Giornalismo digitale in Italia: nelle redazioni domina ancora la ‘’carta’’ ma la talpa del cambiamento sta scavando

Nella grande maggioranza, le redazioni online più strutturate (sia quelle native che quelle di testate ‘’tradizionali’’) considerano il digitale più come uno strumento tecnico/tecnologico che come un nuovo modo di fare giornalismo, un modo che forzi il paradigma culturale del giornalismo tradizionale, in cui l’ organizzazione e le gerarchie interne restano sostanzialmente quelle della carta.

 

E’ uno dei dati più rilevanti  della ricerca sul giornalismo online in Italia che il Gruppo di lavoro sui ‘’Giornalismi’’ del Consiglio nazionale dell’ Ordine dei giornalisti ha presentato in apertura di Digit20014.

Anche nel caso di molte delle testate native, infatti,  la cultura della carta (quell’ insieme di valori, di rapporti gerarchici e di pratiche che hanno dominato il processo di produzione giornalistico dagli inizi del ‘900)– domina in modo incontrastato.

E infatti in molte di queste testate  la tendenza sembra essere quella di ‘’preservare le funzioni giornalistiche tradizionali e di evitare qualsiasi ‘contaminazione’ ‘’.

 

Ma, anche se in modo minoritario, sia in alcune testate native, come Post o VareseNews, sia in alcune redazioni ‘’tradizionali’’ si segnalano dei cambiamenti che fanno pensare a un processo di trasformazione nel concreto della cultura e della pratica giornalistica.

 

 

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Chiusa l’era dei mass media, come sarà il giornalismo di domani?

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Ripresentiamo, raccolti in un unico Pdf e con una premessa di Bernardo Parrella, cinque articoli di Jeff Jarvis (@jeffjarvis) – noto studioso e giornalista USA, docente presso la City University of New York e autore di uno dei blog più seguiti da anni, non solo dagli addetti ai lavori, buzzmachine.com – sul tema scottante e già pubblicati da Lsdi nelle settimane scorse.

 

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Una ”Battle Cross” anche per i giornalisti decapitati?

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La decapitazione del giornalista americano, James Foley , per mano dei membri del cosiddetto Stato Islamico ha sollevato un’ondata di indignazione: tra i nomi che hanno reso omaggio al fotoreporter selvaggiamente ucciso, quello di Gary Varvel , autore di fumetti, il quale ha pubblicato un disegno su  indystar.com.

 Su Culturevisuelle, Patrick Peccatte ricostruisce i meccanismi di costruzione di immagini legate in qualche modo alla guerra e la diffusione che alcuni dispositivi iconografici hanno avuto al di là del campo bellico.

 

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Assange: “Google è la versione privata della Nsa” (e altre segnalazioni)

Julian-Assange

- Wired intervista Julian Assange: “Google è la versione privata della Nsa”
- Eliot Higgins, l’uomo che fa scoop sull’Isis dal divano di casa
- Il Branded Content una disciplina in crescita
- Lo Storify di Digit 2014: il racconto del festival del giornalismo fatto con i socia

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Ora c’ è anche il ‘’couchsurfing’’ per giornalisti

Gli Usa si fidano sempre meno dei loro media

Fiducia-media

Gli americani non si fidano molto dei loro media. E’ quanto rivela un sondaggio della Gallup , secondo cui solo il 40% dei cittadini USA credono che la stampa del loro paese offra una vera, completa e corretta informazione. Si tratta, come mostra il grafico qui sotto, del livello più basso degli ultimi decenni. Il tasso di fiducia aveva già raggiunto il 40% nel 2012 e ora torna allo stesso minimo storico dopo un leggero aumento dell’ anno scorso.

 

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(Ri)definire il giornalismo multimediale

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Nuovi modi di raccontare si sviluppano. “Snow Fall” era un progetto spartiacque, ma siamo già arrivati ben oltre.

 

In un ampio articolo su Medium, Mindy McAdams concentra la sua attenzione sull’ innovazione nel campo delle tecniche di narrazione nel multimediale.
 

Cercando di ridefinire, appunto, che cosa sia effettivamente il giornalismo multimediale.

 

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Nativi digitali si diventa (e altre segnalazioni)

Nativi

- Nativi digitali si diventa
- La Jihad ai tempi dei social network
- Così Washington Post e Financial Times indirizzano il flusso delle news per non farci annegare
- Jovane su Rcs: a dicembre per Corriere.it arriva una forma di pagamento ‘a soglia’ dei contenuti.
- Google: editori europei chiedono a Ue ripristino equa concorrenza

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La satira, una grande risorsa contro la propaganda

Satira1

Da due mesi giornalisti, blogger, scrittori e internauti sono impegnati in una campagna satirica contro lo Stato Islamico sul web, lo spazio in cui i gruppi jihadisti diffondono la loro propaganda e reclutano.

 

Ne dà conto Fatima Aziz su Culturevisuelle, spiegando che la trasformazione di ISIS (Ismalic State of Iraq and Siria) negli hashtag #ISISmovies e #ISIStv ha prodotto una serie di tweet ironici che fanno la parodia dei titoli dei film di cassetta hollywoodiani, illustrati in gran parte con dei montaggi di materiali pubblicati dallo Stato Islamico.

 

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Censure, repressioni e altri problemi del giornalismo digitale. Il Rapporto dell’ Open Society

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A livello globale, nell’ ultimo decennio la TV digitale e Internet hanno avuto un impatto formidabile sull’ industria mediatica, sui giornalisti e sui cittadini in generale – grazie alla proliferazione di piattaforme ad hoc, il rimescolamento di aziende e attività, la cornucopia di news per tutti.

 

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Celebgate: esplode l’ autofotografia erotica, nuova pratica di selfie

Gunthert

Il furto e la diffusione attraverso ‘4chan’ di varie dozzine di foto di celebrità nude nei giorni scorsi è al centro di una interessante riflessione di André Gunthert su Culture Visuelle.

Lasciando da parte la dimensione più dibattuta della vicenda, quella della sicurezza dell’ Icloud (che questo episodio non mancherà di contribuire a rafforzare) e altre lamentazioni sulla fine della vita privata (il furto non significa la fine della proprietà), quello che colpisce in queste immagini – dice lo studioso – e che ne costituisce evidentemente il valore (a causa del nuovo paradigma dell’ autenticità che regge i meccanismi di registrazione dell’ immagine) – ‘’è la loro banalità e la loro intimità’’.

 

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