E-presse Premium, una edicola digitale per rovesciare i rapporti di forza con Google

| 26 dicembre 2010 |

Edicola

Otto giornali francesi, insieme a Orange (il principale operatore di Tlc di Oltralpe), stanno per lanciare E-Presse Premium, una sorta di sportello online dove verranno diffusi, a pagamento, i contenuti del Consorzio –  Le testate impegnate ‘’vogliono valorizzare i propri contenuti e ristabilire un modello a pagamento nell’ oceano gratuito del web, cercando di sfuggire alle grinfie del potentissimo Google’’ –  Il modello pubblicitario di internet  è insufficiente per finanziare un giornalismo di qualità e l’ idea è quindi di sostituire i ricavi pubblicitari con entrate generate dalla vendita di contenuti – Sull’ edicola materiali in vendita per tre piattaforme (web, smartphone e tablet) e, in un secondo tempo, per  la tv online; abbonamenti digitali e confezioni multi-editoriali, con eventuali packages ad alto valore aggiunto su grandi avvenimenti sportivi o politici, a cui la gente potrebbe abbonarsi per un tempo determinato – A fine marzo la partenza

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Rovesciare il rapporto di forza creato da Google, Apple e Facebook  nel mondo online. E’ l’ orizzonte in cui si muove ‘’E-Presse Premium’’,  l’ edicola digitale che otto giornali francesi – L’ Équipe, il Figaro, Libération, Le Parisien, Les Échos, L’ Express, Le Point e Le Nouvel Observateur – e Orange, il principale operatore di Tlc di Oltralpe, stanno realizzando per cercare di opporsi allo strapotere dei giganti della Rete. E che dovrebbe partire alla fine di marzo 2011.

L’ obbiettivo del Consorzio (tecnicamente un ‘Groupement d’ interet économique’) è salvare la pelle nella guerra dell’ informazione online attraverso un’ edicola digitale unica che venderà gli articoli dei vari giornali a prezzi fissati autonomamente da ciascuno di essi. I giornali francesi – spiega l’ Observatoire des médias – vogliono valorizzare i propri contenuti e ristabilire un modello a pagamento nell’ oceano gratuito del web, cercando di sfuggire alle grinfie del potentissimo Google.

Il capitale iniziale di ‘’E-presse’’ è di 100.000 euro. Presidente è  Xavier Spender, amministratore delegato di Équipe.fr e e di Équipe TV; direttore generale Frédéric Filloux, creatore di un blog molto noto (spesso tradotto da Lsdi) ed ex redattore di Libération e 20 Minutes.

‘’Non siamo qui per fare l’anti-Google – ha raccontato Filloux in una recente intervista -. Oggi la stampa nel suo insieme non si trova più di fronte a una concorrenza interna con una testata contro l’ altra. I giornali hanno di fronte i grandi attori del mercato, fra cui Google, che ha una straordinaria capacità di trattare grandi quanità di dati, e Apple, che ha una grande capacità di commercializzare tutto ciò. Questi due modelli  non sono adatti a noi nel senso che Google cattura una grossa fetta del mercato in  una ampia opacità e Apple propone un modello economico (con l’ iTunes store e le sue applicazioni, l’ iPad e presto anche una ‘edicola’) che non corrisponde a quello che noi vogliamo’’.

Ma siamo aperti, e ci sono anche dei settimanali con noi – aggiunge il direttore generale di E-Presse -. Siamo riusciti nello scopo di uscire dal quadro tradizionale della stampa quotidiana nazionale associando anche delle riviste. Questa edicola ha come vocazione quella di essere una casa aperta e siamo in contatto con un sacco di gente. Ma in questo tipo di cose, la complessità delle discussioni è proporzionale al quadrato del numero di persone che sono attorno al tavolo. Già non è semplice, ma faremo venire anche altri nel corso del primo trimestre 2011, comprese delle testate francofone svizzere e belghe che sono interessate a questa esperienza. Perché è la prima al mondo: in nessun altro paese testate diverse sono riuscite a organizzarsi e a capirsi attorno ad un progetto.

Quanto agli aspetti economici, il modello pubblicitario di internet – rileva Filloux – è insufficiente per finanziare un giornalismo di qualità, che resta senza prezzo. Se internet è un modello deflazionista, il costo dell’ informazione non è mai calato; e tende anzi ad aumentare. L’ idea è quindi di sostituire i ricavi pubblicitari con delle entrate generate dalla vendita di contenuti. Sull’ edicola si troverà così materiali in vendita per tre piattaforme (web, smartphone e tablet) e, in un secondo tempo, per  la tv online, così come degli abbonamenti digitali e, se gli editori lo vorranno, anche articoli venduti al momento, oppure delle confezioni multi-editoriali. Potrebbero essere dei packages ad alto valore aggiunto su grandi avvenimenti sportivi o politici, a cui la gente potrebbe abbonarsi per un tempo determinato.

L’ idea è di proporre tutti i mezzi di pagamento e tutti i sistemi tariffari possibili – continua Filloux -. L’ ideale comunque sarebbe l’ abbonamento (…). Sul mercato anglosassone, ad esempio, si sa che la tariffa ideale si situa attornio ai 99 euro all’ anno per ottenere una base di abbonati solida. Sarebbe l’ ideale.

Quanto al ruolo di Orange, il progetto prevede l’ utilizzazione del suo motore di ricerca, Read&Go. Per la prima volta – sottolinea il direttore di E-Presse – un motore di ricerca riconosce il valore di contenuti che gli vengono sottoposti. Neglio Stati Uniti Google aspira del traffico e ne rinvia parecchio sui vari siti ma non paga niente li monetizza attraverso la pubblicità. Qui invece, per la prima volta, il motore di ricerca pagherà per questi contenuti, ne faremo insieme la promozione e ci rinvierà del traffico. Avrà insomma un valore di benchmark.

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