I MEDIA E LA FABBRICA DEL CONSENSO

| 2 maggio 2006 |



Net ripropone in edizione paperback ‘’La fabbrica del consenso’’, il famoso saggio sull’ universo dei media
di Chomsky e Herman, che continua a conservare una stretta attualità

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‘’I media servono a mobilitare l’appoggio della gente agli interessi particolari che dominano lo stato e l’attività privata, e spesso il modo migliore per comprendere, a volte con chiarezza cristallina e in profondità, le loro scelte, le loro enfasi e le loro omissioni è quello di analizzarli in questi termini’’. Parola di Noam Chomsky che aggiunge: ‘’questa tesi è ovvia. Ma il postulato democratico è che i media sono indipendenti e hanno il compito di scoprire e di riferire la verità, non già di presentare il mondo come i potenti desiderano che venga percepito”.

E’ così che comincia il primo paragrafo della prefazione a La fabbrica del consenso (Manufacturing Consent), che Chomsky aveva scritto 20 anni fa con Edward S. Herman e che la NET – a dieci anni dalla prima edizione – ripropone ora in edizione paperback, integrato con un saggio di Alberto Leiss e Letizia Paolozzi (La fabbrica del consenso – Noam Chomsky, Edward S. Herman – Net – 2006 – pagg. 501.

Quell’ analisi – delineata nel 1988 – continua a conservare una forte attualità confermando La fabbrica del consenso come uno dei più importantistudi sull’ universo dei mass media mai svolto.

’’La stupefacente attualità dell’analisi di Chomsky ed Herman – spiega Nuovimondimedia – è alla base di questa scelta editoriale. Riscopriamo il sopraccitato “modello di propaganda” costruito dai due studiosi, e lo vediamo applicato con sincronismi inappuntabili ad alcuni dei casi politico-mediatici più clamorosi verificatisi negli Stati Uniti nei due decenni precedenti alla pubblicazione del libro. È evidente come dietro a questa operazione si nasconda un invito implicito, quasi aritmetico: invertite i fattori, il risultato non cambia. Che, in questa circostanza, diventa: sostituite mentalmente gli scenari degli anni settanta e ottanta con quelli attuali, e il modello di Chomsky-Herman si dimostrerà altrettanto valido’’.

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