La lezione giornalistica di Piazza Fontana

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Piazza Fontana segnò profondamente il giornalismo italiano, producendo l’ esperienza del movimento dei giornalisti democratici e la nascita della controinformazione: non informazione ideologica, ‘’rivoluzionaria’’, ma informazione-contro, che non accettava veline e tesi preconfezionate, ma scavava in profondità.

 

A 45 anni da quel terribile 12 dicembre 1969 pubblichiamo la tesi magistrale con cui uno studente lombardo, Matteo Pedrazzini*, si è laureato alla Statale di Milano in Cultura e Storia del Sistema Editoriale, ricostruendo la ‘’lezione giornalistica di Piazza Fontana’’ attraverso l’ analisi del modo con cui i giornali – quotidiani e settimanali – affrontarono la ricostruzione della strage e ne seguirono gli effetti.

 

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Qualche errore che gli editori devono evitare con le applicazioni su mobile

Mobile

Qualcuno dice che il web sta morendo e le applicazioni stanno vincendo. Anche se non è proprio così, un titolo così allarmistico nasce comunque dal fatto che sono le app a ‘’tirare’’ nel mondo digitale. Di fronte a questa situazione – l’ 86% per cento del tempo sul cellulare viene trascorso all’ interno delle app – testate come Huffington Post, Wall Street Journal e centinaia di altre vedono le applicazioni come una componente essenziale della loro strategia mobile.

 

Ma – osserva Eric Blattberg su Digiday.com – non c’ è un manuale di istruzioni universale che spieghi come progettare e produrre contenuti per una buona applicazione mobile, lasciando agli editori il compito di sperimentare, mettere a punto e regolare le loro strategie via via che imparano e il paesaggio cambia.
 

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Se le fonti parlano sempre di più in prima persona cresce il bisogno di giornalisti

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Le vicende che in questi giorni hanno visto come protagonisti alcuni dirigenti di Uber – il controverso servizio di trasporto privato – accusati di monitorare in maniera scorretta i comportamenti di alcuni giornalisti stanno alimentando un interessante dibattito sul ruolo dei media sociali nella ‘’copertura’’ in tempo reale della cronaca.

 

Secondo Mathew Ingram (Gigaom) il pullulare di ceo, presidenti e fondatori di grandi aziende che twittano e ritwittano in prima persona ‘’può essere una buona cosa’’, ma ‘’il rischio è che questa infinita offerta di fonti – molte delle quali con interessi ed agende propri – porti a un maggior rumore e a una maggiore confusione, e orientarsi in tempo reale diventi sempre più difficile. Un buon motivo per cui ci sarà bisogno di più giornalisti di prima’’.

 

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Direttrice della Scuola di giornalismo di Scienze politiche di Parigi sospesa per plagio

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La direttrice esecutiva della Scuola di giornalismo di Scienze Politiche a Parigi, Agnès Chauveau, accusata di plagio dal sito Arrêt sur Images, è stata sospesa dall’ incarico in via cautelare in attesa delle conclusioni di una inchiesta sulla vicenda.

 

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Amnesty lancia Detekt, un programma per scoprire le intrusioni dello spionaggio governativo

Detekt

Per aiutare giornalisti e militanti per i diritti dell’ uomo a proteggersi dallo spionaggio degli apparati governativi Amnesty International ha messo a punto uno strumento digitale gratuito con cui si potrà verificare se i propri pc siano sorvegliati da programmi di spionaggio.

 

Il programma, battezzato ‘’Detekt’’, è stato presentato – spiega l’ AP – come il primo del genere, destinato al pubblico, che consente di scoprire «sui computer e gli apparecchi mobili la presenza dei principali programmi di sorveglianza conoscuuti, alcuni dei quali vengono utilizzati dai governi« ha spiegato l’ ONG in un comunicato.

 

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Glocalnews: 8mila partecipanti al Festival di Varese

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Quattro giorni di grande partecipazione di pubblico da ogni parte d’Italia: oltre 8mila persone hanno preso parte al festival colorando il centro cittadino. Giovannelli: «Un momento unico di condivisione e, letteralmente, di rete». I bustocchi di Unburied News vincono Bloglab

Varese si è riconfermata capitale del giornalismo digitale con la terza edizione di Glocalnews, il Festival dedicato all’ informazione on-line, locale e glocale organizzato da Varesenews, che si è tenuto dal 13 al 16 novembre.

 

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L’ Italia e l’estero visti dai free lance. Nasce Radio Bulletts

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Da venerdì 21 novembre è in onda Radio Bullets, notiziario radioofnico a cura di Barbara Schiavulli, reporter di guerra, e Alessia Cerantola, giornalista in Asia, che sarà messo online ogni giorno.
 
Obbiettivo: diffondere ‘’le notizie che non leggerete sui vostri giornali (qualcuna si ma non a lungo). Un breve notiziario via social media e web con le notizie dal mondo’’
 

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Giornalismo e pubblicità.
Il ‘’muro’’ è destinato a cadere?

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Il management del New York Times ‘’continua a prendere cattive decisioni economiche. E sta rovinando un tesoro nazionale’’. Così si esprimeva all’ inizio di quest’ anno Tom Foremsky, uno dei più ascoltati osservatori dell’ editoria digitale,  in un articolo su Memeburn. Foremsky giudicava sciagurata la decisione del giornale di ricorrere al native advertising, una forma di pubblicità che giudicava ‘’ingannevole’’, aggiungendo che, a suo parere, un suo uso esteso avrebbe ‘’accelerato il crollo del settore dei media’’.

 

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WhatsApp come nuovo ‘’canale’’ giornalistico

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L’ instant messaging nell’ informazione, come accade per altre piattaforme social, è sia strumento per individuare fonti dal basso sia terreno di diffusione dei propri contenuti.

 

Ne abbiamo parlato a Digit, il 20 settembre scorso, in un workshop che si è concentrato su WhatsApp.
 
Torniamo sull’ argomento con alcune considerazioni aggiuntive.

 

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Editoria Usa: il ritorno della newsletter

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Newsletter via email: il vecchio ritorna nuovo. Alcuni editori stanno reinvestendo sulla posta elettronica per cercare di tenersi ben stretti i lettori. L’ e-mail potrebbe non essere il modo più sexy per raggiungere un pubblico, ma funziona ancora.

 

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Libri / Il giornalismo fra rivoluzioni e continuità

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(f. d.) – Fu vera rivoluzione quella digitale? Solo i posteri potranno dare una risposta a questa domanda, visto che il cambiamento messo in atto dalla digitalizzazione della comunicazione è un processo tuttora in corso e, apparentemente, senza fine. A cercare di tracciare i binari lungo i quali muoversi per capire cosa sia davvero la digitalizzazione della comunicazione arriva il libro di Gabriele Balbi e Paolo Magaudda, Storia dei media digitali. Rivoluzioni e continuità, uscito da poco per Laterza con una interessante prefazione firmata da Peppino Ortoleva.

 

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