Il mare resta aperto, ma in alcuni tratti della Puglia la prudenza non è più un consiglio generico. Il nuovo monitoraggio sull’Ostreopsis ovata, la microalga nota come alga tossica, ha acceso il bollino rosso in più punti della costa: Molfetta, Giovinazzo, Torre Canne e Porto Badisco sono le località finite al centro dell’attenzione dopo i rilievi diffusi da ARPA Puglia e ripresi dalle autorità sanitarie.
La notizia pesa perché arriva nel cuore dell’estate, con spiagge affollate, caldo intenso e molte famiglie già in viaggio. Non significa che tutta la costa pugliese sia a rischio, né che sia stato disposto un divieto generalizzato di balneazione. Significa però che in alcune aree le concentrazioni rilevate impongono una valutazione concreta: entrare in acqua, restare a lungo sulla battigia o esporsi durante vento e mareggiate può aumentare i fastidi, soprattutto per chi ha problemi respiratori.
Dove scatta il bollino rosso e perché conta
Secondo la comunicazione della ASL Bari, nell’attività di monitoraggio ARPA sono state rilevate concentrazioni molto abbondanti nelle zone di campionamento di Molfetta e Giovinazzo. La soglia richiamata dalle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità è quella delle 30.000 cellule per litro in colonna d’acqua: oltre questo livello si entra in una fase che richiede particolare attenzione sanitaria.
Le ricostruzioni pubblicate sulla base del bollettino ARPA indicano inoltre tra i punti rossi anche Torre Canne, nel territorio di Fasano, e Porto Badisco, nel Salento. In altre aree la presenza della microalga risulta più bassa, ma comunque monitorata. Il dato da tenere a mente è che il fenomeno può essere molto localizzato: una spiaggia può presentare criticità mentre un tratto vicino può avere valori diversi.
Per questo il riferimento più utile per residenti e turisti resta il monitoraggio ufficiale, aggiornato nella stagione balneare. Le condizioni cambiano con temperatura dell’acqua, esposizione al sole, moto ondoso e correnti: controllare il bollettino prima di scegliere dove fermarsi è più efficace che affidarsi al passaparola.
Quali sintomi può provocare l’Ostreopsis ovata
L’Ostreopsis ovata è una microalga marina invisibile a occhio nudo. Vive soprattutto su fondali rocciosi e su altre alghe, ma può diventare un problema quando prolifera in modo abbondante e la tossina si disperde nell’ambiente. Il rischio non riguarda soltanto l’ingestione accidentale di acqua: una parte dell’esposizione può avvenire attraverso l’aerosol marino, cioè le particelle sollevate da vento e mareggiate.
I disturbi descritti dalle autorità sanitarie sono in genere transitori, ma non vanno sottovalutati: irritazioni a gola e occhi, rinite, tosse, difficoltà respiratorie, dermatiti, congiuntiviti e febbre possono comparire dopo la permanenza in zone interessate da elevate concentrazioni. Le persone più esposte sono bambini, anziani, soggetti allergici e chi soffre già di asma o altre patologie respiratorie.
Il punto pratico è semplice: nelle aree segnalate conviene evitare la balneazione e anche soste prolungate sulla riva quando il mare è mosso o il vento spinge verso terra. Se compaiono sintomi, è opportuno allontanarsi dalla zona, sciacquarsi con acqua dolce e chiedere consiglio al medico se i disturbi persistono o peggiorano.
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Cosa fare prima di andare in spiaggia
Il bollino rosso non trasforma una vacanza in emergenza, ma cambia le abitudini. Prima di scegliere una cala o uno stabilimento è utile verificare gli aggiornamenti di ARPA Puglia e dei comuni interessati, soprattutto nelle località già indicate dal monitoraggio. In presenza di cartelli, ordinanze o avvisi locali, vanno seguite le indicazioni sul posto.
Chi viaggia con persone fragili dovrebbe preferire tratti non segnalati, evitare le ore più calde e rinunciare alla permanenza sul bagnasciuga se l’aria è irritante o se si notano schiume, opalescenze o materiale sospeso. L’alga non sempre è visibile, quindi l’assenza di segnali evidenti non basta a escludere il rischio.
Per gli operatori turistici e per i comuni, la questione è anche informativa: aggiornare i bagnanti in modo chiaro riduce allarmismi e comportamenti sbagliati. Una comunicazione puntuale permette di distinguere tra aree critiche, zone da monitorare e spiagge dove la balneazione prosegue senza particolari limitazioni.
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Conclusioni finali
L’allerta per alga tossica in Puglia è un segnale da prendere sul serio, non una ragione per generalizzare su tutta la costa. I punti più citati dal monitoraggio sono Molfetta, Giovinazzo, Torre Canne e Porto Badisco; il rischio cresce con concentrazioni elevate, vento e mareggiate. Per chi va al mare la scelta più prudente è consultare gli aggiornamenti ufficiali, evitare le aree rosse e proteggere in modo particolare bambini, anziani e persone con disturbi respiratori.
Fonti: ASL Bari, comunicazione del 17 luglio 2026; ARPA Puglia, pagina informativa e monitoraggio Ostreopsis ovata; Istituto Superiore di Sanità, Rapporti ISTISAN 14/19; TGcom24, articolo del 15 luglio 2026; Meteo.it, articolo del 17 luglio 2026.
