giornalismo

Master della Scuola di giornalismo Walter Tobagi. Previste borse di studio. Iscrizioni entro il 31 agosto.

16 luglio 2018 Tag:,
Sono aperte le iscrizioni al nuovo biennio del master in giornalismo della Scuola Walter Tobagi, Università degli Studi di Milano. Il master ha valenza di praticantato e permette l'accesso all'esame di Stato: 30 posti disponibili, 6 borse di studio.   Requisiti:  laurea  triennale in qualsiasi disciplina con una valutazione non inferiore a 99/110, oltre alla conoscenza della lingua inglese.   Il corso si svolgerà dal 22 ottobre 2018 al 12 ottobre 2020 presso il Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione, piazza Indro Montanelli 1, Sesto San Giovanni (Milano).   Il percorso formativo prevede 600 ore di didattica frontale, 30 ore di laboratori, 1.400 ore di attività di praticantato e 800 ore di stage presso redazioni giornalistiche per complessivi 5 mesi nell’arco del biennio.   Sono previste: - 3 borse di studio pari a € 14.000,00 ciascuna da corrispondere sotto forma di esenzione dal pagamento del contributo di iscrizione, due delle quali offerte da Confimprese e Ordine dei giornalisti della Lombardia; - 3 borse di studio pari a € 7.000,00 ciascuna da corrispondere sotto forma di esenzione parziale del contributo di iscrizione. Le borse saranno attribuite per merito ai primi 6 studenti della graduatoria finale.     Bando: qui Info : [email protected]   -  02.50321731 / 02.50321734 Entro il: 31 agosto 2018 Link: qui    

Prevedere non significa comprendere

2 luglio 2018 Tag:, , , , , , ,
Il nostro Marco Dal Pozzo ci regala una sua nuova riflessione sul concetto di  "trasparenza degli algoritmi". Lo studioso spulciando come al solito dentro alcuni articoli e saggi inerenti al tema recentemente pubblicati, prova ad allargare il contenuto delle elaborazioni di altri  esperti, per distillare un suo specifico ragionamento che riporti l'attenzione del lettore sul tema, a suo e nostro avviso,  centrale nella cosiddetta: "società degli algoritmi" come noi stessi abbiamo più volte definito il nostro  consesso sociale.       E' ormai noto che il GDPR permette la portabilità dei dati personali. Antonello Soro - riporta Luca De Biase in un recente articolo su Nova 24 - puntualizza che:  "Lo scopo della portabilità dei dati è quello di aprire il mercato e mettere in gioco della alternative". Luigi Zingales, poi - sempre nel pezzo "Il mercato dei dati personali" a firma De Biase - ponendo la questione dell'eventuale necessità di regolare o meno le piattaforme, pensa ad una soluzione per cui l'interoperabilità sia opportunamente incentivata.   La soluzione che De Biase propone nel suo "Crossroads" è quella di Viktor Mayer-Schönberger, autore di "Reinventing Capitalism in the Age of

Salviamo internet

25 giugno 2018 Tag:, , , , , , , , , , , ,
Buongiorno, o buon pomeriggio o ancora buonasera, a seconda di quando vi accingerete a leggere queste mie righe. Mi chiamo Marco Renzi, sono un giornalista, da alcuni anni scrivo su questo blog e da poco meno di tre anni sono anche presidente dell'Associazione Libertà di Stampa Diritto all'Informazione (Lsdi) che di questo blog è editore da quasi quindici anni e da sette realizza il festival sul giornalismo digitale "digit". Perdonate l'uscita a gamba tesa e la presa di posizione personale ma la materia del contendere è così spinosa e volgare - intesa proprio come lurida -  dal costringermi a sperare di essere querelato e forse  processato e poi ancora imprigionato, insomma in poche parole spero di essere martirizzato, di servire da esempio per impedire lo scempio che quattro o quaranta o quattrocento politici di vari paesi europei stanno per compiere contro la   "libertà di stampa" o meglio ancora contro la  "libertà" di tutti noi affossando "la rete" con un solo pesante manrovescio legislativo ben assestato.     Questo il testo integrale  dell' Articolo 13 - della  nuova legge europea sul diritto d'autore nel mercato unico digitale - quello più assurdo e riprovevole,

Racconti di guerra e di pace

11 giugno 2018 Tag:, , , , , , ,
Se riuscissimo per  davvero a fare tesoro di quello che ci accade, chessò poniamo una guerra,  e fossimo in grado di dare un senso a espressioni retoriche come:   "la Storia è maestra di vita", forse riusciremmo tutti insieme a vivere davvero molto meglio in questo nostro piccolo/grande mondo. Perdonate il preambolo un tantino pomposo ma il fatto che vorremmo raccontarvi oggi è davvero intrigante e nasce da una ricerca internazionale cui stanno lavorando due studiosi  dell'Istituto di studi asiatici dell'Università  australiana di Melbourne e riguarda un argomento  pesante e assai controverso come la Seconda Guerra Mondiale. Lo facciamo a modo nostro, dal punto di vista dell'informazione e del giornalismo, e anche della rivoluzione digitale.  E lo facciamo provando ad illustrarVi il contenuto di questo progetto ideato da questi due professori, dell'ateneo australiano: una italiana e un giapponese,  che si occupa di studiare come il racconto "ufficiale" del dopo guerra - quello contenuto nei libri di storia per intendersi - , e le narrazioni  realizzate via via dai diversi mezzi di comunicazione,  abbiano influenzato la creazione di una memoria collettiva e promosso, a vario titolo e misura, azioni di riconciliazione dentro la società.

La consapevolezza digitale in dieci mosse

5 giugno 2018 Tag:, , , , , , ,
Per noi, come sa bene chi ci segue anche solo un pochino, la questione della consapevolezza, della cultura digitale, del capire prima di porre in essere nuove regole, nuove leggi, gabbie, gabbiette, reti e steccati; è centrale. Da anni ma che dico, mesi, ma che dico, giorni, ma che dico? Ci battiamo in lungo e largo, cercando di non prenderci troppo sul serio,  per provare a fare in modo che il centro del contendere quando si parla di innovazione digitale non sia dentro agli scontri sulle "scorciatoie tecnologiche" ma passi dalla cultura e dalla formazione. Quindi va da se che quando ci siamo imbattuti in questo "manifesto per la consapevolezza digitale" l'abbiamo immediatamente messo da parte con cura proponendoci di approfondire la materia e magari scriverci anche un pensierino: a modo nostro. L'iniziativa è delle migliori, non c'è dubbio. Lo sviluppo della medesima, così come viene raccontato in questo articolo da Sonia Montegiove, è quanto di meglio si possa sperare, sempre dal nostro parzialissimo punto vista. Come si evince in modo chiaro in questo passaggio dell'articolo: "La peculiarità del progetto, al quale è collegata anche una attività di ricerca, consiste nel fatto che