsdi, vorremmo mettere nero su bianco una serie di riflessioni emerse dalle nostre analisi. Il documento deve rimanere ovviamente riservato,  e quindi non potremo utilizzare in chiaro i passaggi dello scritto a cui ci ispiriamo per presentare la nostra versione dei fatti, ma confidiamo di riuscire ugualmente a farci capire. Se così non fosse, Vi invitiamo caldamente a farcelo presente, da subito e in

Casseforti digitali non pervenuto, meglio educare

23 Febbraio 2020 Tag:, , , , , , , ,
Prendiamo a prestito un'immagine emblematica recentemente pubblicata da un grande esperto di web e internet, Ennio Martignago, su linkedln per illustrare  il post odierno. L'infografica rappresenta in modo davvero chiaro cosa significhi al momento stare online, o meglio possedere un'identità, o forse meglio, una vita, digitale. Quello che la grafica non racconta e che nemmeno molti esperti, o presunti tali,  ci dicono, è che non è moltiplicando i cosiddetti sistemi di cybersecurity, o crittografando a destra e a manca, o provando a creare muri, barriere, casseforti online, che raggiungeremo l'agognata sicurezza. Mai e poi mai, ci sentiamo di ribadirlo con fermezza e decisione,  la sicurezza digitale dipenderà da quanto alto sarà il muro che riusciremo a costruire. Se ci è permesso dirlo, nemmeno nel mondo analogico, i muri, sebbene alti e inaccessibili, hanno mai fermato per davvero nessuno.  Eppure la sicurezza online è un problema sempre più pressante, e fior fior di esperti studiano e poi realizzano a ritmi vorticosi: software e poi spyware,  e poi aggiornamenti, e poi virus e poi antivirus,  e ancora superstrongbarriers (quest'ultima l'abbiamo inventata adesso adesso,  proprio mo') per tenere fuori i malintenzionati dalle nostre vite. Dalle