Viaggi

Quanto costa portare i figli in vacanza? Un vero salasso per le famiglie italiane

Vacanze, un tempo un lusso che le famiglie amavano concedersi, oggi un salasso a cui molti pensano di rinunciare. Già perché con i figli la spesa rischia di divenire ingestibile.

Quando spende una famiglia per viaggiare
Portare in vacanza i bambini ha un costo importante per le famiglie italiane (Lsdi.it)

Basta iniziare a cercare una casa al mare per capirlo. Fino a quando sei in due, la vacanza ha ancora margini elastici: voli improbabili alle sei del mattino, stanza minuscola, cena improvvisata con pane e mozzarella. Con i figli cambia la geometria delle spese. E cambia in fretta.

Quest’estate una famiglia italiana con due bambini spenderà circa 700 euro in più rispetto all’anno scorso solo per assorbire i rincari generali di trasporti, alberghi, stabilimenti e servizi turistici. La cifra gira da settimane nelle analisi delle associazioni dei consumatori e, a sentirla così, sembra quasi astratta. Poi però inizi a fare le prenotazioni e prende forma. Il traghetto costa di più. I pedaggi sembrano lievitati durante la notte. Anche quattro granite in spiaggia riescono a diventare un piccolo insulto economico.

Per una settimana in alta stagione, soprattutto ad agosto, una famiglia di quattro persone arriva facilmente oltre i 5-6 mila euro. E non stiamo parlando della villa con piscina in Sardegna. A volte basta una località normale, una spiaggia con ombrelloni stretti e una pizzeria dove il cameriere continua a dire “abbiamo finito l’impasto”.

Il punto è che i figli moltiplicano costi che da soli quasi non notavi. La camera quadrupla invece della doppia. I bagagli aggiunti perché con due bambini piccoli nessuno viaggia davvero leggero. I posti vicini sull’aereo, pagati come fossero un privilegio raro. E poi i ritmi. Una coppia senza figli può partire a giugno o a settembre e risparmiare parecchio. Le famiglie no. Il calendario scolastico detta legge più di qualunque motore di ricerca.

La vacanza finisce, le spese no

C’è una cosa che si vede poco nelle fotografie delle ferie: il conto dei mesi estivi fuori dalla vacanza vera e propria. Quando i genitori tornano al lavoro, restano settimane da riempire. I centri estivi nel 2026 hanno registrato aumenti oltre il 12% e, per due figli, si superano facilmente i 2.600 euro per otto settimane. In alcune città si sfondano i 3 mila senza nemmeno accorgersene.

Vacanze con i bambini

Viaggiare con i bambini è fin troppo oneroso per le famiglie (Lsdi.it)

Molti ormai fanno un calcolo diverso. Tagliano i giorni di vacanza per riuscire a pagare il resto dell’estate. Meno due settimane piene, più weekend lunghi. Oppure appartamenti condivisi con amici, campeggi organizzati bene, nonni coinvolti nella logistica come fossero personale diplomatico. Una volta certe soluzioni venivano raccontate come ripieghi. Adesso sembrano semplicemente il modo meno faticoso di sopravvivere a luglio.

La parte curiosa è che parecchie famiglie smettono di considerare il viaggio un lusso e iniziano a trattarlo come un problema di gestione. Conta più sapere in anticipo quanto spenderai che il prezzo finale stesso. L’imprevisto pesa quasi più della cifra.

Il costo invisibile della stanchezza

Viaggiare con figli piccoli ha una componente fisica che si racconta poco. Tre ore di coda sotto il sole con il tablet scarico, il bambino che dice “quanto manca?” ogni undici minuti, le briciole di cracker incastrate nei sedili. A un certo punto molti genitori iniziano a pagare per evitare attriti. Parcheggio più vicino. Treno più comodo. Spiaggia attrezzata invece della spiaggia libera lontana venti minuti. Soldi spesi per ridurre il caos.

Intanto quasi metà degli italiani, già nel 2025, dichiarava di aver rinunciato alle vacanze per motivi economici. E questa estate non sembra più leggera. Si vede nelle prenotazioni spezzate, nelle partenze accorciate, nelle case prese “assieme a un’altra famiglia così dividiamo”.

Forse la cosa più strana è che molte persone continuano a dire “andiamo via lo stesso, tanto i bambini crescono”. Come se la vacanza fosse rimasta uno degli ultimi spazi in cui le famiglie cercano ancora di non tagliare troppo, anche quando tutto il resto è già stato ridotto. Poi arrivi al casello dell’autostrada, guardi il totale sul display e fai quel mezzo sorriso nervoso che ormai conoscono in parecchi.

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