La struttura economica e la composizione dei ricavi dei quotidiani tradizionali nella seconda parte della Ricerca dell’ Ocse su “L’ evoluzione dell’ informazione e Internet” - A livello globale la diffusione è rimasta sostanzialmente costante (un leggerissimo aumento), con solo un calo marginale nel 2009; mostrando di essere meno volatile rispetto ai ricavi più legati al ciclo economico della pubblicità – Nonostante il calo in Italia, su scala Ocse i quotidiani producono sempre più ricavi attraverso la produzione e la vendita di altri servizi, come libri e Cd, e l’ organizzazione di conferenze ed eventi – In Australia, per esempio, quasi il 70% dei ricavi totali dei quotidiani deriva da canali diversi: pubblicazione di libri, riviste, tv via cavo e attività televisive su satellite od online
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Il mercato globale dei quotidiani deve i suoi ricavi per il 57% dalla pubblicità (a stampa e online) e per circa il 43% dalle vendite (diffusione) (PwC, 2009a). Come vedremo in seguito, questa suddivisione varia notevolmente nei vari paesi dell’ Ocse.
La pubblicità online per ora rappresenta solo il 4% dei ricavi totali del 2009 (circa il 6% di tutti i ricavi del mercato pubblicitario). Tuttavia, essa è cresciuta molto rapidamente rispetto alla crescita lenta della pubblicità su carta che anzi ha visto un declino a partire dal 2007.
Come si vedrà in seguito comunque la crescita delle inserzioni online è calata fino a toccare lo zero nel 2009.
Sono alcuni dei dati della seconda parte della Ricerca dell’ Ocse dal titolo “L’ evoluzione dell’ informazione e Internet” (“The evolution of news and internet”), di cui qualche giorno abbiamo fa abbiamo pubblicato alcuni ampi stralci della prima parte (vedi Lsdi, Quotidiani: diffusione in calo del 13% in nove anni in Italia anche se le testate crescono del 50% )
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