Diritto di Sapere, un monitoraggio sullo stato del diritto all’ informazione in Italia

| 26 Ottobre 2012 | Tag:, , , , , ,

Si cercano giornalisti e rappresentanti delle associazioni e della società civile per un monitoraggio sull’ accesso all’ informazione in Italia.

E’ il progetto messo a punto da Diritto di Sapere, una associazione, appena costituita, che ha lo scopo di valutare sul campo come il giornalismo professionale e le organizzazioni della società civile (Ong, terzo settore, ecc.) riescano ad accedere all’ informazione in Italia e quali ostacoli e problemi incontrino.

 

 

 Gli obbiettivi del progetto sono, in particolare:

 

  1. fornire a giornalisti ed esponenti di organizzazioni della società civile le competenze tecniche e gli strumenti legali indispensabili per formulare le richieste di accesso alle banche dati pubbliche
  2. verificare le risposte delle amministrazioni pubbliche e l’effettiva applicazione del diritto di sapere in Italia
  3. promuovere un nuovo approccio legale e politica attraverso la costruzione di una coalizione pubblica “dal basso” e pressando i policy-maker sia a livello locale che nazionale.

 

La prima fase dell’ iniziativa – spiega Guido Romeo, uno degli animatori del progetto – è di selezionare 60 ‘’monitors’’, giornalisti e rappresentanti della società civile, che a gennaio prenderanno parte a una giornata di training legale e pratico su come presentare una richiesta per l’ accesso  a determinate informazioni.  L’ invito viene rivolto soprattutto alle regioni meridionali, dove la situazione probabilmente è più complessa.

 

Diritto di Sapere punta a fare comunque più di 300 richieste e quindi a tracciarne gli esiti.

Per avere a disposizione in primavera, e mettere in campo nella fase della campagna elettorale, un quadro chiaro e concreto di quanto grave sia il ritardo italiano sul piano del cosiddetto “Right to Information”, una delle pietre angolari di qualsiasi società moderna e di qualsiasi discorso di open government.

 

Non si tratterà di una simulazione – spiegano gli organizzatori -, ma di una vera e propria campagna di investigazione  giornalistica sugli argomenti di stretta attualità.

 

Chi è interessato a prendere parte al monitoraggio – giornalisti o rappresentanti della società civile – o semplicemente vuole saperne di più,  può scrivere a: [email protected].

 

 

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