data journalism (segnalazioni dal mondo)

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Prendiamo spunto da una segnalazione dal mondo web, per parlare di data journalism. Ci pare che dopo il “lancio” iniziale, enfatizzato come salvifico per il giornalismo digitale, non sia cambiato granché, o meglio le premesse siano disattese. Dati aperti, condivisione di dati e strumenti, collaborazione dove sono finiti? 

NiemanLab riportando la notizia di una collaborazione fra GlobalVoices e MediaCloud (  piattaforma open source che fornisce data set fonti di notizie e strumenti destinati all’analisi del come si realizza la copertura di una notizia) e grazie, soprattutto, alla grande operazione che Google sta facendo con il progetto DNI, apre una riflessione  su dati, giornalisti, tecniche e tecnici….

Dalla riflessione di NiemanLab alcuni stralci:

 

“Da tempo, tento di analizzare più a fondo (tramite la disponibilità di dati e analisi quantitativa) le notizie sotto-rappresentate o mal raccontate online,” afferma Ivan Sigal, direttore esecutivo di Global Voices,  “Abbiamo la possibilità di indagare in questo senso quando possiamo collaborare con esperti di dati della nostra comunità ma non siamo in grado di farlo su base regolare.”

Google ha dato loro la possibilità di lavorare con regolarità in questo modo. E’ il problema di sempre quello della grande disponibilità di dati che se non letti nel modo corretto possono raccontare storie che non corrispondono alla realtà o che non la mostrano per intero.

Con il progetto NewsFrames, l’attenzione è tanto sulla costruzione di un

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Il metodo Bezos

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A circa vent’anni dall’avvento della rivoluzione digitale il mondo dell’editoria è ancora alla ricerca del cosiddetto modello di business. I giornali, gli editori, in tutto il mondo, continuano a perdere copie vendute, cartacee, e nonostante un progressivo e costante aumento dei lettori delle edizioni digitali dei loro prodotti, non riescono a costruire un sistema che generi profitti in ambito digitale, simile o anche più efficiente del precedente modello industriale. Uno degli imprenditori più noti del mondo digitale, Jeff Bezos, proprietario del colosso Amazon, circa tre anni fa ha deciso di entrare nel mondo dell’editoria dalla porta principale rilevando per 250 milioni di dollari uno dei quotidiani più importanti degli Stati Uniti e di tutto il mondo anglosassone: Il Washinghton Post. Bezos, per sua stessa ammissione, non ha comprato il prestigioso quotidiano per un suo sfizio personale, ma in prima battuta per salvaguardare una istituzione importante del mondo della stampa e poi  per provare a costruire un’efficace macchina da profitto nell’ambito del giornalismo moderno e renderla anche giornalisticamente più forte.

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Scrivere in italiano sul web

6 maggio pre #digit16

Lo scorso 6 maggio nella cornice maestosa e solenne dell‘Accademia della Crusca si è svolto il primo evento dell’edizione 2016 di “digit“, la manifestazione dedicata al giornalismo digitale realizzata da Lsdi, giunta quest’anno alla sua quinta edizione. L’evento, intitolato : “I linguaggi della rete”, è stato realizzato con l’indispensabile collaborazione dell’Ordine dei giornalisti della Toscana e della stessa Accademia della Crusca ed ha erogato crediti per la formazione professionale continua dei giornalisti. Il panel cui hanno partecipato: il presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini, il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana Carlo Bartoli, il sociologo dei media digitali Giovanni Boccia Artieri, la presidente di Wikimedia Italia Frieda Brioschi, la responsabile comunicazione di Google Sud Europa Simona Panseri e il responsabile della comunicazione digitale di Eni Daniele Chieffi, è stato diffuso in streaming ed è stato ripreso integralmente dalle telecamere di Sesto tv. Di seguito troverete alcuni estratti del testo degli interventi dei relatori e i 4 video della giornata di lavoro. L’edizione 2016 di digit ( #digit16 ) si terrà il 21 e 22 ottobre presso la Camera di Commercio di Prato.

 

Domanda: Ci sono persone che ci vedono in streaming da remoto, è comprensibile questa domanda, usereste questa terminologia?

Daniele Chieffi: non è un modo, è la

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Facebook ci aiuta… a gestire la pubblicità

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Facebook annuncia l’ennesima novità, il titolo dell’ultima nota  è ” bringing people better ads” insomma FB vuole “aiutarci” ad avere una migliore e più interessante fruizione della pubblicità sulla sua piattaforma e (questa è la novità) anche fuori da essa.

 

Scorriamo insieme il post:
“ciò che leggiamo online è li, grazie agli annunci pubblicitari… chi legge notizie, utilizza app o fruisce di contenuti in rete lamenta la presenza della pubblicità come distraente, noiosa”.

In effetti gli annunci pubblicitari non sono mai facili da evitare senza correre il rischio di abbonarsi a qualcosa…

FB pensa che le aziende possano fare meglio (e sa che senza gli annunci pubblicitari non si campa…) ed ecco quale il suo obbiettivo:

“siamo concentrati sul miglioramento della fruizione pubblicitaria sia dentro che fuori di Facebook”.

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Quella volta che andammo in Senato

Commissione I Affari Costituzionali

Terra, data astrale 5 maggio 2016, proseguono le avventure dell’astronave Lsdi nei profondi meandri dei palazzi del potere politico e amministrativo della galassia Italia, meglio conosciuta ovunque come il Belpaese. Dopo l’escursione, non senza qualche ammaccatura e ferite lievi, alla Camera dei deputati dello scorso gennaio  per essere ascoltati in audizione informale, sui due disegni di legge della nuova proposta legislativa per mettere a disposizione fondi pubblici per l’editoria in discussione presso la commissione cultura di quel ramo, non del Lago di Como, ma del Parlamento italiano. Nelle scorse settimane il presidente e il vice presidente della nostra associazione di giornalisti che studiano il giornalismo, sono stati nuovamente invitati nelle segrete stanze del potere. La nuova audizione informale si è svolta presso la commissione affari costituzionali del  Senato e ha riguardato, ancora una volta, il disegno di legge sui contributi pubblici all’editoria che nel frattempo da due è diventato uno attraverso un meccanismo di  fusione, riveduta e corretta (???)  dei testi precedenti.

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Festival del giornalismo: una tesi sul tema

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Enrica Orrù, ex studentessa dell’Università di Genova,  ha realizzato recentemente, una tesi di laurea per il Corso di Laurea magistrale in Informazione e Editoria dedicato ad un argomento che  ci sta molto a cuore i festival del giornalismo. La tesi, che ha destato il nostro interesse e alla cui realizzazione abbiamo anche in piccola parte partecipato in qualità di organizzatori di una delle manifestazioni di cui l’elaborato si occupa, si intitola: “Gli spazi del dibattito sull’informazione in Italia. I festival del giornalismo” .  L’elaborato è stato discusso a marzo e ha ottenuto il massimo del punteggio. Relatori della tesi sono stati la professoressa Marina Milan e la professoressa Nicoletta Buratti. Noi di Lsdi abbiamo deciso di pubblicare integralmente il lavoro di Enrica Orrù per permettere di analizzare al meglio il fenomeno.

Ecco alcuni estratti dal lavoro di Enrica e di seguito la tesi integrale, buona lettura !

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Evoluzione di Medium (segnalazioni dal mondo)

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Torniamo con le nostre segnalazioni dal mondo web. Questa volta parliamo di Medium.

Una piattaforma di contenuti che sta evolvendo – forse nell’unica direzione possibile – piazzando contenuti e notizie direttamente all’interno delle comunità. E’ il contenuto al centro di tutto, in una grafica semplice e lineare che facilita la lettura. L’ultima novità, probabilmente scontata, è il lancio di “Medium for publisher”, uno strumento per personalizzare il design (layout, navigazione, colore) e per (provare) a  monetizzare i contenuti, all’insegna del look-and-feel . Come reagiranno editori e media? 

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Come cambia il lavoro del giornalista

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Chi entra in un giornale deve saper fare tante cose, deve saper fare il giornalista: cercare, trovare le notizie, selezionare, costruirsi rapporti con le fonti, sapere dove cercare ma anche produrre video, saper stare sui social, saper fare interazione con i lettori, collegare e costruire ipertesti. Come acquisite le nuove competenze necessarie per essere un buon giornalista del presente? Serve un mix di studio ed esperienza sul campo. 

Il lavoro del giornalista è cambiato e sta ancora cambiando molto. Questa una delle tesi principali esposte dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana agli alunni del corso di “linguaggio giornalistico” dell’anno accademico 2015-2016 del dipartimento di Comunizione dell’Università di Padova tenuto dal professor Raffaele Fiengo, durante l’incontro-lezione tenutosi alla fine del corso con il direttore del Corsera intitolato “come cambia il lavoro giornalistico” , cui hanno partecipato anche anche Vincenzo Milanesi, direttore del dipartimento di filosofia, sociologia, pedagogia e psicologia applicata (FISSPA) e Renato Stella (presidente del corso di laurea in Comunicazione).

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Torna digit save the date

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La manifestazione nazionale sul giornalismo digitale ideata e organizzata da noi di Lsdi torna il prossimo 6 maggio con un prequel all’Accademia della Crusca. L’incontro organizzato presso la prestigiosa sede dell’altrettanto prestigiosa istituzione accademica assieme all’Ordine dei giornalisti della Toscana sarà aperto a tutti e gratuito.   La giornata di lavoro si svolgerà fra le 9 e le 13 del 6 maggio, e,  ai giornalisti  che parteciperanno prenotando  sulla piattaforma online Sigef,  erogherà 4 crediti formativi.  Assieme al Presidente dell’Accademia Claudio Marazzini e al Presidente dell’Odg della Toscana Carlo Bartoli, parteciperanno al laboratorio: Simona Panseri di Google, Frieda Brioschi di Wikipedia, Daniele Chieffi di Eni il sociologo dei media digitali Giovanni Boccia Artieri. Tema dell’incontro sarà: ” I linguaggi della rete: scrivere in italiano sul web (Comprendere la transizione anche grazie ad un rinnovato uso della lingua italiana).

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Siamo dentro la civiltà digitale

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Estratti dall’ incontro-lezione di Carlo Verdelli, Direttore editoriale per l’Offerta Informativa della Rai, tenutasi  il 26 febbraio scorso all’Università di Padova a conclusione del corso di “Linguaggio giornalistico” dell’anno accademico 2015-2016 di Raffaele Fiengo.  Il tema dibattuto : “Giornalismo un check up”. Assieme a Verdelli e Fiengo nel video anche Vincenzo Milanesi, direttore del dipartimento di filosofia, sociologia, pedagogia e psicologia applicata (FISSPA).

Nel corso del suo intervento Verdelli, che è stato fra le altre cose vice direttore del Corriere della Sera e direttore della Gazzetta dello Sport, ha parlato a lungo della transizione digitale, sottolineando più volte e con grande vigore e precisione che la vera  novità della  rivoluzione che sta vivendo il mondo dell’informazione non sta (solo) nelle nuove tecnologie ma nell’approccio culturale che deve forzatamente essere diverso.

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Archiviati: La Curation

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Prosegue con un riassunto aggiornato  dedicato alla << Content Curation >> la nuova rubrica del nostro sito denominata: << archiviati >>.  Spunti, ricordi, suggestioni e consigli estratti dal nostro archivio,  ricavati dai  nostri precedenti articoli, grazie ai quali cercheremo di fare il punto, il più possibile aggiornato, su uno dei temi caldi del nostro settore.

La Content Curation è a tutt’oggi  uno dei concetti più controversi e meno compresi del giornalismo di ogni tempo, ancora di più di quello digitale, di cui a nostro avviso è invece uno dei fondamenti. Molti la vedono come una minaccia all’integrità giornalistica,  altri  la considerano una fonte di guadagno ed un modo efficace per raggiungere e coinvolgere il pubblico, pochi la usano e la considerano un modo per svolgere il proprio lavoro di giornalista.

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