Nasce in Usa un nuovo ruolo giornalistico: redattore alle banche dati

| 31 ottobre 2007 |


Il Roanoke.com, il sito web di un giornale della Virginia, ha creato il ruolo di
Data Delivery Editor, un giornalista che cura specificamente una intera sezione dedicata agli archivi – ‘’Cerco notizie, come ho sempre fatto, spiega Matt Chittum a Lsdi, solo che ora le cerco in una forma specifica, gli archivi e valuto i dati per vedere come poterli aggregare in una forma che sia utile ai lettori’’

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Uccisioni di orsi bruni, persone ricercate per violenze sessuali, l’ elenco dei cani pericolosi nelle varie contee della Virginia, i corsi di golf nella zona occidentale dello Stato, l’ andamento demografico di una zona di una città attraverso la provenienza etnica dei suoi studenti. E così via.

E’ Datasphere, un servizio che www.roanoke.com , il sito web del giornale The Roanoke Times, fornisce ai suoi utenti.

E dietro questo servizio c’ è un redattore che ha una funzione e un titolo specifico: Data Delivery Editor , che potremmo tradurre con ‘’Redattore alle banche dati’’.

Si chiama Matt Chittum e spiega a lsdi:

Il mio lavoro è individuare degli archivi di dati interessanti e inserirli per i lettori sul nostro sito. Quindi per una parte del mio tempo faccio ancora, sostanzialmente, il reporter. Cerco notizie, come ho fatto in questi ultimi 14 anni, solo che ora le cerco in una forma specifica, gli archivi. Oltre a questo, valuto i dati per vedere come poterli aggregare in una forma che sia utile ai lettori e come possono essere utilizzati con le nuove tecnologie informatiche. L? idea è di creare un centro di aggregazione di informazioni che l’ utente possa cercare e filtrare direttamente.

Matt Chittum
Matt Chittum

Non faccio quasi niente di supertecnologico, ma mi concentro sui contenuti – raccogliendoli, analizzandoli e immaginando quali storie se ne possono trarre. Gli articoli vengono realizzati da qualche reporter del nostro staff, a volte con qualche contributo da parte mia.

Il mio compito principale comunque è di gestire il sito, cercando materiale fresco e aggiornandolo con i database che acquisiamo o attraverso dei link ai dati che già esistono sul web. Prendo le principali decisioni editoriali su quello che offriamo e su come lo facciamo. E curo un blog dove cerco di stimolare uno scambio di idee sui dati (vedi http://blogs.roanoke.com/datasphere/, ndr).

Sono il primo a fare questo lavoro al nostro giornale e ho cominciato meno di due mesi fa. Il sito web è stato messo in piedi una settimana fa, ma ci sembra che i lettori già vi stiano trovando notizie interessanti o di cui hanno bisogno.

DataSphere, che è stato lanciato la settimana scorsa, è modellato in parte sul DataUniverse dell’ Asbury Park Press o il RocDocs del Rochester Democrat & Chronicle e riunisce in un solo spazio alcune dozzine di database con informazioni importanti per i lettori locali.

Il Roanoke Times – noto per I suoi pionieristici sforzi nel campo del multimediale e dell’ interattività – era stato al centro di una bufera quando aveva pubblicato nel marzo di quest’ anno sul proprio sito dati (segreti) relativi ai possessori di porto d’ armi.
‘’Come era prevedibile, molta gente si arrabbiò’’ – racconta il direttore Carole Tarrant. ‘’Non volevo che le polemiche bloccassero l’ uso in futuro di qualsiasi banca-dati solo perché avevamo avuto una cattiva esperienza. Volevo invece mostrare che gli archivi possono essere utili, che si potesse fare del buon giornalismo’’.

Così Tarrant ha creato il nuovo ruolo redazionale di ‘’data delivery editor’’, affidandolo a Matt Chittum.

Il New York Times – rileva Ken Sands su Poynter online – sta mostrando che cosa è possible fare su questo piano: per esempio una analisi grafica del dibattito fra i democratici Usa ) oppure una mappa della campagna di visite presidenziali. O, ancora, per esempio, un grafico che analizza i salari della Lega di Baseball di serie A mostrando i costi effettivi delle varie squadre.

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