Affidabilità dell’ informazione, potenzialità e insidie nell’ era del web 2.0

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Al giro di boa  del secondo anno  MediaACT, progetto europeo di ricerca sulla correttezza e trasparenza dell’ informazione giornalistica che coinvolge undici Università, tra cui quella di Milano.  Per fare il punto sulla ricerca, confrontarsi e discutere si sono incontrati il 27 e 28 gennaio in Svizzera, a Lugano, esperti di media ed i ricercatori dei paesi consorziati. Per LSDI qui di seguito il progetto, l’ incontro, immagini ed alcune interviste ed il resoconto sul seminario “(Social) Media Accountability in the Arab World” tenutosi a margine dell’incontro

 

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Prima pagina: la vittoria dell’ immagine

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Culture visuelle, un interessante sito di analisi del mondo dell’ immagine, riprende un inserto in cui il quotidiano francese la Tribune – che il 30 gennaio è uscito per l’ ultima volta su carta – pubblica una serie di prime pagine di edizioni uscite fra il 1987 e settembre scorso, ricostruendo simbolicamente la storia del giornale: “27 anni e 4.903 numeri’’.

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Un difensore civico dell’ informazione, a garanzia dei cittadini

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La proposta lanciata in occasione della presentazione a Milano della Ricerca su informazione e pubblicità – D’ accordo il presidente della Fnsi, Roberto Natale, e il segretario nazionale dell’ Ordine dei giornalisti, Giancarlo Ghirra – Il ‘’difensore dell’ informazione’’ potrebbe svolgere un ruolo da pm, segnalando ai futuri Consigli di disciplina casi di violazione delle norme deontologiche e commistioni fra messaggio pubblicitario e informazione

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Twitter, gli olandesi i più attivi

Twitter

Gli olandesi sono i ‘twitteristi’ più attivi del mondo, seguiti da giapponesi e spagnoli. Lo segnala una recente ricerca di Semiocast, che ha analizzato 383 milioni di account su  Twitter.com prima dell’ 1 gennaio 2012.

 

Gli Stati Uniti sono il paese con il maggior numero di account, 107,7 milioni: in questa classifica l’ Olanda è al 17° posto, mentre è al primo posto per intensità di uso, con il 33% degli utenti che hanno scritto almeno un tweet fra l’ 1 settembre e il 30 novembre 2011. La media è del 27%. Il Giappone è al secondo posto col 30% mentre la Spagna è al terzo, con il 29%.

 
(via Ejc)

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Data journalism awards, i ‘’pulitzer’ per il giornalismo dei dati

Affidabilità dell’ informazione, un plugin contro le ‘’bufale’’

Un plugin che segnali il grado di attendibilità delle informazioni diffuse su internet. E’ una delle possibili soluzioni tecnologiche al problema delle ‘’bufale’’,  suggerita da Juan Carlos De Martin, docente al Politecnico di Torino, che con Luca De Biase è stato interpellato da Lab.vodafone.it sulla questione della qualità dell’ informazione.

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La politica scopre i social network, ma non li sa usare

Libro-Pira

In ‘’La Net comunicazione politica’’, un saggio edito da Franco Angeli, Francesco Pira racconta che la Rete viene vista soprattutto come strumento di supporto al marketing elettorale, ma non svolge un ruolo effettivo nella costruzione della partecipazione – ‘’I nostri leader e dirigenti non sono abituati ad essere uno dei nodi e non più una fonte utile per i giornalisti”

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My-smark, quando il ‘’like’’ non basta

Mysmark

Un sistema di marcatura emozionale messo a punto da una startup italiana attiva a Dublino e lanciata due anni fa da due imprenditori di Bassano del Grappa

 

di Alessia Cerantola

 

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Sanremo, appello a Rai per ‘’risarcimento d’ immagine’’ dopo il ‘’servizio umiliante’’ Tg1

Pubblicità: in Usa il 31% degli internauti totalmente ‘’cieco’’ rispetto agli annunci

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Solo il 69% degli americani su internet ‘’vedono’’ le inserzioni pubblicitarie. Dove ‘’vedono’’ significa che dedicano loro almeno un secondo di attenzione. Segno che più di 3 internauti su 10 le inserzioni non le vedono nemmeno.
E’ uno dei dati di una nuova ricerca nuova ricerca in tema di pubblicità web realizzata da comScore, che ha esaminato 381.000 domini statunitensi e 1,7 miliardi di impression di advertising online.

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Metà degli internauti in Europa visitano i siti online dei quotidiani

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Un internauta europeo su due visita i siti online dei quotidiani. E’ uno dei dati di una ricerca compiuta da comScore (azienda leader nelle misurazioni relative al mondo digitale) sull’ uso di internet in Europa, diffusa qualche giorno fa.

Nel novembre 2011, secondo comScore, 379,4 milioni di europei (su 731 milioni) sono andati online, con una media di 27,8 euro a testa. Di questi il 47,8% (181, 5 milioni) si è diretto sui siti dei giornali quotidiani. Con un incremento del 9% rispetto all’ anno precedente.

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