La Nissan vincerà un Premio Pulitzer?

| 7 novembre 2012 | Tag:, , , , , , , , , ,

Non lo esclude, in un nuovo articolo su Zdnet, Tom Forenski, secondo cui le grandi corporation potrebbero costituire il futuro nuovo modello economico per l’ informazione di qualità – Ovviamente, sarebbe preferibile se il giornalismo serio fosse sostenuto da una entità terza, indipendente, ma questa attualmente non sembra una opzione possibile visto che l’ attuale modello si indebolisce sempre di più.

 

E allora Cisco (che ha già assunto un team di giornalisti per un magazine online sulle tecnologie) o Nissan (che produce servizi televisivi con veterani della BBC e di altre testate tv), e poche altre grandi aziende, come Intel, potrebbero essere i prototipi per assicurare il futuro al giornalismo di alta qualità – Diventando editori ‘’impuri’’ di nuovo giornalismo invece di continuare a sponsorizzare vecchie testate in declino

 

 

Se il modello economico del giornalismo serio continua a indebolirsi dove potremo trovare i media di qualità di cui ha bisogno una società per decidere come affrontare il futuro?

 

Tom Foremsky torna sulla questione, come aveva annunciato un paio di giorni fa, sottolineando prima di tutto il contesto: ‘’Gruppi di interesse particolare pagherebbero tranquillamente per dei media che vorrebbero che tu leggessi, mentre tu non vorresti pagare per dei media che hai bisogno di leggere’’.

 

E ricorda un modo di dire degli addetti al software: ‘’GIGO, garbage in, garbage out’’ (più o meno,  dalle rape non cavi sangue).

Se uno parte da dati sballati avrà un risultato sballato. Questo è il futuro che abbiamo di fronte, un futuro in cui i media vengono corrotti da informazioni utili agli interessi di gruppi di interesse particolari.

 

In questo quadro, si chiede Foremski, potrebbero essere i corporate media la risposta al problema del finanziamento del giornalismo serio?

 

L’ autore fa riferimento a due esempi contrastanti, quelli di Cisco e Nissan, di cui si è parlato nel corso di un panel sul tema del ‘’Brand journalism’’ all’ Holmes Report’s Global PR Summit, a cui, oltre a lui, hanno partecipato John Earnhardt, responsabile della comunicazione per la Cisco, e Simon Sproule, responsabile del direct marketing alla Nissan Motor.

 

La Cisco ha un robusto team di giornalisti che producono servizi  sull’ industria delle tecnologie per il suo magazine online “the network”. Le due uniche regole da seguire: ‘’non scrivere sui concorrenti e non scrivere nulla che possa nuocere all’ azienda’’.

 

Alla Nissan Motors è stato messo a punto uno studio televisivo che realizza programmi d’ informazione con giornalisti veterani della BBC e di altre testate.

La redazione produce servizi che a volte si occupano dei concorrenti e non glissa davanti a questioni controverse come, ad esempio, le proteste in Cina contro le auto della Nissan e delle altre casa automobilistiche giapponesi in occasione del conflitto sulle isole del Mar cinese meridionale.

 

E’ un passo estremamente ardito per la testata di una grande azienda impegnarsi in argomenti spinosi e fortemente controversi. E per questo la Nissan si è posta in prima linea sul fronte dello sviluppo dei Corporate media.

E infatti i suoi programmi vengono indicati come del tutto indistinguibili sia per i contenuti che per la qualità da quelli delle tradizionali redazioni.

 

Sproule ha ammesso che il suo lavoro è duro: ‘’Stiamo costruendo l’ aereo mentre siamo in volo’’, ha detto.

 

Ma perché Nissan si è gettata nel business del giornalismo di qualità?, gli ha chiesto Foremski? Perché non sponsorizzare qualche programma già esistente?

 

‘’La sua risposta è stata sorprendente – racconta -. ‘Non penso che le testate tradizionali siano in grado di sopravvivere nella transizione verso i nuovi modelli economici. Perché dovrei investire un sacco di soldi nei prossimi anni su un’ azienda che si avvia al fallimento?’ ‘’.

 

Se la Nissan non investe in marketing sui media tradizionali, contribuirà ad accelerarne il declino, ma posso capire questa posizione, dice Foremski.

 

Continua Foremski:

 

Nonostante il poco tempo, Nissan ora è soddisfatta dell’ audience e conta nel prossimo anno di espandersi nel settore degli avvenimenti sportivi.

In definitiva, sia Nissan che Cisco comunque saranno giudicate da quante automobili o sistemi di rete venderanno. E qui, c’ è una distinzione molto importante rispetto ai media tradizionali.

 

Quando tempo fa chiesi a John Earnhardt come andava il traffico di visitatori su ‘’the network’’ della Cisco, mi rispose che era buona, ma che sarebbe stato felice se avesse avuto almeno una persona in più. Io ero incredulo: una sola persona? Già, mi rispose, se questa persona controlla un budget da 100 milioni di dollari e sceglie Cisco, allora mi ripagherebbe i costi di investimento nella testata aziendale.

 

Nissan, da parte sua, sostiene di misurare un eventuale successo di audience in termini di milioni di persone, ma riconosce che alla fine verrà giudicata da quante auto venderà.
Tutto ciò – racconta Foremski – mi ha fatto capire che il business model per i corporate media ha un grande vantaggio sui media tradizionali, dove il successo deve essere misurato in pubblici di decine di milioni.

 

I media sono prodotti in perdita, hai bisogno di altro da vendere. Se tutto quello che hai è un media, allora avrai delle perdite.

 

È per questo che i media tradizionali hanno delle grosse perdite, non hanno  niente altro da vendere.

 

E i media aziendali sono in crescita per il declino dell’ industria di quelli tradizionali.

 

Ed ecco la sua conclusione:

 

Entrare nella produzione di giornalismo serio ha un vantaggio importante: ha bisogno soltanto di raggiungere un numero sufficiente di persone che compreranno i tuoi prodotti e questo rappresenterà ben oltre la semplice copertura dei costi operativi.

 

– Come possono competere i media tradizionali? Come possono finanziare le loro operazioni secondo modelli di business digitali che richiedono pubblici di massa per essere sostenibili?

– Possono i corporate media produrre del giornalismo serio? Sì, abbiamo visto che possono. Le aziende hanno dei marchi importanti da proteggere e saranno molto motivati dall’ ipotesi di produrre media di alta qualità.

– La testata di una Corporation potrebbe vincere un premio Pulitzer? Perché no? Posso facilmente immaginare un mondo in cui le imprese competono fra di loro per la produzione di grande giornalismo investigativo.

 

Ovviamente, sarebbe preferibile se il nostro giornalismo di qualità fosse sostenuto da una entità terza, indipendente, ma questa attualmente non sembra una opzione possibile. Le testate tradizionali continuano a battersi per la transizione verso l’economia digitale.

 

Cisco, Nissan, e poche altre grandi aziende, come Intel, potrebbero invece essere  benissimo i prototipi per il futuro del giornalismo di alta qualità, e fornire un servizio di estremo valore per la società.

I commenti sono chiusi.