giornalismo

Muro contro muro

26 giugno 2017 Tag:, , , , , , , ,
I modelli di sostenibilità detti anche modelli di business sono da sempre il grande problema della rivoluzione digitale almeno nel nostro settore: l'informazione. Lo abbiamo detto tante volte oramai anche su queste colonne, non esiste un modo per sopravvivere per i giornali, meglio, per le aziende editoriali, nel mondo digitale. Il modello analogico di sopravvivenza continua ad essere l'unico, sebbene in fortissima crisi, che a tutt'oggi riesce a far resistere il comparto dell'editoria giornalistica. Nell'ultima edizione di digit, il festival dedicato al giornalismo digitale,  creato e realizzato da noi di Lsdi, abbiamo provato a mettere a confronto due modelli economici possibili: lo sfruttatissimo ma ancora non perfetto "metered paywall" contro il solo teorico, ahimè al momento, modello Jarvissiano (chissà se ci è concesso il neologismo) del "reversed paywall". A parlarne nelle due ore di wrkshp a loro concesse a #digit16 in quel di Prato presso la Camera di Commercio sono venuti due esperti della materia: il giornalista digitale, ma anche imprenditore del ramo, Alberto Puliafito, e l'esperto di marketing digitale ma anche giornalista (suo malgrado) anche se non lo ammetterà mai nemmeno sotto tortura: Pierluca Santoro. A loro la

Il giornalista ibrido

12 giugno 2017 Tag:, , , , , , , , , , , ,
"Giornalismo Ibrido" è il titolo del nuovo saggio del sociologo Sergio Splendore, docente di Sociologia della Comunicazione all'Università degli Studi di Milano, e grande esperto di problemi dell'informazione  in senso stretto perchè si occupa di queste tematiche con successo da anni e in senso lato perchè fa parte della redazione del prestigioso periodico  diretto da un altro illustre sociologo  Carlo Sorrentino. Splendore che è anche visiting professor della scuola di giornalismo di Grenoble compie a nostro avviso attraverso questo libro, edito da Carrocci, i celeberrimi tre passi indietro (monopoli docet) e quasi potesse -  beato lui -  usare una macchina del tempo,  rimette in discussione numerosi temi centrali del giornalismo contemporaneo tentando di portare ordine - con successo ci pare -  nella rivoluzione professionale in cui è incappato il "mestiere di informare" a seguito della potente onda di riflusso provocata dalla ben più vasta rivoluzione epocale in cui ci troviamo da circa trent'anni che è quella digitale.     "La professione giornalistica muta -  dice Splendore nell'introduzione al saggio -  a un ritmo che prima le era sconosciuto e l'identità professionale diventa più incerta. Fintanto che le forme più innovative di produzione

L’uccellino del Presidente

3 giugno 2017 Tag:, , , , , , ,
Nessun titolo allusivo, nessuna Patata o peggio, nessuna allusione pecoreccia, solo una boutade per provare a raccontarVi dopo faccialibro le clausole del contratto che ci lega a twitter dopo che abbiamo deciso di aprire un nostro account sul social dell'uccellino che compie quest'anno il suo 11esimo anno di vita. La battuta del titolo ci è sorta spontanea dopo che il co-fondatore del social a 140 caratteri Evan Williams ha ritenuto opportuno anzi necessario  rilasciare un'intervista al New York Times in cui chiede pubblicamente scusa agli americani e forse al mondo per aver involontariamente aiutato Mr. Trump a vincere le ultime presidenziali attraverso i suoi 30 milioni di followers su Twitter.     “I think the internet is broken. And it’s a lot more obvious to a lot of people that it’s broken.” Internet si è rotto, ha detto fra le altre cose William al prestigioso quotidiano della grande mela, "pensavo -  ha continuato Williams -  che poter scambiare informazioni liberamente per tutti i cittadini del mondo fosse un modo per garantire la democrazia, ma invece mi sbagliavo". Beh, aggiungiamo noi dal nostro minuscolo pulpito, forse il rischio era insito e

La verità non sta dentro le gabbie

22 maggio 2017 Tag:, , , , , , , , , ,
Il gran parlare che si fa oggi  sulla verità, sull’aggettivo diventato improvvisamente sostantivo “post-verità”, e sulle fake news di Trumpiano esempio, ha creato, a nostro modestissimo avviso, prima una lieve distorsione fra la natura del dibattito e il suo significato. In seguito e a stretto giro di posta la distorsione si è andata via via ampliando,  e ora sta assumendo sempre più le dimensioni di una voragine, enorme, cosmica.     Come spesso accade, soprattutto nel BelPaese, ci siamo subito dimenticati del significato e del motivo della contesa, e ci siamo suddivisi in mille rivoli sparsi che commentano ad ogni piè sospinto questa o quella posizione più o meno autorevole, più o meno politicamente schierata, più o meno utile alla soluzione del problema.     Come dire: tanto rumore per nulla, ma anche, alla toscana: " Tanto tonò  che piovve! ". Alla fine infatti “dibatti che ti dibatti”, qualcuno ha pensato bene di alzare il tono e dalla sua privilegiata e potente posizione, legittimata peraltro da pubbliche elezioni e quindi da un voto popolare democraticamente espresso, di presentare un disegno di legge -  addirittura di respiro internazionale - per imporre nuove norme alla libertà di espressione.

Il caso Egitto e altri casi di cronaca

15 maggio 2017 Tag:, , , , ,
Normalmente a digit, il festival dedicato al giornalismo digitale di cui Lsdi è organizzatore,   non ci occupiamo di fatti di cronaca. Il giornalismo lo proviamo a spiegare. Cerchiamo di acquisire e proporre metologie, di comprendere il fenomeno digitale e la sua cultura. Nell'ultima edizione di digit, a ottobre del 2016, è capitato però di poter raccontare con la stessa incisività e precisione, sia un grave fatto di cronaca ancora insoluto, sia una serie di metodologie e tematiche culturali e tecnologiche che attengono strettamente al giornalismo del presente. L'occasione ce l'ha fornita la collega e collaboratrice storica di Lsdi: Antonella Beccaria. La reporter di origine lombarda che vive e lavora a Bologna è venuta a presentare  il suo ultimo reportage giornalistico, un libro sul caso Regeni. E mentre raccontava nel suo workshop i risultati dell'inchiesta realizzata a quattro mani con il  collega Gigi Marcucci,  ha anche esposto in modo dettagliato una serie di strategie operative per raccogliere dati, testimonianze sul campo senza andare fisicamente nei luoghi dei fatti, usando al meglio gli strumenti digitali e la rete. Di seguito lo sbobinamento del workshop di Antonella,  al termine