Il print on demand come servizio integrativo e non esclusivo

| 11 settembre 2013 | Tag:, , , , , , , , ,

Santoro2 L’ esperimento di edicole elettroniche in corso in Svezia, di cui abbiamo parlato ieri, era stato già analizzato da Pier Luca Santoro in un suo recente libro, ‘’L’ edicola del futuro, il futuro delle edicole. Ovvero che fine farà la carta stampata’’ (di cui abbiamo ampiamente parlato qui e qui).

 

Nel libro, pubblicato in formato e-book su Informant, Santoro, che fra le varie attività ha gestito anche una edicola,  fornisce una serie di particolari interessanti sulla tecnologia che è alla base di quel processo  e analizza le diverse questioni che esso pone, sia sul piano economico che su quello culturale.  Concludendo che il servizio di print on demand potrebbe essere un elemento integrativo, ma non esclusivo, delle edicole del futuro.   

 

Riportiamo qui di seguito la parte del libro relativa  all’ esperimento svedese.

 
 

Le edicole elettroniche, ombre e luci

di Pier Luca Santoro

 

(…) MegaNews Magazines, questo il nome dell’ iniziativa, realizzata in collaborazione con Ricoh, la nota multinazionale giapponese di stampanti sia consumer che professionali, si propone di collocare dei chioschi elettronici dove le persone, scegliendo tra oltre duecento titoli disponibili, grazie ad accordi già raggiunti con i principali editori svedesi, possano stampare il proprio giornale o la propria rivista.

 

Secondo quanto viene spiegato nel sito web aziendale, le persone, dopo aver selezionato la testata di proprio interesse ed aver pagato con carta di credito, in due minuti avranno la propria copia fresca di stampa pronta da leggere.

 

Le copie elettroniche delle testate sono su dei server che in funzione di ciascuna richiesta effettuata dalle persone scaricano e stampano quanto desiderato dall’acquirente. I responsabili dell’iniziativa si propongono di installare i chioschi elettronici in quelle zone non servite, non coperte dalla distribuzione tradizionale ma anche in luoghi di grande transito quali gli aeroporti. (…)

 

Nell’ iniziativa, a mio avviso, ci sono elementi d’interesse ma anche diverse zone d’ombra o quantomeno da calibrare in maniera diversa dall’attuale concezione del progetto.

 

Il plus principale è ovviamente quello di ottimizzare tutto il processo di distribuzione del cartaceo eliminando costi di trasporto, gestione e rese che in questo modo si annullano.

 

Il principale minus è legato ai tempi di attesa poiché se il singolo individuo potrebbe anche essere disponibile ad attendere due minuti per la stampa della propria copia nei momenti di picchi di traffico, di afflusso delle persone, si pensi a quando alla mattina anche dieci persone contemporaneamente vanno in un’edicola ad acquistare un quotidiano, renderebbero l’attesa troppo lunga. Un tempo che davvero pochi, o nessuno, sarebbe disponibile ad attendere, ancor meno se possibile in luoghi di grande transito quali gli aeroporti.

 

A questo si aggiunge anche il fattore umano. In moltissimi casi, soprattutto nell’ Italia dei mille campanili, della provincia, l’ edicola, al pari della farmacia, della chiesa e del “bar in piazza”, è un punto di riferimento, di aggregazione, ed il giornalaio “un amico”, una persona con la quale molto spesso si fanno quattro chiacchiere. Tutto questo non è sostituibile dal chiosco elettronico ed incentiverebbe ulteriormente lo spostamento verso l’online ed il digitale rendendo non sostenibile l’ investimento iniziale.

 

Lo studio di Boston Consulting Group sul valore dei media, indica come sia sulla stampa quotidiana e periodica il surplus maggiore di valore percepito dalle persone tra online e tradizionale cartaceo. In buona parte sicuramente questo avviene anche grazie al fatto di poter leggere online testate che sono di difficile, o nulla, disponibilità. Potrebbe essere questa un’ area di potenziale interesse e sviluppo dell’ iniziativa che consentirebbe alle edicole di integrare la loro attuale offerta e di annullare la difficile gestione attuale che di fatto complica la diffusione di giornali e riviste straniere. Si pensi, in particolare ma non solo, al beneficio durante la stagione turistica.

 

A questo si potrebbe associare un servizio di print on demand per articoli o sezioni specifiche da rendere disponibili entro due ore dalla richiesta soddisfacendo desiderio di personalizzazione dell’ informazione e generando revenues supplementari.”

 

Leggi anche:

I commenti sono chiusi.