Come “ascoltare” un articolo online o un feed Rss quando si è senza pc

| 13 maggio 2008 |

Il logo di Dixero Una nuova tecnologia messa a punto da Dixero, una azienda italo-svedese con base a Lugano, traduce in file audio qualsiasi scritto – Si tratta delle cosiddette tecnologie TTS (text-to-speech), che trasformano appunto del testo in linguaggio parlato e potrebbero quindi aiutarci a smaltire il tipico information overload, il sovraccarico informativo che rischia di creare montagne di informazioni inestricabili

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di Bernardo Parrella

Una nuova tecnologia permette di trasformare testi scritti, come ad esempio i feed RSS di un qualsiasi sito web, in file audio, evitando così di farli accumulare fra le decine e decine di testi da leggere e controllare. Si possono archiviare su strumenti audio come l’ iPod e li si può ascoltare con calma nei “buchi” della giornata in cui – per scelta o per forza – non abbiamo accesso al computer o a internet.

La ha messa a punto Dixero, una azienda italo-svedese con base a Lugano che opera nel settore delle tecnologie di sintesi del linguaggio. Si tratta delle cosiddette  tecnologie TTS (text-to-speech), che trasformano appunto del testo in linguaggio parlato sintetico.

Presente tra i circa 120 espositori nel parterre della Web 2.0 Expo svoltasi recentemente a San Francisco, Luca Mascaro, responsabile tecnico del progetto, ci ha spiegato in una intervista, pubblicata da Apogeonline,  innovazioni e potenzialità di tali tecnologie in un ambiente web sempre più multimediale.


Mascaro Dixero – ci ha raccontato fra l’ altro Mascaro (nella foto) – propone innanzitutto un servizio gratuito online che permette agli utenti di registrare automaticamente i propri feed Rss, convertendoli in audio podcast con differenti voci ed opzioni. L’idea iniziale, un po’ controcorrente rispetto all’attuale tendenza dello sharing continuo, era quella di creare invece uno strumento per se stessi, finalizzato all’uso individuale – senza ovviamente escludere le ulteriori condivisioni decise dai singoli. Volevamo rompere un po’ le regole del semplice aggregare quelli che in fondo sono segmenti e materiali altrui. Così ci siamo chiesti: quali sono i momenti della giornata dove non possiamo usare il Web? Facendo sport, guidando o viaggiando, ad esempio. In casi simili potrei prendermi allora il feed della posta, delle testate preferite, dei blog che seguo e ascoltarmeli tranquillamente in cuffia. Dopo averli trasformati in canali audio personalizzati, assegnando a un feed la voce femminile americana, a un altro quella maschile italiana e così via. E scaricando i relativi podcast sul cellulare o sul lettore Mp3.

Al di là delle questioni puramente tecniche, direi che le tecnologie TTS (text-to-speech) possono aiutarci a smaltire il tipico information overload diluendolo su vari device/file audio.

Per l’informazione "scritta" ciò può rivelarsi un bel passo avanti per l’ utente finale, il quale può trasformare in un attimo le grosse quantità di feed, news, aggregatori, etc. da testo in audio, per poi ascoltare dove-come decide – un grosso vantaggio rispetto alla semplice lettura.

Analogamente, in un contesto web sempre piu’ multimediale e meno "text-only", impacchettare il proprio blog (anche) in audio puo’ rivelarsi un ulteriore strumento di diffusione e partecipazione capillare,  raggiungendo altre nicchie come, ad esempio, ampie fasce di disabili spesso dimenticate

In tal senso, quindi, l’ audio e le tecnologie TTS sono anzi importanti anche per chi produce informazione e soprattutto per il giornalismo di base o partecipativo, diffusi, pur se meno "sensazionali" del video, quindi meno commerciali, e perciò (erroneamente) snobbate dalle grandi testate.

Integrate nel più ampio sviluppo del web semantico (ormai abbastanza maturo, vedi ultimo post sul mio blog), tali tecnologie potrebbero rivelarsi cruciali per aiutare produttori e fruitori a non soccombere o ammiccare all’ overload, a filtrare in positivo quel che interessa, a dare maggior senso e coerenza a un rumore di fondo in costante aumento, creando reti di conoscenza diffusa e non semplici montagne d’ informazione inestricabile.

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