Sconfitte e futuro del giornalismo (digitale) in Italia: la parola agli ex-lettori

Parrella

Come segnalato nei giorni scorsi, prosegue su vari spazi online il dibattito su ‘sconfitte e futuro’ del giornalismo digitale (ma non solo) italiano. Resta però cruciale ampliare la discussione e coinvolgere direttamente, non tanto o non solo gli ‘addetti ai lavori’, bensì i soggetti primi della questione: ex-lettori, cittadini, citizen-reporter, blogger, curiosi, ragazzi e cani sciolti – oltre naturalmente a chi opera in settori complementari, dal mondo dell’istruzione alla cultura ai new media e altro.

 

Ecco allora che LSDI si offre come ‘piattaforma neutrale’ per ospitare opinioni e suggerimenti di chiunque vorrà farsi avanti. Pronti? Via!

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Google, forse non è un monopolio ma un’ azienda troppo lontana dal mondo reale

Google

A dispetto della sua dominanza, Google non coincide esattamente con la definizione di monopolio; ed ancora: il crescente scollamento dalla società del gigante dei motori di ricerca potrebbe portarlo a gravi passi falsi e, nel tempo, comprometterne la posizione, indebolendola.

 

La grande ‘’G’’, secondo Frédérick Fillou, sta già seminando il germe della sua propria rovina, soprattutto perché è un’ azienda terribilmente disconnessa dal mondo reale

 

 

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‘’I giornalisti ci avvertono, ma noi non ascoltiamo’’

Robot2

Dei giornalisti, certo, non c’ è tanto da fidarsi, ma anche i cittadini che non prestano attenzione agli allarmi della stampa hanno la loro responsabilità. Perché è vero che non c’ è da aver troppa fiducia nei giornali, ma è anche vero che la popolazione si rifiuta di capire e di affrontare i pericoli che vengono via via denunciati.
 
E’ curioso che questa difesa del ruolo dei giornalisti – che pure in generale la destra critica e detesta – arrivi da un sito americano di radici conservatrici, vicino alla cultura militare.
 

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Una summer school in giornalismo investigativo

investigativo

Il cross border reporting è il futuro del giornalismo? La domanda può suonare retorica perché nel momento in cui gli editori italiani sbarcano in Albania per sviluppare programmi giornalistici rivolti al pubblico italiano e in cui sempre più studenti di giornalismo si iscrivono ai Master di giornalismo inglesi per trovare sbocco professionale dentro il mercato del lavoro europeo è chiaro che il mercato delle news nel quale lavoreremo è il mercato europeo se non internazionale.
 

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Le interazioni con i contenuti su Facebook cresciute del 23% in quatto mesi

Infografica

Newswhip presenta una infografica che mostra l’ ascesa del numero di condivisioni su Facebook nel 2014, insieme a una lunga serie di racconti, siti, categorie popolari, e consigli su vari argomenti. La riproponiamo in originale su Lsdi.

 

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Il corso di preparazione per il concorso Rai: il titolare della Ime, ”tanto rumore per nulla”

corso-ime-rai-giornalisti

Il lancio attraverso una lettera inviata a casa ai giornalisti di un corso promosso dallo Ime  per la formazione alla prima prova del concorso per giornalisti professionisti in RAI aveva scatenato le polemiche. Addirittura in una lettera firmata dal presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine, Enzo Iacopino, dal Segretario generale Fnsi, Franco Siddi e dal segretario Usigrai, Vittorio di Trapani, si era scritto : “In questi giorni sta arrivando a centinaia di colleghe e colleghi una lettera relativa a un presunto corso di preparazione alla selezione pubblica per giornalisti avviata dalla Rai. E’ opportuno che i colleghi sappiano che si tratta di una iniziativa di una società privata, alla quale sono totalmente estranei l’Ordine dei Giornalisti, la Fnsi e L’Usigrai. Cogliamo l’occasione per sottolineare che non esiste alcun corso di preparazione “ufficiale” alla selezione pubblica della Rai”.
 
Il titolare della Ime, Maurizio Conte, ha annunciato quasi subito l’annullamento del corso e racconta a LSDI la sua esperienza.

 

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Information warfare e hacking, le nuove frontiere dell’intelligence (e altre segnalazioni)

Rassegna

- Information warfare e hacking, le nuove frontiere dell’intelligence

- Un po’ di fact checking sulle foto da Gaza

- Conti in rosso per i siti di informazione indipendente

- Espresso assicura, nessun accordo con Mediaset

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Giornalismo: studio sulla formazione accademica in Spagna

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Prima che gli insegnanti o i mezzi che mettono a disposizione le università, è il programma di studio l’ elemento più importante per migliorare la formazione e la carriera di un giornalista. E’ una delle principali conclusioni dello studio ‘’Il giornalista e la sua formazione’’ (qui il PDF), diffuso nei giorni scorsi in Spagna e realizzato dal Centro studi Benito Berceruela nell’ ambito del Corso di giornalismo sociale organizzato dalla Fondazione del Rey Juan Carlos University in collaborazione con Servimedia.

 

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Calano gli iscritti alle facoltà di giornalismo in Usa

Missouri

Il numero di iscritti nelle università di giornalismo Usa è diminuito significativamente nel corso del 2011 e del 2012: lo rileva uno studio reso pubblico dall’ Università della Georgia, spiegando che – come riporta il sito spagnolo 233grados – questa è la prima volta in due decenni che si verifica un calo di iscrizioni in due anni consecutivi nelle facoltà di giornalismo.
 
Secondo lo studio (qui il PDF),  nel 2011 il numero di immatricolazioni è sceso dell’ 1,1%, mentre l’ anno successivo, il 2012, del 2,9%. Inoltre, alcune delle più prestigiose università di giornalismo del paese, fra cui la Missouri School of Journalism, il Columbia College di Chicago e l’ University-Bloomington, hanno registrato cali fino al 20% delle iscrizioni negli ultimi cinque anni.

 

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#DigitalVenice: molti “cosa fare” e pochi “come farlo”. Ma la speranza resta accesa

venezia

“Trasformare l’ambizione in azione”.

 

È l’invito che il Commissario europeo per l’ Agenda Digitale, Neelie Kroes, muove all’ Italia e al Premier Renzi in occasione di Digital Venice.

 

E la trasformazione riguarda (riguarderebbe) praticamente tutto, dalla Pubblica Amministrazione all’ istruzione, dal turismo alla gastronomia, dall’energia all’ambiente, ma anche sicurezza, diritto d’autore, privacy, ecc.

 

Eppure, al di là della sensibilizzazione, della presentazione di buone prassi, del confronto tra stakeholder, ciò che a Venezia (ma anche e soprattutto a Roma) pare mancare è proprio l’azione, il “come fare” rispetto al “cosa” ci si propone di fare.

 

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Ampliare il dibattito su ‘sconfitte e futuro’ del giornalismo (online) in Italia