Con le partenze estive, tra luglio e agosto, aumentano le famiglie italiane che scelgono di viaggiare all’estero con cane, gatto o furetto. Ma prima di mettersi in strada, salire su un aereo o imbarcarsi, bisogna fare i conti con documenti, vaccini e regole d’ingresso. Le norme non sono uguali ovunque: cambiano tra Paesi Ue, Regno Unito e destinazioni extra europee. Non basta trovare una struttura pet friendly o una compagnia che accetti animali a bordo.
Per evitare brutte sorprese ai controlli, il primo passo resta sempre lo stesso: parlare con il medico veterinario di fiducia, meglio se qualche settimana prima. “Prima di partire è opportuno fare un check up completo dell’animale e informarsi sulla destinazione scelta”, spiegano gli esperti di MYLAV. Perché un viaggio organizzato male può diventare, all’ultimo minuto, una corsa tra ambulatori, certificati e sportelli sanitari.
Passaporto europeo per animali: quando serve e come ottenerlo
Per viaggiare nei Paesi dell’Unione europea con cani, gatti e furetti serve il passaporto europeo per animali da compagnia. Lo rilasciano i servizi veterinari dell’Asl competente, dopo aver controllato l’identificazione dell’animale e la situazione vaccinale. Dentro ci sono i dati del proprietario, quelli dell’animale, il numero del microchip, le vaccinazioni e gli eventuali trattamenti richiesti dalle regole del Paese di destinazione. Non va confuso con il libretto sanitario: quello resta utile per tenere traccia di cure e trattamenti, ma ai controlli di frontiera non ha lo stesso valore.
In sostanza, che si parta da Milano per la Francia, dalla Toscana per la Spagna o da Bari per la Grecia, il passaporto va tenuto a portata di mano insieme ai documenti di viaggio. “Meglio controllare tutto prima di fare la valigia”, ha spiegato un veterinario, “perché alcuni adempimenti non si risolvono in giornata”. Detto semplice. E senza giri di parole.
Microchip e anagrafe: cosa serve davvero prima dell’espatrio
Il microchip è uno dei requisiti fondamentali per l’espatrio. L’animale deve essere identificato in modo certo e, per ottenere il passaporto per animali, deve risultare iscritto in un’anagrafe riconosciuta. Non è un dettaglio burocratico da lasciare per ultimo, perché l’ordine dei passaggi conta. Per gli animali con più di tre mesi, la vaccinazione antirabbica deve essere fatta dopo l’identificazione con microchip. In caso contrario, potrebbe non essere considerata valida per il viaggio. È uno di quegli aspetti che sfuggono facilmente, soprattutto quando la partenza viene organizzata all’ultimo.

All’estero con il cane, che cosa serve per partire (lsdi.it)
In Italia il legame con gli animali domestici è ormai fortissimo e molti proprietari preferiscono portarli con sé invece di lasciarli in pensione. Ma viaggiare con un pet significa anche rispettare regole precise, non sempre immediate. Che si parta in auto, in treno, in nave o in aereo, è comunque consigliabile avere con sé il libretto sanitario aggiornato, con i dati dell’animale e del proprietario, oltre agli eventuali certificati richiesti dal vettore.
Vaccinazione antirabbica: tempi, validità e quando è obbligatoria
La vaccinazione antirabbica è il passaggio più delicato per chi viaggia fuori dall’Italia con un animale da compagnia. Per gli spostamenti nei Paesi Ue è richiesta e deve rispettare tempi precisi: di norma è valida per il viaggio dopo almeno 21 giorni dalla prima somministrazione, salvo richiami fatti entro le scadenze previste.
In Italia l’antirabbica non è più obbligatoria nella vita quotidiana di cane e gatto, ma diventa necessaria quando si attraversano le frontiere o quando la chiedono compagnie aeree e autorità sanitarie del Paese di arrivo. Alcuni vettori, anche su tratte particolari, possono pretendere la prova dell’avvenuta vaccinazione per cani, gatti e furetti. Meglio quindi leggere le condizioni prima di comprare il biglietto.
Per gli spostamenti interni in Italia, invece, possono viaggiare anche animali sotto i tre mesi senza certificare il trattamento antirabbico, secondo le regole nazionali e quelle del mezzo scelto. Poi c’è il buon senso: acqua fresca, soste nei tragitti lunghi e una visita prima di partire, soprattutto se l’animale è anziano o soffre il viaggio.
Paesi extra Ue e Regno Unito: certificati, controlli e razze vietate
Per i viaggi verso Paesi extra Ue le regole possono cambiare molto da una destinazione all’altra. Il proprietario deve informarsi in anticipo presso la rappresentanza diplomatica in Italia del Paese da visitare, oppure sui canali ufficiali delle autorità sanitarie competenti. Serve sapere quale certificato veterinario presentare, quali controlli sono previsti e se ci sono trattamenti obbligatori. Non esiste una procedura unica valida per tutti: alcuni Stati chiedono certificati recenti, altri prevedono verifiche aggiuntive o requisiti specifici sulla rabbia.
Anche il Regno Unito richiede attenzione, perché dopo la Brexit segue regole proprie e mantiene restrizioni su alcune razze canine vietate in Inghilterra. Prima di partire, quindi, è prudente controllare se il proprio cane rientri tra quelle non ammesse. Per i movimenti non commerciali, inoltre, il numero massimo di cani, gatti e furetti che possono accompagnare il proprietario o una persona autorizzata non deve superare cinque, salvo casi particolari previsti dalla normativa. “Viaggiare con il proprio animale può essere bellissimo, purché si parta preparati”, hanno confidato da MYLAV. Documenti in ordine, visita dal veterinario, controlli sul vettore. Tre cose da fare. Senza improvvisare.

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