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Bandiere Blu 2026, l’Italia delle spiagge migliori: la nuova geografia del mare sostenibile

Bandiere blu, chi ha trionfato nel 2026? Ecco new entry e grandi conferme per il male più bello, pulito e a prova di turista.

Bandiere Blu 2026, l’Italia delle spiagge migliori: la nuova geografia del mare sostenibile
Bandiere Blu 2026, l’Italia delle spiagge migliori: la nuova geografia del mare sostenibile

Le Bandiere Blu 2026 ridisegnano la mappa dell’Italia balneare. La Foundation for Environmental Education le ha assegnate mercoledì 14 maggio 2026, durante la cerimonia a Roma, premiando località costiere, comuni lacustri e approdi turistici che rispettano criteri severi su qualità delle acque, servizi, sicurezza e gestione ambientale. Un riconoscimento che ormai pesa: per le amministrazioni, ma anche per chi sceglie dove andare in vacanza. Perché non basta avere un bel mare. Bisogna dimostrare, anno dopo anno, di saperlo curare.

I numeri del 2026: 257 località, 525 spiagge e 87 approdi premiati

Nel 2026 le località costiere Bandiera Blu diventano 257, undici in più rispetto all’anno scorso. Le spiagge premiate salgono a 525, pari a circa l’11,6% delle spiagge Bandiera Blu nel mondo. Gli approdi turistici certificati sono invece 87. Cifre importanti, che raccontano una crescita. Ma anche un impegno sempre più difficile da mantenere.

La certificazione viene assegnata dalla FEE, organizzazione internazionale con sede in Danimarca e presente in 85 Paesi, dopo una verifica basata su 33 criteri. Il primo resta quello decisivo: le acque di balneazione, che devono risultare eccellenti per quattro anni consecutivi secondo le analisi delle Arpa regionali. Poi contano depurazione, rifiuti, accessibilità, sicurezza in spiaggia, servizi turistici, educazione ambientale e mobilità sostenibile. Insomma, la Bandiera Blu non è una medaglia data al panorama. È il segno che un territorio funziona, o almeno prova a farlo con continuità.

La classifica regionale: Liguria prima, Calabria in forte ascesa

La Liguria resta davanti a tutti con 35 località premiate. Un primato costruito nel tempo, tra borghi affacciati sul mare, tratti di costa attrezzati e comuni abituati a confrontarsi con regole ambientali molto rigide. Subito dietro spicca la Calabria, che nel 2026 conquista quattro nuove entrate e sale al secondo posto, affiancando la Puglia. È uno dei passaggi più forti di questa edizione: non solo per il numero, ma per il segnale che arriva da una regione bagnata da due mari, Ionio e Tirreno, e con un potenziale turistico spesso raccontato meno di quanto meriti.

Restano solide anche Campania e Marche, entrambe a quota 20 Bandiere Blu. La Toscana raggiunge lo stesso livello grazie a una nuova assegnazione. La Sardegna sale a 17 località, la Sicilia arriva a 16 con due nuovi comuni, mentre l’Abruzzo conferma le sue 16 bandiere. Stabili il Trentino-Alto Adige con 12 riconoscimenti e il Veneto con 9. L’Emilia-Romagna sale a 11 grazie all’ingresso di Rimini, mentre il Lazio scende a 10. Più indietro, ma presenti nella mappa, Basilicata, Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Molise.

Le 14 nuove entrate e i 3 comuni non confermati

Le nuove Bandiere Blu 2026 sono 14 e disegnano una geografia piuttosto ampia, dai grandi nomi del turismo alle località meno battute. In Calabria entrano Amendolara, Montegiordano, Falerna e Locri. In Emilia-Romagna arriva Rimini, nome pesante della costa adriatica, dove la sfida ambientale si misura anche con la pressione dei flussi estivi. La Liguria aggiunge Andora e Taggia, mentre la Lombardia festeggia Limone sul Garda, unica novità lacustre dell’anno.

Nel Sud e nelle isole ci sono Morciano di Leuca e Tricase in Puglia, Teulada in Sardegna, Ispica e Lipari in Sicilia. In Toscana entra Monte Argentario, meta nota ma sottoposta, come tutte le altre, alla stessa griglia di controlli. Ci sono però anche uscite: i comuni non confermati nell’edizione 2026 sono 3. Un promemoria chiaro: la certificazione si può perdere se gli standard non vengono mantenuti. Un amministratore locale, a margine della presentazione, l’ha detta così: “La bandiera si conquista, ma poi bisogna tenerla”. Secca, ma efficace.

Dai mari ai laghi: la mappa delle destinazioni certificate

Le Bandiere Blu 2026 non parlano solo di mare. I comuni lacustri premiati salgono a 23, con Limone sul Garda come nuova entrata. È il segno di un’attenzione crescente anche per laghi, rive attrezzate e servizi lontani dalle coste marine. Dalla riviera ligure alle spiagge ioniche, dal Garda alle isole minori, la mappa del riconoscimento mostra un’Italia balneare molto diversa da zona a zona, ma sempre più legata a criteri concreti e verificabili.

Per il secondo anno, inoltre, i comuni coinvolti hanno presentato il Piano di Azione per la Sostenibilità 2025-2027, con interventi su mobilità sostenibile, biodiversità, ecosistemi marini, qualità urbana e contrasto al cambiamento climatico. Secondo Claudio Mazza, presidente di FEE Italia, i comuni che hanno lavorato su tutti e cinque i macro-obiettivi sono passati dall’81% del 2025 al 94% del 2026. “Più impegni, più progettualità, più qualità, più struttura e più metodo”, ha spiegato Mazza. Nel 2026 parte anche una collaborazione più stretta con Green Key, il marchio FEE per hotel, campeggi, B&B e ristoranti attenti alla gestione ambientale. Perché oggi la spiaggia pulita, da sola, non basta più. Deve funzionare anche tutto quello che c’è dietro la linea degli ombrelloni.

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