Quindici punti su trentuno oltre i limiti, foci dei fiumi ancora sotto pressione e cartelli sulla qualita delle acque assenti nella quasi totalita dei luoghi monitorati. Il nuovo bilancio di Goletta Verde in Campania accende un segnale concreto per chi in questi giorni sceglie mare e spiagge tra Caserta, Napoli e Salerno: il problema non e l’intera costa, ma i tratti dove scarichi, canali e depurazione incompleta arrivano direttamente al mare.
Il dato e stato presentato il 23 luglio 2026 da Legambiente al termine della tappa campana della campagna. Su 31 punti campionati, 16 sono risultati entro i limiti di legge e 15 oltre soglia per la presenza elevata di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, indicatori usati per valutare contaminazioni microbiologiche legate anche a reflui non correttamente trattati.

La Goletta Verde di Legambiente nel golfo di Palermo. Foto: Esculapio, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.
Cosa dicono i dati di Goletta Verde
La fotografia non va letta come una bocciatura indistinta del mare campano. Il monitoraggio ha preso in esame 17 punti a mare e 14 punti critici, cioe foci, canali e aree dove e piu probabile intercettare problemi di scarico. Proprio per questo il dato e utile: mostra dove la pressione ambientale resta piu visibile e dove i bagnanti dovrebbero prestare maggiore attenzione alle ordinanze e alla segnaletica locale.
Secondo Legambiente, il 13% dei punti esaminati e risultato “inquinato” e il 35% “fortemente inquinato”. Il nodo principale riguarda le foci dei fiumi e dei canali: quando la rete fognaria o gli impianti di depurazione non intercettano correttamente i reflui, il mare riceve carichi batterici che possono rendere non sicura la balneazione nei tratti interessati.
Il secondo campanello d’allarme e informativo. Goletta Verde segnala che nel 91% dei punti monitorati non erano esposti i cartelli sulla qualita delle acque di balneazione. Per chi va in spiaggia questo e un dettaglio decisivo: un tratto puo essere formalmente vietato, sconsigliato o soggetto a controlli, ma senza indicazioni chiare il cittadino rischia di non avere informazioni immediate nel luogo in cui entra in acqua.
Le aree piu critiche tra Caserta, Napoli e Salerno
Nel Casertano, il monitoraggio ha riguardato cinque punti. Quattro sono risultati entro i limiti, mentre il punto presso Castel Volturno, alla foce del Regi Lagni, e stato classificato come fortemente inquinato. E un’area gia nota per la pressione degli scarichi e per la necessita di controlli costanti.
Nella provincia di Napoli, su 14 punti monitorati, quattro sono risultati oltre i limiti. Tra questi figurano la foce del canale Licola a Pozzuoli, l’area dell’alveo Volla a San Giovanni a Teduccio e la foce del fiume Sarno tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. Il Sarno resta uno dei simboli delle difficolta storiche della depurazione in Campania: anche quando alcune spiagge vicine sono balneabili, le foci continuano a richiedere prudenza.
La situazione piu pesante emerge nella provincia di Salerno, dove Legambiente indica che l’83% dei punti monitorati supera i limiti. Tra i casi segnalati ci sono le foci del Regina Minor a Minori, dell’Irno a Salerno, del Picentino, del Tusciano e altri canali lungo il litorale fino all’area cilentana. Il punto non e solo turistico: quando un tratto costiero presenta valori microbiologici fuori norma, la qualita dell’acqua diventa anche una questione sanitaria e di gestione pubblica.

La foce del fiume Sarno con vista dello scoglio di Rovigliano. Foto: Salvatore Silvestri, Wikimedia Commons, pubblico dominio.
Cosa rischia chi fa il bagno vicino alle foci
I parametri citati, Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, non sono semplici nomi tecnici. Sono indicatori di contaminazione fecale e servono per capire se l’acqua puo esporre i bagnanti a rischi, soprattutto in caso di ingestione accidentale, ferite, fragilita o contatto prolungato. In genere le autorita competenti valutano i risultati dei controlli ufficiali e, se necessario, dispongono divieti temporanei o permanenti di balneazione.
Per i cittadini la regola pratica e semplice: evitare il bagno vicino a foci, canali, scarichi visibili e acque torbide o maleodoranti, specialmente dopo piogge intense. Serve poi controllare le ordinanze comunali e i portali istituzionali sulla balneazione, perche i dati possono cambiare dopo nuovi prelievi e controanalisi.
Il nodo depurazione e il diritto a sapere
Il quadro di Goletta Verde si inserisce in una questione piu ampia. Anche il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, richiamando i controlli Arpa Campania di fine maggio, aveva segnalato esiti non conformi per parametri microbiologici in diverse aree costiere campane. La differenza tra monitoraggio associativo e controlli ufficiali va tenuta chiara, ma entrambi puntano allo stesso tema: senza depurazione efficiente e comunicazione trasparente, la stagione balneare diventa piu fragile.
Il turismo balneare campano vive anche di eccellenze, da isole e costiere fino ai tratti premiati per qualita ambientale. Proprio per questo i punti critici non possono essere liquidati come incidenti locali. Se una foce scarica in mare valori fuori norma, il danno ricade sulla salute, sull’immagine delle localita e sugli operatori che lavorano correttamente.
Conclusioni finali
Il messaggio del monitoraggio e netto: in Campania non tutto il mare e in crisi, ma le foci dei fiumi restano il fronte piu delicato. Per chi va in spiaggia la prudenza passa da tre gesti: evitare i tratti vicini agli scarichi, controllare i divieti aggiornati e pretendere cartelli chiari sul posto. Per istituzioni e gestori, invece, la priorita resta una sola: depurazione funzionante, controlli tempestivi e informazioni visibili prima che il problema arrivi sotto l’ombrellone.
Fonti
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