Dig.it 2014 a Prato il 19 e il 20 settembre, si aprono le iscrizioni

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L’edizione 2014 di Dig.it, che si svolgerà il 19-20 settembre, avrà come filo conduttore il tema della disintermediazione, della contaminazione e del giornalismo come bene comune.
 
Le novità di quest’anno sono davvero molte. La prima è il cambiamento di sede: da Firenze a Prato.
 
Firenze è stata la culla di Dig.it, ora Prato, grazie all’interessamento e alla disponibilità della Camera di Commercio,  ha offerto all’organizzazione la possibilità di crescere ancora diventando davvero il primo festival italiano del giornalismo digitale, un evento in cui si esprimerà tutto l’orgoglio digitale, un vero digital pride, del mondo dell’editoria online italiana e non solo.
 

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In fermento il mondo digitale in Spagna per la legge sulla ‘’Google tax’’

Spagna

I giornali spagnoli hanno imparato dall’ esperienza tedesca. In Germania, quando passò la legge che imponeva a Google di pagare gli editori delle testate usate come fonti di Google News, l’ azienda li aveva esclusi dall’ elenco imponendo a chi intendeva tornare ad essere citato e linkato di dichiarare esplicitamente la propria rinuncia al compenso. Tutte le testate aderirono alla richiesta. Google aveva vinto.

 

La proposta di legge spagnola – approvata la settimana scorsa in commissione Cultura della Camera e che a settembre verrà discussa in senato – dichiara invece che gli editori non possono rifiutare l’ uso da parte di terzi di ‘’frammenti non significativi dei loro articoli’’, ma stabilisce un tributo per compensare gli editori e lo definisce un ‘’diritto inalienabile’’ (derecho irrenunciable).

 

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Esperimenti e innovazioni nei modelli di nuovo giornalismo

Ashoka

I moderni mezzi di comunicazione che lottano contro l’ incertezza sul futuro del giornalismo dovrebbero tenere d’ occhio alcuni imprenditori sociali che stanno lavorando come pionieri nella costruzione di nuovi modelli mediatici attraverso la rivisitazione dei ruoli del pubblico, del giornalista e dell’ azienda.
 
Ne parla su Forbes.com Laxmi Parthasarathy (@laxmisarathy), un manager della Global Media Partnerships e collaboratore di Ashoka, un network dedicato all’ innovazione sociale.

 

Si tratta di tre imprenditori, che hanno descritto la loro attività al Deutsche Welle Global Media Forum, dei primi di luglio. Tutti e tre – scrive Ashoka su Forbes.com –  hanno di fronte una realtà in cui il citizen journalism è una norma e quasi 3-4 miliardi di persone sono online, mentre il cambiamento e il crollo delle gerarchie stanno facendo spazio a una società più orizzontale e più decentrata.

 

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Informazione: 65 francesi su 100 leggono ancora su carta almeno una volta a settimana

Lettura

La lettura dell’ informazione sulla carta stampata resta una realtà, almeno in Francia.
 
Il 65% dei cittadini interpellati per una ricerca commissionata dal  ‘’Syndicat de la Presse Sociale’’ hanno dichiarato di leggere le notizie su carta ‘’almeno una volta alla settimana’’, senza  differenze molto rilevanti fra le classi d’ età.

 

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Media social e mainstream ormai connessi in maniera inestricabile

social

Il giornalismo tradizionale è stato influenzato in maniera molto significativa dalla continua crescita del numero di persone che si rivolgono ai social media per trovare e condividere informazioni.

 

Una nuova indagine condotta da Ogilvy (una importante azienda di relazioni pubbliche Usa) sulla base di una serie di interviste a oltre 75 giornalisti, redattori e producer americani ha rivelato infatti  l’ importante ruolo che i social media giocano nel guidare sia l’ impatto che il successo di un servizio.

 

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Il “consumo” della guerra di Gaza: i media, l’ orrore, la “asimmetria” (e altre segnalazioni)

GAZA

- Il “consumo” della guerra di Gaza: i media, l’orrore, la “asimmetria”

- Habermas su web e sfera pubblica. Quello che la rete non sa fare

- Social media, sempre più indispensabili per giornalisti e PR

- L’era dell’impronta digitale ineludibile

- Tre domande (più una) su come impostare un lavoro di community engagement per un giornale

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”Emoticonews”, fare informazione con le faccine

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Si può informare con le emoticon? Sì e il risultato è davvero molto piacevole.
L’ idea è venuta a Gerardo Lisanti, 23 anni, graphic designer ed illustratore, ideatore e realizzatore del progetto Emoticonews, un sito dove le notizie del giorno vengono tradotte nel linguaggio dinamico e sintetico delle emoticon.

 

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Facebook: 1,32 miliardi di utenti, il 62% dei ricavi vengono dal mobile

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Anche se solo il 30% dei suoi 1,32 miliardi di utenti vanno su Facebook dai cellulari e tablet, dal punto di vista della pubblicità FB è ormai diventata una azienda che lavora soprattutto per il mobile visto che il 62% dei suoi ricavi pubblicitari vengono dai dispositivi mobili.

 

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‘’I robot? Meglio di alcuni giornalisti’’, Alan D. Mutter

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I robot potrebbero fare meglio di alcuni giornalisti. Parola di Alan D. Mutter, noto e seguito analista dei media, che sul suo Reflections of a Newsosaur, lo scrive senza nessuna remora: ‘’ Robots could do better than some journalists ‘’

 

Quando l’ Associated Press ha annunciato l’ intenzione  di usare un sistema automatico per scrivere notizie sull’ andamento delle aziende – spiega Mutter -,’’alcuni giornalisti mi hanno chiesto se ero inorridito dalla prospettiva come lo erano loro. Invece io credo che i robot potrebbero fare meglio di alcuni giornalisti’’.

 

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Il data journalism, specchietto per le allodole o rinnovamento del giornalismo?

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Il data journalism, o «giornalismo dei dati», punta a rinnovare il mestiere mettendo a disposizione del pubblico dati statistici originali, soprattutto istituzionali, attraverso la loro elaborazione e la loro analisi. Per i loro promotori, questa nuova forma di investigazione e di  sfruttamento di fonti aperte, o non aperte – spiega Benjamin Lagues su Acrimed, il sito francese di analisi critica dei media e del giornalismo – promette di rendere comprensibili degli argomenti complessi e astrusi e di rivelare delle informazioni che non sarebbero potute uscire senza questo incrocio fra lavoro di racccolta e di trattamento dei dati e lavoro giornalistico.

 

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Una summer school in giornalismo investigativo

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Il cross border reporting è il futuro del giornalismo? La domanda può suonare retorica perché nel momento in cui gli editori italiani sbarcano in Albania per sviluppare programmi giornalistici rivolti al pubblico italiano e in cui sempre più studenti di giornalismo si iscrivono ai Master di giornalismo inglesi per trovare sbocco professionale dentro il mercato del lavoro europeo è chiaro che il mercato delle news nel quale lavoreremo è il mercato europeo se non internazionale.
 

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