La strage di Ustica torna davanti alla giustizia con una svolta concreta: la Procura di Roma ha chiesto il ritiro della richiesta di archiviazione dopo la disponibilita’ della Francia a trasmettere nuova documentazione. Non e’ una verita’ giudiziaria gia’ scritta, ma e’ un passaggio pesante per un caso che da 46 anni attraversa tribunali, governi, relazioni internazionali e memoria pubblica italiana.
Il punto nuovo e’ la combinazione tra due fatti: da un lato Parigi ha comunicato l’apertura sui documenti legati alla sera del 27 giugno 1980, dall’altro i magistrati romani hanno deciso di non chiudere il fascicolo. Secondo ANSA, tra i materiali indicati ci sarebbero 9 file informatici e due documenti del ministero della Difesa francese. Rai News riferisce che le carte coprirebbero il periodo dal 1981 al 1994.
Per le famiglie delle 81 vittime del DC-9 Itavia Bologna-Palermo, la differenza e’ netta: non si parla piu’ soltanto di commemorazioni o appelli diplomatici, ma di un possibile nuovo tratto investigativo fondato su documenti esteri. Il procuratore capo Francesco Lo Voi ha motivato la scelta parlando di nuove prospettive; la presidente dell’associazione dei parenti, Daria Bonfietti, ha chiesto ora di capire il valore effettivo delle carte.
Cosa cambia ora per il caso Ustica
La prima conseguenza e’ procedurale: il fascicolo non viene chiuso nella forma prospettata dalla precedente richiesta di archiviazione. Questo permette alla Procura di chiedere nuovi approfondimenti, acquisire materiale, confrontarlo con le carte gia’ disponibili e valutare se le informazioni francesi aprano piste verificabili. E’ una differenza sostanziale, perche’ nel linguaggio giudiziario la riapertura di spazio investigativo conta piu’ di una dichiarazione politica.
La seconda conseguenza riguarda i rapporti tra Stati. Ustica non e’ mai stata soltanto una tragedia aerea: negli anni si sono incrociate ipotesi su battaglia aerea, radar, movimenti militari, rogatorie internazionali e responsabilita’ mai accertate in sede penale. Se i documenti annunciati da Parigi saranno completi e leggibili, potranno chiarire almeno una parte dei movimenti francesi, delle risposte date alle richieste italiane e del contesto militare nel Mediterraneo.
La terza conseguenza e’ pubblica. Ogni nuova carta su Ustica riaccende una domanda che l’Italia non ha mai davvero archiviato: perche’ un aereo civile, in volo da Bologna a Palermo, precipito’ nel Tirreno causando 81 morti? La giustizia civile ha gia’ riconosciuto responsabilita’ dello Stato per mancata protezione e depistaggi, ma sul piano penale il percorso e’ rimasto senza colpevoli definitivi. La svolta francese non colma questo vuoto; puo’ pero’ offrire elementi per riordinare il quadro.
La cautela resta necessaria. Le carte non coincidono automaticamente con una prova decisiva, e la loro portata dipendera’ da contenuto, completezza, autenticita’, possibilita’ di incrocio con altre fonti e rilevanza per i fascicoli riuniti. Ma il fatto che la Procura abbia scelto di cambiare rotta dopo la nota francese indica che, almeno per gli inquirenti, non si tratta di un gesto puramente simbolico.
Il nodo politico, infine, resta delicato. L’apertura di Parigi arriva dopo richieste ripetute e dopo pressioni delle famiglie delle vittime affinche’ anche altri Paesi collaborino. In questa fase il rischio sarebbe trasformare subito l’annuncio in una sentenza mediatica. La strada piu’ solida e’ opposta: acquisizione degli atti, verifica tecnica, confronto con radar e rogatorie, eventuali nuove richieste a Francia, Stati Uniti, Nato o altri soggetti citati nel corso degli anni.
Conclusioni finali
La svolta su Ustica non chiude il mistero, ma cambia il terreno della partita. La richiesta di archiviazione viene ritirata, la Francia annuncia documenti e la Procura di Roma vede nuovi margini di indagine. Dopo 46 anni, e’ un fatto rilevante: sposta il caso dal ricordo alla verifica di nuove carte.
Ora conta la qualita’ degli atti che arriveranno. Se conterranno informazioni utili sui movimenti militari, sulle rogatorie e sui dati disponibili tra gli anni Ottanta e Novanta, potranno dare sostanza a un nuovo filone. Se saranno incompleti, resteranno comunque una base per pretendere ulteriori risposte. In entrambi i casi, il messaggio e’ chiaro: la strage del DC-9 Itavia non e’ ancora una pagina chiusa.
Fonti
- ANSA – Su Ustica nuove indagini, la Procura ritira l’archiviazione
- Rai News – Ustica, Procura ritira archiviazione
- Rai News – Ustica, la Francia e’ pronta a collaborare
- ANSA – La svolta della Francia su Ustica: pronta a collaborare
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