Francia: il digitale a pagamento sostiene i quotidiani

| 23 agosto 2013 | Tag:, , , ,

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Ad eccezione de La Croix, nel primo semestre del 2012 in Francia tutti i quotidiani nazionali hanno registrato un calo della loro diffusione, come ha rilevato l’ OJD (Office de joustification des tirages, l’ organo di controllo della diffusione dei media).

 

Lo segnala leFigaro.fr, osservando fra l’ altro che la diffusione a pagamento del digitale sta diventando un elemento strutturale del panorama della stampa francese.

 

Sostenuto dall’ elezione del Papa nel marzo scorso – puntualizza leFigaro.fr,– le vendite del quotidiano cattolico del Gruppo Gruppo Bayard sono cresciute dell’ 1,3%, toccando le 98.116 copie.

 

Contrastante la situazione delle altre testate. Il quotidiano economico  Les Échos, che fa capo a Bernard Arnault, è quello che ha resistito meglio con un ritocco nelle vendite (soprattutto abbonamenti) di solo l’ 1%. All0 opposto quello che ha sofferto di più è stato Libération, con un calo del 17%.

 

Fra i quotidiani generalisti, Le Figaro (che, sottolinea il sito web della testata, resta il primo quotidiano nazionale del paese) e Le Monde hanno resistito relativamente, con un calo della diffusione rispettivamente del 2,9 % e del 4,5 %, mentre Le Parisien-Aujourd’hui en France ha sofferto di più, perdendo più del 10 %.

 

France

 

Intanto, la diffusione digitale a pagamento dei quotidiani (Pdf da scaricare ma soprattutto abbonamenti alle edizioni online, soli o accoppiati al cartaceo) sta diventando – osserva leFigaro – una parte rilevante del mercato. Una parte sostanziale per varie testate (Le Monde, Les Échos e Libération), mentre è in fase di decollo per altri, come, appunto, Le Figaro (3,5 % della sua diffusione a pagamento, contro il 2,5% di un anno prima).

 

Partiti prima dei loro concorrenti nelle strategie di informazione digitale a pagamento,  Le Monde o Les Échos registravano nel giugno scorso, secondo l’ OJD, delle percentuali  nell’ online rispettivamente del 12,1 % e dell’ 11,5 % dell’ intera diffusione. Les Échos si è lanciato nel web a pagamento alla fine dell’ anno scorso mettendo a punto quello che è stato chiamato ‘’soft paywall’’ (dopo i 20 articoli letti al’ accesso diventa a pagamento). E anche Le Monde sta affrontando questa svolta.

 

A Les Echos assicurano che questa strategia ha permesso di acquisire dei nuovi lettori ‘’al 100% digitali’’ (15.000 in tutto). ‘’Sono delle vendite in più perché la nostra diffusione su carta è quasi stabile – spiega  Frédéric Filloux, direttore generale delle attività digitali del Groupe Les Échos.

 

Per Le Monde o Libération (che realizzano più del 10% della sua diffusione nell’ online), la difficoltà è di non perdere da un lato quello che si è guadagnato dall’ altro, rischiando di ‘’demonetizzare’’ il potenziale pubblicitario del supporto carta. Per accompagnare il lancio del suo sito web e di una edizione quotidiana digitale a pagamento – continua leFigaro –, Libération sta per lanciare una campagna pubblicitaria il cui scopo, esplicito, è proprio quello di rimonetizzare i suoi lettori.

 

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