La Chiesa e Internet – Recensione

Marchetti

Continua la collaborazione con Marco Dal Pozzo. Questa volta Dal Pozzo recensisce il testo “La Chiesa in Internet. La sfida dei media digitali” di Rita Marchetti dell’Università di Perugia. 

 

 

La Chiesa ha saputo cogliere le nuove opportunità offerte dalla Rete, comprendendo bene che la reazione alla despazializzazione e relativa deistituzionalizzazione che hanno riguardato un po’ tutte le istituzioni sociali, non si poteva esplicitare se non con linguaggi e contenuti nuovi, senza però per questo snaturare il suo messaggio originario.

 

 

La Chiesa è quindi riuscita ad entrare in Rete affiancando alla scontata missione di rafforzare ciò che esisteva già offline (la Parrocchia), quella di scoprire e vivere i nuovi ambienti e le nuove anime dell’universo digitale.

 

 

È così che la Chiesa è riuscita a reistituzionalizzarsi, a conquistare cioè “il nuovo spazio” diventando altro o, forse meglio, aggiungendo altro a ciò che già era. A rendere possibile un simile passaggio sono stati i parroci con una azione concreta sui territori, allargati dalle Reti Sociali Online, e sulle persone. A fare gioco sono state tanto l’apertura delle gerarchie quanto una straordinaria propensione proprio dei parroci a guadagnare web reputation, una “nuova” autorità altrimenti destinata ad estinguersi.

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Il giornalismo che vorreste: Valigia Blu propone un questionario per capire il futuro dell’informazione

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Valigia Blu ha lanciato un’indagine per capire capire come ci si informa, e quali siano le  aspettative, le priorità informative, i canali utilizzati, gli argomenti che più interessani. L’indagine, che non vuole avere valore statistico, sarà aperta fino al 5 agosto. Successivamente saranno presentati i dati più interessanti, come elemento per la riflessione pubblica.

Quale giornalismo vorrebbero le persone che frequentano e fanno parte della comunità di Valigia Blu? E più in generale, quale giornalismo vorrebbero gli italiani? La nostra piccola redazione diffusa se lo chiede quasi ogni giorno, nel tentativo di offrire un servizio di qualità sia nella produzione e selezione /aggregazione dei contenuti sia nel rapporto con chi partecipa attivamente con i propri commenti, condividendo il proprio sapere ed esprimendo la propria opinione e contribuendo così ad arricchire l’informazione che proponiamo.

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Hate Speech #3

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Dopo il primo storify che introduce l’Hate Speech, e dopo la nostra partecipazione al convegno  <<PRISM Seminario Intensivo : discorsi di incitamento all’odio e la libertà di espressione: Come affrontare nel lavoro editoriale quotidiano>>a Firenze, continua il nostro dossier sull’incitamento all’odio.
Il clima di odio generalizzato ha effetti sulla vita di tutti i giorni.I temi dell’agenda setting e il modo nel quale i media parlano dei migranti hanno un ruolo fondamentale.

 

La lettura, la moderazione, la partecipazione alle discussioni che si sviluppano online attraverso i commenti diventa una della azioni fondamentali del lavoro giornalistico. Al più presto ogni organo di informazione anologico/digitale o nativo digitale dovrà mettere a punto i necessari regolamenti, detti anche policy, per gestire e regolare il flusso degli apporti della community in rete.

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Premio Marco Zamperini 2015: si vota online fino al 31 agosto

Si è concluso il periodo che ha portato i navigatori in rete a proporre le candidature per le nomination tra cui sono stati selezionati 10 candidati al premio Marco Zamperini 2015 per il giornalismo digitale. Abbiamo ricevuto motlissime segnalazioni che abbiamo analizzato con attenzione e che abbiamo selezionato.

Ora inizia la votazione online che porterà alla cerchia di 5 giornalisti o enti o aziende fra cui saranno selezionati i vincitori. Abbiamo volutamente mescolato siti di informazione e ottimi giornalisti …
Ora a voi li voto. Potete votare al massimo due candidati.

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Hate Speech: un convegno a Firenze

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Prosegue il nostro dossier sull’hate speech. L’incitamento all’odio on-line è una grande sfida per il giornalismo . Le redazioni in Europa stanno sviluppando strategie per contrastarlo. Gli ostacoli e le opportunità nell’ambito della moderazione dei commenti saranno argomenti di discussione del <<PRISM Seminario Intensivo : discorsi di incitamento all’odio e la libertà di espressione: Come affrontare nel lavoro editoriale quotidiano>>  anche noi di LSDI parteciperemo, domani a Firenze.

 

L’obiettivo finale è quello di raccogliere idee e input per una policy di buona moderazione per favorire una pluralità di opinioni. Vi racconteremo i risultati della giornata. Segue il dettaglio del convegno.

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L’Unità vive W L’Unità

Unità

Torna in edicola il quotidiano fondato nel 1924 da Antonio Gramsci. Se cercate L’Unità su google  vi uscirà fra le prime voci la definizione di Wikipedia. Alla prima riga si legge, ma probabilmente fra qualche minuto, ora, forse secondo, non si leggerà più (l’online è un universo in divenire) : << L’Unità è stato un quotidiano fondato….>>.  E’ una notizia molto positiva che un giornale, e in particolare una testata storica e importante come questa, abbia ritrovato la via delle edicole. Speriamo che il ritorno alle pubblicazioni corrisponda anche ad un adeguamento delle pratiche editoriali, magari tenendo nel giusto conto la crisi in atto nel mondo dell’informazione e la rivoluzione digitale in corso. Augurando ai giornalisti e alla nuova direzione del quotidiano gramsciano un futuro luminoso e denso di notizie vorremmo proporre una serie di riflessioni, di qualche tempo fa, ma ancora molto attuali, di due storici direttori de L’Unità: Furio Colombo e Antonio Padellaro,  tratte da una tesi di laurea in “Linguaggio giornalistico” discussa nel dicembre dello scorso anno all’Università di Padova. Lo studente che ha realizzato il lavoro che vi proponiamo si chiama Oscar Toson e  il  relatore della tesi è stato il professor Raffaele Fiengo. Il titolo della tesi è : << I novant’anni de “L’Unità” tra un passato definito e un

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Dal primo luglio al 20 luglio 2015 proponete le vostre nomination per il premio Zamperini per il giornalismo digitale

Inizia il percorso di avvicinamento alla prima edizione del Premio Marco Zamperini per il giornalismo digitale.

Il premio ha l’obiettivo di premiare il giornalista o l’ organizzazione che si sono distinti per la creatività, l’ innovazione e la pragmaticità nel giornalismo online.

Come avevamo comunicato il premio verrà assegnato attraverso una procedura in tre fasi

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DIG AWARD raccoglie l’eredità del Premio Ilaria Alpi

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Fino al 30 giugno è possibile presentare opere e progetti video giornalistici che abbiano al centro temi di rilevanza civile, economica e politica per partecipare a DIG Award, premio internazionale al giornalismo d’inchiesta.

 

Il premio ha voluto raccogliere l’eredità del Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi. Premio che nel dicembre scorso Luciana Alpi (la madre di Ilaria) chiede di chiudere  perché dice “senza verità non è più utile”. L’associazione DIG | Documentari Inchieste Giornalismi ha creato il concorso per “valorizzare  il lavoro di tutti i freelance e sostenere i professionisti che inseguono la ricerca della verità…tutti coloro che sono impegnati nella diffusione di un’informazione consapevole e coraggiosa”.

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A proposito di Hate Speech

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Cominciamo da oggi la pubblicazione di una serie di materiali che andranno a comporre un dossier sull’ << incitamento all’odio >>, una pratica sempre più diffusa online assieme al trolling.

 

La gestione/moderazione dei commenti, del resto, è una delle componenti più importanti per editori e giornalisti che vogliano realmente comprendere il cambiamento in atto nel comparto dell’informazione con l’avvento del digitale. Si tratta di una parte, importante,  del complesso meccanismo che viene definito “gestione della community” ma che in realtà nel rinnovato sistema editoriale dell’informazione online che non a caso nel frattempo è divenuto un << eco-sistema >>, significa molto di più: collaborazione, cogestione, scrittura collettiva. Il ruolo della comunità nella vita di un organo di informazione è da sempre centrale ed evidente.

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Perché la conversazione vincerà: come si riconfigura l’ informazione

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Quello a cui si assiste con internet non è la fine del giornalismo, ma lo sviluppo delle sue forme alternative, quelle che finora erano sul filo della legittimità, mentre l’ informazione ‘’seria’’ diventa un prodotto di nicchia riservato alle classi alte. Questa inversione non viene riconosciuta da un gran numero di professionisti, che restano attaccati alla gerarchia convenzionale dell’ informazione.

La deregolazione mediatica è lo specchio dell’ esplosione di un nuovo modello di società. Le forme del giornalismo di domani accompagneranno l’ emergere di nuovi equilibri, gran parte dei quali sono ancora tutti da scoprire.

 

Sono i temi al centro di una interessante riflessione sul giornalismo e il suo futuro che André Gunthert ha pubblicato su Image sociale e di cui pubblichiamo la traduzione.

 

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Crolla al 4% il tempo dedicato ai quotidiani in Usa

Usa

Fa sempre più paura l’ andamento dei quotidiani in Usa. L’ ultimo allarme viene dai dati del ‘’2015 Internet Trends Report’’, lo studio annuale presentato il 27maggio da Mary Meeker per la Kleiner Perkins Caufield Byers (KPCB), una grande azienda di venture capital della Silicon Valley.

 

Fra il 2011 e il 2014 il tempo dedicato dagli americani ai giornali quotidiani – osserva Joshua Benton, su Niemanlab – è sceso dal 7% al 4%, mentre la percentuale di investimenti pubblicitari che essi hanno richiamato è calata dal 25% al 18%.

 

Benton commenta riportando pari pari quello che aveva scritto l’ anno scorso:

 

La pubblicità sulla stampa non tornerà. Continuerà a ridursi. Ulteriormente, in maniera sostanziale. Qualsiasi pianificazione dei quotidiani per i prossimi anni dovrà fare i conti con questo dato di base.

 

 

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