Data journalism: alta specializzazione per giornalisti non disintermediati

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Se il processo di progressiva disintermediazione in atto nell’ informazione digitale mette in crisi il ruolo e la figura del giornalista, lo sviluppo dell’ ecosistema dei dati produce un effetto opposto: il bisogno di giornalisti-mediatori con un livello di formazione elevato, tale da assicurare standard professionali di qualità sempre maggiore.

 

Ecco ad esempio che cosa il Financial Times chiedeva tempo fa in una inserzione per la ricerca di un giornalista esperto di dati: una ‘‘significativa esperienza nell’acquisizione, nel trattamento e nella presentazione dei dati nel contesto della notizia’’; una conoscenza enciclopedica delle attuali migliori pratiche nel campo del data journalism e della visualizzazione interattiva dei dati; una conoscenza di programmi come Excel, SQL, Open Refine o Stata; dimestichezza con i linguaggi HTML e CSS. E infine, ben più importante delle competenze, una ‘‘comprovata capacità di risolvere i problemi in modo indipendente e di tenere costantemente aggiornate le proprie abilità in un settore in rapida evoluzione’’.

 

L’ episodio viene citato da Martina Cavanna* nella sua tesi di laurea in Scienze per la Comunicazione internazionale all’ Università di Catania (relatore il professor Luciano Granozzi) dal titolo ‘’Un giornalismo di precisione? Storia ed evoluzione del data journalism internazionale’’, che Lsdi pubblica.

 

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La fragilità del giornalismo digitale nello studio della Fieg sulla stampa in Italia

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Colpiscono molto nell’ annuale studio della Fieg sulla stampa in Italia, presentato ieri, la fragilità del digitale e l’ esiguità del suo apporto al fatturato complessivo dei giornali.
 
Il presidente della Fieg ai giornalisti: ‘’La complessità dei problemi non giustifica né la tentazione di mantenere privilegi ormai insostenibili né la determinazione di far prevalere sulla realtà i propri interessi corporativi’’.

Un  messaggio molto esplicito lanciato sul tavolo della trattativa contrattuale con la Fnsi.

 

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Basta commenti, negli Usa cominciano a bandirli

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I commenti in calce a post e articoli online sono stati da sempre un punto forte di Internet, opzioni cruciali per la conversazione e gli scambi a due vie. Eppure man mano si sono rivelati ingestibili e inutili, almeno per diversi siti d’ informazione e/o in varie circostanze.
 
Tant’ è che molte testate (soprattutto nostrane) normalmente preferiscono farne a meno. Trend questo che ora sta prendendo piede anche in Usa, dove finora rimanevano un importante canale di comunicazione.

 

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Il Deseret News (testata mormone) lancia in Usa un sito nazionale, ‘’aprendo’’ a tutti gli uomini di fede

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Il mercato della fede negli Usa è in crescita e il Deseret News, testata e gruppo che dal 1850 fanno capo alla ‘’Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni’’, la corrente maggioritaria dei Mormoni, lancia un sito web (per ora in beta), National Deseret News,  che si rivolge, senza alcuna preclusione religiosa, a tutti coloro che credono nei valori della famiglia e della fede.

Una grossa operazione editoriale (e di marketing religioso) su cui si sofferma il Niemanlab spiegando come il sito presenti servizi di ampio respiro – l’ anteprima di un nuovo documentario della PBS sulla storia degli ebrei, un servizio sulla festa Hindu di Holi -  in cui, appunto, non c’ è nessun riferimento esplicito al mormonismo.

 

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”Press”, il giornalismo precario arriva sul grande schermo

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Il giornalismo precario arriva al cinema. Il precariato è infati lo sfondo di un lungometraggio diretto da Paolo Bertino e Alessandro Isetta, due ventenni torinesi al loro esordio cinematografico, che ne hanno scritto la sceneggiatura  insieme a Marco Panichella.

 

Press (questo il titolo) è una commedia strampalata che racconta la storia di Maurizio e Luca, un giornalista e un cameraman entrambi precari che lavorano in provincia di Torino per una rete televisiva ovviamente in crisi. Maurizio, con la complicità di Luca, per salvare il suo posto di lavoro precario, decide di inventarsi di sana pianta le notizie, e produrre fresco fresco uno scoop al giorno, ovviamente con l’ insorgere di situazioni paradossali e comiche.

 

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Blog, opportunità e promesse (realizzate e mancate)

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Il blog è uno strumento tecnologicamente molto semplice. Può avere varie finalità, dal semplice diario on-line personale alla comunicazione aziendale e giornalistica e può essere strutturato in molti modi diversi, privilegiando il testo o le immagini. Ma le sue implicazioni sociali ed economiche hanno modificato in maniera sostanziale la comunicazione degli ultimi decenni e anche il giornalismo, con alterni risultati, ha fatto proprio questo modo di comunicare.

 

Elisabetta Locatelli ha sempre seguito con attenzione e acume questo mondo e in questi giorni è arrivato in libreria un suo ampio saggio – The Blog Up. Storia sociale del blog in Italia -, pubblicato da Franco Angeli editore . Lsdi l’ ha intervistata.

 

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Informazione: algoritmi, robot e la perdita dell’ effetto serendipità

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Se i robot già scrivono le notizie non potrebbero fare anche lavoro di editing? Ma a quel punto, se la loro funzione è realizzare dei giornali super-targettizzati, che ne sarebbe della serendipità? Riusciamo a insegnare ai robot anche a inserire articoli importanti anche se non sexy per impedire di trovarci immersi in un massa omogenea di contenuti  – quelli che, attraverso il nostro comportamento sulla rete, abbiamo mostrato ampiamente di condividere – senza dover mai affrontare la sfida di nuove idee?

 

Sono gli interrogativi al centro di una serie di riflessioni che Mathew Ingram svolge su Gigaom.

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Iacopino (Ordine) replica a Ciampi (Ast), ‘’perché il sindacato toscano non collabora sulla Carta di Firenze’’?

Iacopino

Il presidente del Consiglio nazionale dell’ Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, risponde alla lettera aperta che gli ha indirizzato Paolo Ciampi, presidente dell’Associazione stampa toscana, e che Lsdi ha pubblicato qualche giorno fa, difende il suo operato e si dice disposto a partecipare a un confronto pubblico, a Firenze.  

 

Ecco qui di seguito la replica di Iacopino.   

 

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Amplr, una ‘’piazza’’ dove si incontrano produttori di contenuti e aziende

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Far incontrare produttori di contenuti e potenziali committenti e stimolare la nascita di sinergie creative. E’ questo l’ obbiettivo di Amplr (www.amplr.me), un portale che punta a consentire un rapporto diretto tra chi ha bisogno di espressione, di promozione, di divulgazione e chi è in grado di soddisfarlo.

Il portale è nato ieri e- spiega una nota – vuole essere ‘’un incubatore di idee, una vetrina, una piazza e anche un mercato, ovvero un luogo d’incontro dove le aziende e le agenzie di comunicazione possono identificare e reclutare autori da inserire nei propri progetti editoriali o di comunicazione’’.

 

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Nuove e ambiziose start-up: sarà verà gloria?

vox

In quest’era di iper-abbondanza per l’ informazione digitale, in Usa sono appena partite delle agguerrite start-up – attirando molta attenzione ma anche una selva di critiche.

 

Si tratta in particolare di Vox.com, guidato dall’ ex animatore del quotato Wonkblog del Washington Post Ezra Klein, e di FiveThirtyEight, in realtà il ri-design della testata ora parte del network sportivo ESPN (e Disney-ABC) a cura della ‘super-star dei dati’ Nate Silver (ex New York Times).

 

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Se l’ articolo è nei commenti. Il giornalismo al tempo dei social media

Frangini

Gestione della community
 
Un post sulla bacheca della giornalista Sara Frangini oggi informava:
 
 

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