Il passaggio al digitale è già avvenuto (almeno per i lettori dei grandi media)

| 22 luglio 2011 |

Lettore

Una ricerca su 600 lettori delle 20 maggiori testate di informazione francesi ha scoperto che essi dedicano 37 minuti al giorno alle pubblicazioni digitali rispetto ai 22 minuti destinati alla carta stampata – ’’Questo numero incredibilmente alto dimostra che il passaggio al digitale è avvenuto – almeno per i lettori di grandi media nazionali’’, commenta Frédéric Filloux in una delle sue ultime Mondaynote, partendo dall’ analisi di come il linguaggio stia cambiando – Il termine lettori online si è trasformato in lettori digitali, osserva, spiegando che lo slittamento terminologico riflette due tendenze: l’ esistenza di una gamma sempre più ampia di strumenti e lo spettacolare aumento della mobilità – Altre ricerche sul campo

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The new faces of digital readers
di Frédéric Filloux
(Mondaynote)

(traduzione di Giusy Furlan)

Il linguaggio sta cambiando: il termine lettori online si è trasformato in lettori digitali.

Lo slittamento terminologico riflette due tendenze: l’ esistenza di una gamma sempre più ampia di strumenti e lo spettacolare aumento della mobilità.

Lo provano alcune recenti ricerche. La prima risale a fine giugno ed è stata diffusa a Parigi da Havas Media, la maggiore agenzia pubblicitaria europea (in Francia ha il 25% del mercato), che ha effettuato un sondaggio su un gruppo di 600 persone che leggono i 20 principali quotidiani nazionali e settimanali francesi. I risultati ottenuti dal sondaggio possono tranquillamente essere estesi anche altrove, in quanto la situazione nel campo degli apparecchi digitali è paragonabile a quella di altri mercati.

Ecco i principali risultati:

Gli intervistati dichiarano di dedicare 37 minuti al giorno alla lettura di pubblicazioni digitali rispetto ai 22 minuti al giorno per la carta stampata. Questo numero è incredibilmente alto, dimostra che il passaggio al digitale è avvenuto – almeno per i lettori di grandi media nazionali. Ma non è così per tutti; più in generale, come ha scoperto Nielsen, gli utenti di internet dedicano non più di 30 minuti al mese alla lettura di quotidiani on-line. Risulta quindi fondamentale andare incontro agli utenti per così dire “fedeli” piuttosto che attirare utenti inesperti, meno coinvolti e meno interessati al fattore economico che contraddistingue le pubblicazioni digitali.

Com’ è distribuito l’ utilizzo dei media? secondo l’indagine di Havas Media, il 51% degli intervistati preferisce i siti web, il 31% le edizioni elettroniche dei vari giornali e il 17% utilizza applicazioni. Dati che mostrano la predominanza del web, dovuta a due fattori: l’alto volume di contenuti liberi e gratuiti e l’ importanza delle notizie in tempo reale.

In contrapposizione, un aspetto problematico delle pubblicazioni digitali deriva dal fatto che la maggior parte di queste usa ancora un formato PDF. Un formato che non offre al lettore un’ esperienza ottimale e non soddisfa le esigenze di mobilità: velocità di download e comfort di lettura anche sullo schermo di smartphone (a causa della mancanza di una buona interfaccia e di un utilizzo ancora relativamente scarso dei tablet).

Quando vengono lette le notizie sui dispositivi digitali? Il break di metà mattina costituisce uno dei due momenti principali durante i quali gli utenti preferiscono dedicarsi alla consultazione del web (per il 36% degli intervistati) e di edizioni digitali e applicazioni (per il 21-22%). Il secondo momento è la sera, dopo il lavoro, quando invece vengono utilizzati uniformemente tutti i diversi dispositivi.

Il sondaggio indica anche i motivi principali del consumo di notizie online:

#1: Informazioni in tempo reale – menzionato dal 48% degli intervistati.

#2: Accesso libero – e sarà infatti difficile convincere la gente a pagare per le notizie. Ma la speranza c’è: il 29% dice che sarebbe disposto ad acquistare una versione digitale. È interessante notare che il 72% degli intervistati sarebbe pronto a ricevere pubblicità in cambio di un abbonamento digitale e il 54% sarebbe disposto a visualizzare più pubblicità pur di poter scaricare gratuitamente contenuti digitali.

#3: Disponibilità – un termine che comprende l’accessibilità e la facilità d’uso.

#4: Selettività – vista come un privilegio della stampa e un fattore chiave del gradimento.

Per quanto riguarda i tablet, il 77% di chi ne possiede uno muove solo i primi passi in internet, il 66% lo utilizza per lo scambio di e-mail, e il 62% per vedere video. I soggetti intervistati non dimostrano un grande interesse verso le applicazioni, infatti ne hanno scaricate gratuitamente solo 7, e quelle a pagamento sono ancora meno. Queste cifre sorprendentemente basse sembrano però caratterizzare solo il mercato francese.

Negli Stati Uniti, secondo il recente sondaggio Nielsen, il quadro è diverso: gli utilizzatori di iPhone e iPad hanno una media di 48 applicazioni di ogni genere nei lori dispositivi, contro le 35 per Androind e le 15 per RIM. Ma se si calcola il reale utilizzo di queste applicazioni, contando le persone che le aprono più volte al giorno (68% degli utenti di iOS, 60% per Android e il 45% per RIM) si può notare quale consente un miglior ritorno nell’investimento nel settore applicazioni. In termini numerici di applicazioni caricate ed utilizzate, se prendiamo una base di 100 per IOS, Android segnerà 64 e Blackberry 21.

Naturalmente, il quadro ha bisogno di essere raffinato: nel mercato dei tablet, Apple è in testa, ma in quello degli smartphone Android gode di una penetrazione del 38%, mentre iPhone del 27% e RIM del 21%, quindi complessivamente il risultato in termini di portata di mercato è lo stesso.

In conclusione, cosa significa questo per il mercato dei media?

  1. C’ è ancora molta strada da fare in termini di applicazioni combinate ai browser, ma è principalmente una questione di qualità dell’ interfaccia.
  2. La gente si aspetta notizie in tempo reale, anche nelle applicazioni, altrimenti non c’ è nessun valore aggiunto.
  3. Le edizioni digitali hanno una risonanza maggiore rispetto alla qualità del brand, ma finché non sono supportate da applicazioni migliori in grado di fornire notizie in tempo reale, sono destinate ad avere un mercato relativamente limitato.
  4. Il modello di pubblicità necessita di una maggiore dose di creatività: una fetta consistente di lettori sarebbe disposta ad accettare più annunci purché le pubblicazioni restino libere. E questo apre la strada alla reinvenzione del modello di sponsorizzazione per le edizioni digitali.
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