digitale

Viva la stampa morta e viva

29 Giugno 2022 Tag:, , , , ,
Abbiamo questa raccolta di articoli del nostro passato sui cui riflettere e poi ricominciare a pensare e poi dopo riflettere un'altra volta. Scherzi a parte, questa settimana facciamo una capatina nel nostro passato. Apriamo l'archivio di questo blog. Passato perchè risaliamo la china degli articoli fino quasi alla sua origine. Capatina perchè proveremo a prendere di fiore in fiore,  come api per il miele, il meglio di quello che in epoche lontane, addirittura, primordiali, - e grazie al grande acume e giornalismo del nostro fondatore Pino Rea - si trovava già allora sulla stampa mondiale,  di argomenti a noi cari come:  web, trasformazione digitale, nuovi modelli, stampa e giornalismo. Ad esempio a settembre del 2006 dalla Francia arrivava un contributo modernissimo -  ancora oggi - a firma Benoit Raphael  che si confrontava - già allora - con un articolo dell'Economist dove le campane a morte per il futuro "prossimo" della carta stampata rispetto al digitale stavano già suonando a distesa.  A far paura, all'epoca, c'erano soggetti come My Space, - in questo specifico caso ha vinto la carta a quanto pare - ma rimangono profetiche le parole di Raphael quando scriveva ad

Curatela, superficialità e ignoranza

11 Maggio 2022 Tag:, , , , ,
Essere digitali nel nostro presente non significa certamente essere schiavi o peggio vittime delle continue novità o meglio evoluzioni - o presunte tali -  che la tecnologia snocciola a perdifiato. Lo schema sociale che asseconda attimo dopo attimo gli upgrade progressivi e continui che le fabbriche di "aggeggi tecnologici" sfornano a ciclo continuo non può corrispondere ad un modo corretto di assimilare la cultura digitale che permea da anni le nostre vite. In altri termini e come spesso ci è accaduto di dire: non comprenderemo mai il cambiamento se non ci faremo abbracciare da esso, se non costruiremo una corretta cultura del presente basata sui contenuti, sull'arte, sulla conoscenza e non sui gadget sempre più sofisticati che la tecnologia ci permette di realizzare. L'aspetto su cui vorremmo riflettere oggi va oltre questa premessa e prova ad affrontare un poco più d'appresso il modo in cui la "cultura digitale" -  quella vera, a nostro avviso -  sta cambiando e ha già profondamente cambiato il nostro approccio alle cose della vita. Per aiutarci a capire prendiamo in prestito alcuni passaggi di un testo fondamentale per "afferrare" il cambiamento, il saggio di Ed Finn del 2018

Il nostro nuovo lavoro

30 Marzo 2022 Tag:, , , , , ,
Partendo da un post del 2006 - 16 anni fa non zucchine - proviamo a parlare di giornalismo, di quel tipo di giornalismo che ci piacerebbe molto vedere praticato da molti nostri colleghi, per non dire, tutti; e che invece era  e rimane, anche dopo tutti questi anni, una sorta di chimera, lontana, indistinta, fuori fuoco. In quel post del 2006 gli elementi su cui riflettere c'erano già tutti, e la spinta verso nuovi orizzonti professionali era ugualmente molto evidente. Eppure nulla successe. E anche oggi non è che le cose siano poi così diverse. Ma andiamo con ordine e riandiamo con la mente per un attimo a quel lontano 2006: anno in cui in Italia veniva eletto Presidente della Repubblica l'onorevole Giorgio Napolitano. Il primo - ma oramai da quest'anno non più l'unico - Presidente rieletto per un secondo mandato nel nostro Paese. Era anche  l'anno in cui si celebravano i 250 anni della nascita di Mozart e in cui si tenevano in Italia  le Olimpiadi Invernali. A Torino. Evento di cui si ricordano in molti, anche troppi, forse, e non proprio in senso positivo. Nel mondo del giornalismo accadeva, purtroppo,  un

La rana che bolle

2 Marzo 2022 Tag:, , , , , , ,
C'è un delizioso saggio uscito nel bel mezzo della pandemia - 2020 - scritto a quattro mani da Maria Pia Rossignaud e Derrick de Kerckhove che si intitola "Oltre Orwell il gemello digitale" di cui oggi vorremmo parlarVi.  Nel breve pamphlet la giornalista scientifica e il sociologo e accademico dell'Università di Toronto, si occupano di una delle questioni centrali della cultura digitale: come si sta trasformando la nostra società dopo la transizione digitale. In particolare proprio prendendo spunto dalla metafora che abbiamo usato per il titolo di questo articolo,  i due studiosi ci portano a riflettere sulla questione della corretta percezione che ognuno di noi ha delle trasformazioni in corso. "Nessuno vorrebbe svegliarsi in un mondo cambiato completamente senza averne avuto la percezione" - dicono fra le altre cose gli autori eppure a noi sembra che  l'atteggiamento più diffuso fra le persone sia di accettare passivamente un modello sociale totalmente dipendente dai "cosiddetti" progressi tecnologici. Fino ad arrivare ad esempi davvero "impressionanti"  di controllo sociale, realizzato attraverso  l'uso di apparati tecnologici. Come già accade in Cina,  dove i cittadini vengono monitorati e gestiti da appositi algoritmi,  che li premiano o penalizzano stilando

Ecologia digitale

2 Febbraio 2022 Tag:, , , , ,
Non lasciateVi fuorviare dal titolo, non abbiamo intenzione di distinguere un prima e un dopo: rivoluzione digitale. L'ecologia come tutto il resto non va divisa in digitale e analogica. Ecologia significa, come ci racconta la Treccani:
     
"ecologia Studio delle interrelazioni che intercorrono fra gli organismi e l’ambiente che li ospita. Si occupa di tre livelli di gerarchia biologica: individui, popolazioni e comunità."
    In un mondo come il nostro in cui le relazioni sono cambiate in modo profondo e in cui, ad esempio, il mondo dei media è  stato completamente rivoluzionato, divenendo un "ecosistema", va da se che lo studio di queste relazioni che stanno alla base di questa disciplina scientifica, sia a sua volta mutato in maniera evidente e completa.  A questo punto serve, a nostro avviso, iniziare a  ragionare tutti insieme e considerare tutti questi mutamenti per formulare una serie di indicazioni, osservazioni, e poi insegnamenti di base,  da introdurre in pianta stabile dentro ai processi di formazione ed educazione di ciascun individuo. Un modo per dare concretezza  e forma operativa ai "nostri" -  ma non solo -  ragionamenti più volte ripetuti e pubblicati, sulla trasformazione culturale necessaria per affrontare in modo corretto