I protagonisti di #digitTorino

Come forse saprete, il prossimo 5 ottobre digit, la nostra manifestazione pubblica dedicata ai temi del giornalismo e della comunicazione digitale, si sposterà a Torino, per la prima volta nella sua storia, giunta al settimo anno. Saremo dalle 9 alle 19 presso la keynote room del ToolBox Coworking di via Agostino da Montefeltro 2, con un evento speciale, anche per noi, che di eventi così ne abbiamo organizzati già molti. La novità sarà rappresentata dal formato dell’evento, 8 speech di 1 ora l’uno suddivisi in due sessioni di 4 ore ciascuna. Una sorta di TEDx del giornalismo, se ci è concesso  di prendere a prestito il noto e nobile formato delle conferenze spettacolo nate in USA e che da qualche anno si sono diffuse in tutto il mondo, Italia compresa. Vediamo dunque di conoscere un poco meglio i protagonisti del nostro #digitTorino formato “one man speech”, ammesso che si possa dire (non credo). In ordine sparso- e non seguendo il programma- il primo di cui vorremmo parlarvi è il sociologo della complessità Piero Dominici. Il professor Dominici è un grande amico di digit e lsdi, insegna comunicazione pubblica all’Università di Perugia e viene a Torino per aggiungere un importante tassello alle tematiche da lui trattate da lunghi anni e  legate all’educazione e alla  formazione, come dice in

Leggi Tutto

Soldi, mercati, posizioni dominanti

Con l’analisi della relazione del Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Giovanni Pitruzzella, concludiamo  il nostro lavoro suddiviso in tre diversi articoli teso all’ individuazione dei temi caldi del mondo della comunicazione e dell’informazione post rivoluzione digitale dentro alle relazioni di fine anno  delle Autority nazionali della privacy, della comunicazione e della concorrenza e del  mercato; che  si occupano degli argomenti che studiamo e cerchiamo di approfondire anche noi qui a bottega. Mercato e concorrenza incidono direttamente sul business, sugli affari grandi e piccoli e quindi nel borsellino di tutti noi, privati o aziende. E lo sappiamo bene quando si parla di denaro l’attenzione è molto alta. Nel corso dell’intervento tenutosi lo scorso 12 luglio  anche il Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha spesso fatto riferimento ai cosiddetti “giganti del web”, ai big data e  alla sharing economy in funzione dell’attività dell’Autority da lui presieduta. Viste insieme le tre relazioni raccontano un Paese che sembra finalmente prendere le giuste distanze dalla rivoluzione digitale e prova ad affrontare le nuove problematiche che la rivoluzione pone in modo consono. In particolare proprio Pitruzzella nel corso della sua relazione parla del bisogno di dotarsi di personale competente da parte dell’Autority per tutelare al meglio i consumatori alle prese con le nuove problematiche dell’economia digitale.

“L’Autorità è

Leggi Tutto

Televisione liquida, 5G e algoritmi

Torniamo ad occuparci come promesso di giornalismo e dei temi della rivoluzione digitale così come sono stati ben definiti nel pieno dell’estate che ora volge al termine nelle relazioni annuali dei presidenti delle Autority per la privacy, per le comunicazioni e per il mercato.  Si tratta di riflessioni assai utili su  temi da sempre affrontati alle nostre latitudini. La scorsa settimana abbiamo estratto alcune parti, a nostro avviso significative dalla relazione annuale di Angelo Soro presidente dell’Autorità per la privacy.  Questa settimana passiamo al vaglio le 32 cartelle della relazione svolta lo scorso 11 luglio da Angelo Marcello Cardani presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Di seguito proviamo dunque a sottoporvi i passaggi che abbiamo estrapolato dalla relazione del presidente Cardani secondo un ordine di uscita diverso dall’originale e che ricalca le tematiche di cui ci occupiamo su queste pagine. In calce ad alcuni dei passaggi che abbiamo estratto dalle relazioni  e che riportiamo di seguito abbiamo aggiunto, in alcuni casi,  ulteriori nostre riflessioni che speriamo possano arricchire il dibattito. Grazie dell’attenzione e buona lettura!

 

Estratti dalla relazione di fine anno del Presidente dell’Autorità  per le garanzie nelle comunicazioni Angelo Marcello Cardani 

 

Il mercato

 

” I ricavi del settore delle comunicazioni e dei singoli segmenti che lo compongono (telecomunicazioni, media e servizi postali) rappresentano anche per il 2017 oltre

Leggi Tutto

Dossier

I dati siamo noi

Si approssima l’autunno, pare sarà molto caldo, e non per questioni climatiche. Pare anche che il dibattito sul giornalismo abbia ripreso vigore in queste prime settimane di rientro al lavoro dopo le vacanze estive. Sulle bacheche dei principali social rimbalzano da qualche giorno notizie di vario tipo dedicate al nostro comparto professionale. E come tutti i giornalisti sanno bene,  quando una cosa fa notizia, difficilmente è positiva. Dunque si torna a parlare della crisi del giornalismo suggerendo a vario titolo ricette e soluzioni. Qui a bottega come sapete bene, non crediamo molto alla crisi, anzi  in più di un’occasione abbiamo  provato a spiegare quanto la “presunta crisi dovuta all’avvento della rivoluzione digitale” potesse essere in realtà una bellissima opportunità per tutti noi, per il rilancio della professione. Una convinzione che continuiamo a sostenere su queste colonne ogni volta che riusciamo a trovare esempi e contenuti degni di nota. Molti stimoli e conferme abbiamo trovato  ad esempio nella lettura delle relazioni di fine anno dei presidenti delle Autorità Garanti per la privacy, per le comunicazioni e della concorrenza e del mercato. Nelle parole di Soro, Cardani e Pitruzzella abbiamo identificato  molti dei temi salienti che proprio nell’ultimo anno avevamo  provato a proporvi da queste pagine. Abbiamo dunque analizzato le tre relazioni e ne abbiamo estrapolato alcuni dei passaggi

Leggi Tutto

Narrazioni, storie e libri

La segnalazione colta al volo dalla bacheca di un amico di Lsdi nonchè acclarato esperto italiano di questioni digitali  su un tema assai interessante, almeno alle nostre latitudini, ovvero le nuove tecniche di narrazione “digitale” e il giornalismo, ha fatto nascere qui a bottega l’esigenza di scrivere questo post. Raccontare la realtà è certamente da sempre uno dei temi principali del mestiere di giornalista. I nuovi strumenti, i nuovi ambienti che la tecnologia digitale prima e l’avvento dell’online poi hanno messo a disposizione di un sempre maggior numero di persone, hanno fatto il resto. Oggi ci troviamo con un’abbondanza – come spesso viene sottolineato da più parti – di contenuti e quindi anche di narrazioni, e forse la professione giornalistica non di questo dovrebbe occuparsi ma proprio della scelta, la cernita dei contenuti veri da quelli falsi. Ma rimandiamo per il momento l’annosa e forse oramai obsoleta polemica sulle – reggetevi – fake news, e proviamo oggi ad occuparci proprio di stili, e di forme narrative.

 

 

In particolare lo spunto ci arriva da un’iniziativa intrapresa dalla New York Public Library, che dimostrando nella propria dirigenza una lungimiranza assai spiccata oltre al “solito” pallino per il marketing – che in terra anglosassone è decisamente più marcato che alle nostre latitudini –  si sono inventati un modo davvero particolare

Leggi Tutto

Giornalismo digitale sotto la Mole

Che tradotto significa: proseguono gli appuntamenti itineranti di digit. Dopo il successo di Roma il nostro festival arriva a Torino il prossimo 5 ottobre. La manifestazione, nata sette anni fa a Firenze, e dedicata alla comunicazione e al giornalismo digitale,  nella sua versione fuori porta approda al Toolbox di Torino, un luogo dedicato alla modernità, alle idee e al lavoro, sede fra le altre cose, di un coworking per giornalisti realizzato dall’associazione Stampa Subalpina, il sindacato dei giornalisti del Piemonte.

Dalle 9 alle 19 del 5 ottobre prossimo sul palco della “keynote room” di Toolbox esperti di media, giornalismo, algoritmi,  diritto, lavoro, intelligenza artificiale:  proveranno ad aggiungere qualche tassello alle narrazioni dedicate alla  rivoluzione digitale,  al giornalismo e alla comunicazione che da sempre proviamo a raccontare nei nostri eventi. Per i giornalisti all’ascolto #digitTorino sarà come sempre anche un evento di formazione professionale provvisto di crediti. Nel caso specifico della versione torinese di digit i crediti rilasciati per l’evento ai giornalisti partecipanti saranno di tipo deontologico in tutto 12 suddivisi in:  6 al mattino e 6 al pomeriggio.

Per chi, fra i giornalisti,  volesse prenotare un posto per seguire l’evento in forma  integrale,  o soltanto  al mattino oppure al pomeriggio, le iscrizioni sulla piattaforma Sigef sono già aperte. L’evento sarà come sempre gratuito e aperto a tutti.

Leggi Tutto

Il lavoro non è una tecnologia

Concludiamo per ora e con questo post, il lavoro intrapreso da alcune settimane dal nostro Marco Dal Pozzo sui temi del lavoro e della rivoluzione digitale.

Anche questo post, come quello della scorsa settimana,   si basa sul lavoro certosino  di sbobinamento su questi temi specifici estratti da alcuni interventi di studiosi ed esperti che hanno partecipato al recente festival dell’economia di Trento. La scorsa settimana abbiamo raccontato la presentazione in 25 slide dell’economista americano Alan Krueger sugli effetti della tecnologia sul lavoro e in particolare sull’uso sempre più massiccio negli ambiti lavorativi di algoritmi e intelligenza artificiale. Oggi ci vorremmo concentrare sul percorso normativo riguardante “i nuovi / vecchi  lavori in epoca digitale” . Per affrontare questo argomento partiamo dallo sbobinamento realizzato dal nostro associato dell’intervento del professor  Valerio De Stefano al festival dell’economia di Trento che si intitolava proprio : “nuovi lavori, nuove regole?”   .  In un terzo post che sarà redatto sempre da Marco Dal Pozzo nelle prossime settimane metteremo a confronto i risultati prodotti sul pubblico del festival in sala dai due interventi degli studiosi e riportando domande e risposte emerse al termine del dibattito in sala proveremo a tirare le fila e ad offrire  una nostra visione/interpretazione  sui temi in discussione. Ad introdurre e moderare l’intervento del professor De Stefano al Festival

Leggi Tutto

Prevedere non significa comprendere

Il nostro Marco Dal Pozzo ci regala una sua nuova riflessione sul concetto di  “trasparenza degli algoritmi”. Lo studioso spulciando come al solito dentro alcuni articoli e saggi inerenti al tema recentemente pubblicati, prova ad allargare il contenuto delle elaborazioni di altri  esperti, per distillare un suo specifico ragionamento che riporti l’attenzione del lettore sul tema, a suo e nostro avviso,  centrale nella cosiddetta: “società degli algoritmi” come noi stessi abbiamo più volte definito il nostro  consesso sociale.

 

 

 

E’ ormai noto che il GDPR permette la portabilità dei dati personali. Antonello Sororiporta Luca De Biase in un recente articolo su Nova 24 – puntualizza che:  “Lo scopo della portabilità dei dati è quello di aprire il mercato e mettere in gioco della alternative”. Luigi Zingales, poi – sempre nel pezzo “Il mercato dei dati personali” a firma De Biase – ponendo la questione dell’eventuale necessità di regolare o meno le piattaforme, pensa ad una soluzione per cui l’interoperabilità sia opportunamente incentivata.

 

La soluzione che De Biase propone nel suo “Crossroads” è quella di Viktor Mayer-Schönberger, autore di “Reinventing Capitalism in the Age of Big Data”: “le imprese devono essere obbligate a condividere una parte dei loro dati con altre imprese che non ne hanno abbastanza per competere: in cambio avranno

Leggi Tutto

Salviamo internet

Buongiorno, o buon pomeriggio o ancora buonasera, a seconda di quando vi accingerete a leggere queste mie righe. Mi chiamo Marco Renzi, sono un giornalista, da alcuni anni scrivo su questo blog e da poco meno di tre anni sono anche presidente dell’Associazione Libertà di Stampa Diritto all’Informazione (Lsdi) che di questo blog è editore da quasi quindici anni e da sette realizza il festival sul giornalismo digitale “digit”. Perdonate l’uscita a gamba tesa e la presa di posizione personale ma la materia del contendere è così spinosa e volgare – intesa proprio come lurida –  dal costringermi a sperare di essere querelato e forse  processato e poi ancora imprigionato, insomma in poche parole spero di essere martirizzato, di servire da esempio per impedire lo scempio che quattro o quaranta o quattrocento politici di vari paesi europei stanno per compiere contro la   “libertà di stampa” o meglio ancora contro la  “libertà” di tutti noi affossando “la rete” con un solo pesante manrovescio legislativo ben assestato.

 

 

Questo il testo integrale  dell’ Articolo 13 – della  nuova legge europea sul diritto d’autore nel mercato unico digitale – quello più assurdo e riprovevole, a mio avviso:

 

 

Articolo 13

Utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno accesso a grandi

Leggi Tutto

Cittadinanza politica per i nuovi lavoratori e le nuove forme del lavoro

Il nostro Marco Dal Pozzo ci propone una sua riflessione che partendo da uno dei temi principali della nostra ricerca dell’ultimo periodo: l’algoritmo e la sua rilevanza sociale; ci porta ad esplorare un poco più in profondità il tema del lavoro e della contrattazione sindacale, dei diritti e dei doveri dei lavoratori dentro la cosiddetta “società degli algoritmi”, come abbiamo noi stessi battezzato il nostro presente, nell’edizione pratese dello scorso anno del nostro festival. Le considerazioni del nostro associato prendono spunto in particolare dal lavoro del giornalista del Manifesto  Benedetto Vecchi, responsabile delle pagine culturali del quotidiano ed esperto di nuovi media, dedicato al nuovo modello economico delle techno companies, meglio conosciute alle nostre latitudini con l’acronimo OTT, Over the top.  Ma lasciamo la penna o meglio la tastiera a Marco Dal Pozzo, che ringraziamo, e al quale ci uniamo nell’augurarvi  buona lettura.

 

“La contrattazione dell’algoritmo è una battaglia tattica rispetto all’obiettivo più grande di rivedere i nuovi rapporti di lavoro in un sistema in cui, alla promessa della Sharing Economy, si è “arretrati” nel campo della Gig Economy in un percorso che ha lasciato senza casa politica e senza rappresentanza i “Nuovi Lavoratori” e i “Nuovi Lavori”.

In considerazione dei ragionamenti che da un paio di anni stiamo facendo qui a bottega sulla trasparenza degli

Leggi Tutto

Racconti di guerra e di pace

Se riuscissimo per  davvero a fare tesoro di quello che ci accade, chessò poniamo una guerra,  e fossimo in grado di dare un senso a espressioni retoriche come:   “la Storia è maestra di vita”, forse riusciremmo tutti insieme a vivere davvero molto meglio in questo nostro piccolo/grande mondo. Perdonate il preambolo un tantino pomposo ma il fatto che vorremmo raccontarvi oggi è davvero intrigante e nasce da una ricerca internazionale cui stanno lavorando due studiosi  dell’Istituto di studi asiatici dell’Università  australiana di Melbourne e riguarda un argomento  pesante e assai controverso come la Seconda Guerra Mondiale. Lo facciamo a modo nostro, dal punto di vista dell’informazione e del giornalismo, e anche della rivoluzione digitale.  E lo facciamo provando ad illustrarVi il contenuto di questo progetto ideato da questi due professori, dell’ateneo australiano: una italiana e un giapponese,  che si occupa di studiare come il racconto “ufficiale” del dopo guerra – quello contenuto nei libri di storia per intendersi – , e le narrazioni  realizzate via via dai diversi mezzi di comunicazione,  abbiano influenzato la creazione di una memoria collettiva e promosso, a vario titolo e misura, azioni di riconciliazione dentro la società. In particolare la ricerca prende in esame quello che è successo dalla fine del conflitto ad oggi nei tre Paesi usciti sconfitti dalla guerra: l’ Italia, la

Leggi Tutto