Per il futuro del giornalismo la ‘killer application’ sarà la Credibilità

| 30 dicembre 2011 | Tag:, , ,

Robert Hernandez, giornalista multimediale e professore alla USC Annenberg School for Communication and Journalism è uno degli esperti interpellati da Niemanl Lab sulle prospettive del giornalismo nel 2012 –  Utilizzando la metafora della monarchia, Hernandez delinea la sua previsione/speranza, immaginando che il re sia il contenuto, la distribuzione la regina e il principe, la credibilità – L’ unica via per la sopravvivenza del giornalismo, a suo parere, è appunto la fiducia nei giornalisti da parte dei cittadini, la loro credibilità – E alla fine, se mi fido di te e di quello che racconti, non mi importa se lavori in una redazione o dal tuo garage’’

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 Come cambierà il giornalismo nel 2012? Il Nieman Lab, uno dei maggiori centri internazionali di ricerca e di analisi sull’ editoria e la professione giornalistica, ha pubblicato una serie di articoli sull’evoluzione in atto. Fra gli altri, quelli di Nicholas Carr, autore del celebre pamphlet “Google ci rende stupidi?”, che analizza il processo dell’ “applificazione” (la possibilità di creare più versioni di un medesimo contenuto base e di distribuirle a differenti segmenti di clienti, come lui stesso spiega) e di Dan Gillmor, di cui abbiamo già pubblicato la traduzione.

Qui proponiamo l’ articolo di Robert Hernandez: ‘’Se mi fido di te e di quello che racconti, non mi importa se lavori in una redazione o dal tuo garage’’.

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FOR JOURNALISM’ FUTURE, THE KILLER APP IS CREDIBILITY

di Robert Hernandez

(traduzione a cura di Claudia Dani)

Premessa: sarà anche un indizio debole, ma mi permette di cominciare questo articolo con una confessione. Io, come molti di voi, non sono un fan degli articoli dedicati alla previsione del futuro.

Di solito questo tipo di post non è basato su nulla di reale ed è spesso utilizzato per fare grandi dichiarazioni che fanno sbarrare gli occhi… e non fatemi aggiungere quante volte, poi, sbagliano.

Ora, anche questo sarà un articolo che vi farà sbarrare gli occhi, ma non si tratta realmente di una previsione… piuttosto, ad essere onesti, è un desiderio, una speranza.

Va bene? Pronti? Iniziamo.

 

Sappiamo che il Contenuto è il Re. Non c’è alcun dubbio. Se non hai dei contenuti nessuno entrerà in contatto con te.

Poi sappiamo che la Distribuzione è la Regina. Ai nostri tempi, che senso ha possedere ‘’quella cosa’’ se nessuno può trovarla?

La mia previsione è che questo Regno verrà fortemente influenzata da un… principe. O forse un duca? Sia quel che sia, si tratta della Credibilità.

Nel mondo in cui viviamo, il contenuto è relativamente economico. Ognuno può crearlo. Se non tramite computer, tramite ogni cellulare con cui fare scatti, registrare storie. Molti possono fare video in 3d o realizzare contenuti per la ‘’realtà aumentata’’. Cose davvero interessanti.

E chiunque può diffondere i suoi contenuti in 140 caratteri, in tempo reale, nelle sue community o sul proprio blog (i più tradizionalisti).

Con il potenziamento della tecnologia, ognuno ha la possibilità di creare e distribuire, e per questo, prevedo – e spero – che nel 2012 il nuovo fattore dominante sarà la Credibilità. O, meglio,  una accresciuta credibilità.

Ciò che emergerà dal mare dei contenuti, saranno le voci a cui noi ci rivolgeremo sempre di più. Le fonti di notizie e informazione affidabili andranno oltre le loro testate… e diventeranno esse stesse il loro brand. Brand basati esclusivamente sulla qualità e attendibilità del loro lavoro.

Solo per far rabbia a Gene Weingarten, brand, brand, e ancora brand…. (secondo Weingarten, i brand starebbero rovinando il giornalismo, ndt). Ma l’ unica cosa davvero importante da offrire per un giornalismo di qualità è: Credibilità.

E, sicuramente, qualcuno di noi potrà trarre dei vantaggi ad essere associato al Washington Post, a NPR, alla CNN, etc. Ma prevedo – meglio, spero – che l’anno prossimo i giornalisti saranno valutati più sul piano individuale che in relazione al gruppo al quale appartengono. O al formato in cui elaborano i loro articoli.

Giudicati dal tipo di contenuto.

 

Molti lettori sono stanchi degli scontri politici fra destra e sinistra, e del giornalismo – ma sarebbe meglio dire ‘giornalismo’ – come una piattaforma di guerra. Dannazione, sono stanco anche io!

 

Vogliamo persone che non ci confondano e ci raccontino quello che sta succedendo, come ciò si riflette sulla nostra vita e che cosa possiamo fare. Vogliamo notizie trasparenti. Notizie che, anche se non sempre potranno raggiungere l’ obbiettivo, almeno si sforzano onestamente di essere obbiettive.

Vogliamo fidarci e credere nel giornalismo. E per poter fare ciò dobbiamo fidarci dei giornalisti.

E superando il conflitto blogger-contro-tweeter-contro-media, o aziende-contro-giornalisti, si riuscirà a recuperare una cosa fondamentale: Credibilità.

Posso fidarmi di te, posso credere in ciò che mi racconti? Se la risposta è si, non mi interessa se lavori in una redazione o in un garage.

Vedremo cosa ci porterà il nuovo anno, ma questa è la mia previsione…,anzi, scusate, il mio desiderio.

 

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