Come cambia il lavoro del giornalista

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Chi entra in un giornale deve saper fare tante cose, deve saper fare il giornalista: cercare, trovare le notizie, selezionare, costruirsi rapporti con le fonti, sapere dove cercare ma anche produrre video, saper stare sui social, saper fare interazione con i lettori, collegare e costruire ipertesti. Come acquisite le nuove competenze necessarie per essere un buon giornalista del presente? Serve un mix di studio ed esperienza sul campo. 

Il lavoro del giornalista è cambiato e sta ancora cambiando molto. Questa una delle tesi principali esposte dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana agli alunni del corso di “linguaggio giornalistico” dell’anno accademico 2015-2016 del dipartimento di Comunizione dell’Università di Padova tenuto dal professor Raffaele Fiengo, durante l’incontro-lezione tenutosi alla fine del corso con il direttore del Corsera intitolato “come cambia il lavoro giornalistico” , cui hanno partecipato anche anche Vincenzo Milanesi, direttore del dipartimento di filosofia, sociologia, pedagogia e psicologia applicata (FISSPA) e Renato Stella (presidente del corso di laurea in Comunicazione).

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Torna digit save the date

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La manifestazione nazionale sul giornalismo digitale ideata e organizzata da noi di Lsdi torna il prossimo 6 maggio con un prequel all’Accademia della Crusca. L’incontro organizzato presso la prestigiosa sede dell’altrettanto prestigiosa istituzione accademica assieme all’Ordine dei giornalisti della Toscana sarà aperto a tutti e gratuito.   La giornata di lavoro si svolgerà fra le 9 e le 13 del 6 maggio, e,  ai giornalisti  che parteciperanno prenotando  sulla piattaforma online Sigef,  erogherà 4 crediti formativi.  Assieme al Presidente dell’Accademia Claudio Marazzini e al Presidente dell’Odg della Toscana Carlo Bartoli, parteciperanno al laboratorio: Simona Panseri di Google, Frieda Brioschi di Wikipedia, Daniele Chieffi di Eni il sociologo dei media digitali Giovanni Boccia Artieri. Tema dell’incontro sarà: ” I linguaggi della rete: scrivere in italiano sul web (Comprendere la transizione anche grazie ad un rinnovato uso della lingua italiana).

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Siamo dentro la civiltà digitale

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Estratti dall’ incontro-lezione di Carlo Verdelli, Direttore editoriale per l’Offerta Informativa della Rai, tenutasi  il 26 febbraio scorso all’Università di Padova a conclusione del corso di “Linguaggio giornalistico” dell’anno accademico 2015-2016 di Raffaele Fiengo.  Il tema dibattuto : “Giornalismo un check up”. Assieme a Verdelli e Fiengo nel video anche Vincenzo Milanesi, direttore del dipartimento di filosofia, sociologia, pedagogia e psicologia applicata (FISSPA).

Nel corso del suo intervento Verdelli, che è stato fra le altre cose vice direttore del Corriere della Sera e direttore della Gazzetta dello Sport, ha parlato a lungo della transizione digitale, sottolineando più volte e con grande vigore e precisione che la vera  novità della  rivoluzione che sta vivendo il mondo dell’informazione non sta (solo) nelle nuove tecnologie ma nell’approccio culturale che deve forzatamente essere diverso.

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Archiviati: La Curation

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Prosegue con un riassunto aggiornato  dedicato alla << Content Curation >> la nuova rubrica del nostro sito denominata: << archiviati >>.  Spunti, ricordi, suggestioni e consigli estratti dal nostro archivio,  ricavati dai  nostri precedenti articoli, grazie ai quali cercheremo di fare il punto, il più possibile aggiornato, su uno dei temi caldi del nostro settore.

La Content Curation è a tutt’oggi  uno dei concetti più controversi e meno compresi del giornalismo di ogni tempo, ancora di più di quello digitale, di cui a nostro avviso è invece uno dei fondamenti. Molti la vedono come una minaccia all’integrità giornalistica,  altri  la considerano una fonte di guadagno ed un modo efficace per raggiungere e coinvolgere il pubblico, pochi la usano e la considerano un modo per svolgere il proprio lavoro di giornalista.

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Erasmus

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Una studentessa del corso di Linguaggio Giornalistico del Prof. Raffaele Fiengo, uno dei fondatori e maggiori contributori di Lsdi, docente nel corso di laurea in Comunicazione dell’Università di Padova, ha provato con una tesina a spiegare il fenomeno << Erasmus >>.
Il documento – come dice in una breve nota di accompagnamento lo stesso professor Fiengo – si intitola proprio Erasmus ed è stato preparato dalla studentessa Giulia Pedrina per la prova d’esame di “Linguaggio giornalistico”, del corso di laurea triennale in Comunicazione dell’università di Padova.

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L’odio non è un’opinione

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Sempre più frequenti e numerosi i discorsi d’odio che serpeggiano nella rete. Nel 2014, l’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) ha registrato 347 casi di espressioni razziste sui social, di cui 185 su Facebook e le altre su Twitter e Youtube. A queste se ne aggiungono altre 326 nei link che le rilanciano per un totale di 700 episodi di intolleranza, con un trend in crescita per il 2015.

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Privacy: la nuova frontiera della sovranità

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E’ davvero la privacy la nuova frontiera della sovranità? Lo abbiamo chiesto all’avvocato  Deborah Bianchi. Il legale toscano è  una studiosa molto attenta  dei diritti digitali, e autrice di libri, fra cui ricordiamo il suo ultimo << difendersi da internet >>.   Di seguito il suo pensiero sulla materia:

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Silicon Valley: i signori del silicio – recensione

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“[…] e nelle azioni di tutti li uomini, e massime de’ principi, dove non è iudizio da reclamare, si guarda al fine. Facci dunque uno principe di vincere e mantenere lo stato: e’ mezzi saranno sempre iudicati onorevoli, e da ciascuno laudati; perché el vulgo ne va preso con quello che pare e con lo evento della cosa; e nel mondo non v’è se non vulgo; e li pochi non ci hanno luogo quando li assai hanno dove appoggiarsi.”Questo brano, tratto dal Capitolo XVIII de Il Principe di Machiavelli, penso sia un buon modo per introdurre il saggio di Evgenij Morozov, “Silicon Valley: i signori del silicio” .

Non me ne voglia lo studioso bielorusso, perché lo introduco con Machiavelli a dispetto del suo averlo definito ormai out opponendogli, argomentando sul linguaggio della burocrazia governativa, un più in Daniel Kahneman, psicologo comportamentale, vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2002.

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Riformare l’Ordine

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Riceviamo e pubblichiamo questo pezzo da parte del collega giornalista Stefano Tesi e invitiamo chiunque fosse interessato a scrivere sulla materia a partecipare al dibattito pubblicamente sulle nostre pagine inviandoci sue riflessioni sul tema. Dal canto nostro vorremmo precisare di essere stati chiamati a partecipare al processo di realizzazione della legge  per l’assegnazione di fondi pubblici a sostegno dell’editoria, proposta di legge che molto presto comincerà il suo percorso parlamentare per essere approvata. Nel testo della legge è contenuta anche una, davvero molto poco edificante e decisamente riduttiva << riforma >> dell’Ordine dei giornalisti dalla quale noi di Lsdi ci siamo pubblicamente dissociati in sede di audizione presso la Commissione Cultura della Camera.

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Archiviati: Il native advertising

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Inizia oggi una nuova rubrica sul nostro sito. L’abbiamo chiamata << archiviati >> e sarà composta da pezzi realizzati utilizzando spunti e ricordi estratti dal nostro archivio. Suggestioni ricavate da nostri precedenti articoli, grazie alle quali cercheremo di fare il punto, il più possibile aggiornato, su uno dei temi caldi del nostro settore. Cominciamo parlando di: native advertising

 

Il native advertising journalism rimane uno dei concetti più controversi e meno compresi del marketing ancora oggi. Per alcuni è una minaccia all’integrità giornalistica per altri una fonte di guadagno ed un modo efficace per raggiungere e coinvolgere il pubblico.

Melanie Deziel che ha fatto del native advertising la sua “ragione di vita e lavoro” pone il native ads all’interno di una sezione trasversale alla pubblicità e alla narrazione giornalistica.

 

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Consegnato il Premio Pestelli 2015 per la miglior tesi di laurea sul giornalismo, vincitore una ricerca sull’informazione in Sardegna

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Giovedì 11 febbraio è stato conseganto a Torino il Premio Perstelli 2015 per la miglior tesi di laurea sul giornalismo. E’ la prima volta che il Centro Studi e Ricerche sul giornalismo Gino Pestelli organizza il premio a cui hanno concorso tesi arrivate da ogni parte d’Italia.  Il Pestelli è un centro di studio e ricerca sul giornalismo in Itali, nato 50 anni fa da un’idea di Giovanni Giovannini, allora presidente dell’Associazione Stampa Subalpina

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