Eliminata dal corso di deontologia la domanda su carta stampata e ‘’cultura di internet’’

| 25 febbraio 2014 | Tag:, , ,

OdgLa domanda al centro della nostra stupita segnalazione di ieri sera (‘’Internet nuoce al ‘giornalismo ragionato della carta stampata’. Lo proclama l’ Odg’’) è stata eliminata dal questionario del Corso di deontologia promosso dall’ Ordine dei giornalisti e il Centro di Documentazione Giornalistica provvederà a controllare che nei test già effettuati la risposta non sia stata determinante ai fini del passaggio alla lezione successiva.

 

Lo ha reso noto oggi il Comitato tecnico scientifico (CTS) del Consiglio nazionale dell’ Ordine, la struttura che cura i rapporti con le Scuole di giornalismo e le Università e gli aspetti della formazione professionale, con una nota, che qui riportiamo.

 

“In relazione a quanto sollevato da Pino Rea IN MERITO ALLA DOMANDA NR. 9 DELLA PRIMA LEZIONE DEL CORSO ONLINE DI DEONTOLOGIA, il CTS sottolinea che la ratio dell’inserimento della domanda era quella di far riflettere sulla differenza fra carta stampata e internet soprattutto in relazione alla velocità di composizione dei pezzi.

 

E’ innegabile che, per sua natura, Internet sia più “reattivo” rispetto alla carta stampata che ha invece tempi più dilatati. È altresì innegabile che gli sviluppi dell’informazione sembrano portare nella direzione “suggerita” in qualche modo dalla domanda: se vorrà sopravvivere, la carta stampata dovrà approfondire i temi che Internet sarà in grado di sviluppare in tempo reale. La domanda però si presta evidentemente ad interpretazioni differenti rispetto allo spirito degli estensori del testo. Per questo motivo, il Cts ha proposto al Cdg di sostituirla con un’altra domanda e di controllare che nei test già effettuati la risposta non sia stata determinante ai fini del passaggio alla lezione successiva”.

 

Un apprezzamento ai colleghi del CTS per la tempestività del loro intervento.

 

Quanto al merito, il modo con cui la domanda era stata formulata ci sembra molto distante dalle intenzioni. Soprattutto per la contrapposizione fra ‘’carta stampata’’ (che non ha certo il monopolio del giornalismo ”ragionato e di approfondimento’’ e il concetto di ‘’cultura di internet’’, che farebbe pensare a una convinzione – da parte degli estensori del testo della domanda – secondo cui al web toccherebbe esprimere, per sua natura,  un giornalismo non ragionato e superficiale.

 

Cosa che è frutto di un pregiudizio semplificatorio.

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