Il Settebello ha chiuso i Giochi del Mediterraneo di Taranto con una vittoria che pesa piu’ del punteggio: 18-14 al Montenegro, oro in casa e ritorno sul gradino piu’ alto della manifestazione dopo 33 anni. Non e’ un titolo mondiale o olimpico, ma per la pallanuoto italiana e’ un segnale concreto: il gruppo allargato da Alessandro Campagna ha retto una finale vera, contro una nazionale abituata alle partite dure, e ha trasformato Taranto 2026 in un test utile verso il ciclo che porta a Los Angeles 2028.
La notizia e’ forte anche per il contesto. L’Italia ha dominato il medagliere dei Giochi, ma l’ultimo oro, arrivato dalla piscina, ha dato alla chiusura una lettura sportiva precisa: non solo bilancio da record, ma anche profondita’ tecnica in uno degli sport storicamente piu’ identitari per il Paese.
Perche’ l’oro pesa piu’ del risultato
La finale contro il Montenegro non e’ stata una passerella. Rai News ricostruisce una partita partita da un primo quarto equilibrato, 5-4, poi indirizzata dal parziale di 6-4 nella seconda frazione. Il Montenegro ha provato a restare dentro la gara nel terzo tempo, ma l’Italia ha gestito il margine fino al 18-14 finale.
La FIN sottolinea un dato storico: il Settebello non vinceva l’oro ai Giochi del Mediterraneo dal 1993, quando Campagna era ancora in acqua. A Taranto lo stesso Campagna ha ottenuto un altro oro personale, questa volta da commissario tecnico, dopo i successi conquistati da giocatore nel 1987, 1991 e 1993. E’ una continuita’ simbolica, ma soprattutto tecnica: la Nazionale ha mostrato che il ricambio puo’ stare dentro una struttura riconoscibile.
I nomi che cambiano la prospettiva
Il dato piu’ utile non e’ solo la medaglia. Nella finale hanno inciso giocatori che allargano le opzioni per il futuro: Andrea Mladossich con cinque reti, Davide Occhione e Matteo Iocchi Gratta con tre gol a testa, oltre al contributo di Filippo Ferrero, Andrea Condemi, Tomas Alfonso Pozo, Alessandro Carnesecchi e Alessandro Balzarini. Tra i pali, Francesco De Michelis e’ stato indicato da Rai News con 15 parate su 29 conclusioni.
Per una Nazionale che negli ultimi anni ha alternato grandi picchi e passaggi complessi, il punto non e’ dichiarare chiusa la transizione. Il punto e’ piu’ pratico: il torneo di Taranto ha dato minuti, pressione e responsabilita’ a un gruppo piu’ ampio. In vista del 2027, quando torneranno appuntamenti piu’ selettivi e pesanti, avere alternative credibili puo’ valere quanto una vittoria secca.
Il segnale per la pallanuoto italiana
L’oro arriva dentro un’edizione in cui lo sport italiano ha riscritto i propri numeri ai Giochi del Mediterraneo. Rai News parla di 224 medaglie azzurre, con 74 ori, 78 argenti e 72 bronzi, e di un precedente primato superato rispetto a Bari 1997. In questo quadro, la pallanuoto maschile ha aggiunto un titolo che ha un peso narrativo particolare: e’ uno sport in cui l’Italia ha vinto Olimpiadi, Mondiali ed Europei, ma in cui la concorrenza internazionale resta altissima.
La dichiarazione del presidente FIN Paolo Barelli, riportata da ANSA, va letta proprio cosi’: l’oro conferma la forza del sistema, non solo la buona giornata di una squadra. E’ una valutazione comprensibile, ma da maneggiare con prudenza. I Giochi del Mediterraneo non misurano lo stesso livello di una finale olimpica; misurano pero’ profondita’, abitudine alla vittoria e capacita’ di chiudere una manifestazione casalinga senza farsi schiacciare dall’attesa.
Cosa cambia verso Los Angeles
La vera conseguenza non e’ una gerarchia definitiva. Il successo contro il Montenegro cambia il clima intorno al gruppo: aumenta concorrenza interna, rende piu’ credibili alcune soluzioni provate da Campagna e offre alla Nazionale una base emotiva diversa per il prossimo biennio. Verso Los Angeles 2028, ogni torneo intermedio servira’ a capire chi puo’ reggere partite ravvicinate, difese fisiche e finali punto a punto.
Taranto non consegna promesse automatiche. Consegna pero’ una prova concreta: quando la partita si e’ alzata di livello, l’Italia ha segnato tanto, ha trovato protagonisti diversi e ha tenuto il controllo nei momenti decisivi. Per un movimento che ha bisogno di risultati ma anche di ricambio, e’ il tipo di segnale che puo’ pesare nelle prossime convocazioni.
Conclusioni finali
L’oro del Settebello ai Giochi del Mediterraneo non va ingigantito oltre il suo perimetro, ma neppure ridotto a titolo minore. Il 18-14 al Montenegro, il ritorno all’oro dopo 33 anni e la qualita’ dei contributi emersi a Taranto indicano una Nazionale viva, piu’ larga e meno dipendente da un solo nucleo. La strada verso Los Angeles resta lunga, ma questa vittoria cambia il punto di partenza: non una certezza, bensi’ una candidatura piu’ solida a tornare stabilmente tra le grandi.
Fonti
- Federazione Italiana Nuoto – Giochi del Mediterraneo. Montenegro-Italia 14-18. Settebello d'oro
- Rai News – Taranto 2026, calato il sipario sull'edizione da record
- ANSA – Giochi del Mediterraneo: Barelli, il Settebello torna al vertice
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