Il redattore che non beve caffè e lavora alla velocità della luce

| 23 marzo 2013 | Tag:, , , , , ,

Robot-cop I giornalisti spesso sono rimasti indifferenti quando si registravano le ultime ondate di disoccupazione a causa dell’  automazione. Ora hanno la possibilità di parlare in prima persona visto che i computer cominciano a sostituire loro.

Su Lsdi abbiamo affrontato ripetutamente la questione (qui ,  qui e qui fra l’ altro) ma ora un lungo articolo su un blog gestito da ex militari Usa di alto grado – Fabius Maximus  (anche il nome è una indicazione interessante)*  – analizza alcuni aspetti di questo fenomeno con una serie ampia di indicazioni e di link che ne fanno una sorta di trattatello dedicato alla ‘’rivoluzione dei robot’’.
Un fenomeno che – ritiene l’ autore dell’ articolo – presto potrebbe rimodellare completamente il nostro mondo. Ne presentiamo ampi brani, ricchi di citazioni e di bibliografia.

 

 

“Il nuovo reporter sulla scena dei media Usa non prende caffè, sforna articoli alla velocità della luce e non deve versare contributi per la pensione”.
Wired, 24 aprile 2012

Sommario

 

  1. Una nuova tecnologia per la stesura delle notizie
  2. Realismo sui posti di lavoro
  3. Valutare la potenzialità dei giornalisti robot
  4. Che dovremmo fare?
  5. Maggiori informazioni sui giornalisti robot
  6. Maggiori  informazioni sulla Rivoluzione dei robot
  1. (1) Una nuova tecnologia per la stesura delle notizie

 

Can the Computers at Narrative Science Replace Paid Writers?“, Joe Fassler, The Atlantic, 12 aprile 2012:

 

In questa fase i computer hanno dimostrato competenza – meglio, scioltezza – in un altro settore della vita umana: la scrittura. Narrative Science, una startup con sede a Chicago, ha sviluppato una piattaforma innovativa che scrive articoli con una cadenza tipicamente umana. Il loro primo impiego è stato indirizzato sui mercati di nicchia,  clienti con delle trame ripetitive e con un sacco di dati numerici – cronache sportive e resoconti finanziari. Ma la logica di fondo che guida questo processo – la scansione di un insieme di dati, l’ individuazione del senso, il racconto basato su quei fatti –  è potente e applicabile in maniera molto ampia. Ovunque ci sono dati, dicono i creatori di Narrative Science,  il loro software è in grado di generare una  analisi in prosa che è robusta, affidabile e leggibile.

 

Un esempio: un cliente di alto profilo, la rivista Forbes, usa la piattaforma per creare quello che l’ articolista  Lewis Dvorkin definisce  ‘’computer-generated company earnings previews”  (delle previsioni finanziarie quotidiane generate automaticamente).

 

Ogni giorno  la piattaforma seleziona dei recenti dati di borsa per creare il profilo di una estrae  i tipi di piattaforma attraverso i dati di archivi recenti al profilo di una società interessante. Un altro cliente è The Big Ten Network, che utilizza Narrative Science per creare automaticamente degli articoli sportivi sulla base di punteggi e dati relativi ai vari giocatori. … Allo stesso modo, l’ applicazione per iPhone GameChanger , che gli allenatori usano per segnare i punti  e le fasi più importanti delle partite di Little League, ha un servizio di “sintesi” messo a punto da Narrative Science. Appena l’ incontro è finito, ecco pronto un articolo sulla partita.

 

 

Narrative Science ora ha 40 clienti.

 

 

Robot1

(2) Realismo sui posti di lavoro  (che stanno sfumando)

 

Un argomento costante negli articoli sul giornalismo dei robot: non sostuirà i  giornalisti. Come si vede nella citazione dall’ articolo di Atlantic riportata qui sotto delle parole di Stuart Frankel (CEO di Narrative Science):

 

E poi, il miglior giornalismo alla fine è sempre quello sulle persone – individui di rilievo per le loro idee e i loro  ideali, la nostra esperienza umana in continua evoluzione umana. In questo, Frankel è d’ accordo.

 

“Se una vicenda può essere ricostruita da una macchina a partire dai dati, prima o poi accadrà. E’ davvero solo una questione di tempo, a questo punto “, ha detto. “Ma ci sono anche molte vicende da raccontrae che non sono basati sui dati. Questo è quello su cui i giornalisti dovrebbero concentrarsi, vero? “

 

E noi dovremo farlo, perché anche i nostri momenti più semplici sono inondati di dati che le macchine non potranno mai quantificare: il modo in cui ci si sente respirando, facendo un passo, il modo con cui il sole penetra fra gli alberi. Come potrebbe una macchina cominciare a capire il modo con cui amiamo, abbiamo fame o soffriamo? I contributi della scienza e dell’ arte, della storia e della filosofia, non sono in grado di analizzare la complessità di un istante umano, per non parlare di una vita. Fino a quando questo sarà vero, avremo sempre un ruolo nel campo della scrittura.

 

 

Molto bello; ma piuttosto irrealistico. Evgeny Morozov, su Slate,  descrive il mondo reale:

 

E’ facile capire perché i clienti di Narrative Science la trovano utile. Prima di tutto, è molto più economico che pagare un giornalista a tempo pieno, che può anche ammalarsi e chiedere di essere rispettato. Come riportato dal New York Times nel settembre scorso, uno dei clienti di Narrative Science paga 10 dollari per un articolo di 500 parole –  e non c’ è nessuno che protesta per le terribili condizioni di lavoro. E per realizzarlo l’ algoritmo ci impiega solo un secondo.

 

In secondo luogo, Narrative Science promette di essere più comprensivo e oggettivo fi qualsiasi umano giornalista. Pochi giornalisti hanno il tempo di trovare, elaborare e analizzare milioni di tweet, ma Narrative Science può farlo facilmente e, cosa ancora più importante, in maniera istantanea. E non riesce solo a presentare delle statistiche  stravaganti, ma  si sforza di capire che cosa significano quei numeri e di comunicare questo significato al lettore.

 

Narrative Science avrebbe scoperto il Watergate? Probabilmente no. Ma la maggior parte delle vicende sono più facili da scovare e decifrare.

 

 

La nota di speranza alla fine è stonata. Woodward e Bernstein non “smascherarono il Watergate”. Ricevettero una telefonata dal vicedirettore dell’ FBI  W. Mark Felt. Ma Morozov dice correttamente che gran parte degli editori usa un sacco di spazio per riempire i vuoti  fra le inserzioni pubblicitarie. E vuole contenuti a basso costo. Il computer ne potrà fornirà presto una gran parte.

 

 

L’ analogia con il cibo è evidente. Mentre la gente potrebbe cenare della buona roba cucinata – a casa (al costo del solo tempo) o in ottimi ristoranti ($ $) – spesso invece mangiano cibo spazzatura, preparato a casa o in qualche ristorante economico. Velocità ed economia trionfano sulla qualità. Il giornalismo dei robot riporterà le notizie, senza poesia ma a costi minori del giornalista-poeta. {Aggiornamento} Un recente articolo della Reuters  fa notare che “Il rapporto fra addetti alle relazioni pubbliche e giornalisti è cresciuto da 1,2 a 1 nel 1980 a 3,6 a 1 nel 2008”. E questo faciliterà l’ automazione del giornalismo. Già una gran parte delle notizie consiste nella riscrittura di comunicati stampa, i computer lo faranno in modo semplice e economico.

 

La maggior parte dei giovani che lavorano come giornalisti oggi avranno bisogno di trovare nuovi posti di lavoro, più velocemente di quanto si aspettano. Questa transizione avverrà più rapidamente perché gran parte delle notizie è liberamente parafrasato da comunicati stampa – forniti dal governo, aziende, università, enti di beneficenza, gruppi di azione civica, ecc. I Computer lo faranno velocemente e facilmente. Un sacco di posti di lavoro se ne andranno. Non solo giornalisti, ma anche chi li assume, li gestisce, e li sostiene.

 

L’1% preferirà computer a giornalisti scomodi, continuando a intensificare l’ addomesticamento dei mezzi di informazione. Vedere questi post dal blog di Washington.

 

 

(3) Valutare le potenzionalità del giornalisti robot

 

“In cinque anni un programma per computer vincerà un Premio Pulitzer…”
— Kristian Hammond, CTO e Co-Founder di Narrative Science, New York Times, 9 ottobre 2011

“Più del 90%.”
— La percentuale delle notizie che saranno scritte dai computer fra 15 anni, secondo Kristian Hammond, Wired, 24 aprile 2012

Questa tecnologia è ‘’la prossima generazione di creazione dei contenuti.”
— Scott Frederick, COO di Automated Insights (avviata nel 2007). AFP, luglio 2012

 

Robot2Come potrebbe evolvere il giornalismo dei robot? Le nuove tecnologie vengono spesso definite da quello che sostituiscono. Come in  scrittura artificiale, carrozza senza cavalli, telegrafo senza fili, ‘’glass teletype’’ (terminale di computer).  Come mostrano questi esempi, le nuove tecnologie spesso trascendono ciò che è possibile fare con  l’ apertura di nuove possibilità. Il giornalismo con i robot potrebbe facilmente fare lo stesso.


“Ero abituato a mettere dei liniti a quello che facciamo, presumento che la nostra attività sarebbe stata specificamente diretta alle aziende riche di dati. Ultimamente penso che solo il cielo è il nostro limite’’.

– Robbie Allen, CEO e fondatore di Automated Insights, Wired, 24 april 2012

 

Ma usare Narrative Science per raccontare gare di baseball è un po’ come martellare un chiodo con una bomba atomica. Il motore di inferenza della piattaforma, dice Hammond, è basato su delle “analisi profonde dei dati fondamentali ”  ed è in grado di gestire un vasto  complesso di informazioni, una serie di dati che farebbero tremare ogni mente umana. A questo proposito, la piattaforma un giorno potrebbe servire come una sorta di super-assistente per i giornalisti umani.

— “The Atlantic, 12 aprile 2012

 

 

 (4) Che dovremmo fare?

 

“Nel lungo periodo saremo tutti morti.  Troppo facile, e troppo inutile, il compito degli economisti  se, nei momenti di tempesta, possono solo dirci che quando la tempesta è passata da un pezzo l’ oceano è di nuovo  piatto. “
— John Maynard Keynes in A Tract on Monetary Reform (1923)

 

Non possiamo fermare la marcia della tecnologia. Ma dobbiamo impedire che essa schiacci quelli che capoitano sul percorso. Che è quello che abbiamo fatto per secoli, con la società che gode dei vantaggi (ma sono pochi quelli che ottengono la fetta maggiore) mentre alcuni, pochi, ne pagano il prezzo.

 

A partire dall’  enclosure movement, l’ ascesa dell’ Occidente ha accompagnato la migrazione dei braccianti agricoli verso nuove vite da incubo nelle prime città industriali. Il 20 ° secolo ha visto la mobilità verso il basso dei lavoratori del sindacato, che si sono trasformati da operai produttori ben retribuiti a impiegati della Walmart.

 

Ora inizia una nuova ondata. Finirà bene per l’umanità. Perché questa volta saremo in grado di alleviare le sofferenze umane inevitabile del processo.

 

 

 (5) Maggiori informazioni sul giornalismo dei robot

 

Le principali aziende in questo campo sono Automated Insights, Journatic, and Narrative Science.

 

Articoli:

  1. In Case You Wondered, a Real Human Wrote This Column, New York Times, 11 settembre 2011
  2. A Robot Stole My Pulitzer!, Evgeny Morozov, Slate, 19 marzo 2012 — “How automated journalism and loss of reading privacy may hurt civil discourse”
  3. Can an Algorithm Write a Better News Story Than a Human Reporter?, Wired, 24 aprile 2012
  4. New reporter? Call him Al, for algorithm, AFP, luglio 2012
  5. Pew Research Center’s 2013 State of the Media

 

 

(6) Maggiori informazioni sulla Rivoluzione dei robot

 

  1. The coming big increase in structural unemployment,
    7 agosto 2010
  2. The coming Robotic Nation, 28 agosto 2010
  3. The coming of the robots, reshaping our society in ways difficult to foresee, 22 settembre 2010
  4. Economists grapple with the first stage of the robot revolution, 23 settembre 2012
  5. The Robot Revolution arrives & the world changes, aprile 2012
  6. The coming big inequality. Was Marx just early?, 27 novembre 2012
  7. In Friday’s job report you’ll see early signs of the robot revolution!, 5 dicembre 2012
  8. Krugman discovers the Robot Revolution!, 9 dicembrer 2012
  9. How do we respond to the Robot Revolution?, 11 dicembre 2012
  10. 2012: the year people began to realize the robots are coming, 3 gennaio 2013

 

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*Quinto Fabio Massimo (280 – 203 aC), il famoso Cunctator (temporeggiatore). Salvò Roma da Annibale – sostiene il sito Usa – riconoscendo la sua debolezza in quel momento e la necessità di ricostruirne le forze. La sua vita rappresenta una profonda lezione per gli americani del 21° secolo.

 

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