Facebook prossimo big dell’ informazione?

| 16 ottobre 2009 |

facebook L’ ipotesi di una trasformazione del social network in una piattaforma informativa non è tanto peregrina ma i problemi sono complessi – A partire da quelli di carattere etico – Un articolo di Ben LaMothe su Econsultancy

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Facebook ha tutti gli strumenti necessari per trasformare il suo sito di social networking nel prossimo grande editore di informazione. ‘’Tutto quello che sta bloccando Facebook dal diventare il principale editore giornalistico per il suoi 300 milioni di utenti è il desiderio di Zuckerberg di farlo’’, scrive Ben LaMothe in un articolo per Econsultancy.

Dopo averlo portato al profitto con un anno d’ anticipo, LaMothe ritiene che non sia irrealistico pensare che il fondate di Facebook, Mark Zuckerberg,  possa immaginare di investire nella produzione di notizie, a dispetto della problematica situazione economica del settore. Come riporta Editorsweblog, LaMothe, riferendosi a una intervista concessa da Zuckerberg nel 2007 al Wall Street Journal, LaMothe rileva che egli "aveva alluso a un nuovo scenario in cui trasformare Facebook da un semplice sito di social network in una diversa puattaforma’’, spiegando che in futuro gli utenti avrebbero potuto vedere ‘’la produzione di veri articoli’’ sulle base delle ‘’imbeccate’’ pubblicate su Facebook.

Dato che la maggioranza degli utenti di FB sono giovani (18-34 anni) e che recenti studi hanno scoperto che questa fascia d’ età è la più incline a cercarsi l’ informazione online – ha un senso immaginare che un sito di social networking possa essere guardato come una potenzionale piattaforma per notizie. Come LaMothe suggerisce, in qualche modo lo è già: ‘’Legandoti coome amico a qualcuno, convalidi interessi condivisi e prospettive. Quando un amico posta un link a un articolo, a un video o a un altro media, è probabile che tu ci clicchi sopra sulla base della fiducia che tu riponi su di lui’’.

Quanto alla mancanza di motivazioni per i giovani nel cercare le notizie, secondo LaMothe ‘’la realtà è che queste persone aspettano che siano le notizie a cercare loro’’. Un matrimonio fra il social network e questioni serie potrebbe essere un modo per accrescere l’ interesse dei giovani nei confronti dell’ informazione.

Ma che tipo di giornalismo si dovrebbe fare se FB dovesse espandersi fino a diventare un vero e proprio servizio di informazioni pienamente funnzionante? E Facebook come potrebbe arrivarci?

LaMothe propone un modello simile a quello che viene fatto dal progetto non-profit Bay Area Newst, in cui studenti di giornalismo non pagati fanno la raccolta di notizie e una piccola squadra di giornalisti professionisti controlla e inquadra il tutto prima della pubblicazione.

Ma questo potrebbe funzionare per una piccola pubblicazione comunitaria, ma per Facebook, un network che serve oltre 300 milioni di persone tutto questo sembra impossibile da praticare.

Forse potrebbe funzionare come un aggregatore di notizie, seguendo la scia di pubblicazioni come Huffington Post, che raccolgono titoli e link ad altri articoli e siti web. Questo, se i vari editori non si mettesero d’ accordo fra di loro, potrebbe significare che Facebook non avrebbe niente da pagare, o pochissimo, per i contenuti attualmente pubblicati, aggiungendo soltanto altre lamentele da parte degli editori di tutto il mondo.

Si potrebbe allora considerare l’ ipotesi di acquisire un giornale, come Google aveva pensato di fare a maggio. Anche se potrebbero nascere problemi di obbiettività e di etica visti che Facebook potrebbe essere tentata di favorire soprattutto i suoi inserzionisti. Google era arrivata alla stessa conclusione quando decise di non comprare quella testata, ‘’per evitare di superare il confine fra tecnologia e contenuti’’, aveva detto il CEO Eric Schmidt.

Quindi per Zuckerberg, investire un mucchio di soldi per trasformare Facebook nel prossimo big nel campo dell’ editoria giornalistica è più un problema che una cosa giusta. Ma nonostante ciò è una vicenda che bisogna seguire: se decidesse di entrare nell’ industria editoriale, il gioco potrebbe diventare molto interessante.

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