Da domenica 12 luglio 2026 il caos sugli autovelox entra in una fase nuova: secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, circa 3.150 dispositivi restano operativi perche in regola con i requisiti indicati dal decreto, mentre circa 850 apparecchi devono fermarsi finche i produttori non completeranno l’iter di omologazione.
Foto di apertura: postazione di controllo della velocita a Cagliari. Fonte: Municipality of Cagliari / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0 IT.
Per gli automobilisti non significa via libera alla velocita. Significa, piuttosto, che le multe dovranno arrivare da strumenti pienamente conformi e identificabili. Per Comuni e polizie locali cambia il terreno dei controlli: meno margini di incertezza, piu attenzione alla documentazione tecnica e alla corretta presenza degli impianti negli elenchi ufficiali.
Cosa prevede il decreto sugli autovelox
Il provvedimento disciplina caratteristiche, requisiti, procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalita dei dispositivi usati per accertare le violazioni dei limiti di velocita. La novita pratica e immediata e la distinzione tra apparecchi che possono continuare a funzionare e dispositivi che, per ora, non possono essere utilizzati per elevare sanzioni.
Il punto non e solo tecnico. Negli ultimi anni la differenza tra semplice approvazione e omologazione ha alimentato ricorsi, sentenze e incertezze per gli enti locali. La pubblicazione del decreto prova a chiudere quella fase, stabilendo un perimetro nazionale piu uniforme. Il registro del MIT resta quindi un passaggio centrale: consente di verificare quali dispositivi siano comunicati dagli enti e con quali dati.
Perche 850 apparecchi si fermano
I dispositivi esclusi non sono necessariamente destinati a sparire. La ragione dello stop e che devono ottenere o completare l’omologazione richiesta. I produttori dovranno presentare la documentazione integrativa necessaria e seguire l’iter previsto. Solo dopo potranno tornare nel perimetro degli apparecchi utilizzabili.
La conseguenza per i cittadini e concreta: una multa deve poggiare su uno strumento legittimo, correttamente installato, segnalato e verificato. Questo non cancella automaticamente tutte le sanzioni precedenti, ma rende piu importante controllare data, luogo, modello del dispositivo e riferimenti dell’accertamento quando si riceve un verbale.

Cosa cambia per automobilisti e Comuni
Per chi guida, la regola resta semplice: rispettare i limiti. Ma il nuovo quadro riduce l’area grigia sulle contestazioni. Se un verbale arriva da un apparecchio non conforme o non utilizzabile, il cittadino puo valutare un ricorso nei termini previsti, preferibilmente dopo aver acquisito gli atti e verificato la posizione del dispositivo.
Per i Comuni il tema e doppio. Da un lato c’e la sicurezza stradale, che richiede controlli credibili soprattutto nei tratti piu pericolosi. Dall’altro c’e il rischio di trasformare l’autovelox in una fonte di entrate contestabile, con ricorsi, costi amministrativi e perdita di fiducia. Il decreto spinge quindi verso controlli piu tracciabili e meno esposti a contestazioni seriali.
Le associazioni dei consumatori hanno accolto il provvedimento come un passo utile, ma tardivo, ricordando il peso economico degli incassi da autovelox e il contenzioso nato dopo le pronunce della magistratura. Le associazioni per la sicurezza stradale, invece, avvertono che spegnere dispositivi non deve trasmettere il messaggio sbagliato: la velocita resta una delle variabili piu gravi negli incidenti.
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Come controllare una multa
Chi riceve un verbale dovrebbe leggere con attenzione tre elementi: il punto esatto del rilevamento, il tipo di apparecchio utilizzato e la data dell’infrazione. Sono dettagli utili per capire se il dispositivo rientra tra quelli ammessi e se la sanzione e stata elevata nel rispetto delle regole.
Il controllo non sostituisce il parere di un professionista, ma aiuta a evitare due errori opposti: pagare senza verificare quando ci sono dubbi fondati, oppure fare ricorso in modo automatico senza elementi concreti. La nuova fase premia la documentazione: quella degli enti che accertano le violazioni e quella dei cittadini che chiedono chiarimenti.
Conclusioni finali
La svolta sugli autovelox non elimina i controlli, ma prova a renderli piu solidi. Con 3.150 dispositivi ancora attivi e circa 850 fermi, l’Italia passa da una lunga stagione di incertezza a un sistema piu selettivo. Per gli automobilisti cambia soprattutto una cosa: le multe restano possibili, ma dovranno essere piu difendibili sul piano tecnico e amministrativo.
Fonti: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, elenco nazionale dispositivi di rilevamento velocita; Rai News, 12 luglio 2026; ANSA, 11 luglio 2026; Sky TG24, 12 luglio 2026; Wikimedia Commons, schede licenza immagini.

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