Il selfie come rovesciamento delle gerarchie

| 17 febbraio 2014 | Tag:, , , ,

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Se ne è parlato poco qui da noi, ma questo selfie (un autoscatto col cellulare) di un giornalista di le Monde nella sala ovale della casa bianca, con Hollande e Obama sullo sfondo, ha suscitato un vespaio di polemiche in Francia.
 


Sul Nouvel Observateur, un noto cronista politico, Bruno Roger-Petit, sostiene che quello scatto ‘’rivela, una volta di più, le debolezze allucinanti della comunicazione del presidente Hollande e la tragica mancanza di autorità che l’ accompagna’’.
 
Ma per André Gunthert, uno dei principali animatori di Culture Visuelle, quel selfie è una sorta di gesto liberatorio e fortemente simbolico. Attraverso la pratica del selfie – sottolinea – ‘’circola il messaggio gioiosamente iconoclasta del rovesciamento delle gerarchie più solide’’.
 

‘’Sotto Mitterand – osserva Roger-Petit, non si si sarebbe mai potuto verificare un simile comportamento, che finisce per ridicolizzare il presidente’’. Un selfie dunque dagli effetti devastanti, che, secondo il commentatore, è ‘’il riflesso dell’ epoca’’.

 

L’ episodio ha addirittura indotto il sito 20minutes a lamentare che, ‘’già considerati come i peggiori turisti del mondo, ora i Francesi hanno anche il discutibile onore di essere ritenuti dal servizio di sicurezza della Casa Bianca il popopolo che ha i giornalisti più turbolenti’’.

 

Gunthert ribatte invece che ‘’l’ indignazione e i sarcasmi che hanno accolto questo autoritratto così ingenuo realizzato dal giovane giornalista del Monde  Thoams Wieder, tutto felice di trovarsi nella Sala Ovale alla presenza di Obama e di Hollande, sono degli indicatori di potenti riflessi normalizzatori, che sembrano trovare nel selfie una fonte di irritazione sempre attiva’’.

 

Ecco qui di seguito alcune riflessioni dello studioso francese.
 
Il magnifico selfie di Thomas Wieder aveva evidentemente tutto per solleticare i virtuosi. Oltre alla sua localizzazione in un uno dei luoghi di maggior sacralità, equivalente a San Pietro di Roma nel medioevo, il ghigno del giornalista in primo piano, il gesto di richiamo all’ ordine della persona del servizio di sicurezza in secondo piano, senza dimenticare Barack e François, testimoni impotenti della rottura del protocollo, ne fanno sicuramente uno dei capolavori del genere.
 

Selfie a Chernobyl

Selfie a Chernobyl


 
La circolazione rapida delle informazioni a partire dalle immagini scattate dai testimoni diretti di un avvenimento non ha più niente che possa sorprendere. La settimana prima Twitter e alcuni giornali si erano deliziati con  le foto degli hotel dei giornalisti sbarcati a Sochi per le Olimpiadi invernali, che confermavano tutti gli stereotipi russofobi.
 
L’ accoglienza diametralmente opposta dei selfie di Washington dimostra una interpretazione altrettanto convenzionale, basata soprattutto sul rispetto dei sancta sanctorum americani, in cui il presidente francese era andato proprio per cercare di invertire la curva di una popolarità declinante.
 
Il ridicolo non è una misura oggettiva, dice ancora Gunthert.
 

Per quanto mi riguarda, io accordo una considerazione molto limitata agli incontri protocollari dei capi di Stato, eredità delle visite dei reali, che suscitano più attenzione mediatica che un vero interesse da parte del pubblico, per non parlare della loro (in)utilità politica. Quindi confesso che mi sembra più ridicolo prendere sul serio queste parate diplomatiche che applicare ad esse il trattamento proprio delle foto turistiche.
 
Non sono di questo avviso una buona parte dei commentatori, che continuano a vedere nella fotografia l’ eredità delle icone religiose che venivano date come ricompensa ai catecumeni che lo meritavano. Sii educato, di’ buongiorno e grazie, stai dritto – in una parola, sii saggio come una immaginetta. Qualcun altro invece ha capito che il mondo è cambiato e che oggi è attraverso i selfie che circola il messaggio gioiosamente iconoclasta del rovesciamento delle gerarchie più solide. Mamma, sono in foto! Attraverso la magia inclusiva della foto turistica, i grandi vengono spogliati della loro gloria, Barack e François si ritrovano a fare le comparse dell’ apoteosi di Thomas.
 
E conclude:
 
No, il selfie non è una cosa seria, ma è sicuramente una buona notizia!

 

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