Io, noi, tutti e gli altri ancora

L’immagine di apertura è davvero emblematica. Cianciamo, molto spesso a vanvera di come fare a completare –  o forse ad avviare –  il corretto passaggio, la cosiddetta transizione al digitale. Poi succedono cose come quella evidenziata dalla foto. E diventa tutto molto facile da comprendere. Come hanno fatto alla biblioteca pubblica di New York, “bisogna portare le cose là dove sono le persone”.  Se dentro al nostro esilio forzato passiamo del tempo giocando online, quale miglior posto per informare correttamente le persone, sulle misure da tenere, sui comportamenti corretti da mettere in campo per contrastare l’avanzata del virus. Passano i giorni, le settimane, i mesi. Il Paese e il mondo, lottano per contrastare l’avanzata del virus. L’emergenza continua e ci rende persone diverse. Ci fa pensare ad un oggi senza orpelli, ci fa agire in un mondo forzatamente digitale, online, immateriale. Ci fa scoprire quanto siamo indietro, quanto poco sappiamo di questi strumenti ipertecnologici di cui siamo tutti ampiamente dotati. Di quanto poco siamo in grado di usarli sfruttando appieno le loro potenzialità. Ci rendiamo improvvisamente conto che lo slogan trito e ritrito, speso continuamente, in ogni convention, in ogni incontro pubblico, in ogni testo in cui si esaltano i progressi della tecnologia: “vogliamo fare del mondo un posto migliore”, sia solo una chiacchiera al vento, senza

Leggi Tutto

Making sense

Di decreto in decreto, di annuncio in annuncio, la crisi peggiore della storia dell’Umanità, e certamente di questo Paese in primis, si snoda con i suoi picchi – tremendi – e le sue anse, attese e molto gradite, da tutti. Siamo in uno stato di emergenza non c’è alcun dubbio, forse dovremmo sforzarci tutti di up-gradare ad un diverso stato di coscienza e conoscenza che ci permetta di riprendere in parte almeno il controllo della nostra vita anche in questo stato di apparente, ma costante, pausa infinita. Qui a bottega proviamo come sempre a studiare – altro non ci è concesso fare purtroppo – l’andamento di questo stato sociale. E ragionandoci sopra cerchiamo di proporre alcune visioni/interpretazioni del fare, dell’agire, e semplicemente del restare. L’idea è di essere d’aiuto, speriamo di riuscire nell’intento. Il nostro Marco Dal Pozzo al termine di un ragionamento che ha coinvolto tutto il nostro gruppo di lavoro, prova oggi ad analizzare l’esistente, partendo dalle misure economiche introdotte dal Governo per gestire questo scampolo d’emergenza. Probabilmente mentre stiamo scrivendo altre misure stanno per essere approvate o peggio sono appena state introdotte. Vedrete che però la sostanza dei fatti, rispetto alle tesi che proviamo a proporVi,  non varierà in modo evidente. Grazie come sempre dell’attenzione e alla prossima.

 

 

Commercio al Dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di

Leggi Tutto

Il Paese è fermo

Ma tutto si muove, tutto continua a spostarsi, sotto la superficiale apparenza di un blocco quasi totale, dovuto alle contromisure messe in campo per contrastare il diffondersi dell’epidemia, tutto scorre per dirla con gli antichi: “Panta rei”. Siamo dentro un colossale ingorgo, un serpentone infinito di persone, e auto, e paesi, e città e regioni e ancora Stati interi, bloccati, dentro una casa, non un auto forse, ma di sicuro dentro un mega-ingorgo. Un ingorgo descritto in modo formidabile dai grandi Dalla e Roversi in un brano che si intitola proprio così. E che Vi proponiamo di seguito da leggere e da ascoltare:

 

 

 

 

Mettere in marcia il motore, avanzare tre metri, staccare, fermarsi a guardare e a parlare, alla fine spegnere il motore

Tre suore giovani nella 2 cavalli, un ragazzotto dentro la Dauphine, c’è un uomo bianco nella Caravelle,  altro uomo e donna in una Peugeot

Dietro alla 2 cavalli c’è una Volkswagen con dentro una ragazza e un soldato certamente sposati da poco, hanno le spalle bruciate dal fuoco

Centomila auto imbottigliate nella corsia nord e sud verso Parigi da dodici ore nessuno si muove

Passa il giorno e arriva la sera passa la notte e il giorno fa ritorno alle nove arriva uno straniero e chiede pane alla gente intorno

Allez! Tutti in auto e avanti cento metri, a mezzogiorno si

Leggi Tutto

Dossier

Valorizzare la risorsa informazione oggi (sg)

    Siamo quasi arrivati in fondo al nostro certosino lavoro di osservazione, analisi e contrappunto dedicato agli Stati generali dell’editoria intrapreso dall’oramai ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria Vincenzo Crimi nell’ambito della precedente legislatura. Un lavoro indubbiamente utile e che sarebbe davvero disastroso, a nostro avviso, se andasse perduto, nonostante siano ovviamente cambiati, dopo il rinnovo dell’Esecutivo, molti dei protagonisti della vicenda. Il cambio di Governo non ha azzerato la crisi devastante e  pluriennale del settore, e non ha certamente azzerato la necessita urgente e inderogabile di mettere mano al più presto ad una profonda riforma del comparto. E non utilizzare, in qualche modo, tutti gli spunti, spesso davvero unici e anche utili, che sono arrivati dagli Stati generali dell’editoria voluti dal precedente Governo, sarebbe, a nostro avviso, una imperdonabile leggerezza. Ma nel frattempo non dobbiamo nemmeno commettere l’ingenuità di trascurare quello che accade oggi, in politica e nel settore dell’editoria e dell’analisi della crisi,  dopo il cambio alla guida del Paese. Per questo abbiamo pensato fosse utile aprire questo nostro ulteriore post di analisi sull’ennesimo convegno degli Stati generali, quello dedicato al “pluralismo dei territori”, come recita il titolo del nostro articolo, partendo dalla cronaca, dalle notizie più recenti sul tema. E quindi permetteteci di porgerVi, in video e in forma scritta, una sintesi dell’intervento

Leggi Tutto

Raccolta pubblicitaria, dalla carta al digitale (sg)

Proseguiamo, a grandi balzi, e relativi resoconti,  nella disamina dei molteplici incontri degli Stati generali dell’editoria, voluti dal Governo giallo-verde e che ad oggi non si sa bene che fine faranno, dopo il cambio di Governo e il relativo cambio di Sottosegretario all’editoria.  La nostra impressione, a poco più di metà del lavoro di analisi è che il lavoro iniziato dentro queste riunioni possa essere utile, ma sia solo una prima, anzi primissima e molto superficiale fase, che se non trovasse una sua continuazione più approfondita e concertata in modo trasparente e condiviso con la politica (intesa come programmazione e gestione amministrativa, non come strumentalizzazione partitica) porterebbe scarsi, se non inesistenti benefici, al dibattito sull’informazione. Che è invece centrale, come ben sappiamo, nell’odierna società della conoscenza, basata sempre più sulla gestione – meglio se corretta e partecipata – dei dati. Oggi ci occupiamo dell’incontro dedicato alla pubblicità e quindi ad una delle principali fonti di sostentamento del settore. L’incontro, come sempre coordinato dall’allora sottosegretario all’editoria Vito Crimi,  (come sapete da qualche giorno il Dipartimento è guidato da Andrea Martella del Pd)  e condotto dal capo dipartimento per l’informazione e l’editoria Ferruccio Sepe, si è svolto l’11 giugno scorso presso la sala monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, posta in Via Santa Maria in

Leggi Tutto

Circolare, circolare, non c’è niente da vedere (pt2)

   Seconda e ultima parte del corposo dossier scritto dal nostro associato, giornalista scientifico specializzato in ambiente ed esperto di giornalismo e comunicazione: Sergio Ferraris.  Come ci capita spesso abbiamo provato a scherzarci un pochino sopra, a cominciare dal titolo. Cerchiamo di non prenderci troppo sul serio – sebbene la materia sia serissima e il lavoro fatto da Ferraris sia eccellente – perchè, permetteteci una nota giornalistica ricavata dalla cronaca quotidiana, le questioni ambientali sembrano davvero interessare a tutti, ma non ci sembra che poi si stia davvero facendo nulla per affrontarle, concretamente. Pensate all’annoso e davvero insolubile, almeno apparentemente,  problema dei “rifiuti”. Ebbene oramai anche in Italia siamo alla quasi totale copertura territoriale del sistema di recupero, detto anche riciclaggio. Quasi ovunque, dai più piccoli ai più estesi comuni,  lo smaltimento dei rifiuti viene fatto in modo differenziato e con la raccolta porta a porta. Tutti noi ci impegniamo in prima battuta per dividere la plastica dal vetro, per recuperare i rifiuti organici dagli inorganici, per togliere dagli imballi la carta e il cartone e riporli nell’apposito contenitore, etc.etc. Ebbene è notizia di questi giorni che le posate e le stoviglie – se così ci è permesso definirle – totalmente biodegradabili, quelle prodotte in mater bi da aziende italiane –  tra l’altro leader mondiali nel

Leggi Tutto

Rudimenti di economia tonda, meglio se circolare (pt1)

    La circolarità non solo dell’economia, rende necessaria l’educazione, l’informazione e la formazione di ciascuno di noi – esperti o neofiti – su molti argomenti che l’avvento della rivoluzione digitale ha introdotto. Molti temi sono specifici, molti altri sono generici. Tutti gli argomenti necessitano di una riflessione a monte. Un cambio di passo, di orientamento, un approccio mentale e spesso anche fisico diverso. Quello che attraverso la rivoluzione digitale siamo ora in grado di fare tutti, prima era appannaggio di pochi. L’essere riusciti a trascrivere il mondo in numeri, ci permette di avere un più libero accesso alle “cose” del pianeta. Di partecipare in modo attivo alla sua amministrazione, alla sua gestione, alla sua sopravvivenza. Ora più che mai l’esempio di ciascuno, può davvero influenzare il comportamento di molti. Ora più che mai ognuno di noi ha gli strumenti per poter fare la differenza. Come dice molto bene il nostro collega, associato e amico, Sergio Ferraris, giornalista scientifico, e grande esperto di questioni ambientali, nel suo saggio dedicato all’economia circolare intitolato: “L’economia cerca un sistema: circolare”

 

 

… Il capitale con la sua tendenza all’accumulazione iniqua e logaritmica, arrivata a livelli mai visti prima nella storia e che sta preoccupano anche gli economisti classici, sarà a breve insostenibile in primo luogo sul fronte sociale. 

 

 

La seconda fase dell’economia circolare, se

Leggi Tutto

Come funziona una techno-corporation

   La notizia è ghiotta e di strettissima attualità. I monopattini elettrici, dopo aver ricevuto il bene placito del Comune di Milano per circolare liberamente nel territorio cittadino, da Ferragosto sono stati bloccati dagli stressi amministratori milanesi per motivi di sicurezza e in attesa  di regole certe sull’utilizzo. Regole, che il Comune si appresta ad emanare, ma che ancora di fatto non esistono. L’uso di questi mezzi “ecologici” per aiutare i residenti a coprire “l’ultimo miglio” dei loro spostamenti nel centro storico allargato del capoluogo lombardo,  è durata poco più di 15 giorni. Ma piccoli incidenti, multe a raffica, e disagi vari alla cittadinanza “non mono-pattinante”, (si scherza),  hanno convinto gli assessori competenti a ritirare –  per il momento –  il permesso di noleggio dei mezzi alle ditte che gestiscono il servizio a Milano. Ebbene, fra le varie aziende interessate dal provvedimento e più in generale al “business”, dei monopattini elettrici, troviamo una compagnia “globale”, nata in un garage in un campus degli Stati Uniti,  che si chiama LIME, su cui, grazie ad un eccellente articolo di Nicola Zamperini –  che ci ha concesso di pubblicarlo integralmente – vorremmo provare ad illuminarVi dettagliatamente.

 

La storia di questa azienda è – a nostro avviso – paradigmatica e ci aiuta, non poco, a comprendere il funzionamento delle cosiddette OTT. Quel

Leggi Tutto

Nuove categorie professionali nell’editoria: criticità e prospettive (pt2)(sg)

La seconda parte della nostra cronaca della giornata degli Stati generali dell’editoria dello scorso 4 giugno dedicata, come dice il titolo, alle nuove professioni dell’editoria, si apre con l’intervento dell’allora Presidente della Federazione Italiana Relazioni Pubbliche – Ferpi – Pier Donato Vercellone. Nei mesi successivi i vertici della Ferpi sono stati rinnovati. L’attuale della Federazione è Rossella Sobrero. La prima parte del post si concludeva con l’intervento del “moderatore” del dibattito, il consigliere del dipartimento dell’editoria Ferruccio Sepe, ribadendo il tema in discussione, ovvero le nuove professioni dell’editoria,  ricordava come i social, in particolare per la pubblica amministrazione, siano uno strumento da maneggiare con estrema cura e soprattutto con cognizione di causa. E segnalava l’esempio, molto recente al tempo del dibattito, della querelle fra il social media manager dell’Inps e alcuni utenti sulla bacheca di facebook dell’ente, sul tema del “reddito di cittadinanza”. Continuiamo dunque la nostra analisi dell’incontro proseguendo nell’estrazione dei passaggi salienti degli interventi degli esperti e del pubblico presenti all’evento, buona lettura:

 

 

Pier Donato Vercellone: In generale da alcuni studi possiamo dire che i comunicatori in Italia sono circa 100.000.  Credo più o meno come i giornalisti. Da quanto mi risulta, il mercato che potenzialmente si muove,  credo sia  intorno ai 24 miliardi di euro.

Secondo la ricerca dell’ Edelman trust barometer che ogni anno misura il

Leggi Tutto

Nuove categorie professionali nell’editoria: criticità e prospettive (pt1)(sg)

L’immagine che accompagna questo pezzo fotografa, a nostro avviso, davvero bene,  alcuni degli elementi centrali del dibattito che abbiamo riassunto e riportato per Voi nelle sue fasi salienti qui sotto. Terzo passaggio pubblico  degli Stati generali dell’editoria, qui analizzato, e che si è svolto presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 4 giugno scorso,  e che riguardava, come dice il titolo, le nuove professioni dell’editoria. In realtà, come scoprirete se avrete la bontà di proseguire nella lettura, il dibattito ha riguardato una molteplicità ben più vasta di argomenti. L’immagine emblematica proviene dal sito di un’azienda estera che si chiama Fat bit technologies che si occupa, evidentemente, fra le altre cose, di User experience design, e ci fornisce un assist davvero memorabile con quelle tre domande scritte a sinistra dell’immagine. Tre W che proiettano –  a nostro avviso – un tema decisamente difficile per il giornalismo italiano come quello della Ux, in modo quasi automatico, dentro l’agone professionale quotidiano, dentro le redazioni, anche quelle ancora più analogiche del BelPaese. Avete presente le cinque W del giornalismo?

 

L’incontro sulle nuove professioni dell’editoria non è stato introdotto dal senatore Crimi, come i due precedenti, (assente giustificato);  ma come gli altri, è stato moderato dal Consigliere del Dipartimento per l’Editoria Ferruccio Sepe. All’incontro hanno partecipato in qualità

Leggi Tutto

Generali non saprei, forse sergenti maggiori

Partiti con gran fragore di zoccoli e tintinnio di spade alla fine di marzo dell’anno corrente, il 25 per l’esattezza, con una mega convocazione pubblica in diretta streaming presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri cui hanno preso parte nell’ordine:  il premier Conte, il sottosegretario all’editoria Vito Crimi,  il Capo Dipartimento per l’informazione e l’editoria, Ferruccio Sepe,  e alti esponenti della Federazione Italiana Editori Giornali, Federazione Nazionale Stampa Italiana, Ordine dei Giornalisti, Associazione Nazionale Stampa Online, Unione Stampa Periodica Italiana e Utenti Pubblicità Associati. Gli Stati Generali dell’editoria si sono consumati mese dopo mese, incontro dopo incontro,  nel generale silenzio-assenso,  fino all’ultimo convegno sul tema tenutosi il 4 luglio scorso alle ore 10 presso la Nuova Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati. Un incontro finale dedicato alle proposte dei giornalisti. Un ultimo appuntamento, quello con i giornalisti, che ha deluso tutti, Crimi per primo, come ha dichiarato lo stesso vice ministro al termine del convegno durante il suo intervento conclusivo. Un appuntamento al quale i rappresentanti delle istituzioni del giornalismo: Ordine e Sindacato, hanno deciso di non partecipare. A deludere particolarmente è stata certo la mancata presenza dei rappresentanti delle istituzioni del giornalismo, ma  anche la scarsa presenza di pubblico, ovvero di giornalisti. Sulla scarsa partecipazione dei colleghi vorremmo azzardare una spiegazione,

Leggi Tutto