Open data #digit16

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Opendata: se non c’è riuso non c’è utilità”. La creazione, gestione e adattamento dei processi relativi ai dati sono il cardine per ogni redazione. La redazione deve intendersi come la somma di fornitori, compositori e utilizzatori delle informazioni. Esse arrivano in forma di dati, saperli gestire e condividere è la chiave del successo.

 

dall’ Open Data HandBook

” La full Open Definition spiega nei dettagli cosa questo significhi. Gli aspetti più importanti sono:

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Analisi sociologica dell’uso di twitter #digit16

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Il 52% dei giornalisti italiani ha un account Twitter. Almeno fra quelli delle 28 testate analizzate nella ricerca che verrà presentata a #digit16. L’indagine, la prima condotta in Italia, ha preso in esame i giornalisti dei principali quotidiani nazionali (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore, L’Unità, Il Fatto quotidiano, Il Manifesto, Il Foglio, Il Giornale, Libero, Il Messaggero), agenzie stampa (Ansa, Adnkronos), tv news (Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5, Studio Aperto,   TgLa7 ,   SkyTg24, RaiNews24, TGCOM24) e testate online (Fanpage, Huffington Post, Il Post, Lettera43, LINKIESTA).

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I numeri della sanità #digit16

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I dati che riguardano la salute (e l’ambiente) molto spesso non sono facilmente accessibili e se lo sono spesso risultano incompleti. Solo attraverso il lavoro di un giornalista e le competenze tecniche, matematiche, statistiche e di programmazione, di un collettivo di esperti, i dati diventano storie raccontate e visualizzate in modo chiaro.

Il data journalism è un lavoro di squadra, raramente tutte le competenze che servono si riescono a trovare in un’unica persona. Cercheremo di capire cosa significa questo, e attraverso lo studio di alcuni progetti realizzati, come si racconta “la salute dei cittadini di un Paese” attraverso l’uso del “giornalismo dei dati”.

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Architetture sociali #digit16

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La realtà è innervata dalla rete. La rete è informata dalla realtà. Ogni oggetto può emettere e ricevere informazioni, ogni superficie può diventare uno schermo. In questo nuovo ecosistema, come possiamo costruire una nuova relazione con coloro che chiamavamo “pubblico”? Come possiamo ridefinire le nostre strategie di comunicazione? Quali nuove opportunità ci sono per il giornalismo?

 

 

La sfida dei nostri tempi non è tanto quella di trovare una risposta, ma di connetterla alle nostre domande nel modo migliore. La natura e la dinamica di questa connessione possono essere più o meno sostenibili, più o meno aderenti a un modello etico, più o meno vantaggiose per diversi gruppi umani.

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Il programma #digit16

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Con la collaborazione davvero impagabile dei nostri soliti partner e di quelli nuovi arriva in porto, in forma definitiva e non rimaneggiabile il programma di #digit16. Ringraziamenti dunque non scontati e davvero sentiti a Elena Doni di Varese News che ha realizzato il lavoro e ai colleghi di GlocalNews, Ona Italia, Forum PA che ci hanno supportato come sempre, alla Camera di Commercio di Prato che da sempre ci ospita e ci accompagna nell’allestimento del festival, al Comune di Prato che contribuisce non solo economicamente alla costruzione dell’evento, alle istituzioni del giornalismo: Ordine nazionale dei giornalisti, Ordine dei giornalisti della Toscana e alla Federazione Nazionale della Stampa che ci sostengono e ci permettono di realizzare la componente formativa della manifestazione, e infine a Eni che è approdata quest’anno a digit permettendoci grazie al contributo messo a nostra disposizione di poter ulteriormente rafforzare la nostra offerta formativa e informativa.

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Del cyberbullismo e dell’oblio #digit16

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Un contributo originale e un contributo condiviso da raccogliere, mixare e pubblicare al volo per provare ad informare su una questione delicata e difficile che ci investe in maniera totale come cittadini, come genitori, ma ancora di più come esseri umani meglio se pensanti. Si prova a raccogliere dentro i rigidi steccati di una legge una materia multidisciplinare che andrebbe compresa in profondità prima di essere normata, a nostro avviso. Ma non è il nostro di parere quello che vogliamo riportare, bensì quello ben più autorevole  di Giovanni Boccia Artieri, sociologo dei media digitali, e di Deborah Bianchi, avvocato ed esperto di rete e diritti applicati al web.

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Il caso Egitto #digit16

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Nei regimi dittatoriali, il controllo dell’informazione è fondamentale e nell’ambito di informazione rientrano anche e soprattutto le comunicazioni di attivisti, oppositori e semplici cittadini sui social network. Dal 2009 in avanti, con le accuse di brogli durante le elezioni in Iran e la successiva repressione voluta da Mahmoud Ahmadinejad, il fenomeno delle intercettazioni telematiche non si è più arrestato. Dalla Cina all’Egitto oggi chi non protegge le proprie comunicazioni in rete rischia molto, dal carcere alla sparizione forzata.

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Epic fails: figuracce e loro conseguenze #digit16

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Social Media Fail Marketing: quando l’orrore corre sul like

Althea, Algida, American Airlines, Melegatti, Barilla ma non solo.

Dalle cicciottelle alla Brexit, cos’è che fa davvero indignare il web?

Ma soprattutto, chi è che lo spinge a indignarsi?

Spingitori di indignatori sul web e non solo: un’avventura drammatica (nel vero senso della parola) nel mondo del web che si indigna, non perdona e il giorno dopo dimentica e torna a consumare.

Effetti distopici di una realtà digitale in cui non si può più sbagliare. Consigli e best practise per non perdere la pazienza… che tanto “domani è un altro social media epic fail”.

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Muri da scalare #digit16

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Non esiste un sistema unico per la vendita dei contenuti digitali che possa andare bene a tutti. Il Paywall – come modello di business – non fa eccezione, almeno a quanto riporta un recentissimo report di BI Intelligence, cha ha messo sotto la lente di ingrandimento i pro e i contro dei “muri digitali” che regolano l’accesso ai contenuti.

 

Il binomio vendite e ricavi pubblicitari non è più un modello di business sostenibile, non esiste più un unico modello di business comune a tutte le testate ma ciascuna deve individuarne uno proprio sulla base delle proprie caratteristiche e potenzialità. Insomma non esiste un modello di business ma esistono, si possono ricercare e plasmare, dei modelli che nel loro insieme garantiscano ricavi apprezzabili. L’importante è sperimentare, eventualmente fallire e riprendere a sperimentare sino a identificare la soluzione più idonea. Nel tempo dell’informazione in tempo reale la ricerca di nuove opportunità con i tempi della old economy non può che portare al fallimento certo. (PierLuca Santoro – I giornali del futuro Il futuro dei giornali )

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Le conversazioni sono notizie #digit16

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La prima notizia è che il 21 e 22 ottobre si terrà a Prato presso la sede della Camera di Commercio la quinta edizione di digit, il festival del giornalismo digitale, ideato, organizzato e realizzato da noi di Lsdi. La seconda notizia da appuntarsi – o anche no –  è che anche quest’anno tutti gli eventi del festival erogheranno crediti formativi per i giornalisti, e che, come accaduto già lo scorso anno, gli eventi avranno anche finalità formative per gli studenti delle università che parteciperanno alla manifestazione. Confermata la presenza dell’ateneo di Perugia, new entry le università di Firenze e di Urbino. Le prenotazioni, obbligatorie per i giornalisti che vogliano  iscriversi ai wrkshp, ai panel e “novità assoluta di quest’edizione” ai tavoli di lavoro di digit16, sono aperte dal 10 settembre e continueranno fino al 19 ottobre sulla piattaforma telematica dell’Ordine dei giornalisti: Sigef. L’evento congressuale sarà, come sempre, gratuito e aperto a tutti. Nei giorni della manifestazione sarà possibile accreditarsi, per i non giornalisti e anche per i giornalisti ritardatari che non fossero riusciti a prenotare su Sigef, presso la segreteria dell’evento allestita presso uno degli ingressi della Camera di Commercio. Tutti gli altri possono prenotare un posto in prima fila ai nostri eventi utilizzando il

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Complimenti per la trasmissione

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Parafrasando un vecchio detto “televisivo” la Rai riscopre improvvisamente la propria vocazione e sfoggia finalmente un programma ad uso e consumo delle persone per avvicinare il mondo intero alla rivoluzione digitale. In onda in preserale sul primo canale Rai dall’11 luglio e poi in replica in orari diversi   sugli altri canali tv del servizio pubblico   “complimenti per la connessione ” ha spiegato e raccontato a tutti noi in modo serio e faceto assieme la cultura digitale, i nuovi strumenti per comunicare e le basi del cambiamento culturale profondo di cui siamo tutti protagonisti, anche a nostra insaputa, da più di ventanni. Usando un format inconsueto e con l’aiuto di alcuni notissimi personaggi della fiction più amata dagli italiani “Don Matteo”, gli autori del programma, una produzione Lux Vide,  realizzando una sorta di spin off della celebrata fiction ambientata in Umbria, sono riusciti nel tutt’altro che scontato compito di alfabetizzare e nello stesso tempo divertire i telespettatori raccontando loro i rudimenti di base del mondo digitale.

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