Terapia di gruppo per i grandi editori Usa

| 22 novembre 2008 | Tag:, ,

api.jpg Un summit a porte chiuse dell’ American Press Institute ha stabilito che il settore è in una fase di crisi che precede la dissoluzione – I giornali sono accecati e la leadership degli “anziani” non aiuta ad affrontare le questioni

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Terapia di gruppo a porte chiuse per i capi dei principali gruppi editoriali Usa raccolti intorno all’  American Press Institute.
Nei giorni scorsi si è infatti tenuto un  "summit di crisi" da cui è uscita una prognosi non fausta: l’ industria dell’  informazione su carta – riporta Editor and Publisher – è nella “fase” della crisi che precede la dissoluzione.

James Shein, specialista  nei cambiamenti di trend e docente alla Northwestern University, ha spiegato ai CEO dei grandi gruppi – fra cui  George Irish, presidente di Hearst Newspapers, e Mark Contreas, senior vice president dei giornali di E.W. Scripps – che i giornali sono “accecati” e che la maggiore questione che essi hanno di fronte è la leadership degli “anziani”.

"Non sono sicuro che voi possiate guardare ai vostri affari con occhi freschi”, ha detto rivolto ai partecipanti.

L’ incontro rientrava in una "part group therapy" e "part business-school class" che si è articolata in tre segmenti: affari legali in campo finanziario; tattiche di management per nuove strategie; e pratiche di cambiamento.

Il summit – precisa Editor and Publisher – ha concluso che i tagli di organico non riducono i costi in maniera abbastanza veloce da salvare il settore ed “erodono” il prodotto durante il processo, secondo quanto ha riferito Steve Miller, che è intervenuto alla conferenza.

Miller e Shein hanno fatto diverse raccomandazioni ai partecipanti, invitandoli a una collaborazione con soggetti esterni, a potenziare il brand e ad essere intraprendenti per evitare il collasso del settore.

Sebbene possa sembrare che il summit non abbia concluso molto di più del riconoscere che c’ è una “crisi”, è da segnalare il fatto che l’ API ha stabilito che l’ industria dei giornali avrà probabilmente bisogno di qualche “aiuto esterno” per fermare il declino.

(fonte:  Editor and Publisher)

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