ACCESSO GRATUITO ANCHE AL FINANCIAL TIMES

| 3 ottobre 2007 |



Dopo il New York Times anche il quotidiano finanziario londinese sceglie la via del contenuto free – Ma, spiega Raffaele Mastrolonardo in un articolo su visionpost, con un limite: 30 articoli al mese. Per distinguere tra lettori saltuari e quelli fedeli ———–

Le grandi manovre nel mondo dell’informazione online non sono finite. E sembrano andare tutte nella stessa direzione: contenuti gratuiti, rileva Raffaele Mastrolonardo in un articolo su visionpost.it.

Nemmeno due settimane dopo la decisione del New York Times di offrire tutti i propri contenuti gratis, ecco che anche Ft.com, il sito del Financial Times, si muove lungo lo stesso solco. Anche se – spiega Mastrolonardo – con un po’ più di timidezza e con un pizzico di innovazione.

Il quotidiano economico britannico, fin qui rigoroso seguace del modello ad abbonamento, ha annunciato che dalla metà di ottobre tutti gli articoli del suo sito saranno disponibili senza che sia necessario sborsare una lira. Gratis, dunque, ma con un limite: 30 articoli al mese. Oltre questa soglia, il lettore dovrà sottoscrivere un abbonamento, esattamente come avviene oggi. In questo modo il giornale della City è convinto di distinguere tra utenti occasionali, quelli che magari arrivano sul sito per leggere seguendo una segnalazione su un blog, e i lettori fedeli, molti dei quali sono professionisti del settore, disposti a pagare un abbonamento per accedere all’informazione economica d’alta scuola prodotta dal quotidiano.

Attraverso questa distinzione, Ft.com conta di ottenere un doppio risultato. Da una parte, salvare gli introiti derivanti dagli abbonati al sito (101 mila persone che pagano 98,99 sterline all’anno o 8,25 sterline al mese) e che, secondo fonti dell’ambiente, generano entrate annuali comprese tra i 7 e i 9 milioni di sterline. Dall’altra, far entrare i contenuti dell’edizione online nella conversazione della blogosfera, farli circolare in rete, aumentare dunque gli accessi al sito e di conseguenza le entrate pubblicitarie.
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