I ritmi infernali e la cultura del copia-incolla

| 6 marzo 2010 |

La sfida della velocità, la progressiva opacità delle fonti primarie delle notizie sulla Rete e una pratica culturale che vede l’ informazione come una risorsa duplicabile in maniera ‘’naturale’’ – La vicenda del redattore del New York Times costretto alle dimissioni per plagio – L’ organizzazione del lavoro prevedeva una produzione settimanale di almeno 7 mila parole, equivalente a circa 50 mila caratteri, e “imponeva di rispondere in tempi stretti a una storia proposta su un altro giornale concorrente”

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I ritmi infernali del lavoro giornalistico online, la sfida della velocità, la progressiva opacità delle fonti primarie delle notizie sulla Rete e una cultura che vede l’ informazione come una risorsa duplicabile in maniera ‘’naturale’’.

Si è parlato molto in questi giorni di Zachery Kouwe, il giovane giornalista economico del New York Times che è stato costretto alle dimissioni per avere utilizzato impropriamente e ripetutamente contenuti del WSJ, della Reuters e altre fonti informative senza nemmeno citarle.  Ma poco si è detto sullo sfondo di quel comportamento.

Su questo aspetto si sofferma un articolo dell’ European Journalism Observatory, che segnala come Kouwe, in un’intervista concessa dopo le dimissioni al New York Observer, dopo aver presentato le proprie scuse, abbia riconosciuto di avere agito in modo scorretto, sottolineando però come la vicenda sia dovuta in particolare ai ritmi e alle pressioni produttive.

In particolare, i ritmi di lavoro – ha raccontato il giornalista – prevedevano una produzione settimanale di almeno 7 mila parole, equivalente a circa 50 mila caratteri, e imponevano di rispondere in tempi stretti a una storia proposta su un altro giornale concorrente.

I tempi di produzione di internet – scrive l’ EJO – si sono drammaticamente accorciati rispetto alla produzione cartacea, la possibilità di fare un controllo autentico sulle fonti informative, di avere la certezza dell’attendibilità di quanto scritto ,diventa sempre più difficile. Anche la qualità del giornalismo dipende dal tempo a disposizione. Al di là della capacità  personale del giornalista nel proporre sintesi da volumi di informazioni sempre più ampie, esistono intrinsiche difficoltà nell’attenersi alle regole di base del giornalismo  Come scrive Newspaperdeathwatch.com, Kouwe, 31 nni, ha sviluppato le sue capacità ed esperienze giornalistiche all’interno di una cultura internet dove il fattore tempo è essenziale e la notizia diventa una risorsa duplicabile.

La cultura del copia e incolla delle notizie dilaga. La necessità dell’immediatezza nella pubblicazione delle notizie rende più vulnerabile la qualità del giornalismo. Quanti sono oggi sull’intero volume delle notizie, articoli e servizi proposti online, quelli che non abbiano in qualche modo attinto a fonti internet senza che siano stati citati in modo appropriato le fonti in violazione del copyright? All’epoca di internet la nozione di fonte primaria sembra diventata obsoleta.

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