Alga tossica in Puglia, bollino rosso: cosa rischia chi va al mare

La baia di Porto Badisco in Puglia, tratto costiero indicato tra le aree con bollino rosso per Ostreopsis ovata

Il mare resta aperto, ma in alcuni tratti della Puglia la prudenza non è più un consiglio generico. Il nuovo monitoraggio sull’Ostreopsis ovata, la microalga nota come alga tossica, ha acceso il bollino rosso in più punti della costa: Molfetta, Giovinazzo, Torre Canne e Porto Badisco sono le località finite al centro dell’attenzione dopo i rilievi diffusi da ARPA Puglia e ripresi dalle autorità sanitarie.

La notizia pesa perché arriva nel cuore dell’estate, con spiagge affollate, caldo intenso e molte famiglie già in viaggio. Non significa che tutta la costa pugliese sia a rischio, né che sia stato disposto un divieto generalizzato di balneazione. Significa però che in alcune aree le concentrazioni rilevate impongono una valutazione concreta: entrare in acqua, restare a lungo sulla battigia o esporsi durante vento e mareggiate può aumentare i fastidi, soprattutto per chi ha problemi respiratori.

Porto Badisco, nel Salento, tra i punti indicati con concentrazioni elevate. Fonte: Wikimedia Commons, Patrice78500, CC BY-SA 4.0.

Dove scatta il bollino rosso e perché conta

Secondo la comunicazione della ASL Bari, nell’attività di monitoraggio ARPA sono state rilevate concentrazioni molto abbondanti nelle zone di campionamento di Molfetta e Giovinazzo. La soglia richiamata dalle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità è quella delle 30.000 cellule per litro in colonna d’acqua: oltre questo livello si entra in una fase che richiede particolare attenzione sanitaria.

Le ricostruzioni pubblicate sulla base del bollettino ARPA indicano inoltre tra i punti rossi anche Torre Canne, nel territorio di Fasano, e Porto Badisco, nel Salento. In altre aree la presenza della microalga risulta più bassa, ma comunque monitorata. Il dato da tenere a mente è che il fenomeno può essere molto localizzato: una spiaggia può presentare criticità mentre un tratto vicino può avere valori diversi.

Per questo il riferimento più utile per residenti e turisti resta il monitoraggio ufficiale, aggiornato nella stagione balneare. Le condizioni cambiano con temperatura dell’acqua, esposizione al sole, moto ondoso e correnti: controllare il bollettino prima di scegliere dove fermarsi è più efficace che affidarsi al passaparola.

Quali sintomi può provocare l’Ostreopsis ovata

L’Ostreopsis ovata è una microalga marina invisibile a occhio nudo. Vive soprattutto su fondali rocciosi e su altre alghe, ma può diventare un problema quando prolifera in modo abbondante e la tossina si disperde nell’ambiente. Il rischio non riguarda soltanto l’ingestione accidentale di acqua: una parte dell’esposizione può avvenire attraverso l’aerosol marino, cioè le particelle sollevate da vento e mareggiate.

I disturbi descritti dalle autorità sanitarie sono in genere transitori, ma non vanno sottovalutati: irritazioni a gola e occhi, rinite, tosse, difficoltà respiratorie, dermatiti, congiuntiviti e febbre possono comparire dopo la permanenza in zone interessate da elevate concentrazioni. Le persone più esposte sono bambini, anziani, soggetti allergici e chi soffre già di asma o altre patologie respiratorie.

Una cellula di Ostreopsis cf. ovata al microscopio. Fonte: Wikimedia Commons, Cybergerac, CC BY-SA 4.0.

Il punto pratico è semplice: nelle aree segnalate conviene evitare la balneazione e anche soste prolungate sulla riva quando il mare è mosso o il vento spinge verso terra. Se compaiono sintomi, è opportuno allontanarsi dalla zona, sciacquarsi con acqua dolce e chiedere consiglio al medico se i disturbi persistono o peggiorano.

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Cosa fare prima di andare in spiaggia

Il bollino rosso non trasforma una vacanza in emergenza, ma cambia le abitudini. Prima di scegliere una cala o uno stabilimento è utile verificare gli aggiornamenti di ARPA Puglia e dei comuni interessati, soprattutto nelle località già indicate dal monitoraggio. In presenza di cartelli, ordinanze o avvisi locali, vanno seguite le indicazioni sul posto.

Chi viaggia con persone fragili dovrebbe preferire tratti non segnalati, evitare le ore più calde e rinunciare alla permanenza sul bagnasciuga se l’aria è irritante o se si notano schiume, opalescenze o materiale sospeso. L’alga non sempre è visibile, quindi l’assenza di segnali evidenti non basta a escludere il rischio.

Per gli operatori turistici e per i comuni, la questione è anche informativa: aggiornare i bagnanti in modo chiaro riduce allarmismi e comportamenti sbagliati. Una comunicazione puntuale permette di distinguere tra aree critiche, zone da monitorare e spiagge dove la balneazione prosegue senza particolari limitazioni.

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Conclusioni finali

L’allerta per alga tossica in Puglia è un segnale da prendere sul serio, non una ragione per generalizzare su tutta la costa. I punti più citati dal monitoraggio sono Molfetta, Giovinazzo, Torre Canne e Porto Badisco; il rischio cresce con concentrazioni elevate, vento e mareggiate. Per chi va al mare la scelta più prudente è consultare gli aggiornamenti ufficiali, evitare le aree rosse e proteggere in modo particolare bambini, anziani e persone con disturbi respiratori.

Fonti: ASL Bari, comunicazione del 17 luglio 2026; ARPA Puglia, pagina informativa e monitoraggio Ostreopsis ovata; Istituto Superiore di Sanità, Rapporti ISTISAN 14/19; TGcom24, articolo del 15 luglio 2026; Meteo.it, articolo del 17 luglio 2026.

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Autore: Redazione

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