Ryanair e le altre compagnie europee stanno mettendo a punto, tra Dublino, Bruxelles e i principali aeroporti del continente, piani di emergenza per ridurre i voli se la crisi del cherosene per aerei dovesse aggravarsi con la chiusura dello Stretto di Hormuz. I primi tagli, secondo quanto riferito dall’amministratore delegato Michael O’Leary al Corriere della Sera, riguarderebbero le rotte meno redditizie, i voli di metà giornata e i collegamenti nei giorni più deboli. Il dossier è ancora sul tavolo dei tecnici, ma il timore è chiaro: un blocco dei flussi dal Golfo Persico potrebbe pesare sulla stagione estiva. Intanto il prezzo del jet fuel è salito oltre 1.500 dollari a tonnellata, contro meno di 800 dollari a fine febbraio.
Le rotte e gli orari nel mirino: perché salterebbero metà giornata, martedì e mercoledì
Il primo capitolo riguarda gli orari dei voli. “Innanzitutto toglieremmo i voli di metà giornata”, ha spiegato Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, a margine di un incontro con la stampa nel quartier generale della compagnia a Dublino. Il ragionamento è semplice: cancellare una partenza nelle ore centrali, spiegano al quotidiano alcuni manager del settore, pesa meno sul traffico degli aeroporti rispetto ai voli del mattino o del tardo pomeriggio. Sono quelle le fasce più richieste, anche dai passeggeri business, e quindi quelle da difendere. Nulla, però, è già deciso. “Al momento non c’è nulla di concreto”, ha ammesso O’Leary. Subito dopo ha aggiunto che, con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso, il nodo delle forniture diventa “settimana dopo settimana” più serio per il trasporto aereo europeo. La stessa logica varrebbe per il calendario: nel mirino finirebbero soprattutto i voli di martedì, mercoledì e sabato, giorni più deboli per traffico e ricavi. Lunedì, venerdì e domenica sarebbero invece da salvare il più possibile. Anche il giovedì, raccontano fonti del settore, potrebbe essere rivisto per effetto dello smart working, che ha cambiato alcune abitudini di viaggio. Una prima scrematura sarebbe già partita: un direttore operativo di una compagnia tradizionale ha parlato del momento del “taglio delle rotte meno redditizie”, con attenzione ai collegamenti stagionali poco pieni, alle tratte secondarie e a quelle dove la concorrenza riduce i margini. Per le low cost, abituate a riempimenti vicini al 94-95%, ogni cancellazione resta però complicata: trovare posto ai passeggeri su altri voli, soprattutto sotto data, non è affatto semplice.
Dagli hub alle isole: le priorità operative se il carburante scarseggerà
La seconda linea riguarda la mappa dei collegamenti. Se il carburante per aerei dovesse scarseggiare, le compagnie cercherebbero di proteggere gli hub principali, gli scali da cui dipendono reti e bilanci, tagliando invece i voli domestici dove esiste un’alternativa in treno. O’Leary ha indicato proprio questo criterio: ridurre le rotte interne “dove esiste un’alternativa, come i treni, meglio se ad alta velocità”. Una scelta simile sposterebbe però molti viaggiatori sulla rete ferroviaria, con possibili pressioni su tratte già affollate nei mesi estivi. Più delicato il nodo delle isole. Secondo le indicazioni condivise dai vertici delle compagnie, i collegamenti con i territori insulari verrebbero mantenuti, magari con meno frequenze, per evitare di isolare aree dove navi e traghetti non possono sempre sostituire l’aereo. A Bruxelles, intanto, il tono resta prudente. Durante un’audizione alla commissione Trasporti del Parlamento europeo, il commissario Ue Apostolos Tzitzikostas ha detto che “al momento non ci sono prove di una carenza di approvvigionamento di carburante per aerei”. Poi però ha aggiunto che la situazione è “piuttosto critica” e che l’Unione deve essere pronta “a tutti gli scenari”. Il messaggio ai governi è quello di muoversi insieme, perché un’emergenza sul jet fuel non si gestirebbe scalo per scalo. Per ora i biglietti restano validi e non risultano tagli generalizzati comunicati ai passeggeri. Ma nelle sale operative, tra tabelle di riempimento e costi del carburante, le liste delle rotte sacrificabili sono già sul tavolo.

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