Due persone sono morte ad Andria in un’esplosione che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe avvenuta mentre venivano preparati ordigni destinati agli assalti ai bancomat. Il caso, avvenuto in una zona periferica lungo la provinciale 155 verso Minervino Murge, non è soltanto un fatto di cronaca nera: riapre il tema della sicurezza degli sportelli automatici, dei rischi per chi vive vicino ai punti sensibili e del salto di pericolosità quando la criminalità usa esplosivi artigianali.
I corpi sono stati trovati vicino a una villetta da un proprietario arrivato sul posto con il nipote. Nelle vicinanze, riferiscono le fonti consultate, c’era anche un’auto risultata rubata. Sul luogo sono intervenuti i Carabinieri, con la Scientifica e gli artificieri, per ricostruire identità delle vittime, dinamica della deflagrazione e possibile collegamento con gruppi specializzati negli attacchi agli sportelli bancari o postali.
Il caso Andria e il rischio delle marmotte
Le cosiddette marmotte sono cariche usate per far saltare gli ATM e aprire rapidamente il vano del contante. Sono strumenti rudimentali solo in apparenza: bastano un errore nel collegamento, una miscela instabile o un innesco gestito male per trasformare la preparazione in una detonazione letale. È l’ipotesi al centro degli accertamenti ad Andria, dove l’esplosione avrebbe colpito in pieno le due persone presenti.
Il punto più inquietante è il contesto. Non si parla di un ordigno esploso davanti a una filiale, ma di un presunto laboratorio improvvisato in un’area isolata. Questo sposta il rischio anche fuori dagli obiettivi abituali: campagne, cortili, immobili apparentemente non coinvolti, auto rubate usate come supporto logistico. Per residenti e proprietari, il pericolo può emergere prima ancora del tentato furto.
Perché la sicurezza degli ATM torna centrale
Il settore bancario considera da tempo gli sportelli automatici un bersaglio delicato. ABI, citando l’indagine OSSIF sulla sicurezza anticrimine, segnala investimenti importanti in protezione fisica delle filiali, allarmi collegati ai sensori antiscasso e dispositivi per proteggere i locali in cui sono collocati gli ATM. Il caso di Andria mostra però che la prevenzione non riguarda solo la macchina: riguarda anche il territorio intorno, i movimenti sospetti e le aree usate per preparare gli assalti.
Quando entrano in gioco esplosivi, il danno non è più solo patrimoniale. Una deflagrazione può coinvolgere facciate, appartamenti sopra le filiali, passanti, operatori di vigilanza e soccorritori. Per questo i controlli sugli ATM più esposti, la videosorveglianza e la collaborazione tra banche, forze dell’ordine e prefetture non sono un dettaglio tecnico, ma una misura di sicurezza pubblica.
Cosa devono chiarire le indagini
Gli investigatori devono prima dare un nome alle vittime. Le condizioni dei corpi rendono necessario il lavoro medico-legale, mentre i reperti raccolti dagli artificieri serviranno a capire il tipo di materiale usato e l’eventuale modalità di assemblaggio. Un altro fronte riguarda il veicolo trovato vicino alla villetta: se il Suv rubato fosse collegato alla preparazione dell’assalto, potrebbe aiutare a ricostruire provenienza, spostamenti e possibili complici.
Resta poi la domanda più importante: l’episodio è isolato o si inserisce in una rete più ampia? In Puglia gli attacchi agli sportelli sono un fenomeno ricorrente, spesso con bande mobili che scelgono obiettivi in base a vie di fuga, presenza di telecamere e tempi di intervento. Capire se Andria fosse un punto di appoggio occasionale o un luogo già usato in passato può cambiare la lettura dell’intero caso.
Per i cittadini, la regola resta semplice: non toccare oggetti sospetti vicino a sportelli, filiali o immobili isolati, non avvicinarsi a resti metallici o involucri insoliti e avvisare subito il 112. La curiosità, in presenza di possibili esplosivi, può aumentare il rischio anche dopo la prima detonazione.
Conclusioni finali
La morte di due persone ad Andria è un episodio estremo, ma segnala un problema concreto: gli assalti ai bancomat non sono solo furti contro banche o poste. Quando vengono usati ordigni, il rischio coinvolge quartieri, strade, proprietari di immobili, soccorritori e chi si trova casualmente vicino al luogo scelto dalle bande.
Le indagini dei Carabinieri dovranno chiarire identità, dinamica e possibili collegamenti criminali. Intanto il messaggio è già netto: la sicurezza degli ATM non si misura soltanto davanti allo sportello, ma anche nei luoghi dove gli assalti vengono preparati. È lì che prevenzione, segnalazioni e controlli possono fare la differenza prima che l’esplosione arrivi in città.
Fonti
- ANSA – Preparavano ordigni per assalti a bancomat, 2 morti ad Andria
- Sky TG24 – Due morti in un’esplosione ad Andria
- ABI – Aumentano gli investimenti delle banche per la sicurezza delle filiali
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