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Redazione | 12 marzo 2010

Il governo parla di “ campagna mediatica” contro le forze di sicurezza, accusate da una collaboratrice di un reparto speciale di utilizzare al nero gli immigrati per vari lavori di edilizia, anche nelle dacie degli alti ufficiali – Il presidente Medvedev procede a tagli di personale e licenziamenti, fra cui due viceministri – Una complessa vicenda in cui la stampa indipendente cerca di resistere
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di Valentina Barbieri
Il 18 febbraio, con una mossa a sorpresa, il presidente Dmitrij Medvedev ha firmato un decreto che prevede dei massicci tagli di personale nel Ministero degli interni: sono stati licenziati 17 funzionari, tra cui 2 viceministri. E’ questo l’avvio di una già annunciata riforma del Ministero, di cui Medvedev si ritiene personalmente responsabile.
Ma non solo con il presidente russo i rapporti si sono fatti più tesi. Anche la rivista russa The New Times sta creando parecchi grattacapi al Ministero degli Interni.
Ad inizio febbraio il New Times ha pubblicato un articolo dal titolo “Gli schiavi dell’unità OMON” (acronimo che indica le forze speciali del Ministero), in cui alcuni agenti raccontavano la corruzione nel reparto e i guadagni illegali dei propri superiori.
Il giorno successivo le forze speciali si sono rivolte in tribunale dichiarando l’ articolo lesivo dell’ onore e della dignità del corpo.
Leggi tutto "Mosca: gli Omon accusati di schiavismo, battaglia dei media contro la corruzione nei reparti speciali"
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Redazione | 12 marzo 2010
Le donne hanno invece un ruolo paritario nel presentare le notizie alla TV o alla radio – Quanto alle notizie diffuse, solo il 16% hanno come soggetto la componente femminile – I risultati preliminari di “Who makes the news?”, un Rapporto del Global Media Monitoring che sarà pronto in settembre
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Le donne hanno un ruolo paritario nel presentare le notizie alla TV o alla radio, tendono invece ad avere un ruolo subalterno nella produzione delle notizie: nella TV la componente di notizie prodotte dalle donne è del 44%, nella radio del 27%, nei giornali del 35%.
Quanto agli argomenti trattati, politica, economia e cronaca nera sono i temi più appannaggio di giornalisti maschi. Su questo tipo di notizie le donne hanno un ruolo attivo in percentuali comprese tra il 30 e il 36 per cento.
Ne dà notizia un articolo di Piero Macri sull’ Osservatorio europeo di giornalismo a proposito dei risultati preliminari del rapporto pubblicato dal Global Media Monitoring Report (GMMP), Who Makes the News*.
Leggi tutto "Chi fa le notizie? Su tre solo una è donna"
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Redazione | 12 marzo 2010

Secondo Chris Dixon, un noto esperto di start-up, l’ idea che l’ azienda di Mountain View tragga profitti direttamente dai giornali è solo cattiva informazione – In realtà internet ha mostrato l’ informazione giornalistica per quello che è: un pessimo affare e Google ha contribuito a questo risultato in molti modi, per esempio aiutando gli utenti a trovare delle fonti sostitutive di notizie – E anche Google non ci fa sopra i soldi
(via Luca De Biase)
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C’ è un mito molto diffuso secondo cui i motori di ricerca hanno guadagnato sui siti web di informazione. Qualche mese fa Rupert Murdoch ha detto che Google si era inventato un brillante business model evitando di pagare per le notizie prodotte da altri ma da cui ricava pubblicità.
La verità – giura l’ imprenditore-investitore Chris Dixon* – è che l’ informazione è un pessimo business. Punto. Anche Google non ci fa sopra i soldi.
Dixon pubblica come esempio i risultati di una ricerca su Google sulla frase: “afghanistan war” (in alto).
Leggi tutto "L’ informazione? Un pessimo business, anche per Google"
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Redazione | 12 marzo 2010

Approva a grandissima maggioranza una risoluzione in cui si chiede ai negoziatori della Commissione e dei Paesi membri di rendere pubblici i contenuti del Trattato e di bloccare le trattative fino a quando non venga fatta piena chiarezza – I negoziati sono andati avanti finora nella massima segretezza – Dalle indiscrezioni trapelate, però, sembrerebbe che il trattato punterebbe a imporre un accordo ‘’volontario’’ fra i fornitori di accesso a internet e i titolari dei diritti per combattere in maniera extra-giudiziaria le violazioni al diritto d’ autore: per forzare gli operatori ad accedere a tali restrizioni, ACTA li renderebbe responsabili delle violazioni compiute dai loro utenti
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La fronda degli eurodeputati si è finalmente concretizzata in un voto con cui, a stragrande maggioranza (633 contro 13), si chiede che il contenuto di ACTA – il famigerato Trattato contro la contraffazione – sia reso pubblico. Il documento approvato ieri chiede anzi che le trattative (l’ ultima tornata si è svolta in Messico qualche settimana fa; vedi Lsdi, Acta un documento segreto) vengano sospese fino a quando il contenuto di Acta non venga reso noto pubblicamente.
Secondo molti osservatori il trattato punterebbe a imporre un accordo ‘’volontario’’ fra i fornitori di accesso a internet e i titolari dei diritti per combattere in maniera extra-giudiziaria le violazioni al diritto d’ autore attraverso una risposta graduata e un filtraggio oppure la soppressione automatizzata dei contenuti. Per forzare gli operatori ad accedere a tali restrizioni, ACTA li renderebbe responsabili delle violazioni al diritto d’ autore compiuto dai loro utenti.
Leggi tutto "Trattato antipirateria: l’ Europarlamento impone trasparenza"
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Redazione | 12 marzo 2010

Un gruppo di studenti di giornalismo alla Facoltà parigina di Scienze Politiche ha lanciato un blog che, per tre anni, dovrebbe raccogliere una serie di reportage su quello che accade a Parigi alle 2 e 27 di notte. E il blog è stato chiamato infatti 2h27.fr.
“ Nell’ ambito di un corso di multimedialità con Philippe Couve – spiegano i dieci autori del blog – abbiamo deciso di esplorare la notte parigina. Quella che si conosce poco: la metropolitana non funziona, i bar abbassano i bandoni e le strade sono deserte.
Leggi tutto "2,27: l’ ora del blog per apprendisti giornalisti"
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Redazione | 11 marzo 2010

Il comportamento dei cittadini di una determinata comunità in occasione di qualche evento particolare si può illustrare anche con i grafici e in particolare, in questo caso, con una tabella relativa al consumo di acqua che ha un impatto visuale fortissimo e di estrema sintesi.
E’ quello che ha fatto Patspaper utilizzando i dati diffusi dalla EPCOR, l’ azienda di distribuzione dell’ acqua di Edmonton, in Canada.
La EPCOR ha pubblicato questo grafico sull’ andamento dei consumi il 27 febbraio, giorno normale, e il 28 febbraio, giorno in cui era in programma la finale olimpica di hockey su ghiaccio, di cui i canadesi sono superappassionati. In occasione della partita i consumi sono nettamente calati, con punte di netta ripresa durante gli intervalli della partita e un vistoso picco subito dopo la vittoria del Canada e la cerimonia di consegna della medaglia d’ oro.
A conferma che la stima di un 80% di canadesi incollati davanti alla tv a vedere la finale non era affatto azzardata.
(via ChartPorn)
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Redazione | 11 marzo 2010

La Cina rafforzerà i requisiti necessari per diventare giornalisti lanciando un nuovo sistema di certificazione, che includerà una formazione specifica nelle teorie marxiste e comuniste dell’ informazione. Lo ha detto un rappresentante del governo cinese, Li Dongdong, direttrice dell’ Amministrazione generale per la stampa e l’ editoria, citando ‘’problemi con l’ attuale sistema di formazione’’.
La signora Li, secondo l’ Associated Press, ha spiegato al South China Morning Post che alcuni cronisti starebbero macchiando il buon nome del giornalismo cinese per mancanza di un adeguato training. L’ esponente governativa non avrebbe però fatto esempi specifici.
Il nuovo sistema di qualificazione, secondo Li, dovrebbe assicurare che tutti i giornalisti imparino le teorie socialiste e marxiste del giornalismo e dell’ etica dei media.
“I compagni che stanno per andare a lavorare sul fronte del giornalismo devono imparare le teorie del socialismo cinese e imparare l’ analisi di Marx sull’ informazione, oltre all’ etica del giornalismo e alla disciplina del Partito comunista sull’ informazione e la propaganda”
Le teorie comuniste del giornalismo – secondo l’ AP – sostengono che i media devono servire la leadership comunista e non indebolirne le iniziative.
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Redazione | 10 marzo 2010
Microsoft ha messo a punto una tecnologia che potrebbe modificare profondamente il modo con cui siamo abituati ora a muoverci online, superando il principio dell’ hyperlink, che costringe a uscire da una pagina per vederne un’ altra. Qui invece il principio è nello zoom: zoomare all’ infinito in profondità per raggiungere cose apparentemente invisibili ma restando all’ interno dello stesso “luogo” – Una intera annata di un giornale in una sola immagine – Nuove strade per la pubblicità
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Il concetto è semplice: zoomare all’ infinito.
E’ basata su questo principio Seadragon, una tecnologia che – come racconta Frédéric Filloux nella sua ultima Monday Note (”The future of content navigation”) – Microsoft ha acquisito nel 2006 e che ha poi rifinito integrandola ora come uno dei servizi di MSN, qualcosa che chiunque può già utilizzare.
Leggi tutto "Seadragon: con lo zoom infinito nuovi modi di navigare nel web"
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Redazione | 10 marzo 2010

La piattaforma di crowdfunding journalism è partita oggi con il primo progetto, presentato da Antonella Beccaria – L’ obbiettivo è analizzare “La strategia della tensione tra Belgio e Italia” – Youcapital intende consentire a giornalisti ed operatori del settore di pubblicare progetti, raccogliere adesioni e sostegno, ma soprattutto il finanziamento proveniente da donazioni ed erogazioni liberali, secondo il modello analogo già sperimentato con successo negli Stati Uniti da Spot.Us
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“La strategia della tensione tra Belgio e Italia”. E’ il tema del progetto di inchiesta giornalistica con cui parte oggi Youcapital.it, la prima piattaforma italiana per il crowdfunding nel mondo del giornalismo e dell’ informazione.
You-capital, una struttura non- profit, è stato realizzato dall’ Associazione Culturale Pulitzer, che ha l’ obiettivo di promuovere strumenti e attività a sostegno della progettualità individuale e di gruppo, nel mondo del giornalismo, dell’ informazione e della comunicazione.
Leggi tutto "Youcapital.it : parte la prima piattaforma italiana per il giornalismo finanziato dal basso"
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Redazione | 8 marzo 2010

La pubblicità sul web avrà nel 2010 una crescita del 10% e per la prima volta gli inserzionisti Usa spenderanno di più nell’ online che sulla stampa.
Lo annuncia un articolo su Forbes.com, spiegando che la previsione rientra nella Ricerca annuale realizzata da Outsell, uno dei principali Centri di analisi del marketing e del settore pubblicitario.
Stando ai dati raccolti interpellando 1.008 inserzionisti Usa nel dicembre scorso, sui 368 miliardi di dollari che verranno investiti quest’ anno in pubblicità, il 32,5% andranno al digitale e il 30,3% alla stampa.
La spesa per l’ online include e-mail, pubblicità video, banner e inserzioni nel campo search.
“E’ un momento che farà da spartiacque”, commenta il coordinatore dello studio, il vicepresidente di Outsell , Chuck Richard.