#glocal 16 Che fate venite?

| 7 novembre 2016 | Tag:, , , , , , , , , ,

futuroSi comincia il 17 novembre giovedì di buon mattino per provare ad adeguare la professione giornalistica al presente fornendo utili consigli e buone pratiche per lo svolgimento della vita professionale di chi informa le persone per professione. A fornire questi fondamentali consigli saranno rappresentanti dell’Ordine e del sindacato dei giornalisti affiancati dal presidente dei cronisti italiani e coordinati e stimolati dal vice direttore di VareseNews Michele Mancino. Da quel momento in poi se sarete a Varese in quei giorni 17-18-19 e 20 novembre,  non avrete, letteralmente, un attimo di pausa e sarete  “simpaticamente” costretti a partecipare agli oltre 50 diversi eventi di Glocalnews:  il festival dedicato al giornalismo iperlocale ideato e realizzato dai giornalisti di VareseNews.

 

L’edizione numero cinque del Festival dedicato al giornalismo digitale iperlocale ha in programma 18 panel, 13 workshop, una sezione specifica dedicata a giornalismo e cibo composta da 10 incontri, tre superserate di approfondimento e dibattito, 1 barcamp dove saranno presentate e discusse idee ed esperienze diverse per provare a fare sistema tutti assieme su un’idea di giornalismo del presente che è ancora molto lontana dall’essere realizzata.  Come sempre al festival varesino partecipano anche i giornalisti italiani dell’Online News Association, la più grande rete mondiale di giornalisti dell’innovazione che ha sede in America e che ogni anno mette in piedi negli States un festival dedicato proprio al giornalismo innovativo. ciboSaranno tre gli eventi realizzati a Varese dai giornalisti di Ona Italia in cui oltre a raccontare le ultime novità riportate dall’annuale incontro ONA tenutosi quest’anno a Denver si parlerà di tools e strumenti per il giornalismo.

 

Una sezione del festival è stata dedicata alle ” idee per il giornalismo “, una merce assai rara e poco usata alle nostre latitudini. Nel corso di questi incontri si parlerà di modelli di business, sorta di araba fenice del giornalismo contemporaneo in chiave di rivoluzione digitale, forse –  ci permettiamo di aggiungere –  perchè manca il carburante decisivo per realizzare modelli di sostenibilità plausibili che è la sperimentazione; si affronterà in una sorta di contrappasso degno del sommo poeta, il delicatissimo e purtroppo sempre attuale tema della crisi dei giornali, si parlerà di giornalismo lento in opposizione sempre più tenace e profonda all’overload e alla velocità sempre più elevata e rovinosa del giornalismo praticato; si parlerà di motori di ricerca e di quanto le news siano influenzate, gestite, caratterizzate dall’ordine supremo loro imposto dagli algoritmi di ricerca; si affronterà infine il tema suggestivo e in taluni casi risolutivo del giornalismo iperlocale, vero motore di tutte le edizioni di questo specialissimo festival, per chiarire che forse in questa formula è possibile trovare le risorse e la “forza” per superare la crisi, magari unendo le forze dei tanti, talvolta tantissimi editori nativi e non che popolano il web.

 

 

what-sappQuest’anno a Glocal16 si parlerà anche di giornalismo e pubblica amministrazione. Due incontri realizzati in collaborazione con noi di Lsdi e Forum PA per provare a mettere insieme in modo chiaro e trasparente esperienze di giornalismo ed efficenza realizzate per, dentro e dalle amministrazioni pubbliche. Gli incontri si svolgeranno la mattina e il pomeriggio di venerdì 18 novembre al teatro Santuccio di Varese. Nel primo incontro previsto fra le 9 e le 11 di venerdì si affronterà il tema dal punto di vista degli editori. In una sorta di panel/barcamp alcuni editori iperlocali racconteranno esperienze di produzioni giornalistiche realizzate appositamente per le pubbliche amministrazioni attraverso l’uso degli strumenti digitali. Un punto di vista che sarà rovesciato nel panel/barcamp del pomeriggio dalle 14 alle 16, in cui saranno le amministrazioni a raccontare la realizzazione di alcuni prodotti giornalistici di servizio messi a punto dal “di dentro” utilizzando strumenti digitali, più o meno evoluti, a partire dal social verticale per eccellenza che si chiama: whatsapp.

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