Alberto Razzetti riapre il medagliere dell’Italnuoto in vasca con un argento pesante nei 400 misti agli Europei di Parigi. Non è soltanto il secondo posto di un campione già abituato al podio: è il primo segnale concreto di una nazionale che, nella settimana continentale, deve trasformare attese alte in risultati misurabili.
La finale del 10 agosto 2026 ha detto tre cose nette. Ilia Borodin, atleta neutrale, ha vinto in 4:08.17 con record dei campionati. Razzetti ha chiuso secondo in 4:10.40, davanti al britannico Max Litchfield, bronzo in 4:11.58. Per l’Italia è una medaglia che pesa perché arriva nella gara più lunga e complessa dei misti, dove resistenza, tecnica e lucidità devono restare insieme per otto vasche.
Il risultato che accende Parigi
Il dato sportivo è semplice: Razzetti torna sul podio europeo dei 400 misti e conferma di essere uno dei riferimenti continentali della specialità. La Federazione Italiana Nuoto ha letto la serata come un avvio forte della squadra in vasca, dentro un programma che prosegue fino al 16 agosto al Centre Aquatique Olympique di Saint-Denis.
La medaglia non nasce da una gara di sola gestione. Nei misti ogni frazione cambia il peso della classifica: farfalla, dorso, rana e stile libero chiedono qualità diverse e lasciano poco spazio agli errori. Razzetti ha dovuto restare agganciato alla zona podio mentre Borodin costruiva una prova da record dei campionati. Il suo 4:10.40 è quindi un tempo da leggere dentro una finale veloce, non come una medaglia di attesa.
Il terzo posto di Litchfield, a poco più di un secondo, rende ancora più chiaro il valore della prova. In una finale così compatta dietro al vincitore, perdere ritmo nella frazione finale avrebbe potuto costare il podio. Razzetti invece ha protetto l’argento e ha portato all’Italia una prima certezza nel momento in cui la rassegna entra nella parte più visibile.
Perché l’argento cambia il clima dell’Italnuoto
Una medaglia d’apertura non decide da sola un Europeo, ma cambia il tono della settimana. L’Italnuoto arriva a Parigi con nomi importanti, giovani in crescita e specialisti che devono misurarsi con un calendario fitto. Avere subito un podio nei 400 misti permette alla squadra di non restare prigioniera dell’attesa: il risultato c’è già, il resto può essere costruito con meno pressione.
Il valore è anche simbolico. Razzetti non è un volto nuovo, ma proprio per questo la sua medaglia conferma una continuità. Dopo l’oro europeo di Roma 2022 e altri podi internazionali, l’azzurro resta dentro l’élite della specialità. Per il movimento italiano significa poter contare su un atleta capace di reggere più cicli agonistici, non solo su una stagione fortunata.
Il messaggio per il pubblico è immediato: nei misti l’Italia continua ad avere un protagonista credibile. Il messaggio tecnico è più ampio: la nazionale può competere nelle gare più dure, quelle in cui non basta essere veloci in una sola nuotata ma serve completezza.
Il confronto con Borodin e Litchfield
Ilia Borodin ha spostato il limite della gara con un 4:08.17 che gli è valso il record dei campionati. Questo riduce il margine per inseguire l’oro, ma non indebolisce l’argento azzurro. Al contrario, colloca Razzetti dentro una finale di alto livello, vinta da una prestazione fuori scala per la rassegna continentale.
Alle spalle dell’azzurro, Max Litchfield resta un avversario di grande esperienza. Batterlo in una finale europea dei 400 misti significa superare un riferimento britannico abituato alle gare internazionali. È il tipo di dettaglio che conta quando si guarda oltre la medaglia e si prova a capire la consistenza della prestazione.
Per Razzetti, la sfida ora è trasformare l’argento in spinta e non in punto d’arrivo. Gli Europei non finiscono con questa finale, e il calendario può offrire nuove occasioni o nuove prove di tenuta. Ma partire con una medaglia nei 400 misti dà una base tecnica e psicologica concreta.
Cosa può succedere adesso
La settimana di Parigi resta lunga. L’Italia guarda alle prossime finali con un doppio obiettivo: aumentare il bottino e capire quanto i giovani possano avvicinarsi ai leader della squadra. L’argento di Razzetti aiuta entrambe le letture, perché mette subito un risultato forte sul tavolo e alza l’asticella per il gruppo.
Il rischio, in questi casi, è caricare ogni gara successiva di un significato eccessivo. La chiave sarà opposta: usare il podio come conferma del lavoro fatto, senza trasformarlo in obbligo per tutti. Nel nuoto, dove turni del mattino e finali serali cambiano ritmi e sensazioni, la continuità vale quanto l’exploit.
Per gli appassionati italiani, invece, il segnale è già chiaro. La nazionale non è arrivata a Parigi solo per partecipare alla rassegna: ha aperto la parte in vasca con un podio vero, in una gara tecnica e riconoscibile.
Conclusioni finali
L’argento di Alberto Razzetti nei 400 misti è una notizia forte perché unisce risultato, continuità e valore tecnico. Il tempo di 4:10.40 gli dà il secondo posto dietro Borodin, autore del record dei campionati, e davanti a Litchfield.
Per l’Italnuoto cambia il clima: la spedizione ha già una medaglia pesante e può affrontare il resto degli Europei con una certezza in più. Ora la domanda non è se l’Italia possa salire sul podio, ma quante altre occasioni riuscirà a trasformare in risultati.
Fonti
- Federazione Italiana Nuoto – Europei di Parigi, report semifinali e finali prima giornata
- ANSA – Europei di nuoto: Razzetti argento nei 400 misti
- Olympics.com – European Aquatics Championships 2026 swimming results
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