Sei radio “più uguali” delle altre

| 31 luglio 2008 | Tag:,

Pannella In un articolo su infodem.it Beppe Lopez denuncia la vicenda di alcune emittenti private finanziate dallo Stato “con trucchi e sotterfugi grotteschi e scandalosi, ai danni di tutte le altre radio. Con tanti saluti alla promozione del pluralismo e della libera concorrenza di mercato” – Ma chi ha sentito parlare di “movimenti politici” come ‘Roma idee’ o ‘A viva voce’?

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“Si facciano pure i tagli dei fondi per l’editoria – anzi si debbono fare! – ma lo si faccia con un minimo di dignità e di logica, eliminando le costose, indebite rendite parassitarie e i numerosi e imbrogli e raggiri tuttora consentiti”. E’ così che Beppe Lopez, giornalista e scrittore, autore del libro “La casta dei giornali” (ed. Stampa alternativa), conclude su infodem.it – il sito da lui diretto – una nuova denuncia contro una delle tante storture delle norme sul finanziamento pubblico delle testate giornalistiche.
Questa volta al centro della sua analisi sono alcune radio, in particolare “quelle sei radio più uguali delle altre”, finanziate in quanto sedicenti “organi di partiti politici rappresentati in Parlamento”. Finanziate – spiega Lopez nella sua analisi – “con trucchi e sotterfugi grotteschi e scandalosi, ai danni – è bene ricordarlo – di tutte le altre radio. Con tanti saluti alla promozione del pluralismo e della libera concorrenza di mercato”.
A parte la “lista Marco Pannella” (per Radio Radicale) e la sedicente “Liga veneta Repubblica” (per Radio Venerto 1), chi conosce i “movimenti politici” a cui farebbero riferimento le altre quattro emittenti? Chi ha mai sentito, chi ha mai rilevato una qualche attività politica, chi può giurare sulla stessa esistenza – chiede Lopez – di movimenti quali Italia e libertà, Roma idee, Cittaperta, A viva voce? Spesso – aggiunge -, come ha verificato e riporta Laura Maragnani su Panorama, i parlamentari che hanno firmato quelle dichiarazioni di appartenenza non sanno nulla di quei movimenti (“Mi coglie impreparato, così su due piedi”, “E io che ne so?”, “Me l’aveva chiesto il segretario regionale del partito”…)”.
“L’ha detto un forzista? L’ha denunciato Panorama? Ben vengano – conclude Lopez -. Specie nel momento in cui il governo vuole tagliare i fondi anche per i pochi giornali che lo meritano e ne hanno bisogno (le vere cooperative editoriali e le iniziative no-profit). Si facciano pure i tagli dei fondi per l’editoria – anzi si debbono fare! – ma lo si faccia con un minimo di dignità e di logica, eliminando le costose, indebite rendite parassitarie e i numerosi e imbrogli e raggiri tuttora consentiti”.

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