In crisi anche le riviste Usa, meno 9% le vendite in edicola

di Redazione | 9 febbraio 2010 

La crisi della stampa Usa ha investito pesantemente anche le riviste che, oltre a registrare una calo della pubblicità, stanno subendo una significativa diminuzione delle vendite nelle edicole.

Secondo l’ Audit Bureau of Circulation – segnala 233grados.com – le 472 testate sotto controllo hanno visto una perdita del 9,1% nelle vendite nell’ ultimo semestre del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008.

Fra i titoli che hanno registrato il calo più significativo ci sono W (meno 41,7%, con una vendita media di 25.000 copie), Newsweek (41,3%, 62.000 copie), SmartMoney (37%, 26.000 copie), Time (34,9, 90.000), Good Housekeeping (30,7, 395.000) e Redbook (30,1,126.000 copie).

Le vendite nelle edicole – commenta Stephanie Clifford  su mediadecoder, un blog del New York Times – tendono a essere condizionate dalla situazione economica e sono un indicatore puntuale della vitalità di una rivista più degli abbonamenti, su cui incidono altri fattori e che possono anche essere ‘’gonfiati’’ con forti sconti.

La diffusione complessiva, compresi gli abbonamenti, comunque è scesa del 2,23%.

Attaccati al tg

di Redazione | 9 febbraio 2010 

Tv

Che informazione vien fuori staccando tutte le spine tranne quella dei Tg? - Mentre i cinque giornalisti francesi di ‘’Huis clos sur le Net’’ sono appena usciti dalla ‘’reclusione’’ che per cinque giorni li ha visti al lavoro solo con Twitter e Facebook, due loro colleghi d’ oltralpe stanno per cominciare un nuovo esperimento di ‘’dieta’’ informativa – Dal 18 al 21 febbraio si chiuderanno in una casa del Cévennes e bandiranno ogni mezzo di informazione tranne i telegionali – L’ obbiettivo è verificare se  si possa ‘’ancora capire il mondo’’ tramite la liturgia televisiva delle 13 e delle 20

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Nuovo esperimento di ‘’dieta’’ informativa sul campo: questa volta due giovani redattori del sito francese lecourant.info si chiuderanno per quattro giorni in una casa nella zona del Cévennes, lasciando fuori radio e giornali, smartphone e internet, Google e Libé, per vedere che cosa succede se ci si può informare solo grazie alla televisione. Dal 18 al 21 febbraio Noémied e Judith, le due ‘’cavie’’, si informeranno soltanto con i tg delle 13 e delle 20 delle prime tre emittenti televisive francesi.

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Media tradizionali e social network, due reti complementari

di Redazione | 9 febbraio 2010 

HuisclosI primi risultati dell’ operazione ‘’Huis clos sur le Net’’: cinque giovani giornalisti radiofonici francofoni (nella foto a lato) sono rimasti per cinque giorni isolati dal mondo informandosi solo attraverso Twitter e Facebook – Le diverse gerarchie fra i due mondi e la mancanza di strumenti di decrittazione dei fatti che offrono i media classici – Twitter e Facebook, allarmi e contatti  - i giornalisti non possono eludere un imperativo: devono imparare questi nuovi media, per evitare che altri se ne impadroniscono al posto loro. ‘’I media che occupano il terreno sono quelli che riusciranno ad appropriarsi delle reti sociali’’

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Twitter offre una rapidità di diffusione delle informazioni enormi: si sapeva che era così, ma forse non si era riusciti finora a misurare l’ ampiezza del fenomeno.

E’ la prima riflessione che viene in mente a Benjamin Muller, uno dei cinque giornalisti di radio francofone protagonisti di ‘’Huis clos sur le Net’’, che si sono sottoposti a un esperimento di privazione assoluta dei media tradizionali e che nei cinque giorni di ‘’reclusione’’ (dall’ 1 al 5 febbraio) nel Périgord (sud della Francia) hanno potuto utilizzare solo le reti sociali, in particolare Twitter e Facebook, per alimentare i loro blog e i loro tradizionali programmi radiofonici.

Il solo limite che pone Twitter – spiega Muller – è che, con quella velocità e ampiezza di propagazione, se una notizia è sbagliata, o falsa, una gran quantità di persone vengono massicciamente disinformate.

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Facebook primo ‘’lettore’’ di informazioni?

di Redazione | 7 febbraio 2010 

FB

Secondo le statistiche di Heatwise, negli ultimi mesi FB avrebbe superato di almeno tre volte  Google News come fonte di traffico verso i siti di informazione – Fra il 3,5 e il 4% dei visitatori verrebbero dalla rete sociale, contro l’ 1,4% dell’ aggregatore di Google

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Facebook ha festeggiato i sei anni di vita non solo cambiando la sua homepage ma, soprattutto, superando Google News per almeno tre volte come fonte di traffico per i siti di informazione. Negli ultimi mesi infatti , secondo le statistiche di  Hitwise, fra il 3,5 e il 4% delle visite verso i siti di informazione Usa proverrebbero dalla rete sociale, rendendo FB il primo ‘’lettore’’ di notizie, a scapito di lettori di Rss come Google Reader, Netvibes o Bloglines.

Le cifre fornite da Hitwise –spiega comunque qualche osservatore – nasconde delle forti disparità fra i più grossi siti di informazione giornalistica, molto presenti su Google News. E naturalmente non fa di FB la prima fonte di traffico in generale: Google, Yahoo e Msn, ovviamente, stanno molto avanti e arrivano a rappresentare circa la metà delle fonti di partenza dei visitatori.

Però come sottolinea All Facebook, questa evoluzione farebbe, come detto, un lavoro di produzione di traffico maggiore di molti lettori di RSS, visto che su FB molti affiliati si abbonano alle pagfine dei giornali e l’ approccio è più semplice che attraverso i tradizionali RSS, che rimane per molti una sigla ancora oscura.

Per esempio, la pagina del Figaro su Facebook conta circa 10.000 fans, il doppio di quelli che si sono abbonati ai flussi di RSS principali del sito attraverso Google Reader

Presentato il Festival del giornalismo 2010

di Redazione | 6 febbraio 2010 

ijf-2010Al Gore, Luca De Biase, Javier Moreno e Paul Steiger saranno fra gli ospiti più prestigosi del Festival internazionale del giornalismo 2010 che si terrà a Perugia dal 21 al 25 aprile. Un programma di cinque giornate, oltre 100 eventi e più di 250 giornalisti ed esperti che arriveranno a Perugia per discutere di giornalismo, di attualità e di problemi dell’informazione.

La presentazione del Festival si è svolta presso la sala Montanelli nella sede del Corriere della Sera a Milano. A presentarlo oltre agli organizatori perugini gli onori di casa sono toccati a Marco Pratellesi capo della redazione on-line del Corriere.it che ha ricordato che Siamo in una situazione di grande incertezza in cui si cercano strade di ogni tipo per uscire dalla crisi. Da un lato in Scozia chiudono il sito web di un giornale per focalizzarsi sulla versione cartacea. Dall’altro ovunque si cerca di investire sull’informazione digitale. Si parla molto di versioni on-line a pagamento, ma la BBC ha promesso che non andrà mai a pagamento. Se non si hanno idee conviene almeno copiare quelle buone.

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Link e segnalazioni (1-7/02)

di Redazione | 6 febbraio 2010 

Cyber-cultura: internet non modifica i comportamenti

Secondo il laboratorio di Deutsche Telekom, la complessità dei legami sociali nel mondo reale si ritrova anche nelle comunità online. Un approccio che punta a migliorare le interazioni
http://www.atelier.fr/cyber-culture/10/02022010/internet-comportement-egoisme-altruisme-nocif-communautes-en-ligne-interactions-39320-.html

I blog perdono appeal per gli adolescenti, Ricerca

Secondo uno studuio di Pew Internet i ragazzi fra i 12 e i 17 anni preferiscono ormai le forme mobili di comunicazione. 
http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/8497427.stm
 

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Due nuovi progetti di giornalismo finanziato dai cittadini

di Redazione | 5 febbraio 2010 

Progetto-Sochi

In Olanda è partita una raccolta di fondi per finanziare il ciclone edilizio che sta cominciando ad abbattersi sulla città di Sochi (Mar Nero), in vista delle Olimpiadi invernali del 2014 (qui accanto lo stato di avanzamento della raccolta), mentre negli Usa Ted Rall, un corrispondente di guerra che utilizza anche il fumetto per i suoi servizi, lancia una sottoscrizione per raccogliere i fondi necessari per tornare in Afghanistan e ‘’colmare la lacuna di notizie andando in quelle parti del paese dove non vanno mai i reporter americani’’

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In un post sul suo blog ‘’senzamegafono”, in cui pone anche una serie di interessanti riflessioni sul crowdfunding journalism (il giornalismo finanziato dai cittadini/committenti), Lelio Simi, un giornalista toscano esperto di web, cita due nuovi progetti che vale la pena di segnalare.

Il primo – scrive – è The Sochi Project , presentato dal fotografo e documentarista Rob Hornstra e dal filmaker Arnold Van Bruggen entrambi olandesi. La città di Sochi – centro turistico sul Mar Nero – ospiterà i Giochi Olimpici invernali del 2014, e per questo sta per essere radicalmente trasformata. Imponenti finanziamenti, infatti, cambieranno profondamente tutta quell’area del Caucaso nord-occidentale. Il progetto, che unirà fotografia, film e reportage vuole documentare per tutti questi anni – da oggi al 2014 – le trasformazioni e i mutamenti a cui saranno sottoposte le diverse realtà che si trovano in questa area geografica.

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La stampa deve sconfiggere i ‘’vampiri’’ digitali

di Redazione | 4 febbraio 2010 

vampiri Il conflito fra editori e Google ha registrato l’ intervento di Mark Cuban, cofondatore e Ceo di HDNet, che ha attaccato duramente Google ma strigliendo anche gli editori descrivendoli come quelle bionde formose che cadono vittima del fascino dei vampiri e che, alla fine, si lasciano addentare sul collo – ‘’Tutti vogliono impossessarsi dei vostri contenuti’’, ha inveito, ‘’e non c’ è nessuna ragione per essere indicizzati da Google’’

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La stampa deve dare battaglia ai ‘’vampiri’’ digitali. E’ l’ invito, un po’ provocatorio, di Mark Kuban, presidente e Ceo del canale televisivo HDNet , che in un intervento a una Conferenza sui media (AlwaysOn OnMedia NYC 2010 Conference) ha definito ‘’vampiri’’ gli aggregatori di contenuti e i motori di ricerca, indicando i giornali come ‘’bionde formose che cadono vittima del loro fascino e, alla fine, si lasciano addentare sul collo’’.

Cuban, riporta adweek.com, ha invece esortato quotidiani e riviste a ‘’combattere contro questi siti che linkano i loro contenuti’’.

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Gli e-reader non soddisfano i lettori (per ora…)

di Redazione | 4 febbraio 2010 

Una ricerca realizzata dal Grady College of Journalism and Mass Communication (Usa) ha analizzato le reazioni di un’ intera città alla lettura di un quotidiano attraverso il Kindle DX – Secondo lo studio, gli e-reader difficilmente  riusciranno a riportare i lettori verso le loro abitudini di lettura dei giornali, a meno che non facciano proprie caratteristiche tecniche quali il colore, le fotografie ed il touch-screen – In particolare gli adulti più giovani lo hanno trovato ‘’vecchio’’, preferendo di gran lunga gli smartphone – Secondo Krugman, uno degli autori della ricerca, la funzione unica del quotidiano probabilmente non è sufficiente a vendere l’e-reader: “dovrebbe piuttosto essere intesa come parte di una costellazione di servizi offerti dallo strumento che includano libri, riviste, ecc.”.

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UGA researchers find e-Readers Fall Short as News Delivery Tool

di Sherrie Whaley
(http://www.uga.edu/news/artman/publish/100125_Kindle.shtml)

Secondo una ricerca realizzata dal Grady College (Athens, Georgia), è improbabile che i lettori multimediali portatili come Kindle riescano a riportare i lettori verso le loro abitudini di lettura dei giornali, a meno che non facciano proprie caratteristiche tecniche quali il colore, le fotografie ed il touch-screen. A bocciare il Kindle DX – utilizzato per lo studio – sono stati soprattutto i giovani adulti, che hanno preferito smartphone come l’iPhone o il Blackberry.

La ricerca ha coperto un periodo di sei mesi durante il 2009 ed è stata realizzata da Dean Krugman e Tom Reichert, docenti di tecniche pubblicitarie, e Barry Hollander, docente associato di giornalismo presso il Grady College of Journalism and Mass Communication.

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Sambiiga, l’ altro fratello: un reality show ‘’responsabile’’ dal Burkina Faso

di Redazione | 3 febbraio 2010 

Sambiiga

Utilizzare i moduli narrativi del reality applicandoli ad un progetto di alto contenuto sociale e culturale – L’ obiettivo è dare voce a molte realtà straordinarie del paese africano, normalmente invisibili: interventi di cooperazione, commercio equo e solidale, intercultura, diritti umani, sostenibilità ambientale

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I moduli narrativi del reality show applicati a un progetto informativo di contenuto ‘’alto’’. E’  l’ ‘’altrofratello’’, una sorta di “reality show responsabile” sulla esperienza di viaggio in Burkina Faso compiuta da alcuni giovani operatori.

‘’Sambiiga è un progetto innovativo di comunicazione integrata (internet, radio, video…) che – spiegano gli ideatori – vuole utilizzare la forza espressiva del linguaggio del reality show, applicandola però ad un progetto di alto contenuto sociale e culturale. L’ obiettivo è dare voce a molte realtà straordinarie del paese, normalmente invisibili: progetti di cooperazione, commercio equo e solidale, intercultura, diritti umani, sostenibilità ambientale…’’.

Il tutto ora è sul blog: www.altrofratello.it

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