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Bonus casa: tutte le novità su detrazioni, superbonus e mobili

Bonus casa 2025: tutte le novità su detrazioni, superbonus e mobili
Bonus casa 2025: tutte le novità su detrazioni, superbonus e mobili - Lsdi.it

La dichiarazione precompilata 2026 porta nel 730 il nuovo volto dei bonus casa: meno aliquote speciali, più distanza tra prima casa e seconda abitazione, stop ad alcune agevolazioni molto utilizzate e ultima coda del superbonus.

Bonus casa, cambia la mappa degli sconti

Con l’apertura della precompilata alla consultazione, prevista dal 30 aprile, molti contribuenti vedranno gli effetti fiscali delle spese sostenute nel 2025 per ristrutturazioni, risparmio energetico, mobili e lavori edilizi. Il punto è semplice: il sistema dei bonus casa è stato riportato a regole più lineari, ma anche meno generose rispetto agli anni scorsi. Per gran parte degli interventi la detrazione è del 50% sull’abitazione principale e del 36% sugli immobili diversi dalla prima casa. Una differenza che pesa, perché riguarda lavori molto comuni: dal rifacimento del bagno alla messa a norma dell’impianto elettrico, fino a molte opere di manutenzione straordinaria. Chi ha speso su una casa affittata o su una seconda abitazione dovrà quindi fare i conti con uno sconto più basso. Più tutelato, invece, chi interviene sull’immobile in cui vive.

Superbonus agli sgoccioli, barriere con paletti più stretti

Il 2025 è stato anche l’anno dell’ultima coda del superbonus, ormai lontano dalle percentuali della fase più ampia della misura. L’agevolazione è rimasta disponibile solo per i cantieri già avviati al 15 ottobre 2024, con aliquota al 65%: una percentuale ancora importante, ma molto diversa da quella del passato recente. Anche il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche ha mantenuto nel 2025 una detrazione più alta, pari al 75%, ma con confini più stretti. Non basta più richiamare in modo generico l’accessibilità dell’abitazione: lo sconto riguarda soprattutto ascensori, montacarichi, rampe, elevatori esterni e strumenti tecnologici pensati per favorire la mobilità di persone con disabilità grave. Per molti contribuenti significa una cosa sola: controllare bene il tipo di intervento prima di inserirlo in dichiarazione, senza dare nulla per scontato.

Caldaie fuori dagli sconti, resta il bonus mobili

Uno dei cambiamenti più concreti riguarda gli impianti di riscaldamento. Le caldaie a metano non danno più diritto agli sconti fiscali, salvo quando fanno parte di sistemi ibridi insieme a una pompa di calore. La scelta segue le indicazioni europee sulla riduzione dell’uso di fonti fossili negli edifici e spinge i proprietari verso soluzioni più efficienti, anche se spesso più costose all’inizio. Per pompe di calore e sistemi ibridi, così come per molti interventi che prima potevano accedere ad aliquote più alte, il riferimento torna al 50% per la prima casa e al 36% per gli altri immobili. Resta invece confermato il bonus mobili, con detrazione del 50% e tetto di spesa a 5mila euro, legato a lavori di ristrutturazione. Attenzione, però: non si può sommare al bonus elettrodomestici per la stessa tipologia di acquisti, un dettaglio che può pesare sulle scelte di chi sta arredando casa dopo un intervento edilizio.

730, i controlli da non saltare

La precompilata non va trattata come un documento già chiuso, soprattutto quando ci sono di mezzo lavori edilizi. Per gli interventi privati, come ristrutturazioni e manutenzioni straordinarie con detrazione in dieci anni, la prima rata può non comparire direttamente nel modello, ma essere indicata nel foglio informativo allegato. In quel caso il contribuente dovrà modificare la dichiarazione per far valere correttamente lo sconto. È un passaggio pratico, ma decisivo: una spesa pagata con bonifico parlante e in presenza dei requisiti può non trasformarsi automaticamente in rimborso, se il dato non viene inserito nel modo giusto. La stagione dei bonus casa resta quindi aperta, ma con regole meno generose e più selettive. Chi ha fatto lavori nel 2025 dovrà guardare non solo alla fattura, ma anche al tipo di immobile, alla data del cantiere e alla categoria esatta dell’intervento.

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